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...Sono talmente al verde, tutti quanti, sempre, che quando si mettono a giocare a carte non hanno una lira da puntare. Altri, magari lascerebbero perdere. Ma quelli, l'ho detto, non si arrendono facilmente alla miseria. E allora giocano... e invece che denaro, si giocano i ricordi. Uno di fronte all'altro con le carte in mano, la sigaretta tra le labbra. Studiano le carte, poi uno punta.
"Una volta mi sono innamorato in maniera disperata."
"Si sarebbe ucciso per lei?"
"Mi vede, sono ancora qui."
"Allora deve tirare fuori qualcosa di meglio..."
Chi perde, perde il ricordo. A furia di giocare, e di perdere, fatalmente finiscono per rimanere a corto di ricordi. Se ne tengono stretti un paio, meravigliosi, per la volta che gli capiterà un poker servito, e nell'attesa raschiano il fondo della memori:
"Mi rimane, se le sembra il caso, una ragazza di Chabut. Non era bella e non è venuta a letto, non si illuda".
"E' già qualcosa..."
(Osvaldo Soriano: Un'ombra ben presto sarai)
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