Archivio Storico

Comune di Mugnano di Napoli

e

www.altramugnano.it

Presentano on-line:

Gli atti deliberativi del Consiglio Comunale del 1901 - 1902

Presentazione

Dopo mesi di intenso lavoro, possiamo dirci davvero soddisfatti, finalmente una iniziativa singolare. L'idea, promossa dal nostro sito e accolta con entusiasmo dal Comune (Aut. Prot. n°19425 del 30/10/2006 documentazione depositata), ha preso corpo dopo tre mesi di infinite scansioni fotografiche e trascrizione di centinaia di pagine. I verbali, rigorosamente scritti a mano con rara bellezza calligrafica, tracciano, in un certo qual modo, il percorso sociale e storico della nostra comunità. Attraverso la lettura dei testi si noterà la metamorfosi di un paesello che nel 1901 contava circa 500 nuclei familiari. In questa prima sessione pubblichiamo le delibere del Consiglio Comunale degli anni 1901 e 1902. I testi sono riportati in forma integrale e senza alcuna correzione. Ci teniamo a precisare che questo lavoro è inedito ed è pubblicato in esclusiva solo su questo sito. Ricordiamo, inoltre, agli utenti che quanto pubblicato è da noi ritenuto patrimonio culturale usufruibile da tutti e a titolo gratuito, ma è pur vero comunque che tale risorsa è tutelata dalla Legge 22 aprile 1941 nr. 633 e seguente. Pertanto coloro che, senza alcuna autorizzazione scritta, useranno quanto pubblicato a scopo di lucro, saranno perseguiti a norma di legge. Quindi per qualsiasi uso si prega contattare www.altramugnano.it, e-mail: jhcece@tin.it. Siamo certi che questo viaggio nel tempo sarà di vostro gradimento. La storia della nostra comunità consultabile direttamente da casa vostra.

 

 

Anno 1901

 

 

N°13 - Verbale di descrizione della prima convocazione

 

L’anno millenovecentouno, il giorno diciassette del mese di aprile, nella Casa Comunale di Mugnano di Napoli. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza alle ore 17,30.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, e i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cozzolino avv. Francesco, 2° Imperatore Francesco, 3° Napolano Giovanni, 4° Giannetti Luigi, 5° Taglialatela Mattia, 6° Vallefuoco Sac. Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale Giuseppe Petroli.

Il Presidente, dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri che con lui non formano numero legale per la prima convocazione ha dichiarato questa deserta, avvertendo i Consiglieri presenti che saranno per la seconda convocazione invitati a domicilio.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma è stato sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere anziano e dal Segretario.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano: Giuseppe Vallefuoco; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario Comunale: Giuseppe Petroli

 

 

N°14 - Dimissioni del Consigliere sig. Cipolletta Andrea

 

L’anno millenovecentouno, il giorno diciannove del mese di aprile nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza alle ore 18,00.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, e i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cerino Carmine, 2° Cerino Salvatore, 3° Cipolletta Costantino, 4° Giannetti Luigi, 5° Grasso Vincenzo, 6° Imperatore Francesco, 7° Liccardi Biagio, 8° Napolano Giovanni, 9° Taglialatela Mattia, 10° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 11° Vallefuoco notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente, dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di dodici pur la pur dico seconda convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperto la seduta alle ore 18,30.

Indi il Presidente medesimo riferisce al Consiglio che il Consigliere signor Cipolletta Andrea ha fatto pervenire le sue dimissioni motivate da ragioni di famiglia. Fa dar lettura dal Segretario della lettera di dimissioni, non senza manifestare che il Consigliere Cipolletta è fermo nel proposito di abbandonare la carica cui, le sue giornaliere occupazioni non permettono di accudire.

Invita perciò il Consiglio a votare per schede segrete sulla accettazione o meno delle presentate dimissioni.

Non essendovi alcuno che chiedeva parlare, si è passato alla votazione per schede segrete, con l’avvertenza da parte del Presidente, che chi crede accettare le dimissioni scriver debba si, i contrari no. Sono assunti a scrutatori i sigg: Vallefuoco Sac. Giuseppe, Vallefuoco Notar Giuseppe e Taglialatela. Eseguitasi la votazione si è avuto il seguente risultato: presenti e votanti n° 12. Schede nell’urna 12. Schede col si n°12.

Indi il Presidente ha proclamato accettate ad unanimità le dimissioni del Consigliere Signor Cipolletta Andrea.

 

 

N°15 - Accettazione del prestito di lire 92400, con la Cassa Depositi e Prestiti.

 

Indi il Presidente medesimo riferisce al Consiglio che con R. (Regio) Decreto del ventiquattro marzo millenovecentouno, è stato concesso a questo Comune il prestito di lire novantaduemilaquattrocento chiesto alla Cassa Depositi e Prestiti. In conseguenza il Consiglio deve nella odierna seduta accettare il prestito suddetto e all’uopo presenta il seguente ordine del giorno:

il Consiglio Comunale

Riferendosi alle proprie deliberazioni del ventinove ottobre e sette novembre millenovecento, approvate dalla Giunta Provinciale amministrativa in adunanza del diciannove dicembre millenovecento e relative alla contrattazione di un prestito di lire novantaduemilaquattrocento coll’Amministrazione della Cassa Depositi e Prestiti, con diciannove voti favorevoli sui venti consiglieri assegnati al Comune.

1° Delibera di accettare il prestito di lire novantaduemilaquattrocento (Lire 92400) concesso a questo Comune sulla Cassa Depositi e Prestiti col Regio Decreto del ventiquattro marzo millenovecentouno, e di accettarlo alle condizioni generali stabilite dalle leggi e Regolamenti ingenti non meno che alle condizioni speciali fissate nel R. Decreto di concessione. Ritenendo quindi che, a norma di tali condizioni, la restituzione alla Cassa mutuante della somma del prestito, compresi gli interessi al saggio del quattro e cinquanta per cento dovrà essere eseguita in trentacinque annualità di lire cinquemilacentonovantaquattro e centesimi trentotto ciascuna, e che queste annualità sono da pagarsi dal Comune a rate bimestrali di lire ottocentosessantacinque e centesimi settantatre ognuna, mediante applicazione di eguale tangente della sovrimposta sui terreni e fabbricati e rilascio di altrettanti delegazioni sull’Agente incaricato della riscossione della sovrimposta comunale ai termini dell’art. 17 della Legge 27 maggio 1875 n° 2779 e delle disposizioni del relativo Regolamento 9 dicembre 1875 n° 2802;

2°: delibera di sovrimporre alle imposte dirette sui terreni e fabbricati tanti centesimi addizionali quanti valgano a formare il predetto annuo di lire cinquemilacentonovantaquattro e centesimi trentotto (£. 5194.38) corrispondente alla somma suddetta.

3°: delibera che la imposizione di tale sovrimposta colla speciale applicazione alla estinzione delle annualità del prestito stesso e la decorrenza delle delegazioni relative debbano incominciare dall’anno successivo a quello della somministrazione del prestito e debbano continuare per tutti i trentacinque anni assegnati all’amministrazione del prestito;

4°: delibera che tale quota annua di sovrimposta abbia a ritenersi delegata come si delega irrevocabilmente pro solvendo e non pro soluto alla Cassa dei Depositi e Prestiti ed abbia ed essere inserita annualmente in distinta sede nella parte attiva dei bilanci del Comune per tutta la durata del periodo di ammortizzazione con riferimento a questa deliberazione, e vi venga contrapposta nella parte passiva dei bilanci stessi, fra le spese obbligatorie pel periodo di anni suindicato , l’annualità di cui il Comune è debitore per il rimborso del prestito, essendo naturalmente inteso che il Comune dovrà esso medesimo soddisfare alla Cassa quanto questa non potesse conseguire per mezzo delle delgazioni;

5°: delibera infine che, per la esecuzione di quanto sopra , sia dal Sindaco qual Presidente della Giunta municipale, annessa, ai termini dell’art. 17 della sovracitata Legge 27 maggio 1875 e del relativo regolamento, una delegazione per ogni annualità di ammortamento del prestito, e così trentacinque delegazioni per la somma di lire cinquemilacentonovantaquattro e centesimi trentotto (£. 5194.38) ciascuna sull’Agente incaricato di riscuotere, per conto del Comune, le sovrimposte sui terreni e sui fabbricati, quali delegazioni saranno pagabili in rate bimestrali di lire ottocentosessantacinque e centesimi settantatre (£. 869.73) ognuna.

Non essendovi alcuno che chieda di parlare per alzata e seduta mette a votazione il predetto ordine del giorno, che viene approvato ad unanimità. Fanno da scrutatori i sigg: Vallefuoco Sac. Giuseppe, Vallefuoco Notar Giuseppe e Taglialatela Mattia.

Dal che si è redatto il presente verbale che previa lettura e conferma viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano: Giuseppe Vallefuoco; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario Comunale: Giuseppe Petroli

 

 

N°16 - Provvedimenti circa lo sbalzo dei  generi soggetti a dazio.

 

L’anno millenovecentouno, il giorno trenta del mese di aprile nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza alle ore 19,00.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i sigg: 1° Cerino Salvatore, 2° Cozzolino avv. Francesco, 3° De Magistris Lucio, 4° Giannetti Luigi, 5° Imperatore Francesco, 6° Liccardi Biagio, 7° Napolano Giovanni, 8° Tafuri Angelo, 9° Taglialatela Mattia, 10° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 11° Vallefuoco Notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente dopo d’aver constatato, mediante appello nominativo, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di dodici per la prima convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperto la seduta alle ore 19,15.

Indi il Presidente medesimo riferisce che durante la passata gestione dell’appaltatore daziario, questi aveva accordato ad alcuni contribuenti il diritto dello sbalzo dei generi introdotti soggetti a dazio, e poscia esportati. E poiché nel subentrare all’appaltatore l’amministrazione comunale, molti contribuenti hanno fatto premure per ottenere quella stessa facilitazione che godevano sotto la gestione in appalto, egli si è creduto nel dovere di interpellare in proposito il Consiglio comunale sull’accordare o meno, cioè, la detta facilitazione. Apre la discussione sul riguardo.

Il Consigliere Napolano esprime il parere che non possa ne debbasi accordare la chiesta facilitazione sia perché è contraria alla legge, la quale ad agevolare il commercio ha preveduti i depositi, sia perché lo sbalzo è la causa necessaria delle frodi specie in questo Comune che non ha una vera cinta daziaria, ma invece una quantità di vie di campagna che difficilmente possono in tutte le ore essere sorvegliate. S’aggiunga inoltre che l’accordare tale facilitazione è notevole per l’avvenire nel caso che si voglia, come si dovrà di certo, appaltare il dazio consumo, giacché i concorrenti terrebbero presenti tale circostanza nel fare le loro offerte; e non solo: lo sbalzo comprenderebbe in massima parte generi soggetti a dazio governativo, sul quale non è dato ai Comuni di transigere in verum modo né di accordare facilitazioni, dappoiché ciò costituirebbe un pessimo precedente laddove il Governo dovesse a se assumere la riscossione.

 

(interviene il Consigliere Cipolletta Costantino)

 

Napolano, conchiude col proporre che non si accordi lo sbalzo per ragioni di legalità e di convenienza.

Cerino Salvatore esprime l’idea di accordare lo sbalzo per tre mesi in linea di esperimento.

Giannetti Luigi, assicura il Consiglio che essendo egli stato appaltatore daziario  per molti e molti anni, lo sbalzo ha dato sempre pessima prova.

I Consiglieri Cipolletta, Cozzolino e Liccardo, ciascuno a sua volta, dichiarano che la questione ha bisogno di uno studio ponderato prima di venire decisa, perché mentre sono d’accordo nelle ragioni di legalità espresse da collega Napolano, essi sono impressionati dal fatto che il negare lo sbalzo, significa apportare un danno enorme a molti negozianti ed arrestare le attività commerciali di essi.

Vallefuoco Sac. Giuseppe propone che si rimandi ad altra tornata qualunque decisione: nel frattempo si studierebbe meglio la questione, tanto più che sul riguardo si è interpellata l’Amministrazione comunale di San Giovanni a Peduccio, paese eminentemente commerciale, sul se esista o meno inquel Comune e come regolato il dritto dello sbalzo, e non ancora si è ottenuto risposta. Nel frattempo il Sindaco potrebbe anche informarsi presso altri Comuni.

Il Sindaco Presidente è del parere che si debba decidere subito su tale questione, dappoiché hanvi dei negozianti che attualmente fanno sbalzare i generi e bisogna che egli sul riguardo sappia come regolarsi.

Interviene il Consigliere Capasso cav. Pasquale.

Vallefuoco insiste nella fatta proposta di rimando, alla quale si associano vari altri consiglieri, tanto più che il Consiglio all’uopo potrà essere convocato a breve scadenza: a lunedì per esempio. In allora si decida pure in merito allo sbalzo già eseguito dai negozianti. Prega quindi il Presidente di mettere ai voti la proposta.

Il Presidente mette ai voti per alzata e seduta la proposta di rimando, ed essa viene approvata ad unanimità. Il Presidente proclama l’esito della votazione a cui hanno assistito gli scrutatori sigg: Capasso, Taglialatela e Vallefuoco Notar Giuseppe.

 

 

 N°17 - Parere circa la riforma dello Statuto del Pio Monte del Purgatorio.

 

Il Presidente quindi ha dato comunicazione al Consiglio delle modifiche e delle aggiunte apportate allo Statuto del locale Monte del Purgatorio da quell’Amministrazione in seguito ad avviso datone dall’On.le Consiglio di Stato, ed invita poscia il Consiglio comunale ad esprimere sul riguardo il suo parere ai sensi dell’art. 62 della Legge 17 Luglio 1890.

Il Consigliere Vallefuoco notar Giuseppe fa notare che le modifiche e le aggiunte, siccome si è inteso, sono avvenute per suggerimento del Consiglio di Stato: perciò il Consiglio comunale può benissimo dare il suo parere favorevole su di esse, avendolo già dato sull’intero scordinamento del detto Statuto nella tornata 10 dicembre 1898.

Ed il consiglio votando per alzata e seduta, con gli scrutatori come per legge, esprime parere favorevole sulla riforma dello Statuto del Pio Monte del Purgatorio.

 

 

N°18 - Nomina dei delegati per la Commissione di R. Mobile

 

Indi lo stesso Presidente in conformità dell’ordine del giorno di questa tornata, ha iniziato il consiglio a procedere alla scelta dei delegati di questo Comune per la nomina della Commissione Mandamentale di Ricchezza Mobile che dovrà funzionare nel biennio 1902 – 903, dando nel contempo comunicazione della circolare prefettizia in data 16 aprile corrente n°17926.

Dopo breve scambio di idee si è passato alla votazione per schede segrete, e si è avuto il seguente risultato:

Presenti e votanti n°14, maggioranza 8, schede n°14.

Al signor Capasso cav. Pasquale voti n°14

Al signor Vallefuoco notar Giuseppe voti  n°14

Al signor De Magistris Lucio voti n°14

Al signor Napolano Giovanni voti n°14

Al signor Taglialatela Mattia voti n°14

Il Presidente assistito dagli scrutatori signori Capasso, Vallefuoco sac. Giuseppe e Liccardo Biagio, ha proclamati nominati i suddetti cinque individui.

Dal che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e da me Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano: Giuseppe Vallefuoco; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario Comunale: Giuseppe Petroli

 

 

 N°19 - Variazioni al bilancio 1901 pel pagamento del personale daziario.

 

L’anno millenovecentouno, il giorno sei del mese di Maggio, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza alle ore 19,00.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Chianese Francesco, 3° Cirino Carmine, 4° Cirino Salvatore, 5° De Magistris Felice, 6° Giannetti Luigi, 7° Grasso Vincenzo, 8° Imperatore Francesco, 9° Liccardo Biagio, 10° Napolano Giovanni, 11° Tafuri Angelo, 12° Taglialatela Mattia, 13° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 14° Vallefuoco Notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente dopo d’aver constatato, mediante appello nominale la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di quindici per la prima convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperto la seduta alle ore sette e mezza.

Indi il Presidente medesimo in ordine al primo capo dell’ordine del giorno che venne per l’ora tarda rimandato alla presente seduta, e cioé “Variazioni al bilancio 1901 pel pagamento del personale daziario” riferisce che in seguito alla dichiarata decadenza dell’appaltatore daziario e alla assunzione del dazio per parte del Comune, il personale addetto alla riscossione e cioè i commessi e le guardie, dappoiché da capo ufficio funziona il Segretario, deve essere pagato dal Comune salvo ad essere rimborsato della relativa spesa dal cessato appaltatore a cui dauno, secondo il capitolato, dovrà gestirsi il dazio. Per provvedere quindi al pagamento e alla conseguente emissione dei mandati, bisogna provvedere al fondo in bilancio, e perciò, trattandosi di una vera e propria partita di giro, propone che il fondo assegnato al passivo art.70 del bilancio corrente “spese da essere rimborsate, sia aumentati di lire quattromila, potendosi tanto più o meno calcolare la spesa cui si andrà incontro pel resto di questo anno: e altrettanto si potrà fare sul corrispondente articolo dell’attivo cui si imputerà mese per mese quella parte di riscossione del dazio corrispondente alla spesa delle guardie.

Non essendovi alcuno che muova obiezioni, mette a partito per alzata e seduta la fatta proposta, che viene approvata ad unanimità. Fanno da scrutatori Grasso, Liccardo e Taglialatela.

 

 

N°20 - Provvedimenti circa lo sbalzo dei generi introdotti nel Comune e soggetti a dazio consumo.

 

Indi il Presidente ricorda che il Consiglio già ebbe a trattare il presente capo dell’ordine del giorno e comunica che sia a Secondigliano, sia a S. Giovanni a Teduccio che in altri paesi di dove ha avuto informazioni per iscritto ed a voce non esiste lo sbalzo dei generi soggetti a dazio consumo introdotti nel Comune. Apre sul riguardo la discussione e prega il Consiglio di prendere una decisione per potersi regolare opportunamente, quale Sindaco, con i contribuenti.

Napolano riassumendo tutte le ragioni da lui suddette nella presente seduta contrarie allo sbalzo propone che il Consiglio non lo ammetta sia perché esso è contrario alla legge la quale ha tenuto di mira il commercio con la ristituzione dei depositi e con le introduzioni temporanee, sia perché esso da facile e sicuro adito alle frodi oltre all’essere un grave impiccio per la contabilità daziaria.

Vari Consiglieri si associano alle idee svolte dal Napolano, e perciò il Presidente mette a votazione per alzata e seduta la fatta proposta, la quale viene approvata ad unanimità, intendendosi con esso non ammesso dal Consiglio lo sbalzo dei generi soggetti a dazio introdotti nel Comune. Da scrutatori i sigg: Vallefuoco Sac. Giuseppe e notar Giuseppe e De Magistris Felice.

 

 

N°21 - Provvedimenti per la sistemazione delle strade interne via Chiesa e Orologio.

 

Il Presidente quindi crede inutile richiamare l’attenzione del Consiglio sullo stato di completa rovina in cui trovansi le due principali strade interne, cioè la via Chiesa e Via Orologio, che traversano il paese in tutta la sua lunghezza e sono le più importanti e più trafficate stante che da Napoli menano a Giugliano. La Giunta provvederà, almeno per via Orologio che è la più rovinata, ad una riattazione radicale e definitiva. La spesa di certo non sarà lieve, ma essendo le dette strade provinciali vi dovrà in buona parte concorrere la Provincia, cui nulla si potrà chiedere se non si elevi il progetto: crede quindi che su ciò debba provvedere il Consiglio.

Napolano si associa a quanto ha detto il Presidente e propone quindi che si mandi al Sindaco di nominare un ingegnere con l’incarico della redazione del progetto di sistemazione pattuendo con esso, possibilmente, che in caso di messa in opera del progetto compilato nulla debba pretendere di percentuale dal Comune, ma solamente dall’appaltatore assumente i lavori.

Il Presidente mette a votazione per alzata e seduta la proposta Napolano che viene approvata ad unanimità. Scrutatori i sigg: Vallefuoco Sac. Giuseppe, De Magistris Felice e Taglialatela.

 

 

N°22 - Proposta del Consigliere Cirino per l’abolizione della tassa Esercizi e rivendite e sostituzione della tassa fuocatico.

 

Indi il Presidente da la parola al Consigliere Cirino Salvatore il quale svolge una sua proposta tenente ad abolire pel seguente anno 1902 la tassa Esercizi e rivendite sostituendola con quella fuocatico, dappoiché ritiene questa più equa e più razionale che non quella, la quale colpisce solo una categoria di persone: oltre a ciò il bilancio comunale se ne potrà di molto avvantaggiare ed il proponente ritiene che ne abbia proprio bisogno perché questo anno il bilancio stesso si chiuderà con un forte disavanzo stante il mancato introito del dazio consumo e la perdita che su di esso avrà il Comune con la gestione in economia.

Napolano combatte la proposta Cirino dappoichè innanzi tutto ritiene che la tassa focatico sia più odiosa di quella esercizi e rivendite la quale in certo modo colpisce un reddito che il più delle volte si può determinare, mentre la fuocatico colpisce l’agiatezza più o meno di una famiglia, agiatezza che è ben difficile determinare ed è quasi una parola vaga. In secondo luogo l’art.164 della Legge comunale e provinciale ha stabilito con un ordine progressivo i Comuni, in caso d’insufficienza delle loro rendite, quali tasse possono applicare: ed egli ritiene che nella applicazione tale ordine debba seguirsi e non si possa quindi applicare il fuocatico prima di avere applicato la tassa Esercizi e rivendite. È del parere quindi che si debba rigettare la proposta Cirino.

Cirino insiste sulla fatta proposta cui si associa il Consigliere Vallefuoco Notar Giuseppe, e presenta il seguente ordine del giorno: “Il Consiglio, udita la discussione, delibera: abolire pel seguente anno 1902 la tassa esercizi e rivendite sostituendola con la tassa fuocatico, demandando alla Giunta la compilazione dello schema del regolamento e tariffa.

Dal che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma dico. Il Presidente in conseguenza mette a votazione l’ordine del giorno presentato per alzata e seduta. Si astiene il Consigliere Giannetti Luigi. L’ordine del giorno risulta approvato con voti tredici contro uno, cioè il Consigliere Napolano che ha votato contrario. Assistono gli scrutatori sigg: De Magistris Felice, Cirino Salvatore e Liccardo Biagio.

De che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano: Felice De Magistris; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario Comunale: Giuseppe Petroli

 

 

 N°23 - Verbale di diserzione della 1° convocazione.

 

L’anno millenovecentouno, il giorno venticinque del mese di Maggio, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore sette pomeridiane.          

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Fabrizio Capece Minutolo, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° De Magistris Lucio, 3° De Magistris Felice, 4° Giannetti Luigi, 5° Tafuri Angelo, 6° Vallefuoco Sac. Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente, dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri i quali colui non formano il numero legale per deliberare in prima convocazione, dichiara deserta la seduta ed avverte i presenti che saranno convocati a domicilio per la seconda convocazione. Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano: ? De Magistris; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario Comunale: Giuseppe Petroli

 

 

N°24 - Nomina del Capo d’Ufficio daziario.

 

L’anno millenovecentouno, il giorno trenta del mese di Maggio, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore sette.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Cirino Carmine, 3° Cirino Salvatore, 4° Cozzolino Francesco, 5° De Magistris Lucio, 6° Liccardo Biagio, 7° Tafuri Angelo, 8° Taglialatela Mattia, 9° Vallefuoco Sac. Giuseppe - Vallefuoco Notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente dopo d’aver constatato, mediante appello nominale la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di undici per la seconda convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore sette e mezza.

Indi il Presidente, fatta sgombrare la sala e chiudere le porte, dà lettura delle istanze presentate dai signori 1° Pagliara Antonio fu Giacinto, 2° Ortioli Carlo fu Giuseppe, 3° Cozzolino Federico fu Gennaro, 4° Giannetti Giovanni di Luigi, e di tutti i documenti annessi alle prime due.

Quindi apre la discussione in merito.

Dopo breve discussione il Consiglio su proposta del Consigliere Vallefuoco notar Giuseppe delibera ad unanimità di rimandare ad altra tornata la nomina del capo d’ufficio daziario.

 

 N°25 - Conto 1899

 

Il Consiglio quindi non ha proceduto come per legge alla nomina del Presidente provvisorio, dappoiché il conto 1899 non riguarda punto la gestione dell’attuale Sindaco – Presidente, entrato in carica in Ottobre del decorso anno 1900. Cosicché il Presidente, essendo il Consiglio chiamato a discutere il conto 1899, ha fatto dar lettura dal Segretario prima del conto morale reso dalla Giunta comunale e poscia ?scritta relazione fatta dai revisori del conto in esame ed il Consiglio preso atto del Conto morale reso dalla Giunta municipale; intesa la relazione dei revisori dei conti; delibera ad unanimità di approvare, siccome approva il Conto 1899 con un attivo di £. 75771.61 ed un passivo di lire 75755.91 e inconseguenza on un avanzo di cassa di lire 19.70.

La predetta votazione venne eseguita, in seguito a speciale ordine del giorno messo ai voti per alzata e seduta dalla Presidenza, con la assistenza degli scrutatori Sigg. Liccardo, Tafuri e Cozzolino e previo allontanamento dalla sala degli Assessori presenti signori: Taglialatela Mattia, Vallefuoco Sac. Giuseppe – Vallefuoco Notar Giuseppe e Cirino Carmine.

In conseguenza il conto consuntivo per l’esercizio finanziario 1899 si chiude col risultato di cui nel prospetto che segue nel modello del conto.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano: Lucio De Magistris; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario Comunale: Giuseppe Petroli

 

 

N° 26 - Ratifica di deliberazione d’urgenza della Giunta Comunale.

 

L’anno millenovecentouno, il giorno diciotto del mese di Giugno, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione straordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore diciannove.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Cipolletta Costantino, 3° Cirino Carmine, 4° Cirino Salvatore, 5° De Magistris Felice, 6° De Magistris Lucio, 7° Giannetti Luigi, 8° Grasso Vincenzo, 9° Liccardo Biagio, 10° Napolano Giovanni, 11° Tafuri Angelo, 12° Taglialatela Mattia, 13° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 14° Vallefuoco Notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di quindici per la prima convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore diciannove.

Indi il Presidente medesimo fa dar lettura dal Segretario della deliberazione presa in via d’urgenza dalla Giunta comunale nella seduta del primo Giugno, autorizzante il Sindaco a stare nel giudizio promosso dal Signor Ruggiero Giuseppe di Calvizzano con atto per l’usciere Conte di Napoli, e soggiunge che il Consiglio è chiamato a ratificarla o meno.

Il Consigliere Cipolletta chiede chiarimenti in ordine alla citazione stessa, che vengono forniti dalla Presidenza e dall’Assessore Vallefuoco il quale dice che l’Amministrazione non è certamente incline? Alle liti, ma nel caso, non essendovi il danaro pronto per tacitare il Ruggiero, occorreva autorizzare il Sindaco a resistere al giudizio allo scopo di evitare una seconda citazione ad una condanna contumaciale, e si ritardò tale autorizzazione e fu necessario quindi una deliberazione d’urgenza, perché si sperava in giorno in giorno la riscossione del prestito col quale si sarebbe pagato il Ruggiero, e la citazione quindi sarebbe rimasta di minimo effetto. Non essendovi altri che chieda di parlare il Presidente mette a votazione per alzata e per seduta la ratifica della deliberazione d’urgenza 1 à Giugno, ratifica che viene approvata ad unanimità. Assistono alla votazione, quali scrutatori i Signori: Vallefuoco Sac. Giuseppe, Taglialatela e De Magistris Felice.

 

 

N° 27 - Istanza dell’ex appaltatore daziario Sig. Grasso Felice suoi cauzionanti.

 

Indi il Presidente fa dar lettura dal Segretario di una istanza pervenutagli, diretta al Consiglio, dall’ ex appaltatore daziario Sig. Grasso Felice e dai suoi cauzionanti, con la quale essi implorano dalla bontà del Consiglio che non si proceda agli atti esecutivi contro di essi e che invece siano ammessi a pagare il loro debito a rate annuali di lire seicento ognuno, riconoscendo detto debito a tutto il 28 marzo u.s. epoca in cui lasciarono, per l’avvenuta decadenza, la gestione del dazio.

Il Consiglio all’unanimità chiede che la discussione su tale oggetto segua a porte chiuse,e perciò il Presidente fa sgombrare la sala e chiudere le porte al pubblico. In seguito di che, dopo che vari consiglieri hanno espresso sul riguardo la loro opinione, in generale, favorevole per l’accoglimento della istanza.

Il Consiglio, letta la istanza presentata dal sig. Grasso Felice e dai suoi cauzionanti, il nove corrente mese, nonché quella del 29 marzo u.s. a cui la prima si richiama; considerato che essa possa meritare accoglimento per ragioni di indole morale e legati, dappoiché una espropriazione contro i richiedenti equivarrebbe lo stesso che gettare sul lastrico una numerosa famiglia tra cui quattro vecchi ottagenari, ed il Comune prima di ricuperare il suo avere dovrebbe anticipare un paio di migliaia di lire per le spese, tenendole impedite fino a quando non venisse venduta la proprietà, dal cui ricavato può esser dubbio se arrivi ad indennizzarsi della porta principale delle spese anticipate; considerato che lo stato finanziario del Comune non permette di anticipare e tenere impedita somma alcuna occorrente per dette spese; ad unanimità delibera: Autorizzare il Sindaco a tenere pel momento, sospeso l’inizio degli atti di esecuzione, cui venne autorizzato con deliberato del 1° aprile u.s. e manda al Sindaco ed alla Giunta di stipulare coll’ex appaltatore Sig. Grasso Felice e con i suoi cauzionanti una convenzione, che, nei riguardi del Comune non avrà effetto se non approvata da questo Consiglio, sulle seguenti base: 1° che, pur rinunziando il Comune allo incameramento della cauzione ed alla riscossione in danno come dall’art.70 del capitolato, l’ex appaltatore ed i suoi cauzionanti riconoscono il debito che per qualsivoglia titolo, risulterà a loro carico alla data del 29 marzo u.s.. 2° che tale debito, venga escomputato in anni otto a rate eguali, a cominciare dal 1902, scadenti il 15 agosto e il 15 dicembre d’ogni anno. 3° che l’ipoteca attualmente esistente, venga estesa a lire diecimila, cioè a più di quanto si ritiene possa ammontare il debito dell’appaltatore. 4°: che la tassa di ricchezza mobile che per avventura possa essere accertata a carico del Comune in dipendenza del credito in discussione, venga esclusivamente soddisfatta dai debitori. 5° che le spese tutte occorrenti per la convenzione, estensione di ipoteca ed albo sieno a carico dei debitori. 6° che mancandosi per qualsiasi ragione ad uno dei patti stabiliti, specie alla puntualità dei pagamenti rateali, resta nulla e come non avvenuta la stipulata convenzione, ed il Comune viene reintegrato in tutti i diritti, niuno escluso, derivategli dal Capitolato d’oneri, sul quale ebbe effetto il contratto d’appalto.

 

 

N° 28 - Conferma del Segretario comunale.

 

Continuando la seduta a porte chiuse, e perché deve trattarsi della conferma del Segretario comunale, questi si allontana dalla sala, ed il Consiglio, su proposta del Presidente, ad unanimità assume a Segretario provvisorio il Consigliere Vallefuoco Notar Giuseppe. Indi il Presidente apre la discussione sul presente capo dell’ordine del giorno.

Il Consigliere Cipolletta crede, per vari motivi, prematura la conferma a norma di legge e cioè per un sessennio del Segretario comunale ed è che su questo capo dell’ordine del giorno non sarebbe avvenuta discussione alcuna, dappoichè il Segretario Signor Petroli da un anno e mezzo che presta servizio presto (presso) questa Amministrazione ha già dato quella luminosa prova della sua capacità, onestà e del suo zelo che possa da chiunque richiedersi per dichiararlo con coscienza meritevole della conferma per un più lungo periodo di tempo al posto finora occupato, in conseguenza egli non può associarsi al parere del collega Cipolletta, in quanto che il richiedere un maggiore esperimento potrebbe intendersi sfiducia sull’opera finora prestata e che il Segretario abbia finora demeritato, cosa questa che con lealtà e coscienza non può dirsi, perché al contrario il Comune non poteva avere un funzionario sotto tutti i rapporti migliore del Petroli che, classificato al primo posto nel concorso che venne bandito e fra ben diciassette concorrenti ha saputo ben rispondere alla aspettativa ed alla fiducia in lui riposta. Per tali ragioni egli prega il collega Cipolletta perché non insista nella espressa opinione, dappoichè il rimandare l’affare alle sedute autunnali porterebbe di conseguenza o il procedere, come può farsi oggi, alla conferma sessennale oppure il prolungare per un altro anno la nomina biennale, non potendosi licenziare il Segretario per mancanza di diffida nei termini di Legge. Replica il Consigliere Cipolletta dichiarando che non si supponga essere mosso da odio o da fatti personali; egli ha espresso un semplice parere ritenendo essere più utile nell’interesse del Comune un maggiore esperimento, ma visto le insistenze del collega Vallefuoco, desiste da ogni altra osservazione. Il Consigliere Sac. Vallefuoco presenta quindi il seguente ordine del giorno: il Consiglio “Considerato che le stesse ragioni che determinarono la nomina del sig, Petroli Giuseppe a Segretario di questo Comune non sono per nulla venute a mancare, anzi nei due anni di esperimento la solerzia, l’onestà e la capacità riscontrate nel Segretario hanno quelle ragioni ribadite, e sono motivo per non privare il Comune di un tale funzionario.

Delibera – Confermare il nominato signor Petroli Giuseppe a Segretario comunale per un sessennio a norma di Legge.

Vari Consiglieri si associano all’ordine del giorno Vallefuoco e chiedono che sia messo a partito. Il Presidente quindi mette a votazione per schede segrete l’ordine del giorno Vallefuoco, avvertendo che coloro i quali vogliono approvarlo scrivano si, i contrari no.

Eseguitasi la votazione sotto l’assistenza degli scrutatori sigg. Vallefuoco Sac. Giuseppe, Taglialatela Mattia e De Magistris Felice, si è avuto il seguente risultato: presenti e votanti n°15 schede rinvenute nell’urna n°15. Schede col si nà15. In conseguenza il Presidente proclama approvato ad unanimità l’ordine del giorno Vallefuoco, e quindi confermato ad unanimità per un sessennio al posto di Segretario comunale il Sig. Petroli Giuseppe.

Stante l’ora tarda il Consiglio ad unanimità rimanda il prosieguo dell’ordine del giorno ad altra tornata da destinarsi dal Sindaco.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano: ? De Magistris; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario Comunale: Giuseppe Petroli

 

N° 29 - Provvedimenti relativi al personale daziario.

 

L’anno millenovecentouno, il giorno ventinove del mese di Giugno, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione straordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore sei e mezza pomeridiane.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cirino Carmine, 2° Cirino Salvatore, 3° Cozzolino Francesco, 4° De Magistris Felice, 5° Giannetti Luigi, 6° Grasso Vincenzo, 7° Liccardo Biagio, 8° Napolano Giovanni, 9° Taglialatela Mattia, 10° Vallefuoco Sac. Giuseppe 11° Vallefuoco Notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di dodici per la prima convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore sette.

Indi il Presidente medesimo richiama l’attenzione del Consiglio sul presente capo dell’ordine del giorno, affinché il Consiglio stesso stabilisca la somma da spendersi mensilmente pel personale tutto addetto alla riscossione, giacchè quello esistente non è affatto sufficiente: occorre infatti non solo il capo d’ufficio ma eziandio? un capo guardia per la sorveglianza dei posti, e della cinta, e l’aumento di qualche guardia necessario per le perlustrazioni notturne che attualmente vengono eseguite dalle guardie campestri.

Dopo varia discussione il Consigliere Vallefuoco Sac. Giuseppe propone che il personale addetto alla riscossione del dazio consumo venga stabilito, anche in conformità del regolamento in vigore, in un numero di dieci guardie, in inserviente, un capo guardia e un capo d’ufficio, in modo che la spesa relativa non superi le lire quattrocentosessanta mensili. Interviene il Consigliere De Magistris Lucio. Messa ai voti per alzata e seduta la suddetta proposta, viene approvata ad unanimità. scrutatori i signori Vallefuoco Sac. Giuseppe, Vallefuoco Notar Giuseppe e Taglialatela.

 

N° 30 - Nomina del Capo Ufficio daziario.

 

Il Consiglio ad unanimità rimanda ad altra tornata il presente capo dell’ordine del giorno.

 

N° 31 - Provvedimenti relativi al personale delle guardie campestri.

 

Indi il Presidente medesimo dichiara al Consiglio che si è incluso nell’ordine del giorno il presente capo dappoichè sono generali le lagnanze sul modo come funziona il personale delle guardie campestri che ha bisogno di un riorganizzamento: si è quindi portata la questione al Consiglio per quei provvedimenti che crederà opportuno di prendere.

Il Consigliere Napolano riconosce in effetti che il servizio non procede in modo regolare e confessa che ritiene superflua la spesa che gravita sul bilancio comunale per le guardie campestri delle quali egli crede si possa fare a meno: forse ciò è pure nell’animo sia dei suoi colleghi della Giunta, che di quelli del Consiglio: epperciò egli propone che per ogni buon fine si mandi alla Giunta di diffidare pel seguente anno le guardie campestri.

Vallefuoco Notar Giuseppe si associa alle opinioni espresse dal collega Napolano e soggiunge che è proprio il servizio che deve essere riorganizzato e quindi propone diffidarsi pel primo Gennaio 1902 il corpo delle guardie campestri salvo i provvedimenti di riorganizzamento in sede di bilancio, soggiungendo che in tal modo il Consiglio è libero, senza tema di ledere dritti acquisiti, di apportare se crede su questa spesa una certa economia.

Napolano si associa all’ordine del giorno Vallefuoco.

Il Presidente quindi lo mette a votazione per schede segrete, avvertendo i consiglieri che coloro che intendono approvarlo scrivano si i contrari no.

Eseguitasi la votazione si è avuto il seguente risultato: Presenti e votanti n°13. Schede rinvenute nell’urna n°13. Schede col si n°13. “Il Presidente assistito dagli scrutatori sigg: Vallefuoco Sac. Giuseppe, Vallefuoco Notar Giuseppe e De Magistris Felice, proclama l’esito della votazione.

De che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano: ? De Magistris; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario Comunale: Giuseppe Petroli

 

 

N° 32 - Verbale di diserzione della 1° convocazione.

 

L’anno millenovecentouno, il giorno dodici del mese di Luglio, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione straordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore sei e mezza pomeridiane.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cipolletta Costantino, 2° De Magistris Felice, 3° Giannetti Luigi, 4° Grasso Vincenzo, 5° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 6° Vallefuoco Notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri i quali con lui non formano il numero legale per deliberare in prima convocazione, dichiara deserta la seduta ed avverte i presenti che saranno convocati a domicilio per la seconda convocazione.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano: ? De Magistris; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario Comunale: Giuseppe Petroli

 

 

N° 33 - Nomina del Capo ufficio daziario.

 

L’anno millenovecentouno, il giorno quindici del mese di Luglio, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione straordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore sei e mezza pomeridiane.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Cipolletta Costantino, 3° De Magistris Felice, 4° De Magistris Lucio, 5° Giannetti Luigi, 6° Grasso Vincenzo, 7° Vallefuoco Sac. Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di ottoi per la seconda convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore sette e mezza.

Indi il Presidente medesimo, fatta sgombrare la sala e fatta chiudere le porte al pubblico, fa dare comunicazione al Consiglio delle domande cogli annessi documenti pervenuti all’ufficio per ottenere il posto di Capo d’ufficio daziario.

Le domande in principio furono quattro, ma avendo il signor Giannetti Giovanni ritirata la propria, sono ridotte a tre, altre due presentate in carta semplice e delle quali non bisogna in conseguenza tener conto. Le tre domande sono dei signori: 1° Pagliara Antonio fu Giacinto il quale oltre al foglio di congedo per collocamento a riposo quale maresciallo di terra nelle guardie di finanze da cui risulta aver servito sempre con lodevole condotta per anni diciotto e giorni tredici, ha presentato pure un certificato ed una lettera per lodevole servizio prestato quale Direttore dei dazi in Giugliano e quale impiegato d’ufficio presso l’Amministrazione daziaria di Aversa di dove venne licenziato per ragioni di economia. 2° Artioli Cav. Carlo fu Giuseppe il quale ha presentato una quantità di titoli di benemerenza per campagne fatte per la indipendenza italiana, brevetti di medaglie e decreto di nomina a cavaliere, una lettera di servizio prestato quale ricevitore nell’Amministrazione daziaria di Subiaco e una patente di controllore in quella di Velletri. 3° Cozzolino Federico fu Gennaro, attuale guardia daziaria, il quale non ha presentato alcun titolo. Apre quindi la discussione e prega il Consiglio di procedere alla nomina, dappoichè il Segretario comunale dopo ben quattro mesi di servizio non può continuare nelle funzioni di capo d’ufficio, per ragioni di salute e per ragioni inerenti al suo ufficio di segretario.

Vari consiglieri esprimono le opinioni che debba nominarsi colui che dai titoli presentati dia maggiore affidanza sulla propria capacità ed onestà, ed il Consigliere Vallefuoco Sac. Giuseppe propone anzi che la nomina avvenga per un periodo di esperimento di due mesi con lo stipendio mensile di lire cinquanta in detto periodo, salvo a stabilire altro all’atto della conferma.

Il Presidente quindi invita il Consiglio a procedere alla votazione per schede segrete intendendosi, in conseguenza della proposta Vallefuoco, che il prescelto è nominato in via di esperimento per mesi due a cominciare dal primo Agosto p.v. con lo stipendio mensile di lire cinquanta.

Procedutosi alla votazione si è avuto il seguente risultato: Presenti e votanti n° otto. Al sig. Pagliara Antonio fu Giacinto voti sette, scheda bianca una. Il Presidente proclama eletto alle condizioni di cui sopra il signor Pagliara Antonio fu Giacinto.

Hanno assistito da scrutatori i sigg. De Magistris Felice, Vallefuoco Sac. Giuseppe e Cipolletta Costantino. 

 

 

N° 34 - Provvedimenti per l’appalto del dazio consumo.

 

Interviene il Consigliere Cozzolino Francesco.

Indi il Presidente fatte aprire le porte al pubblico, dichiara che per mancanza del numero legale non si possono trattare il secondo e terzo capo dell’ordine del giorno e cioè: “Inversione di somme e vertenza dell’ex appaltatore daziario” e quindi occorre passare al 4° capo, cioè “ Provvedimenti per l’appalto del dazio consumo. La Giunta ha creduto chiamare il Consiglio su tale oggetto, dappoichè con precedente deliberato, venne stabilito la questione in economia in pendenza dei provvedimenti finanziari che si dicevano prossimi ad attuarsi dal Governo: ma giacchè pare che pel momento tali provvedimenti non vadano in esecuzione, crede la Giunta che sia opportuno aprire l’appalto del dazio consumo.

Vari Consiglieri esprimono parere favorevole, e il Presidente quindi mette a votazione per alzata e seduta, il seguente ordine del giorno: “il Consiglio. Ritenendo opportuno e necessario indire le aste per l’appalto la riscossione dico del dazio consumo”. Delibera. Mettere in appalto la riscossione del dazio consumo indicendo le aste col metodo dell’estinzione delle candele, anche, se ne sarà il caso, con termini abbreviati di giorni cinque. Manda alla Giunta di compilare uno schema di capitolato o di proporre modifiche a quello già esistente e superiormente approvato.

Eseguitasi la votazione, con l’assistenza degli scrutatori sigg. De Magistris Felice, Vallefuoco e Cipolletta, l’ordine del giorno risulta approvato ad unanimità.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano: ? De Magistris; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario Comunale: Giuseppe Petroli

 

 

N° 35 - Verbale di diserzione di seduta.

 

L’anno millenovecentouno, il giorno sette del mese di Agosto, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione straordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore sette pomeridiane.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Fabrizio Capece Minutolo, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Cozzolino Francesco, 3° Giannetti Luigi, 4° Taglialatela Mattia, 5° Vallefuoco Sac. Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri che con lui non formano il numero legale per poter deliberare in prima convocazione, dichiara deserta la seduta ed avverte i presenti che saranno convocati a domicilio per la seconda tornata.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano: Giuseppe Vallefuoco; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario Comunale: Giuseppe Petroli

 

 

N° 36 - Verbale di rimando di seduta.

 

L’anno millenovecentouno, il giorno tredici del mese di Agosto, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione straordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore sette pomeridiane.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Cipolletta Costantino, 3° Cozzolino Francesco, 4° De Magistris Lucio, 5° Giannetti Luigi, 6° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 7° Taglialatela Mattia, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di otto per la seconda convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperto la seduta alle ore sette e tre quarti.

Il Presidente quindi dichiara che per poter discutere sui due oggetti della presente tornata non è sufficiente il numero dei presenti; dappoichè pel primo oggetto. Inversione di somme potendo considerarsi come un prolungamento di prestito occorre il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri, e pel secondo oggetto, trattandosi di una questione di somma delicatezza ed importanza è bene che via sia un numero maggiore di Consiglieri. È del parere quindi che si rimandi ogni discussione ad altra tornata.

Il Consiglio approva ad unanimità, ed il Presidente dichiara sciolta l’adunanza.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano: Lucio De Magistris; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario Comunale: Giuseppe Petroli

 

 

N° 37 - Inversione di somme.

 

L’anno millenovecentouno, il giorno ventitre  del mese di Agosto, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione straordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore sette pomeridiane.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Cirino Carmine, 3° De Magistris Lucio, 4° Giannetti Luigi, 5° Cozzolino avv. Francesco, 6° Imperatore Francesco, 7° Liccardo Biagio, 8° Napolano Giovanni, 9° Taglialatela Mattia, 10° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 11° Vallefuoco Notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di otto per la seconda convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperto la seduta alle ore sette e tre quarti.

Il Presidente, dopo d’aver constato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di dodici per la prima convocazione, ha aperto la seduta alle ore sette e quarto.

Indi il Presidente medesimo richiama l’attenzione del Consiglio sul presente capo dell’ordine del giorno che ha stretta attinenza col prestito testè fatto ed ottenuto con la Cassa Depositi e Prestiti di £. 92400. Detto prestito serviva ad estinguere i debiti 1° con la Cassa di Risparmio di Torino per £. 35203.20. 2° col sig. Ruggiero Giuseppe in dipendenza del mutuo di £. 32 mila per £. 16000.00.

3° con lo stesso Ruggiero pel debito importo lavori conduttura d’acqua previsto per un ammontare di £. 36758.16.

4° col sig. Cuomo Vincenzo a saldo lavori strada Mugnano – Melito £. 4443.70 i quali sommano int otale a: £. 92405.06 alla cui differenza si sarebbe provveduto con fondi ordinari del bilancio del corrente anno, giusta la previsione fatta in detto bilancio. È poiché in seguito alla concessione di detto prestito, che al netto degli interessi pel corrente anno trattenuti dalla Cassa Depositi e Prestiti, è asceso a lire 90234.37, somma effettivamente incassata, si è venuto constatare che il credito del signor Ruggiero Giuseppe per l’importo dei lavori di condottura d’acqua del Serino anziché a £. 36758.16 ascendeva a lire 43112.64 al netto di Ricchezza mobile, è stato giuocoforza pagare detta maggiore somma col denaro del prestito stesso e ciò allo scopo di evitare quella lite che con atto del 21 maggio corrente anno per l’usciere Conte di Napoli, aveva intentata il Ruggiero al Comune. Così pure col denaro del prestito si sono estinte i debiti con la Cassa di Risparmio di Torino in lire 35203.20, e col signor Cuomo Vincenzo in lire 4443.70, in totale lire 82759.94, cosicché dell’ammontare netto del prestito in lire 90234.37 sono rimaste disponibili sole lire 7474.83, le quali non erano sufficienti a saldare l’altro debito col signor Ruggiero ascendente a lire 16mila, né conveniva al Comune stante la decorrenza degli interessi e perché detto debito è costituito con delegazioni bimestrali scadenti nel 1904, a pagare le dette lire 7474.83 in conto. Dall’altro canto sino al 1° Luglio ultimo in cui si è riscosso il prestito sul detto debito Ruggiero già si era pagato l’ammontare di tre delegazioni scadute a 22 febbraio, 22 aprile e 22 giugno, cioè lire 1999.29 di capitale più lire 480 di interessi, e col pagamento in conto certamente il Ruggiero non avrebbe rinunziato a quegli interessi che per contratto gli si sarebbero dovuto corrispondere sino all’epoca della scadenza: richiedere un supplemento di mutuo non era neanche il caso di parlarne, occorrendo all’uopo lungo tempo, sicchè in tale critica condizione si è pensato di continuare l’estinzione normale del prestito col signor Ruggiero, cioè il pagamento ad ammortamento fino al 1904, impiegando all’uopo per l’anno corrente parte della somma superata sul prestito ottenuto, e prevedendo per gli anni venturi nei singoli bilanci le singole quote d’ammortamento le quali ascendono, compresi gli interessi, pel 1902 a lire 4720, pel 1903 a lire 4480 e pel 1904 a lire 4240. Dall’altra parte non hanvi certo alcun consigliere che non sappia in quali critiche condizioni finanziarie trovisi il Comune per effetto del mancato introito del dazio consumo, ascendente a circa lire ottomila, venute meno le quali non si sono potuti effettuare diversi pagamenti d’obbligo, come ad esempio il canone d’abbonamento dell’acqua di Serino, pel quale si ebbe citazione, ed il canone daziario per cui fuvvi da parte dell’autorità superiore minaccia di un sorvegliante speciale, senza contare che vi sono gli insegnanti elementari i quali hanno dritto a parecchi mesi di stipendio, ed altri creditori sono tenuti a bada da continue promesse che non fanno muoverli ad atti giudiziari che verrebbero a rendere più triste la condizione finanziaria che implicherebbe lunga perdita di tempo e chi sa a quali condizioni si potrebbe attenere, la Giunta comunale, ha seriamente studiata la quistione, e nessuno altra via d’uscita ha trovata se non quella di invertire, dopo che il Consiglio avrà approvato il riporto del mutuo Ruggiero alla sua normale scadenza, quella somma di lire 7474.83 rimasta sul prestito di lire 92400 ottenuto dalla Cassa Depositi e Prestiti, cosa questa che l’autorità superiore certamente sarà per approvare in vista della condizione in cui trovasi il Comune che non ha altra via di scampo. Con tale inversione si farebbe fronte ai più urgenti pagamenti ed evitare ulteriori danni al Comune per citazioni, multe e interessi di ritardati pagamenti. Premesso tuttociò il Presidente apre la discussione sul riguardo.

E dopo che vari Consiglieri hanno espresso parere favorevole sulle due proposte, il Presidente mette a votazione per alzata e seduta la prima, e cioè il riporto alla sua normale scadenza ella resta del mutuo Ruggiero da estinguersi come per contratto sino al 1904, e viene approvata ad unanimità: con lo stesso metodo mette a votazione la seconda proposta e cioè l’inversione in sollievo del bilancio delle lire 7474.83 rimaste sul prestito ottenuto dalla Cassa Depositi e Prestiti, ed anche questa proposta viene approvata ad unanimità. Fanno da scrutatori in entrambe le votazioni i sigg. Vallefuoco Sac. Giuseppe, Cirino Carmine e Taglialatela Mattia.

 

 

N° 38 - Capitolato d’appalto del dazio consumo.

 

Indi il Presidente medesimo, dopo che il Consiglio a proposta Napolano ha approvato l’inversione dell’ordine del giorno, ricorda che nella seduta del 15 Luglio u.s. nel deliberare l’appalto del dazio consumo fu dato mandato alla Giunta di proporre un nuovo schema di capitolato, oppure delle modifiche a quello già esistente, sul quale ebbe luogo il cessato appalto, e che porta la data 19 maggio 1897, approvato dal Consiglio comunale il 10 dicembre 1898, approvata dal predetto consesso l’8 aprile 1899.

La Giunta ha espletato il mandato proponendo al detto capitolato alcune modifiche che si sottopongono all’approvazione del Consiglio:

art.1° - La riscossione dei dazi di consumo governativi e addizionali e comunali pel quinquennio 1896 – 900 vien modificato pel quinquennio 1902 - 1905.

Il Consiglio approva ad unanimità.

Art.6° - Il comma secondo: tale dritto avrà eziandio l’appaltatore limitatamente al caso che gli venga a mancare per virtù de legge tutto o parte della cosa appaltata, si propone venga modificato: al caso che gli venga a mancare per virtù di legge tutto o per lo meno la quinta parte delle voci appaltate fatta eccezione di quanto è disposto dall’articolo 6 bis. Il terzo comma si propone venga modificato in questi sensi: ma per esercitare il suddetto dritto di rescissione tanto il Comune che l’appaltatore sarà mestieri che nel termine di giorni dieci dalla verificatasi sopradetta ipotesi l’uno notifichi all’altro la volontaria risoluzione del contratto, la quale risoluzione deve avvenire nei quindici giorni successivi alla notifica, spirati i quali ipso iure il Municipio rientra in possesso del dazio senza bisogno di adire il magistrato, sotto pena dei danni e interessi da liquidarsi come per legge. Il Consiglio approva ad unanimità. Si propone di aggiungere l’art. 6 bis nei termini seguenti e che fu già oggetto della modifica apportata con la deliberazione consiliare 10 dicembre 1898, approvata dal Consiglio di Prefettura l’8 aprile 1899:

art.6 bis – Qualora nel corso dell’appalto venga ad essere abolito per legge il dazio interno sulle farine, semola fiore, pane e paste lavorate, l’appaltatore ed il Municipio non potranno avvalersi della disposizione contenuta nell’art.6 del Capitolato esistente, rimanendo stabilito, fin d’ora, che, per la perdita dell’appaltatore derivante da tale abolizione compresa quella del dazio sulle farine di granturco, il canone di appalto viene ad essere ridotto di annue lire settemila, e se invece l’abolizione non colpisce l paste lavorate, la riduzione del canone sarà invece di lire quattromila cinquecento. Il Consiglio approva ad unanimità.

Art.7 – Si propone venga modificato in questi sensi: la somma per la quale rimarrà aggiudicato definitivamente l’appalto per la riscossione dei dazi, sarà pagata a decadi, da versarsi nella cassa della Tesoreria comunale nei giorni 11-21 e fine d’ogni mese. Mancando al versamento della prima decade ecc. ecc. Il Consiglio approva ad unanimità.

Interviene il Consigliere Cirino Salvatore.

Art.10 – Si propone così modificato: la cauzione definitiva che è obbligato a prestare l’appaltatore appena sia resa definitiva rispetto a tutti l’aggiudicazione, dovrà essere corrispondente a tre rate mensili del canone annuo d’appalto se fornita in contanti o in titoli di rendita pubblica o commerciali riconosciuti o garantiti dallo Stato, oppure dovrà corrispondere a cinque rate mensili se fornita mediante valida ipoteca su beni stabili valutati a norma dell’art.17 della Legge sulle imposte dirette 20 aprile 1871 n°192. Detta cauzione nel primo caso, cioè in contanti o in titoli, sarà depositata immediatamente alla Cassa Depositi e Prestiti ecc. ecc. Il Consiglio approva ad unanimità.

Art.11- Si propone la seguente aggiunta alla fine dell’articolo: con dritto all’appaltatore di sorvegliare la gestione per detto periodo di tempo. Il Consiglio approva ad unanimità.

Art.14 – Sull’ammontare del canone annuo, su cui aprire la gara dell’appalto, avviene una breve discussione, ma sorge da parecchi la proposta di aprile (aprire) l’asta sul canone di lire ventottomilacinquecento, proposta che messa ai voti per alzata e seduta viene approvata con voti dodici contro uno, del signor Giannetti Luigi.

In seguito di che il Presidente mette a votazione per alzata e seduta l’approvazione dell’intero capitolato con le modifiche già approvate, ed il Consiglio approva ad unanimità.

Fanno da scrutatori i signori Cirino Carmine, Vallefuoco Sac. Giuseppe e Taglialatela Mattia.

 

 

N° 39 - Autorizzazione al Sindaco a stare in giudizio.

 

Indi il Presidente fa dar lettura dal Segretario dell’atto di citazione intimatogli il giorno sedici corrente per l’usciere Torelli di Napoli, ad istanza del Sacerdote Sig. Antonio Cipolletta, già maestro elementare, il quale nel riprodurre la lite già intentata con atto 9 novembre 1898, e per la quale fuvvi speciale autorizzazione al Sindaco pro tempore , cita a comparire il rappresentante di questo Comune innanzi al Tribunale di Napoli nel mattino di venerdì trenta corrente mese ad oggetto di sentir condannare il Comune a pagare allo istante la somma di lire 3160, come stipendio dell’anno 1894, decimi di aumento, interessi legali, e stipendio dell’anno 1895 – 96 oltre i danni e interessi posteriori fino al pagamento.

Apre quindi la discussione sul riguardo, ed i Consiglieri Cozzolino e Napolano propongono che si autorizzi il Sindaco a resistere al giudizio riprodotto, come quello che è appunto la riproduzione del precedente giudizio intentato con libello 9 novembre 1898 e sul quale non è intervenuta alcuna decisione dell’Autorità giudiziaria.

Messa ai voti per alzata e per seduta la suddetta proposta, essa viene approvata ad unanimità: scrutatori i sigg. Cirino Carmine, Taglialatela e Cozzolino.

Si allontana dalla sala il Consigliere Napolano.

 

 

N° 40 - Vertenza coll’ex appaltatore daziario sig. Grasso Felice.

 

Indi il Presidente riferisce che la giunta ha espletato il mandato affidatole dal Consiglio col deliberato 18 Giugno corrente anno circa la vertenza coll’ex appaltatore daziario sig. Grasso Felice e suoi cauzionanti, ed all’uopo fa dar lettura dal Segretario della convenzione preliminare intervenuta tra la Giunta ed i predetti Grasso, appaltatore e cauzionanti. Inseguito di che: il Consiglio, tenuta presente la propria deliberazione del 18 Giugno u.s.

Vista la convenzione preliminare interceduta fra la Giunta e l’ex appaltatore daziario sig. Grasso Felice e suoi cauzionanti, convenzione che risponde esattamente al contenuto del detto deliberato 18 Giugno u.s.

Ad unanimità delibera

Approvare siccome approva la detta convenzione mandando al Sindaco di tradurla in regolare istrumento di obbligazione e di estensione di ipoteca allorquando gli atti avranno riportata l’approvazione della autorità superiore.

Nella votazione avvenuta per alzata e seduta, hanno assistito da scrutatori i signori: Vallefuoco Sacerdote Giuseppe, De Magistris Lucio e Cirino Carmine.

La seduta viene tolta alle ore nove.

De che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano: Lucio De Magistris; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario Comunale: Giuseppe Petroli

 

 

N° 41 - Verbale di rimando di seduta.

 

L’anno millenovecentouno, il giorno diciannove del mese di settembre, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore sei e mezza pomeridiane.

La presidenza è stata tenuta dall’Assessore sig. Vallefuoco Sac. Giuseppe, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Cirino Carmine, 3° Cirino Salvatore, 4° Cozzolino Francesco, 5° Chianese Francesco, 6° Giannetti Luigi, 7° Grasso Vincenzo, 8° Liccardo Biagio, 9° Imperatore Francesco,10° Napolano Giovanni, 11° Tafuri Angelo, 12° Vallefuoco Notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente dopo d’aver constato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di tredici per la prima convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore sei e mezza.

Indi il Presidente medesimo riferisce al Consiglio che il Sindaco gli ha dato mandato di porgere le sue scuse pel suo non intervento, dappoichè giunto poche ore fa da Canosa dove è stato con febbri, è stato costretto a mettersi a letto preso nuovamente dalla febbre, nell’inviare un saluto ai colleghi li prega iniziare i lavori della sessione autunnale.

In seguito a tale comunicazione vari Consiglieri fanno formale proposta che per rispetto ed ossequio al Sindaco la odierna seduta venga rimandata a Lunedì prossimo ventitre corrente e che una Commissione del Consiglio si rechi a casa del Sindaco a portargli il saluto del Consesso e ad informarsi dello stato di sua salute.

La proposta è approvata per acclamazione, ed in conseguenza il Presidente nominata la Commissione nelle persone dei Consiglieri sigg. Cozzolino e Liccardo, toglie la seduta.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano: Vallefuoco notar Giuseppe; il Presidente Vallefuoco Sac. Giuseppe; il Segretario Comunale Giuseppe Petroli

 

 

N° 42 - Ratifica di deliberazione d’urgenza presa dalla Giunta Comunale il 29 Agosto 1901.

 

L’anno millenovecentouno, il giorno ventitre del mese di settembre, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore sei e mezza pomeridiane.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Cipolletta Costantino, 3° Cirino Carmine, 4° Cirino Salvatore, 5° Cozzolino Francesco, 6° Chianese Francesco, 7° Giannetti Luigi, 8° Imperatore Francesco, 9° Tafuri Angelo, 10° Vallefuoco Sac. Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale. Il Presidente dopo d’aver constato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di undici per la prima convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore sette pomeridiane.

Quindi il Presidente dopo aver dichiarato in nome del Re e della Legge aperta la sessione ordinaria autunnale, fa dar lettura della deliberazione d’urgenza presa coi poteri del Consiglio dalla Giunta comunale nella seduta del 29 Agosto u.s. n°87 circa la conferma all’avvocato sig. Alfonso Marasco della difesa del Comune nella lite riprodotta dall’ex maestro comunale sig. Antonio Cipolletta con atto del 16 Agosto p.p.

Ed il Consiglio votando per alzata e seduta, con l’assistenza degli scrutatori sigg. Chianese, Cacciapuoti e Cirino Carmine, ratifica la predetta deliberazione d’urgenza ad unanimità.

 

 

N° 43 - Deliberazioni di Giunta 9 Luglio n° 62 e 27 agosto n° 79 per prelevamenti dal fondo di riserva.

 

Quindi il Presidente medesimo fa dar lettura dal Segretario delle deliberazioni numeri 62 e 79, prese dalla Giunta comunale il 9 Luglio ed il 27 agosto u.s. con le quali per aumentare fondi del bilancio corrente resisi insufficienti, vennero prelevate dal fondo di riserva del volgente esercizio rispettivamente £. 126.39 e lire 17.00, tali deliberazioni a norma dell’art.186 della Legge comunale e provinciale devono essere approvate dal Consiglio comunale.

Ed il Consiglio votando per alzata e seduta con l’assistenza degli scrutatori signori: Cirino Carmine, Chianese Francesco e Cacciapuoti Antonio, ad unanimità approva le predette deliberazioni.

 

 

N° 44 - Domanda del Sig. Cesare Desiderio per diramazione sulla conduttura d’acqua.

 

Indi il Presidente fa dar lettura d’una domanda del Signor Cesare Desiderio il quale chiede il nulla osta da questa Amministrazione per la concessione d’acqua, già ottenuta dal Consorzio dei Comuni, al locale di sua proprietà posto nel sito detto Campo d’Isola e adibito a scuola elementare e materna gratuita sotto la direzione delle suore Stimatine: la venia dei Consigli comunali dei Comuni consorziati è stata richiesta dalla Sotto prefettura di Pozzuoli.

Fa dare inoltre lettura delle condizioni comunicate dal Consorzio, con le quali è stata fatta la chiesta concessione, e propone in conseguenza che il Consiglio accordi il proprio consesso alla fatta concessione d’acqua chiesta dal prelodato signor Desiderio.

Non essendovi discussione mette a votazione per alzata e seduta la fatta proposta, la quale viene approvata ad unanimità. Scrutatori i signori: Cirino Carmine, Chianese e Cacciapuoti.

 

 

N° 45 - Autorizzazione al Sindaco ad avanzare dichiarazione all’Intendenza per la riscossione di tassa di registro indebitamente pagata.

 

Indi il Presidente medesimo riferisce al Consiglio che l’Ufficio comunale essendo venuto a conoscenza che sul verbale di bonario componimento per l’accettazione delle indennità di espropriazione, interceduto fra questa Amministrazione, ed  i germani De Magistris, si erano pagate dal Comune lire 202.80 in più per tasse di registro, si avanzò il 20 aprile corrente anno reclamo all’Intendenza di finanze, per ottenere il rimborso della predetta somma. E infatti con Decreto del 29 Luglio u.s. lo si è ottenuto, epperò il bono di rimborso emesso dall’Intendenza è stato intestato erroneamente a favore del Comune e dei germani de Magistris ai quali nulla compete perché tutte le spese relative alle espropriazioni per pubblica utilità sono per legge a carico dell’espropriante, e di fatto lo sono state a carico di questo Comune. Per ottenere quindi il pagamento pel solo Comune l’Amministrazione delle finanze richiede una dichiarazione del Sindaco che chiami indenne il Demanio dello Stato di qualsiasi danno che potesse derivargli dal fatto di aver pagato la somma innanzi detta al solo Comune che è quegli che effettivamente l’ha pagata. Occorre in conseguenza che il Consiglio autorizzi il Sindaco ad avanzare tale dichiarazione.

Ed il Consiglio.

Inteso il Sindaco – Presidente, ad unanimità, con votazione come per legge, delibera autorizzare il Sindaco ad avanzare la dichiarazione di cui innanzi è parola.

Dichiara la presente immediatamente esecutoria.

 

 

N° 46 - Maggiore spesa per provvista medicinali ai poveri e per spese consortili della conduttura d’acqua.

 

Indi il Presidente medesimo riferisce al Consiglio che la somministrazione dei medicinali ai poveri, sebbene mantenuta e disposta con la maggiore oculatezza e parsimonia possibile, pure per le generali cattive condizioni di salute miste a quelle sempre più tristi delle famiglie dei lavoratori, durante il primo semestre corrente ha risentito un aumento non lieve, tanto da fare ascendere la relativa nota presentata dal farmacista Giannetti Luigi, a £. 926.25, netta dello sconto del 30% a £. 648.45: detta nota riveduta dall’Ufficiale Sanitario ai sensi dell’art.11 del Regolamento Comunale è stata dichiarata riducibile ancora del 10% e quindi a £. 583.60. E poiché il fondo in bilancio fu stanziato per £. 500.00, ed hanvi disponibili su di esso sole £. 176.54, occorre provvedere alla maggiore spesa di £. 407.06 oltre a preventivare altra somma, che si può prevedere in £. 290, pel 2° semestre corrente anno. Riferisce inoltre che si è dovuto ultimamente provvedere al pagamento di £. 149.71 a favore della Società acquedotto di Serino, la quale minacciava di atti coattivi, quale importo di fatture arretrate dal 1899 per riparazioni eseguite sulla conduttura consortile, e per la qual somma nei vari bilanci non erano stati riportati i fondi necessari fra i residui passivi: sicchè anche per detta somma di £. 149.71 occorre provvedere all’allocazione nel bilancio 1901, coll’aumentarne il fondo stanziato all’art.35 lettera B. i fondi necessari per provvedere ai detti aumenti di £. 657.06 sull’art.62 lettera A per medicinali ai poveri, e di £. 149.71 sull’art.35 lettera B, possono prelevarsi dallo art.2 lettera B del bilancio stesso che offre una disponibilità di £. 2000. Se nulla quindi vi si trovi ad osservare propone che si approvino le dette maggiori spese e gli storni di fondi dianzi specificati.

Non essendovi alcuno che chiedeva di parlare mette a votazione per alzata e seduta la fatta proposta. Dichiara astenersi dal votare il Consigliere Giannetti. La proposta, per alzata e seduta viene approvata ad unanimità, ed il Presidente ne proclama l’esito assistito dagli scrutatori Cirino, Chianese e Cacciapuoti.

 

 

N° 47 - Regolamento per l’applicazione della tassa fuocatico. 

 

Quindi il Presidente riferisce che la Giunta comunale, cui col deliberato del 6 maggio corrente anno n° 22 si dette mandato di compilare uno schema di regolamento e tariffa per l’applicazione della tassa fuocatico, ha rinvenuto fra gli atti d’ufficio il Regolamento comunale già approvato e adottato in questo Comune per l’anno 1896 deliberato dal Consiglio nella seduta del 15 Novembre 1895 ed approvato dalla Giunta Provinciale Amministrativa nella seduta del 10 Dicembre 1895 n° 43695-3736, e poiché esso non è stato mai revocato né vi ha trovato elementi da essere rettificati, ha creduto inutile compilarne altro nuovo, lasciando arbitro il Consiglio di modificarlo o non.

In vista di ciò il Presidente fa dar lettura dal Segretario del detto Regolamento 15 Novembre 1895.

Ed il Consiglio, votando a norma di legge per alzata e seduta, ad unanimità delibera mantenere invariato anche pel seguente anno 1902 il detto Regolamento.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano Vallefuoco Giuseppe; il Presidente Capece Minutolo Fabrizio; il Segretario Comunale Giuseppe Petroli

 

 

N° 48 - Bilancio 1902, Sovrimposta comunale pel 1902.

 

L’anno millenovecentouno, il giorno sette del mese di ottobre, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore sei pomeridiane.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Cirino Carmine, 3° Cirino Salvatore, 4° Cozzolino Francesco, 5° De Magistris Felice, 6° Giannetti Luigi, 7° Grasso Vincenzo, 8° Imperatore Francesco, 9° Liccardo Biagio, 10° Napolano Giovanni, 11° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 12° Vallefuoco Notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale. Il Presidente dopo d’aver constato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di tredici per la prima convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore diciotto e mezza.

Indi il Presidente medesimo, su richiesta di vari consiglieri far dar lettura dal Segretario della relazione della Giunta comunale allegata alla proposta di Bilancio pel 1901 e di tutti gli articoli dell’attivo e del passivo e poiché dall’unanimità del Consiglio si chiede che la discussione del bilancio stesso segua in altra tornata, il Presidente del Consiglio dico medesimo invita il Consiglio a volere frattanto deliberare sull’ammontare della sovrimposta comunale pei terreni e fabbricati pel 1902, essendo stato di ciò richiesto con premura dall’Ill.mo Signor Sotto-Prefetto del Circondario.

Ed il Consiglio, votando a norma di legge per alzata e seduta con l’assistenza degli scrutatori signori Cirino Carmine, Vallefuoco Sac. Giuseppe e Vallefuoco Notar Giuseppe, ad unanimità delibera: che sia mantenuto anche pel seguente anno1902 il limite legale della sovrimposta comunale sui terreni e fabbricati, nella somma cioè di lire 14569.98, e rimanda ad altra seduta, da destinarsi dal Presidente, la discussione del bilancio 1902, proposto dalla Giunta.

 

 

N° 49 - Provvedimenti pel servizio delle stampe, oggetti di cancelleria e altro.

 

Indi il Presidente medesimo riferisce al Consiglio che col 31 Dicembre corrente anno scade il contratto che si tiene col tipografo Donadio di Giugliano per la fornitura di tutti gli stampati, carta, oggetti di cancelleria ecc. per la somma a forfait di lire 500, ed il Donadio stesso ha fatto conoscere che desidera rinnovare il contratto stesso con durata fino al 1906.

Tiene a dichiarare per la verità ed anche a nome della Giunta che il servizio fi fornitura eseguito dal Donadio in quest’anno non poteva essere migliore sia per la quantità dico qualità delle stampe ed oggetti forniti e sia per l qualità che è stata senza delimitazione: oltre di che il Comune per detto servizio spendeva prima dalle 700 alle 800 lire annue pur dovendo gli uffici fare una stretta economia, risicando persino il foglio di carta bianca. Poterbbesi quindi rinnovare il contratto per una più lunga durata e per procedere a trattativa privata col signor Donadio Giuseppe, tipografo di Giugliano, alla stipula del contratto di fornitura generale di stampati, carta, oggetti di cancelleria ecc. ecc. per la durata di anni due dal 1902 e per l’anno estaglio di lire 500.00.

Messa ai voti per alzata e seduta la fatta proposta, risulta approvata ad unanimità: fanno da scrutatori i sigg. Cirino Carmine, Vallefuoco Sac. Giuseppe e Vallefuoco Notar Giuseppe.

 

 

N° 50 - Servizio in economia della pubblica illuminazione.

 

Il Presidente medesimo ha riferito che, pel servizio della pubblica illuminazione, il Consiglio è invitato a pronunziarsi sul se voglia farlo eseguire in economia, come per gli anni precedenti, anche pel seguente anno 1903. Ha fatto quindi notare al Consiglio che sull’esempio degli anni decorsi non convenga sperimentare l’appalto, sia perché vi è tutta l probabilità della diserzione con evidente danno del Comune, e sia perché l’appalto non potrebbe mai dare quella economia che si ottiene tenendo in Amministrazione tale servizio: propone in conseguenza il seguente ordine del giorno: “Il Consiglio, considerato che giovi agli interessi del Comune il mantenere in economia il servizio della pubblica illuminazione; ritenuto essere inutile, anzi dannoso al Comune uno esperimento dei pubblici incanti. Vista la deliberazione di Giunta presa coi poteri del Consiglio in data 1 Agosto 1896, omologata il 2 maggio detto ed approvata dall’Ill.mo Signor Prefetto in data 13 Giugno 1896 n° 20142, contente le norme pel servizio della illuminazione; visti gli art.166 e 173 della vigente Legge Comunale e Provinciale, delibera: che per l’anno 1903 sia tenuto in economia da questa Amministrazione il servizio della pubblica illuminazione, come per gli anni precedenti, chiedendone all’uopo la debita autorizzazione all’Ill.mo Signor Prefetto.

Vari consiglieri fanno plauso alla proposta del Presidente, il quale perciò mette ai voti per alzata e seduta il proposto ordine del giorno, assumendo a scrutatori i sigg. Cirino Carmine, Liccardo e Vallefuoco notar Giuseppe. La proposta è approvata ad unanimità.

 

 

N° 51 - Servizio in economia del pubblico spazzamento.

 

Indi il Presidente medesimo su 4° capo dell’ordine del giorno, e cioè “Servizio in economia dello spazzamento” ha riferito che in conformità della Legge il Consiglio è chiamato a pronunziarsi sul se voglia fare eseguire in economia o meno il servizio predetto pel seguente anno 1903, stante che per gli anni passati in cui si è tenuto tal sistema, mentre si è riscontrata la regolarità del servizio, si è ottenuta una non lieve economia. Apre quindi la discussione per tale oggetto.

Vallefuoco Sac. Giuseppe a nome della Giunta dice che il servizio dello spazzamento finora tenuto in economia nulla ha lasciato a desiderare, e che l’Amministrazione, ammaestrata dai precedenti d’ufficio e cioè dal fatto che allorquando si è cercato di dare in appalto tale servizio, le relative aste sono andate sempre deserte, farà ottima cosa il conservare in economia il servizio in parola, anche perché non si troverebbe alcuno che assumesse il servizio con quanto ora spende l’Amministrazione, che in niun caso oltrepassa le milleduecento lire.

Non essendovi alcuno che chieda di parlare, il Presidente propone quindi che il Consiglio deliberi che il servizio del pubblico spazzamento anche pel 1903, sia tenuto in economia sotto le norme contenute nell’atto consiliare del 16 ottobre 1895, superiormente approvato: chiedersi allo effetto la debita autorizzazione all’Ill.mo signor Prefetto della Provincia. Messa ai voti per alzata e seduta la suddetta proposta, essa viene approvata ad unanimità. Fanno da scrutatori i signori: Cirino Carmine, De Magistris e Vallefuoco notar Giuseppe.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano ? De Magistris; il Presidente Capece Minutolo Fabrizio; il Segretario Comunale Giuseppe Petroli

 

 

N° 52 - Bilancio 1902.

 

L’anno millenovecentouno, il giorno undici del mese di ottobre, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore 5 pomeridiane.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cirino Carmine, 2° Cirino Salvatore, 3° Cozzolino Francesco, 4° De Magistris Felice, 5° Giannetti Luigi, 6° Grasso Vincenzo, 7° Liccardo Biagio, 8° Napolano Giovanni, 9° Imperatore Francesco, 10° Tafuri Angelo, 11° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 12° Vallefuoco Notar Giuseppe coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale. Il Presidente dopo d’aver constato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di tredici per la prima convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore cinque e mezza pomeridiane.

Dovendo il Consiglio discutere ed approvare il progetto di bilancio pel 1902 formato dalla Giunta comunale, fa dar lettura dal Segretario dell’antescritta relazione della Giunta medesima.

Indi apre la discussione. Il Consigliere Cirino Salvatore prima di passare alla discussione sui singoli articoli del bilancio dice che dalla relazione testè letta della Giunta risulta che è stata soppressa la partita all’art.23 del passivo per paghe alle guardie campestri in lire 1620, e la Giunta bene ha fatto, col dare così esecuzione al deliberato di questo consesso del 29 giugno corrente anno: però egli sa che le attuali guardie campestri hanno inoltrato istanza per essere mantenute in servizio: perciò prega la Presidenza di farne dar lettura. Si da lettura della istanza. In seguito di che il Cirino a nome anche di altri colleghi esprime parere che ritoccando qualche articolo del bilancio, si stanzi di nuovo nel bilancio la partita soppressa sia pure in minore entità, senza entrare in merito alle persone che potessero comporre il corpo delle guardie campestri, ma unicamente per mantenere il servizio che le attuali guardie oggi fanno, perché egli lo ritiene necessario per la tutela delle proprietà. Il Presidente, quale Sindaco, tiene a dichiarare, come fece nella seduta del 29 giugno, che il servizio delle guardie campestri, specie come viene oggi fatto, è perfettamente inutile e non costituisce che un aggravio pel bilancio, a rinsanguare il quale, è occorso prevedere, in una somma piuttosto rilevante, la tassa fuocatico che è la più odiosa alle popolazioni, e che dovrebbe essere ancora aumentata per provvedere allo stanziamento della partita per le guardie campestri, ed egli in verità non sente la coscienza di farlo, aggravare così ancora più la condizione ben trsita dei contribuenti, per vantaggiare due o tre persone, senza che del servizio da queste a farsi o fatto, se ne senta il bisogno e l’utilità. Questo dichiara nella sua lealtà, libero poi il Consiglio di fare quanto crede. Il Consigliere Napolano esprime anch’esso parere conforme a quello del Presidente, passando a rassegna sommariamente le condizioni finanziarie del Comune nonché quelle dei contribuenti e conclude col ritenere che la potenzialità del bilancio non permette, a scapito dei contribuenti, mantenere il corpo delle guardie campestri che finora ha dato prove del tutto poco soddisfacenti. Replica il consigliere Cirino sostenendo il suo parere e a lui si associano i consiglieri Cirino Carmine, Liccardo Biagio, Imperatore Francesco e Giannetti Luigi, tutti ritenendo essere necessario il servizio delle guardie campestri, però regolato con altro regolamento e con più rigore. Il Consigliere Cozzolino, riassumendo la discussione, propone che per detto servizio si stanzi in bilancio la somma di lire mille alle quali si potrà provvedere con ritocchi bel bilancio stesso sia all’attivo che al passivo, demandando alla Giunta di provvedere pel numero, arruolamento e regolamento delle guardie campestri. Molti consiglieri fanno plauso alla proposta Cozzolino e chiedono al Presidente che la metta a votazione, dovendo essa costituire la base della discussione ed approvazione dei singoli articoli del bilancio. Il Presidente nomina scrutatori i sigg. Vallefuoco Sac. Giuseppe, Vallefuoco Notar Giuseppe e De Magistris: indi mette a votazione per alzata e seduta la proposta Cozzolino, dichiarando per suo conto di astenersi. La proposta viene approvata ad unanimità: dichiara astenersi Napolano. Ciò posto il Consiglio passa alla discussione dei singoli articoli el bilancio, e per le singole votazioni il Presidente conferma a scrutatori i consiglieri innanzi nominati. Ed il Consiglio, votando a norma di legge articolo per articolo per alzata e seduta sulla parte 1° Entrata, ha approvato le proposte fatte dalla Giunta sugli articoli 1-2-3-4-5-6-7-8 e 9, portando invece a £. 5240 l’art.10, cioè aumentando di £.640 la previsione della tassa fuocatico, ed a £.133 l’art.11, in previsione d’un maggiore introito sui dritti di Segreteria laddove avversa l’appalto del dazio consumo. Nella votazione per l’art.10 e cioè per l’aumento della tassa fuocatico si astiene il Presidente. Nel resto della parte prima il Consiglio approva le proposte della Giunta, compresde le partite di giro in £.12579.15 e quindi approva il totale della parte 1° in lire 64561.84.

Sulla parte 2° “Passivo. Esaminate le previsioni delle spese il Consiglio con singole votazioni per alzata e seduta ha approvato ad unanimità e senza discussione le proposte fatte dalla Giunta per gli art. 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13-14-15-16-17-18-19-20-21-22 sull’articolo 23 porta un aumento di lire mille come paghe alle guardie campestri per effetto della deliberazione precedentemente presa, approva le proposte sugli articoli 24-25 e 26 e sull’art.27 lettera B apporta una diminuzione di lire cento, approvando il totale dell’art. in £.1370. del pari approva le proposte della Giunta sugli art. 28 -29-30-31-32-33 e 34. Sull’art.35 apporta una diminuzione di lire duecento, ritenedo sufficiente il fondo di £.1600, per provvedere ad una prima quota di £.1000 per la sistemazione delle vie Orologio e Chiesa, ed il restante per la manutenzione delle altre vie. Approva le proposte di cui agli art. 36-37-38-39-40-41 e 42, mentre porta a £.566.95 il fondo di cui all’art.43, quota di concorso pel mantenimento esposti – giusta l’avuta partecipazione avutone dall’Amministrazione provinciale. Approvando così come proposti dalla Giunta gli art. 44-46-48-49-51 e 52 diminuisce a £.400 l’art. 45 a £.50 l’art. 47 ed a £.400 – l’art. 50 spese di liti.

Approva infine i rimanenti articoli della parte passiva così come proposti dalla Giunta, comprese le partite di giro in £.12529.15. Quindi convotazione separata, come per la parte prima, approva il seguente riassunto della parte 2°.

Spese effettive – Obbligatorie ordinarie                £.38553.07

idem                   idem    straordinarie       £.1941.80

idem         facoltative    ordinarie               £.1124.00

Movimento di capitoli                                          £.8138.82

Partite di giro                                                       £.12579.15

Disavanzo d’amministrazione                               £.2275.00

Totale generale                                                £ire 64561.84

 

E pertanto il riassunto delle spese essendo uguale a quello delle entrate, ne risulta il Bilancio pel 1902 approvato in pareggio.

 

 

N° 53 - Nomina dei Revisori del Conto 1901.

 

Indi il Presidente ha invitato il Consiglio a provvedere alla nomina dei tre revisori del conto 1901, avvertendo che detta nomina per disposizione dell’art.149 del Regolamento per la legge comunale e provinciale deve essere fatta come quella della Commissione elettorale, e cioè ogni consigliere deve scrivere sulla scheda un sol nome. Invita quindi il Consiglio a deliberare e nomina frattanto a scrutatori i signori De Magistris Felice, Vallefuoco Sac. Giuseppe e Cirino Carmine.

Procedutosi alla votazione si è avuto il seguente risultato: presenti e votanti n°13. Schede rinvenute nell’urna N°13, voti assegnati:

al signor Chianese Francesco, voti cinque

al signor Liccardo Biagio, voti quattro

al signor De Magistris Lucio, voti quattro.

Quindi il Presidente, assistito dagli scrutatori suddetti riconosce e proclama eletti a revisori del conto 1901 i suddetti Signori: Chianese, Liccardo e De Magistris Lucio, avendo ciascuno rioìportato i voti prescritti dall’art.31 della legge comunale e provinciale.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano ? De Magistris; il Presidente Capece Minutolo Fabrizio; il Segretario Comunale Giuseppe Petroli

 

 

N° 54 - Progetto per la sistemazione delle vie Orologio e Chiesa.

 

L’anno millenovecentouno, il giorno ventuno del mese di ottobre, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore diciassette.                       

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Cipolletta Costantino, 3° Cirino Carmine, 4° Cirino Salvatore, 5° De Magistris Lucio, 6° Giannetti Luigi, 7° Grasso Vincenzo, 8° Imperatore Francesco, 9° Liccardo Biagio, 10° Napolano Giovanni, 11° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 12° Vallefuoco Notar Giuseppe coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale. Il Presidente dopo d’aver constato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di tredici per la prima convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore diciassette e quarto

Indi il Presidente medesimo fa dar lettura dal Segretario della minuta del progetto redatto dell’Ingegnere Francesco Mazzarelli per la sistemazione delle vie interne Chiesa ed Orologio, ammontante detto progetto a lire 19200, ed a base d’asta a lire 17062.40. Apre la discussione sul riguardo.

Napolano propone il rimando d’ogni provvedimento in merito dopo un più maturo esame del progetto stesso.

Cipolletta si associa alla proposta di rimando facendo coti alla Giunta di vedere se fosse possibile collegare a questo progetto anche quello di canalizzazione delle acque pluviali che attualmente formano un serio inconveniente perché fluiscono per tutta la larghezza della via Chiesa.

Vallefuoco Sac. Giuseppe fa notare che tale desiderato del collega Cipolletta è stato movente di studio speciale da parte della Giunta, la quale però ha dovuto scartarne l’idea innanzi alla ingente spesa che esso avrebbe portato, calcolandosi per approssimazione occorre una spesa di circa 70 o 80mila lire, alla quale per ora il Comune non può in veru modo impegnarsi: al massimo si potrebbe prolungare quel cataletto esistente in Via Chiesa appunto, e che serviva per raccogliere le acque piovane e portarle nel pozzo centrale, e in esso incanalare le acque di scarico del montanino sito al largo Chianese, eliminando così l’inconveniente dello scolo di dette acque sulla pubblica via anche quando non piove.

Napolano insistendo nel rimando è del parere che si potrebbe far inserire nel progetto di sistemazione delle dette strade anche quello pel prolungamento del cataletto di cui ha parlato il collega Vallefuoco. Cipolletta non insiste nel voto espresso dopo quanto ha detto il collega Vallefuoco e propone senz’altro il rimando del progetto alla Giunta per maggiori studi.

Messa ai voti per alzata e seduta siffatta proposta, essa viene approvata ad unanimità. Fanno da scrutatori i Signori Vallefuoco Sac. Giuseppe, Vallefuoco Notar Giuseppe e Cirino Carmine.

 

 

N° 55 - Deliberazione giunta n° 100 per prelevamenti dal fondo di riserva.

 

Quindi vien data lettura al Consiglio della deliberazione presa dalla Giunta in seduta del 24 settembre u.s. n°100 e con la quale nel provvedere alla nuova spesa per i funerali dell’Assessore Taglialatela, si prelevano lire settanta dal fondo di riserva in aumento delle impreviste.

Il Consiglio, votando a norma di legge per alzata e seduta approva ai termini degli articoli 189 e 186 della Legge comunale e provinciale, la detta deliberazione di Giunta.

 

 

N° 56 - Nomina di un assessore comunale effettivo.

 

Quindi il Presidente invita il Consiglio a provvedere alla nomina di un Assessore titolare in sostituzione del Com. dico compianto Assessore Tagliatatela, testè defunto.

Napolano ricordando le antiche consuetudine e lo zelo col quale l’Assessore supplente Signor Vallefuoco notar Giuseppe, ha finora adempiuto al mandato, propone che si nomini il Vallefuoco ad assessore titolare.

Cipolletta Costantino per varie ragioni non esclusa quella di mettersi d’accordo sulla scelta, propone che si rimandi ad altra tornata questo affare. Tale proposta viene combattuta da vari consiglieri specie dopo che si è fatto un nome e chiedono che si passi alla votazione. Cipolletta non insiste.

Procedutosi alla votazione per schede segrete, con l’assistenza degli scrutatori sigg. Vallefuoco sac. Giuseppe, Cirino Carmine e Cacciapuoti Antonio, si è avuto il seguente risultato: Presenti e votanti n°13, schede rinvenute nell’urna n°13. al signor Vallefuoco notar Giuseppe voti tredici.

Il Presidente proclama eletto ad assessore titolare il Signor Vallefuoco Notar Giuseppe.

 

 

N° 57 - Nomina di un componente la Congrega di Carità.

 

Quindi il Presidente invita il Consiglio a provvedere alla nomina di un nuovo componente la Congrega di Carità in sostituzione del Signor Cozzolino avv. Francesco che a scadere col 31 dicembre corrente anno:

Provvedutosi alla votazione per schede segrete, con l’assistenza degli scrutatori sigg. Vallefuoco Sac. Giuseppe, Vallefuoco Notar Giuseppe e Cirino Carmine, si è avuto il seguente risultato:

Presenti e votanti n°13, schede rinvenute nell’urna n°13; al signor Riannetti Antonio di Luigi voti n°12, schede bianche una.

Il Presidente proclama eletto a componente la Congrega di Carità dal 1° gennaio 1902 il sig. Giannetti Antonio di Luigi.

 

 

N° 58 - Conferma del Capo d’ufficio daziario.

 

Quindi il Presidente, fatte chiudere le porte, riferisce al Consiglio che occorre provvedere alla conferma o meno del Capo di ufficio daziario signor Pagliara Antonio che venne nominato in via d’esperimento per due mesi dal primo agosto u.s.

Veda il Consiglio quali provvedimenti voglia prendere, epperò non può fare a meno di dichiarare che finora il detto Capo ufficio ha dato prove non dubbie di capacità, zelo ed onestà da far rimanere soddisfatta la Giunta della scelta.

Vallefuoco Sac. Giuseppe conferma quanto ha dichiarato il Presidente, è soggiunge che tale è l’opinione che del Pagliara si è formato il pubblico: ed anzi domanda ai Consiglieri se essi hanno saputo alcun che sul conto del Pagliara istesso. Vari Consiglieri rispondono che in effetti tutti sono convinti che si è avuto un buon funzionario.

Il Consigliere Cipolletta propone in conseguenza che si confermi con lo stesso stipendio il capo ufficio daziario signor Pagliara Antonio a tempo determinato e cioè fino a quando il dazio è gestito in economia dal Comune, intendendosi licenziato col giorno dell’entrata in possesso dell’appaltatore, se mai vi sarà, salvo a questi di tenerlo oppure no.

Il Presidente mette quindi ai voti per schede segrete la proposta del consigliere Cipolletta, avvertendo i Consiglieri che chi intende approvarla scriva si i contrari no, ed assume a scrutatori i signori Cacciapuoti, Cirino Carmine e Vallefuoco Sac. Giuseppe.

Eseguitasi la votazione si è avuto il seguente risultato:

presenti e votanti n°13, schede nell’urna n°13, schede col si n°13.

Il Presidente proclama l’esito della votazione.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano LucioDe Magistris; il Presidente Capece Minutolo Fabrizio; il Segretario Comunale Giuseppe Petroli

 

 

N° 59 - Nomina della Commissione di vigilanza delle scuole per l’anno scolastico 1901 – 902.

 

L’anno millenovecentouno, il giorno otto del mese di Novembre, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore 17.                       

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Fabrizio Capece Minutolo, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Capasso Cav. Pasquale, 2° Cacciapuoti Antonio, 3° Cirino Salvatore, 4° Chianese Francesco, 5° De Magistris Felice, 6° Giannetti Luigi, 7° Grasso Vincenzo, 8° Liccardo Biagio, 9° Vallefuoco Sac. Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale. Il Presidente dopo d’aver constato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di dieci per la prima convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore diciassette e quarto.

Quindi il Presidente invita il Consiglio a provvedere sul primo capo dell’ordine del giorno e cioè alla “Nomina della Commissione di vigilanza per le scuole per l’anno scolastico 1901-902, partecipando che quella del decorso anno 1900-1901 era composta dei Signori Dott. Carlo Luigi De Magistris, De Magistris Giovanni, Cipolletta Sac. Antonio di Vincenzo, Tafuri Angelo e delle Signore Taglialatela Teresa maritata De Stasio e Cipolletta Cristina maritata Vallefuoco.

Il Presidente mette a votazione tale proposta che per alzata e seduta viene approvata ad unanimità; fanno da scruttori i sigg. Capasso Cav. Pasquale, Vallefuoco e Chianese.

 

 

N° 60 - Nomina della Commissione per la tassa fuocatico pel 1902.

 

Indi il Presidente riferisce che per l’assenza del collega Napolano, proponente, sarebbe conveniente rimandare ad altra tornata la trattazione del secondo capo dell’ordine del  giorno, e cioè: “Cambiamento di denominazione della Via Fiori”. Il Consiglio approva ad unanimità.

In conseguenza si passa alterzo capo dell’ordine del giorno, sul quale il Sindaco – Presidente riferisce che pel disposto dell’art.6 del Regolamento sulla tassa fuocatico e di famiglia deliberato dalla Deputazione provinciale di Napoli in data 18 aprile 1873 devesi formare in apposita Commissione locale composta di sei cittadini probi scelti dal Consiglio comunale per la classificazione dei contribuenti alla tassa predetta da applicarsi in questo Comune nel seguente anno 1902, giusta deliberazione di questo Consesso del 6 maggio corrente anno.

Nessun consigliere avendo chiesto la parola, il Presidente invita il Consiglio a procedere alla votazione per schede segrete: epperò il Consigliere Capasso propone che il Sindaco – Presidente proponga sei nomi di persone probe, allo scopo di evitare ai consiglieri l’imbarazzo della scelta ed una votazione multipla. Molti consiglieri si associano alla proposta Capasso, e quindi il Presidente, dopo poco, propone i seguenti sei cittadini. Capasso Giuseppe fu Biagio, Biondi  Tommaso di Giuseppe, Cipolletta Cristofaro fu Mattia, Cacciapuoti Luigi fu Angelo, De Magistris Beniamino fu Guglielmo e Vallefuoco Bernardo fu Francesco, pur lasciando il Consiglio libero nella votazione.

Procedutosi alla votazione per schede segrete, si è avuto il seguente risultato:

Presenti e votanti n°10. Schede nell’urna n°10.

Al signor Capasso Giuseppe fu Biagio voti nove.

Al signor Biondi Tommaso di Giuseppe voti nove.

Al signor Cipolletta Cristofaro fu Mattia voti dieci.

Al signor Cacciapuoti Luigi fu Angelo voti dieci.

Al signor De Magistris Beniamino fu Guglielmo voti otto.

Al signor Vallefuoco Bernardo fu Francesco voti dieci.

Fanno da scrutatori i signori Capasso, Vallefuoco e Chianese.

Interviene in questo il consigliere signor De Magistris Lucio.

Il Presidente proclama eletti i suddetti cittadini a componenti la Commissione per la tassa fuocatico pel 1902.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere anziano e dal Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano LucioDe Magistris; il Presidente Capece Minutolo Fabrizio; il Segretario Comunale Giuseppe Petroli

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano ? De Magistris; il Presidente Capece Minutolo Fabrizio; il Segretario Comunale Giuseppe Petroli

 

 

N° 61 - Istanza del Segretario comunale.

 

In continuazione: (seduta segreta)

Dovendosi trattare del terzo capo dell’ordine del giorno “Istanza del Segretario Comunale” questi si allontana dalla sala ed il Presidente fatte chiudere le porte, invita il Consiglio a designare uno dei consiglieri a funzionare da segretario. Viene designato ad unanimità il consigliere Cirino Salvatore che assume il posto di Segretario. Quindi il Presidente fa dar lettura di una istanza del Segretario comunale signor Petroli Giuseppe, il quale chiede un compenso per i quattro mesi, dal 1 aprile al 31 luglio u.s., di servizio straordinario prestato, funzionando da Capo ufficio daziario, facendo notare che detto servizio fu prestato nei mesi più caldi della stagione, fino ad ora inoltrata della sera, dovendo contemporaneamente disimpegnare gli incombenti dell’ufficio comunale, sistemare la contabilità daziaria, e quella speciale del deposito daziario dei sigg. Quarto, oltre a sradicare nei contribuenti una quantità di cattive abitudini nocive agli interessi del Comune. Soggiunge il Presidente che egli qual Sindaco non può che confermare quanto ha esposto il Segretario nella sua istanza e dichiarare ancora che si deve al Segretario stesso, all’indirizzo da lui dato nei quattro mesi, se oggi l’ufficio daziario, anzi l’intero servizio, funziona regolarmente. Il Consigliere Capasso dice che non vi ha certamente nessuno dei Consiglieri che possa disconoscere il servizio del tutto straordinario prestato dal Segretario dalle prime ore del giorno alle più tardi della sera nell’ufficio daziario, e constargli personalmente il lavoro fatto non solo, ma la quantità di impicci e molte volte di insulti sopportati dai contribuenti adusati con l’appaltatore a fare quanto volevano: per conto suo quindi ritiene doveroso l’accogliere la giusta istanza del Segretario.

Vallefuoco Sac. Giuseppe nell’associarsi a quanto hanno detto il Sindaco – Presidente e il collega Capasso soggiunge che è tanto più equo e morale l’accordare un compenso in quanto che non solo il Municipio, se non vi fosse stato il Segretario capace di stare a quel posto, avrebbe dovuto provvedersi prima del Capo - ufficio e quindi pagarlo, ma quanto pure il Segretario con la sua onestà, col suo zelo ed interesse pel Comune ha fatto a questo guadagnare certamente di più di quello che oggi gli si possa dare.

Vari altri consiglieri si associano a quanto innanzi ed il Consigliere De Magistris Felice propone senz’altro che si accordi al Segretario un compenso straordinario di lire duecento, in ragione cioè dello stipendio mensile che oggi si paga al Capo ufficio titolare e quindi cinquanta lire al mese per i quattro mesi di servizio prestato dal Segretario. Interviene il consigliere Cozzolino avv. Francesco, che messo al corrente, si associa ritenendo ben dovuto il richiesto compenso. In conseguenza il Presidente mette a voti per schede segrete la proposta De Magistris Felice, assumendo a scrutatori i sigg. Capasso, Vallefuoco e Chianese, ed avvertendo i Consiglieri che coloro i quali intendono approvarla scrivano si, i contrari no. Eseguitasi la votazione e avuto il seguente risultato: presenti e votanti n°12, schede nell’urna n°12, schede col si n°12.

Il Presidente proclama approvata ad unanimità la proposta De Magistris, e quindi accordato al Segretario Sig. Petroli Giuseppe il compenso di lire duecento pel servizio prestato: circa poi il fondo da cui prelevare la detta somma,  trattandosi che essa viene erogata pel servizio daziario e non essendovi nel bilancio 1901 fondo apposito od altro disponibile, propone che essa vada a gravare sulle spese mensili inerenti alla riscossione daziaria. Il Consiglio approva ad unanimità per alzata e seduta. Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano ? De Magistris; il Presidente Capece Minutolo Fabrizio; il Segretario assunto Cirino Salvatore.

 

N° 62 - Domanda del signor Fabrizio Capece Minutolo per cessione di cupa abbandonata.

 Rientra il Segretario comunale, e in continuazione della stessa seduta:

Si allontana dalla sala l’assessore Sac. Giuseppe Vallefuoco ed il Presidente, dappoichè bisogna trattare di una istanza da lui avanzata, si allontana anche esso cedendo la Presidenza all’assessore anziano signor De Magistris Felice, il quale constatato esservi tuttora il numero legale, fa dar lettura dal Segretario di una istanza avanzata dal signor Fabrizio Capece Minutolo con la quale domanda la cessione da questo Comune d’una cupa abbandonata che trovasi ad ovest di un suo fondo denominato Zi peppo e di proprietà promiscua col Comune di Villaricca perché divide i due tenimenti, ed al quale fu avanzata dal richiedente la medesima domanda. Detta cupa è portata nell’elenco delle strade comunali di campagna di questo Comune sotto il nome di Cupa di Casola e comincia ad ovest della strada nuova Mugnano – Giugliano e finisce alla così detta cupa di Mirabelli: epperò il richiedente vuole acquistarne soltanto il tratto abbandonato e non di passaggio e proprio dal punto ove essa, formando trivio con quella che mena a Villaricca, angolo fondo Citarella, si prolunga per metri 309.60 fino al limite del territorio di Mugnano, determinato dal termine detta proprietà Bosco al di qua della provinciale Marano Giugliano, e proprio fino al ponte in muratura che colà esiste.

Il tratto richiesto, dice la domanda, mantenuto sulla costante larghezza di m. 2.45 risulta di metri 748.72 per i quali il richiedente offre il prezzo di centesimi 35 a mq. sebbene da persona tecnica di sua fiducia gli sia stato valutato dai 20 ai 25 centesimi al mq., e dichiara fin da ora, assumendone formale obbligo, di tenere indenni i due Comuni comproprietari di qualsiasi benché minima molestia o pretesa che per qualsivoglia causa potessero affacciare i proprietari frontisti dei fondi Bosco e Citarella che sono gli unici che si trovano lungo il detto tratto. Durante la lettura della domanda è rientrato nella sala l’assessore sacerdote Vallefuoco. Il Presidente dopo aver dati più dettagliati chiarimenti al Consiglio circa la cupa in parola apre la discussione sulla istanza che per suo conto ritiene sia da accettarsi. Il Consigliere Capasso ritiene altrettanto ed incondizionatamente, dappoichè egli che tiene fondi da quelle parti sa con coscienza di causa che il tratto richiesto è completamente abbandonato servendo solo di passaggio ai caprai che a scopo, non certo encomiabile, preferiscono quella via onde possano sentirsi liberi di dar sfogo alla loro mania devastatrice: tale serio inconveniente sarebbe eliminato colla cessione della cupa e perciò egli propone di accogliere, come prima diceva, incondizionatamente la istanza del Sindaco che nella sua innata delicatezza di modi e di pensare, mentre da privato cittadino acquistò un tempo una cupa abbandonata ben più lunga per lire 50.00, oggi per quella richiesta, per la quale occorreranno parecchie centinaia di lire se la vuol dissodare, offre un prezzo a 35 centesimi il mq., che costituisce fra i due comuni un introito di lire 262.05. Vallefuoco Sac. Giuseppe nell’associarsi pienamente alla proposta del Cav. Capasso soggiunge che la chiesta cessione è tanto più utile per questo Comune, ed anche per quello di Villaricca, per quanto invece è inutile quel tratto di cupa: esso infatti è abbandonato, e tanto esisteva, perchè prima della costruzione della strada nuova, menava al Comune di Qualiano, ma oggi non è nemmeno utile come abbreviatoia perché più innanzi si inoltra, e più si rende impraticabile specie nell’inverno; ed anche il tratto richiesto dal nostro Sindaco allorché piove diventa per buona parte un pantano: esso serve oggi solo alla delimitazione dei due territori al che sostituiranno i termini quando sarà ceduta, e serve inoltre, come ha detto il collega Capasso, al rifugio dei caprai e dei ladruncoli di campagna, inconveniente questo più volte lamentato e che avrà termine con la cessione. Dall’altra parte: i due Comuni interessati realizzano un profitto, e non lieve a causa della vantaggiosa offerta, su di una loro proprietà, se cosi si vuol chiamare, affatto infruttifera e del tutto inutile: dall’altro canto non può sussistere alcun dubbio circa possibili reclami da interessati frontisti, dappoiché non solo il richiedente ha dichiarato e ne assumerà obbligo di garantire i due Comuni su tal riguardo, ma quanto pure su quel tratto non vi sono aperture di accesso ai fondi e perciò nessun motivo può sussistere per reclami. Ciò premesso si associa alla proposta Capasso.

E poiché vari consiglieri chiedono la votazione, il Presidente invita a votare per schede segrete la proposta Capasso e cioè la cessione del tratto di cupa richiesto dal signor Fabrizio Capece Minutolo alle condizioni tutte espresse nella domanda, avvertendo che colo che intendono approvare scrivano si i contrari no. Assume a scrutatori i sigg. Capasso, Vallefuoco e Chianese. Eseguitasi la votazione si è avuto il seguente risultato:

Presenti e votanti n°11. Schede nell’urna n°11. Schede col si n° undici.

Il Presidente quindi proclama approvata ad unanimità la proposta Capasso.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario comunale.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano ? De Magistris; il Presidente Capece Minutolo Fabrizio; il Segretario comunale Giuseppe Petroli.

 

N° 63 - Nomina della Commissione di vigilanza per le scuole per l’anno scolastico 1901 – 902.

 L’anno millenovecentouno, il giorno ventidue del mese di Novembre, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore 17.                       

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori:

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Capasso Cav. Pasquale, 2° Cacciapuoti Antonio, 3° Cirino Carmine, 4° Cirino Salvatore, 5° Chianese Francesco, 6° De Magistris Felice, 7° De Magistris Lucio, 8° Grasso Vincenzo, 9° Imperatore Francesco, 10° Tafuri Angelo, 11° Vallefuoco Notar Giuseppe, 12° Vallefuoco Sac. Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente, dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di tredici per la 1° convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore diciassette e quarto.

Indi il Presidente riferisce al Consiglio che l’Ill.mo Signor Sotto Prefetto del Circondario con suo decreto del 16 corrente mese ha sospeso nei suoi effetti la deliberazione di questo Consiglio del giorno 8 corrente relativa alla nomina della Commissione di vigilanza alle scuole per l’anno scolastico 1901 – 902, dappoichè in essa, nel confermare la Commissione del decorso anno, si procedette alla votazione per alzata e seduta, laddove si sarebbe dovuto procedere per scrutinio segreto. Ciò premesso e poiché quella deliberazione è di niun effetto, invita il Consiglio a procedere per schede segrete alla conferma pel novello anno scolastico 1900 – 901, avvertendo che coloro i quali intendono confermare la detta Cmmissione scrivano si i contrari no. Assume a scrutatori i sigg. De Magistris Felice, Vallefuoco Sac. Giuseppe e Vallefuoco Notar Giuseppe.

Eseguitasi la votazione si è avuto il seguente risultato: col si n°13. Il Presidente, quindi proclama confermata per l’anno scolastico 1901 – 902 la Commissione di vigilanza del decorso anno 1900 – 901.

 

N° 64 - Nomina di un assessore supplente.

 Il Presidente in conformità dell’ordine del giorno della presente tornata invita il Consiglio a provvedere alla nomina di un assessore supplente in sostituzione del collega Vallefuoco Notar Giuseppe testè nominato titolare.

Eseguitasi la votazione per schede segrete, con l’assistenza degli scrutatori sigg. De Magistris Felice, Vallefuoco Notar Giuseppe e Vallefuoco Sac. Giuseppe, si è avuto il seguente risultato: presenti e votanti n°13. Schede nell’urna n°13. Voti al signor Grasso Vincenzo fu Giuseppe voti dodici, schede bianche una. Quindi il Presidente proclama eletto ad assessore supplente il Signor Grasso Vincenzo fu Giuseppe.

 

N° 65 - Deliberazioni Giunta n° 112 e 113 del 14 Ottobre u.s. per prelevamenti dal fondo di riserva.

Quindi il Sindaco – Presidente fa dar lettura dal Segretario delle deliberazioni prese dalla Giunta comunale sotto i n° 112 e 113 in data 14 ottobre 1901 e con le quali vennero prelevati dal fondo di riserva iscritto nel bilancio corrente lire 40 con la prima e L. 122.42 con la seconda, per provvedere alle deficienze dei fondi previsti in bilancio per contributo manutenzione linee telegrafiche e per rimborsi fondiari agli espropriati della Via Mugnano – Melito.

Dette deliberazioni ai sensi dell’art.186 della legge comunale e provinciale sono sottoposte all’approvazione del Consiglio, e perciò egli le mette all’approvazione per alzata e seduta. Le dette deliberazioni, con singole votazioni, risultano approvate ad unanimità. Fanno da scrutatori i Signori: Vallefuoco Sac. Giuseppe, Vallefuoco Notar Giuseppe e De Magistris Felice.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano ? De Magistris; il Presidente Capece Minutolo Fabrizio; il Segretario comunale Giuseppe Petroli

 

N° 66 - Verbale di diserzione di seduta.

L’anno millenovecentouno, il giorno trenta del mese di Novembre, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore 16 ½.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° De Magistris Felice, 3° De Magistris Lucio, 4° Riannetti Luigi, 5° Vallefuoco Sac. Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente, dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero di sei non legale per la prima convocazione, dichiara deserta la seduta e chiusa la sessione ordinaria autunnale, mentre dichiara ai consiglieri presenti che saranno convocati a domicilio per la seconda convocazione.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto.

(sono visibili le firme de:)

Il Consigliere Anziano ? De Magistris; il Presidente Capece Minutolo Fabrizio; il Segretario comunale Giuseppe Petroli

 

N° 67 - Cambiamento di denominazione della Via Fiori.

 L’anno millenovecentouno, il giorno tredici del mese di Dicembre, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale si è riunito il Consiglio comunale in sessione straordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi, spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dello articolo 120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore 16 ½.

La Presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capace minatolo Fabrizio, ed il Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Cirino Carmine, 3° Chianese Francesco, 4° De Magistris Felice, 5° De Magistris Lucio, 6° Giannetti Luigi, 7° Grasso Vincenzo, 8° Napolano Giovanni, 9° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 10° Vallefuoco Notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale. Il Presidente, dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri, formanti con lui il numero legale di undici per la seconda convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore 17. Quindi il Presidente invita il Consiglio a deliberare sul primo capo dell’ordine del giorno e cioè sulla istanza dei coniugi Aiello Riola, ma il Consigliere Vallefuoco Sac. Giuseppe ne propone il rimando, dappoichè sa che i suddetti coniugi vogliono ritirare la istanza. Il Presidente quindi, con le formalità volute dalla Legge mette a votazione per alzata e seduta il proposto rimando che viene approvato ad unanimità.

E quindi si passa al secondo capo dell’ordine del giorno e cioè “Cambiamento di denominazione della Via Fiori”. Il Presidente da la parola al Consigliere Napolano Giovanni che ne fu il proponente, il quale con sentite parole ricorda i meriti del defunto Conte Giuseppe Mirabelli, senatore del Regno, del vicino Comune di Calvizzano e padre del nostro Consigliere provinciale avv. Gennaro.

Quale omaggio alla memoria dell’illustre giureconsulto, alla bontà di lui che sentì sempre vivi nell’animo suo i sentimenti di solidarietà ha il suo paese nativo e quello di Mugnano, si da prestarsi con tutta la sua influenza non poche volte a favore degli interessi di questo Comune e dei suoi abitanti, ed anche quale attestato di stima pel figlio avv. Gennaro Mirabelli, egli propone che si cambi alla strada che mena al Comune di Calvizzano l’attuale denominazione di Via dei Fiori, in quella di Via Giuseppe Mirabelli. Questa la preghiera che rivolge al Consiglio, sicuro che sarà esaudita. Si associano alla proposta tutti i Consiglieri presenti ed il Presidente, quindi la mette a votazione per alzata e seduta, con l’assistenza degli scrutatori signori: Cirino Carmine, Vallefuoco Sac. Giuseppe e De Magistris Felice. La proposta viene approvata ad unanimità.

 

 N° 68 - Nomina di due componenti la Commissione per la tassa fuocatico in sostituzione dei sigg. Cipolletta e Capasso dimissionari.

 Interviene il Consigliere Cirino Salvatore.

Quindi il Presidente comunica al Consiglio che i sigg. Capasso Giuseppe e Cipolletta Cristofaro, nominati componenti la Commissione tassa fuocatico pel 1902; il primo con lettera 26 Novembre u.s. ed il secondo con la stessa lettera di partecipazione della nomina, hanno declinato l’incarico, e per conseguenza occorre procedere alla nomina di altri due componenti la suddetta Commissione in sostituzione del Capasso e del Cipolletta. Prega quindi il Consiglio di procedere alla votazione per schede segrete scrivendo su di esse due nomi. Nomina scrutatori i sigg. De Magistris Felice, Cirino Carmine e Cacciapuoti Antonio. Eseguitasi la votazione si è avuto il seguente risultato: presenti e votanti n°12. Schede rinvenute nell’urna n°12.

Al signor Napolano Gennaro fu Antonio voti undici, al signor Imperatore Luigi di Francesco voti undici, al Signor Napolano Giovanni voti uno. Il Presidente quindi proclama eletti i Signori Imperatore Luigi e Napolano Gennaro.

 

 N° 69 - Storno di fondi sul bilancio 1901.

 Quindi il Presidente medesimo riferisce al Consiglio che su fondi assegnati su alcuni articoli di spesa del bilancio 1901 si sono verificate delle deficienze, e poiché occorre provvedere con essi a delle spese necessarie ed urgenti, bisogna procedere a storni di fondi. Infatti sull’art.35 lettera B “spese per la manutenzione dell’acquedotto, occorre un aumento di L.460.12 per provvedere al pagamento dell’eccedenza di consumo in L.197.84 di Lire 70.00 per compenso al Segretario del Consorzio, di L.70.00 per le spese occorse per le riparazioni al contatore, di lire 92.28 per compenso al meccanico consorziale del secondo semestre corrente anno e la differenza pel cambio di rubinetti occorrenti alle pubbliche fontanine. Sull’art.50, spese di liti, occorre un aumento di lire 150.00 per provvedere ad un anticipo sulle spese pel giudizio Cipolletta chiesto dall’avvocato del Comune Signor Marasco e infine sull’art.44, spese impreviste occorre un aumento di lire 100.00 per poter provvedere al pagamento degli interessi dovuti ai sigg. Vulpes sull’espropriazione del Cimitero, ed a quello per premio all’Esattore comunale del 5% sull’anticipato pagamento del contributo monte pensione degli insegnanti dei medici condotti. Dette deficienze ammontano complessivamente a L.710.12 che possono stornarsi dal fondo disponibile in L.1832.09 di cui all’art.2 lettera B del bilancio 1901. Nessun Consigliere avendo chiesto la parola, il Presidente fa formale proposta degli storni innanzi specificati, e messala ai voti per alzata e seduta, la dichiara approvata ad unanimità, e ciò sotto l’assistenza degli scrutatori sigg. De Magistris Felice, Vallefuoco Sac. Giuseppe e Cirino Carmine.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto.

(firme visibili)

il Consigliere Anziano De Magistris ?. Il Presidente capace Minatolo. Il Segretario comunale Giuseppe Petroli.

 

N° 70 - Verbale di deliberazione in seduta straordinaria del Consiglio comunale e dei maggiori contribuenti all’imposta fondiaria per la elezione della Commissione censuaria comunale (nomina di due componenti)

Ordinanza di 1° comunicazione

Nell’anno millenovecentouno, addì ventisette del mese di Dicembre, alle ore dieci meridiane nella solita sala delle sedute di questo ufficio comunale.

Previo esaurimento delle formalità prescritte dall’art.12 del Regolamento 20 Gennaio 1898 n°118 sull’ordinamento dell’imposta fondiaria, venne stabilito questo giorno ed ora per la riunione straordinaria del Consiglio e dei maggiori contribuenti, giusta l’avviso stato ricapitato a tempo debito a tutti gli interessati. Da parte del Consiglio sono intervenuti i signori consiglieri: 1° Capece Minutolo Fabrizio, Sindaco. 2° Cirino Carmine, 3° Cirino Salvatore, 4° De Magistris Felice, 5° De Magistris Lucio, 6° Giannetti Luigi, 7° Liccardo Biagio, 8° Napolano Giovanni, 9° Tafuri Angelo, 10° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 11° Vallefuoco Notar Giuseppe e furono assenti i signori Consiglieri: 1° Capasso cav: Pasquale, 2° Cacciapuoti Antonio, 3° Cipolletta Costantino, 4° Chianese Francesco, 5° Grasso Vincenzo, 6° Imperatore Francesco. 7° Cozzolino Francesco.

Da parte dei maggiori contribuenti o loro delegati si sono presentati i signori:

1° Biondi Tommaso per Liccardi Tommaso, 2° Cacciapuoti Luigi, 3° Bergamo Giulio per l’Istituto figlie della Carità, 4° Cipolletta Gabriele pel padre Alfonso, 5° Capece Minutolo Riccardo, 6à Capasso Gennaro pel padre Alfonso, 7° Schiattarella Sabatino per Coppola Filippo, 8° Giannetti Santolo per De Stasio Biagio, 9° Cipolletta Giuseppe per Vulpes Bernardo, 10° Montesano Raffaele per Rossi Aurelia, 11° Napolano Gennaro per Mirabelli Concetta; e furono assenti i maggiori contribuenti o loro delegati i Signori: 1° Gomez – Paloma Ottavio, 2° Riola Matilde, 3° Papa Alfonso e fratelli, 4° Mensa arcivescovile di Napoli, 5° Chianese Luigi e fratelli, 6° Federici Giuseppe e sorelle, 7° Laviano Nicola, 8° Mele Gaetano, 9° De Vito Maria di Filippo.

Constatato che fra consiglieri e maggiori contribuenti si è raggiunto il numero di ventidue, legale per la presente deliberazione, assume la presidenza il Sindaco Fabrizio Capece Minutolo, e nel dichiarare aperta la seduta, dichiara che la presente convocazione ha per oggetto la nomina di due componenti la Commissione censuaria comunale, l’uno effettivo in sostituzione del Signor Taglialatela Mattia, pure deceduto. Quindi prega l’assemblea di procedere prima a mezzo di schede segrete alla nomina del Commissario effettivo: assume a scrutatori i sigg. Vallefuoco Sac. Giuseppe, De Magistris Felice e Cirino Carmine. Procedutosi alla votazione si è avuto il seguente risultato: Presid dico Presenti e votanti n° 22, schede nell’urna n° 22.

Al signor Fabrizio Capece Minutolo voti ventuno, schede bianche una.

Procedutosi alla votazione per la nomina del Commissario supplente, si è avuto il seguente risultatato: Presenti e votanti n° 22, schede nell’urna n° 22. Al signor Aiello ing.re Raffaele voti ventidue.

Quindi il Presidente proclama eletti i Signori Capece Minutolo Fabrizio a Commissario effettivo ed Aiello ing.re Raffaele a Commissario supplente. Indi scioglie l’adunanza.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto dal Presidente, dal membro anziano e dal Segretario.

(sono leggibili le firme di:)

Il Presidente Capece Minutolo Fabrizio; il membro anziano ? De Magistris; il Segretario comunale Giuseppe Petroli.

 

Anno 1902

 

N° 1 - Diserzione di seduta.

 L’anno millenovecentodue, il giorno ventotto del mese di Gennaio, nella Casa Comunale di Mugnano.

Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale, si è riunito il Consiglio comunale, in sessione straordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dell’art.120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore diciassette.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Fabrizio Capace Minatolo, ed i Consiglieri intervenuti sono i Signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Chianese Francesco, 3° De Magistris Felice, 4° Liccardo Biagio, 5° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 6° Vallefuoco Notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente, dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri che con lui non formano il numero legale per poter deliberare in prima convocazione, dopo aver atteso circa un’ora, ha dichiarata deserta la seduta, avvertendo i presenti che saranno avvisati a domicilio per la seconda convocazione.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettera e conferma, viene sottoscritto come appresso: il Consigliere Anziano ? De Magistris; il Presidente Capace Minatolo; il Segretario comunale Giuseppe Petroli

 

N° 2 - Modifiche al Capitolato d’appalto del dazio consumo.

L’anno millenovecentodue, il giorno tredici del mese di Febbraio, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale, si è riunito il Consiglio comunale, in sessione straordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dell’art.120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore diciassette.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Fabrizio Capace Minatolo, ed i Consiglieri intervenuti sono i Signori: 1° Cirino Carmine, 2° Cirino Salvatore, 3° Chianese Francesco, 4° De Magistris Felice, 5° De Magistris Lucio, 6° Giannetti Luigi, 7° Grasso Vincenzo, 8° Liccardo Biagio, 9° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 10° Vallefuoco Notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente, dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di undici per la seconda convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore 17 ½.

Quindi il Presidente medesimo riferisce al Consiglio che, giusta partecipazione avutane dall’ Ill.mo Sig. Sotto-Prefetto del Circondario, il Consiglio di Prefettura ha dato in massima parere favorevole alla approvazione del Capitolato pel riappalto dei dazi di questo Comune, a condizione che per quanto concerne la natura ed entità della cauzione, le disposizioni vengono meglio coordinate con le norme tracciate dagli art.232 e seguenti del Regolamento generale daziario del 27 febbraio 1898. all’uopo fa dar lettura dal Segretario dei detti articoli, e poscia dell’art.10 del Capitolato redatto da questo Comune ed approvata dal Consiglio comunale nella seduta del 23 agosto 1901; e poiché col detto art.10 si è ottemperato alle disposizioni generali di cui all’art.232, ed il coordinamento richiesto dal Consiglio di Prefettura, consisterebbe nell’includere nel Capitolato stesso dopo l’art.10 tutte le norme speciali trascritte dico tracciate dall’art.233 e seguenti del Regolamento generale daziario, alle quali, comechè disposizioni legislative non si potrebbe d’altra parte venir meno, egli propone che restando fermo tutto il disposto dell’art.10 del Capitolato in parola, vengo ad esse fatta la seguente postilla: “Per tutt’altro, nulla resta innovato alle disposizioni di cui agli art.232 e seguenti del Regolamento generale daziario approvato con R. Decreto 27 febbraio 1898” Crede queste il mezzo più opportuno per ottemperare alla richiesta del Consiglio di Prefettura.

E poiché vari Consiglieri si associano a tale proposta, il Presidente la mette a votazione per alzata e seduta ed essa viene approvata ad unanimità. Fanno da scrutatori i Signori: Vallefuoco Sac. Giuseppe, Chianese e Cirino Carmine. Si allontanano dalla sala il Consigliere Vallefuoco Notar Giuseppe.

 N° 3 - Cambiamento di denominazione del largo Chiesa e Via Maio.

Quindi il Presidente sulla 1° parte del presente capo dell’ordine del giorno, cioè cambiamento di denominazione del Largo Chiesa, che venne iscritto a proposta dell’Assessore Signor Vallefuoco Sac. Giuseppe, da a questi la parola.

Vallefuoco Sac. Giuseppe dice che egli fu spinto a fare simile proposta di cambiamento dal desiderio che per lui suona quasi dovere, di onorare la memoria d’un concittadino che per circa un ventennio e nella qualità di Sindaco e in quella di Consigliere Provinciale, ha speso tutta l’opera sua in pro degli interessi di questo Comune e del mandamento: ha nominato, come tutti avran compreso, Carlo Chianese, padre del comune amico e collega Francesco Chianese.

Con sentite parole ricorda i meriti e le virtù di quell’uomo che buona parte degli anni suoi dedicò all’amministrazione di questo Comune, meriti che egli, benché giovane, ricorda, pur averli sentito remunerare dagli amici più anziani: ricorda quanto di Carlo Chiane disse un suo collega del Consiglio provinciale, l’On.le Della Rocca, in ordine all’opera del Chianese in seno di quel Consesso, e quindi propone, che, ad onorare i meriti di questo concittadino nonché la memoria che grata rimarrà nell’animo di ogni Mugnanese, l’attuale Largo che comunemente vien detto Largo Chiesa, venga denominato Largo Carlo Chianese”. Vive approvazioni di tutti i Consiglieri.

Interviene il Consigliere Cacciapuoti Antonio.

Il Presidente mette ai voti la fatta proposta che viene approvata per acclamazione.

Quindi il Presidente stesso propone che venga rimandata ad altra tornata la trattazione della seconda parte del presente capo dell’ordine del giorno, cioè circa il cambiamento di denominazione della

Via Maio per l’assenza del proponente Vallefuoco Notar Giuseppe. Il Consiglio approva.

Il Consigliere Liccardo Biagio raccomanda al Presidente che detta proposta venga iscritta nell’ordine del giorno della prossima tornata. Il Presidente ne da assicurazione.

 N° 4 - Vertenza col Monte d’Ascoli.

 Indi il Presidente riferisce al Consiglio che è stata notificata il giorno 24 del decorso mese a questo Comune la copia della sentenza emessa dal Tribunale di Napoli nella causa tra questo Comune ed il Monte del fu Principe d’Ascoli: con detta sentenza, come il Consiglio già conosce è stato dichiarato dovere questo Comune sottostare all’obbligo del pagamento della tassa di ricchezza mobile sul quantunque costituito verso detto Monte, senza dritto a ritenuta o ripetizione verso di questa, ed è stato per conseguenza il Comune istesso condannato a pagare al Monte la somma di L.6391.40 indebitamente, a titolo di rifusione di ricchezza mobile, ritenuta sull’indicato reddito dall’anno 1866 a tutto dicembre 1900, salvo le ritenute dell’anno 1901, alle spese del giudizio ed agli interessi legali. Il Comune, come il Consiglio conosce, venne rappresentato e difeso dagli avvocati Signori Adolfo Barone e Comm.re Francesco Girardi, i quali per non pregiudicare la quistione di merito della causa, non eseguirono in prima istanza quella della prescrizione, che puossi eccepire in grado di appello: e perciò l’affare si è portato alle decisioni di questo Consiglio che dovrà decidere se sia il caso o non di produrre appello avverso detta sentenza. Apre la discussione sul riguardo.

Vallefuoco Sac. Giuseppe è del parere che il Comune per qualsiasi ragione, non può sottostare ad una sentenza di condanna di simile entità, sia per la somma che dovrebbe pagare, sia per dritto avvenire, tanto più che, anche riportando torto in grado di appello nella quistione di merito, di certo il Comune verrà a risparmiare la massima parte della somma cui è stato condannato con l’eccepire la prescrizione, la quale se non è morale pel privato, è doverosa per un Ente: quindi propone che il Comune resista in appello alla sentenza del Tribunale di Napoli del 6 Maggio 1901, ed all’uopo che si confermi il mandato della difesa agli avvocati On.le Comm.re Francesco Girardi e Adolfo Barone. Vari Consiglieri si associano a tale proposta, ed il Presidente quindi la mette a votazione per alzata e seduta: risulta approvata ad unanimità: scrutatori Vallefuoco Sac. Giuseppe, Chianese e Cirino Carmine. 

 

N° 5 - Provvedimenti circa il personale delle guardie daziarie.  

Quindi il Presidente medesimo ricorda al Consiglio che con la deliberazione del 29 Giugno 1901 n°29, superiormente approvata, venne stabilito che il personale degli agenti daziari fosse composto di dieci guardie, un capo ufficio, un inserviente ed un capo guardia, in modo che la spesa relativa non superasse le lire quattrocentosessanta mensili. In quell’epoca e fino al Dicembre del decorso anno il numero delle guardie si è mantenuto di otto, con l’aiuto delle guardie campestri, ma in seguito a dei provvedimenti disciplinari presi a carico di due guardie, oltre due se ne aggiunsero dalla Giunta in linea provvisoria, e nel frattempo si riconobbe la necessità di nominare altra guardia in persona di uno vecchio del mestiere dandogli l’incarico di ispettore generale dell’andamento del servizio. Le due guardie nominate in linea provvisoria nelle veci di due guardie anziane, sospese dalle funzioni, si ritenne opportuno farle rimanere definitive per istituire il servizio di perlustrazione notturna e di riserva in caso di malattia od altro impedimento di qualche agente, inconveniente questo che occorreva prima eliminare con una guardia campestre. Epperò sia per la guardia con incarico di ispettore, sia per le altre due guardie aggiunte, la Giunta si è mantenuta nei limiti della somma assegnata dal Consiglio, e quindi non si tratterebbe ora che di approvare l’aumentato numero, ad undici, delle guardie. Vari Consiglieri fanno plauso all’operato della Giunta che era una necessità, e quindi il Presidente mette ai voti per alzata e seduta l’approvazione dell’operato della Giunta. Risulta approvato ad unanimità. Fanno da scrutatori i Signori Vallefuoco Sac. Giuseppe, Chianese e Cirino Carmine.

 

N° 6 - Istanza del Signor Volpe Nicola per fornitura stampe.

Quindi il Presidente fa dar lettura al Consiglio d’una istanza pervenuta a mezzo dell’Ill.mo Signor Sotto-Prefetto del Circondario, diretta a questo Consiglio dal Signor Volpe Nicola, proprietario della Tipografia dei Segretari comunali in Napoli, tendente ad ottenere l’assunzione del servizio fornisura stampe per questi uffici pel prezzo annuo di L.490 alle stesse condizioni come fu concesso alla Tipografia Donadio di Giugliano per L.500 annue, giusta la deliberazione del 7 ottobre 1901 n°49 non ancora approvata. Apre la discussione sul riguardo De Magistris Felice, ricorda al Consiglio tutti i precedenti sul riguardo l’ottimo servizio fatto pel decorso anno 1901, in linea d’esperimento, della Tipografia Donadio, e come questi evidentemente, abbia di molto perduto in tale periodo a causa della fornitura di ottomila cartellini per l’impianto della nuova anagrafe: sicchè non sarebbe morale né giusto abbandonare oggi la Tipografia Donadio per una economia derisoria di lire dieci annue, economia che in effetti non esisterebbe, dappoichè la Tipografia Volpe è in Napoli ed altrettante e forse più se ne spenderebbero per posta od invio di corrieri per le richieste ordinarie, od improvvise di stampe e di oggetti di cancelleria, mentre ciò non succede oggi con la vicinanza di Giugliano. Per tutte queste ragioni egli propone il rigetto della istanza del Volpe. Vi si associano vari Consiglieri, e quindi il Presidente mette a votazione la proposta di rigetto a mezzo di schede segrete, avvertendo che coloro i quali intendono approvare il rigetto scrivano si, i contrari no.

Eseguitasi la votazione, con l’assistenza degli scrutatori come per Legge, si è avuto il seguente risultato: presenti e votanti n°11, schede rinvenute nell’urna n°11, schede col si n°11. Quindi il Presidente dichiara respinta ad unanimità la domanda del Sig. Volpe Nicola; indi toglie la seduta.

Del che si è redatto il presente verbale che previa lettura e conferma, viene sottoscritto come appreso. Il Consigliere Anziano ? De Magistris; il Presidente Capace Minatolo; il Segretario comunale Giuseppe Petroli.

 

 

N° 7 - ?

 

L’anno millenovecentodue, il giorno ventitre del mese di Marzo, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale, si è riunito il Consiglio comunale, in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dell’art.120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore cinque pomeridiane. La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Fabrizio Capace Minatolo, ed i Consiglieri intervenuti sono i Signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Cipolletta Costantino, 3° Cirino Carmine, 4° Cirino Salvatore, 5° Cozzolino avv. Francesco, 6° De Magistris Felice, 7° Grasso Vincenzo, 8° Liccardi Biagio, 9° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 10° Vallefuoco Notar Giuseppe, coll’assistenza dell’infrascritto Segretario.

Il Presidente, dopo d’aver constatato mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di undici per la seconda convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperto la seduta alle ore cinque e mezzo pomeridiane.

Il Presidente invita il Consiglio a designare un Consigliere che assuma le funzioni di Segretario a tenore del disposto dell’art.51 del Regolamento per la esecuzione della legge comunale e provinciale trovandosi per malattia impedito il Segretario comunale. Il Consiglio ad unanimità vi assume il Consigliere Cipolletta.

Il Presidente ha riferito al Consiglio che la deliberazione consiliare del 23 Agosto 1901, con cui si disponeva la inversione della somma di L.7474.83, rimasta sul prestito di L.92400.00, per bisogni ordinari della Amministrazione non ha riportata l’approvazione dell’Autorità tutoria, come dalla decisione 11 dicembre detto anno, di cui ha fatto dar lettura: ha soggiunto quindi che occorre provvedere ad una operazione finanziaria per soddisfare il Signor Ruggiero del suo residuo credito dipendente dal prestito di L.32000, che è ora ridotto a L.12000.

 Il Consigliere Cipolletta, ottenuta la parola ha osservato che l’attuale critica condizione del Comune è costituita dalla circostanza di non essere stato accertato esattamente quando fu deliberato il prestito di unificazione ed estinzione di debiti, il credito del Signor Ruggiero Giuseppe in dipendenza della costruzione dell’acquedotto del Serino per L.36758.16 mentre esso era in effetti di L.43112.64, onde una differenza di L.6354.48 in meno e dall’altra circostanza di essersi stabilito l’ammontare occorrente a tale operazione senza tener conto degli interessi dell’anno in corso alla concessione del prestito stesso, lo che faceva ridurne l’effettivo, non essendo preveduta in bilancio come non poteva essere, alcuna somma all’oggetto, quali  interessi poi in fatto ascesero a ben L.2170.69, per cui si venne ad ottenere in realtà una somma minore del vero fabbisogno per L.8525.17 e che non potendosi ottenere dal signor Ruggiero la restituzione della somma, peraltro giustamente pagatogli in più di quella conteggiata nella deliberazione di unificazione dei debiti per imputarla in estinzione dell’altro debito di L.12000, residuo di quello di L.32000; né consentendo le ristrettissime condizioni del nostro Bilancio di far fronte all’altra somma riscossa in meno sul prestito stesso, per ritenuta di interessi operata dalla Cassa mutuante, non rimarrebbe che ricorrere ad una operazione finanziaria per ricolmare il vuoto costituito da tali differenze, che è di L.8525.17.

Ciò non muta per nulla la condizione del Comune perché al certo ha soggiunto, se si fossero fatti bene i conti, quando fu deliberato il prestito di unificazione ed estinzione di debiti, invece di L.92400 si sarebbe deliberato per la somma occorrente.

Ha proposto quindi che il Consiglio deliberi un novello prestito della somma di L.8525.00 per estinguere in concorso della somma rimasta dal precedente prestito con la Cassa Depositi e Prestiti di L.92400, il residuo debito di L.12000 verso il Signor Ruggiero Giuseppe.

Che di conseguenza sia autorizzato il Sindaco ad inoltrare la domanda per la concessione del detto prestito con la Cassa Depositi e Prestiti o con altri enti al saggio non maggiore del sei per cento, da estinguersi in cinque annualità comprensive degli interessi, mediante delegazioni sulla sovrimposta comunale, la quale offre margine, come vien dimostrato con apposito allegato, da cui emerge pure che il Comune si trova in tutte le condizioni volute dall’art.162 della Legge comunale e provinciale per la nuova operazione che sarà riprodotto nella deliberazione di seconda votazione.

Vari Consiglieri hanno fatto eco alla proposta, ed il Presidente l’ha messa ai voti per alzata e seduta, avvertendo che la nuova operazione verrebbe iscritta nel bilancio di questo anno, il quale non ha riportato ancora il visto di esecutorietà.

Il Consiglio ha approvato ad unanimità, ed il Presidente assistito dagli scrutatori Signori Cirino Carmine, Cozzolino e Vallefuoco Notar Giuseppe, ha proclamata accolta la proposta, e si è riservato di chiedere l’abbreviazione dei termini per la seconda votazione.

 

 

N° 8 - Modifiche al bilancio 1902.

 

Il Presidente invita il Consiglio a designare un Consigliere che assuma le funzioni di Segretario a tenore dell’art.51 del Regolamento per la Legge comunale e provinciale, trovandosi per malattia impedito il Segretario comunale. Il Consiglio ad unanimità vi assume il Consigliere Cipolletta. Quindi lo stesso Presidente ha fatto dar lettura della nota Sotto-Prefettizia del 15 febbraio decorso n°8378, con la quale si invita il Consiglio ad apportare alcune modifiche al bilancio 1902, tra le quali la più importante quella derivante dalla testè deliberata contrattazione di mutuo di L.8525, occorrente per estinguere, in concorso della somma rimasta dal precedente mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti di L.92400, il residuo debito di lire dodicimila verso il Signor Ruggiero Giuseppe. In conseguenza di tale operazione progettata, e di suggerimenti dati dalla prelodata autorità con la nota su riferita, il Presidente propone:

1° che sia iscritto alla parte 1° Categ. 3° art.lo 15 la riscossione del deliberato mutuo di L.8525, più la riscossione di L.1787 dal Banco di Napoli che costituisce la somma rimasta sul precedente mutuo di L.92400, ed alla parte 2° titolo II categoria 3° art.lo 60 lettera D la corrispondente somma totale iscritta all’attivo di L.10312 per estinzione del debito verso il Signor Ruggiero Giuseppe, debito al 1° Gennaio corrente anno era di L.12000, ma che all’epoca della concessione del nuovo prestito, per gli ammortamenti bimestrali che avverranno, si troverà ridotto a tanto che la suddetta somma di L.01312 sarà di certo sufficiente.

Il Consiglio approva ad unanimità tale proposta.

2° che si riduca a L.18.00 lo stanziamento di cui all’art.16 del Bilancio 1902 per indennità al Pretore, aumentando della differenziale somma di L.12, l’art.45 fondo per le impreviste.

Il Consiglio approva ad unanimità.

3° che sia trasportata alle spese generali facoltative ordinarie quella stanziata all’art.58 che resta così abolito, reando all’art.56 la lettera A, assegno all’ufficiale telegrafico L.150.00; lettera B assegno al fattorino L.84.00; lettera C assegno al Comizio Agrario L.20.

Il Consiglio approva ad unanimità.

4° che lo stanziamento di cui all’art.29 per contributo medici condotti sia ridotto a L.60, passando la differenza in L.72.00 alle obbligatorie straordinarie Categoria 3° art.52 bis.

Il Consiglio approva ad unanimità.

Infine lo stesso Presidente soggiunge che l’Ill.mo Sig. Sotto-Prefetto con la nota dinanzi accennata per ultimo chiede che venga stanziata la somma di L.800 per le spese catastali; epperò tale stanziamento non è necessario dappoichè l’ufficio tecnico catastale con sua nota del 27 agosto 1901 n°3891 significava che per le operazioni catastali da avvenire nel corso del 1902 occorreva stanziare la somma di L.500.00 e che detta somma poteva sul fondo del bilancio 1901 riportarsi fra i residui, senza stanziare altra nel bilancio 1902, laddove però il fondo del 1901 non fosse stato stornato. Infatti non lo fu ed alla chiusura dell’esercizio 1901 sono state appunto riportate fra i residui le lire cinquecento di cui sopra. Ritiene perciò inutile, ed un aggravare il bilancio, un nuovo stanziamento di lire ottocento. Le singole votazioni di cui innanzi sono avvenute per alzata e seduta e sotto l’assistenza degli scrutatori Vallefuoco Notar Giuseppe, Cirino Carmine e Cozzolino Francesco.

 

 

N° 9 - Vertenza coll’ex maestro Cipolletta Antonio.

 

Il Presidente invita il Consiglio a designare un Consigliere che assuma le funzioni di Segretario a tenore del disposto dell’art.51 del Regolamento per la esecuzione della legge comunale e provinciale, trovandosi impedito il Segretario comunale per malattia.

Il Consiglio ad unanimità vi assume il Consigliere Cipolletta. Lo stesso Presidente apre quindi la discussione sul capo dell’ordine del giorno “autorizzazione al Sindaco a stare in giudizio contro l’ex maestro municipale Sacerdote Cipolletta Antonio, il quale, a seguito della sentenza del Tribunale che rigettava in gran parte le sue pretese contro il Municipio, ha prodotto appello.

Da quindi lettura della nuova citazione, ed invita il Consiglio a deliberare, avvertendo  che il giudizio di appello può proseguire con lo stesso avvocato.

Nessun Consigliere avendo chiesto di parlare, il Presidente mette ai voti per alzata e seduta l’autorizzazione a stare in giudizio, assumendo a scrutatori i Consiglieri Cozzolino, Cirino Carmine e Vallefuoco Notar Giuseppe.

Il Consiglio approva ad unanimità.

Indi il Presidente medesimo invita il Consiglio a dichiarare che la presente deliberazione sia eseguibile in pendenza del visto, ed il Consiglio votando con lo stesso metodo e sotto l’assistenza degli stessi scrutatori approva.

 

 

N° 10 - Conferma dell’ufficiale Sanitario.

 

Il Presidente invita il Consiglio a designare un Consigliere che assuma le funzioni di Segretario a tenore del disposto dell’art.51 del Regolamento per la esecuzione della legge comunale e provinciale, trovandosi per malattia impedito il Segretario comunale.

Il Consiglio ad unanimità vi assume il Consigliere Cipolletta. Lo stesso Presidente, fatte chiudere le porte al pubblico, espone al Consiglio che a seguito di una lettera sotto-prefettizia, con cui si avvertiva essere prossima la scadenza della nomina dell’attuale ufficiale Sanitario e si invitava la rappresentanza comunale a provvedere, in proposito fu segnato all’ordine del giorno l’affare medesimo. E poiché, soggiunge, tutto consiglia a confermare l’ufficiale in carica pel lodevole servizio prestato, invita il Consiglio a deliberare.

Il Consigliere Sac. Vallefuoco ottenuta la parola dice essere atto doveroso del Consiglio proporre per la riconferma il Signor De Magistris Carlo Luigi al posto di Ufficiale Sanitario di questo Comune, avendo egli egregiamente corrisposto alla fiducia dell’amministrazione, in tutti i riscontri, specialmente nella ultima epidemia vaiuolosa in cui ha dato prova di abnegazione e zelo senza pari, tanto che se gli fossero dovuto tener conto solo delle vaccinazioni e rivaccinazioni eseguite senza speciale compenso forse non sarebbe bastato il tenuo stipendio che percepisce.

Si associa quindi alla proposta del Sindaco per la riconferma.

Vari altri Consiglieri fanno eco alla proposta, ed il Presidente la mette ai voti per schede segrete, avvertendo che l’accoglimento sarebbe espresso scrivendo si.

Dallo scrutinio seguito sotto assistenza degli scrutatori Cirino Carmine, Cozzolino e Vallefuoco Notar Giuseppe, risulta accolta la proposta ad unanimità.

Il Presidente proclama l’esito della votazione, con che si propone la riconferma dell’Ufficiale Sanitario Signor De Magistris Carlo Luigi.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto come appresso: il Consigliere Anziano ?De Magistris; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario comunale Cipolletta Costantino.

 

 

N° 11 - Seconda lettura della deliberazione consiliare 23 marzo u.s. circa i provvedimenti finanziari.

 

L’anno millenovecentodue, il giorno cinque del mese di Aprile, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale, si è riunito il Consiglio comunale, in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dell’art.120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore 17. La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Fabrizio Capace Minatolo, ed i Consiglieri intervenuti sono i Signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Cipolletta Costantino, 3° Cirino Carmine, 4° Cirino Salvatore, 5° De Magistris Felice, 6° Giannetti Luigi, 7° Grasso Vincenzo, 8° Napolano Giovanni, 9° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 10° Vallefuoco Notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente, dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di undici per la prima convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore 17¼.

Quindi il Presidente ha fatto dar lettura dal Segretario del verbale della precedente seduta, il quale viene approvato: e poscia, siccome per primo oggetto dell’ordine del giorno, e segnata la discussione sul Conto consuntivo 1900 ed il Consiglio all’atto della votazione per allontanamento della Giunta comunale, non si troverebbe in numero legale, propone che venga tale discussione rimandata ad altra tornata. Il Consiglio approva ad unanimità.

Quindi lo stesso Presidente invita l’assemblea a passare al 2° capo dell’aordine del giorno e cioè “Seconda lettura della deliberazione 23 marzo u.s. circa i provvedimenti finanziari” al quale scopo si è ottenuta l’abbreviazione dei termini, giusta partecipazione telegrafica avuta dall’Ill.mo Sig. Sotto-Prefetto. Fa quindi dar lettura della deliberazione di prima lettura presa nella seduta del 23 marzo u.s.

Il Consigliere Cipolletta, ottenuta la parola, da alcuni chiarimenti sulla deliberazione stessa ed esprime parere che l’on.le Giunta provinciale Amministrativa non possa non approvare la nuova  operazione di mutuo che non è se non il corollario di quella fatta nel decorso anno per la unificazione dei debiti comunali. A richiesta poi del Consigliere Napolano dichiara che il nuovo mutuo che si intende contrarre è sufficiente alla estinzione totale del debito verso il Signor Ruggiero Giuseppe: infatti tale debito venne nel progetto di trasformazione e nella richiesta di concessione del mutuo previsto per lire 16mila che a tanto ammontava al 31 dicembre 1900; non essendo stato esso soddisfatto coll’operazione di mutuo stesso per effetto della differenza riscontrata sull’altro debito verso il Ruggiero, nel corso del 1901 né venne pagata la normale quota di ammortamento in lire quattromila, e questa fu pagata parte col decorso dico denaro del mutuo stesso e parte coi fondi ordinanri del bilancio, sicchè il debito del Comune verso il Ruggiero al 31 dicembre 1901 si è ridotto a L.12000 le quali all’epoca in cui si otterrà il nuovo mutuo, saranno ridotte alla somma richiesta di L.8525 ad essa aggiunte le 1787 che sono depositate sul Banco di Napoli e che rappresentano la resta sul precedente prestito, dappoichè nel frattempo, come si è cominciato, si dovranno pagare al Ruggiero le quote bimestrali di ammortamento, che per capitale sono di L.666.65 ognuna, al quale scopo è prevista nel bilancio 1902 la somma di lire quattromila. Ciò premesso egli è del parere che si possa confermare la progettata operazione di mutuo di L.8525 ai sensi della deliberazione 23 marzo u.s.

Nessun altro consigliere avendo chiesto la parola, il Presidente mette a votazione per alzata e seduta la seconda approvazione della deliberazione 23 marzo u.s. Viene approvata ad unanimità ed il Presidente proclama l’esito della votazione, assistito dagli scrutatori Vallefuoco Notar Giuseppe, Vallefuoco Sac. Giuseppe e Cirino Carmine.

Del che si è redatto il presente verbale che previa lettura e conferma, viene sottoscritto come appresso: il Consigliere Anziano ?De Magistris; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario comunale Giuseppe Petroli. 

 

 

N° 12 - Conto consuntivo 1900.

 

L’anno millenovecentodue, il giorno diciannove del mese di Aprile, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale, si è riunito il Consiglio comunale, in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dell’art.120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore diciotto. La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Fabrizio Capace Minatolo, ed i Consiglieri intervenuti sono i Signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Cipolletta Costantino, 3° Cirino Salvatore, 4° Chianese Francesco, 5° De Magistris Felice, 6° De Magistris Lucio, 7° Giannetti Luigi, 8° Liccardi Biagio, 9° Napolano Giovanni, 10° Vallefuoco Sac. Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Accertato che il numero dei presenti è legale per la validità della presente seduta in seconda convocazione il signor Fabrizio Capece Minutolo, Sindaco, ha assunto la presidenza ed ha aperta la seduta, assistito dall’infrascritto Segretario. Quindi il Presidente comunica che dovendosi in questa seduta discutere intorno al conto consuntivo per l’esercizio 1900 reso dal Tesoriere, occorre a termini di legge designare un Presidente temporaneo sotto la direzione del quale deve procedere la discussione e l’esame del conto consuntivo, in quanto esso possa involvere la responsabilità della Giunta. Previa la designazione degli scrutatori nelle persone dei Signori Cacciapuoti, Cipolletta e Liccardo, procedutosi per schede segrete alla nomina del Presidente temporaneo, il risultato di tale votazione, accertato nei modi di legge, è il seguente: al signor Chianese Francesco voti dieci, schede bianche una, per modo che proclamatosi eletto il sig. Chianese Francesco, esso assume senz’altro il proprio ufficio, ed ordina al Segretario di dare completa lettura della relazione dei revisori e dei risultati finali in base ai quali secondo le proposte dei revisori dovrebbe chiudersi il conto consuntivo di che trattasi. Ultimata la lettura il Presidente invita gli intervenuti a fare le loro osservazioni, e poiché nessuno chiede la parola, si apre la discussione sulle cifre del conto consuntivo, e poiché in merito di esso non sorgono osservazioni di sorta, il Presidente e in base alla proposta della Giunta ed a quella dei revisori del conto, nonché sul lavoro contabile espletato dall’ufficio, propone che il Consiglio approvi il Conto consuntivo 1900 con i seguenti risultati: Parte 1° Entrata - somme riscosse in conto competenza L.57846.69 – somme rimaste a riscuotere in conto competenza L.5738.27 – Somme riscosse in conto residui L.6041.64 – a riscuotere in conto residui L.56.82 – Minori entrate dipendenti da eccessi di previsione o da mancati accertamenti L.4098.48 – Parte 2° Spesa – Somme pagate in conto competenza 1900 L.56031.78 – Somme pagate in conto residui L.1643.34 – Minori spese ovvero economie fatte sulla gestione del bilancio della Giunta comunale L.5961.10 le quali superano le minori entrate per L.1862.62.

In seguito di che, non essendovi alcuno che chieda parlare innanzi che si proceda alla votazione sulla proposta del Presidente, il Sindaco e gli assessori De Magistris Felice, Vallefuoco Sac. Giuseppe e Napolano Giovanni si ritirano dalla sala, ed il Presidente quindi mette a partito per alzata e seduta l’approvazione del conto in esame secondo la sua proposta, assumendo a scrutatori gli anzidetti Consiglieri. Il conto resta approvato nella proposta fatta dal Presidente, ad unanimità. Ritornano il Sindaco e gli assessori che si erano allontanati: la presidenza viene riassunta dal Sindaco Fabrizio Capece Minutolo. Quindi in sede di prima convocazione si passa all’oggetto:

 

 

 N° 13 - Autorizzazione al Sindaco a stare nel giudizio promosso dal Signor Cirino Francesco.

 

Quindi il Presidente medesimo fa dar lettura dal Segretario degli atti di prima e seconda citazione spiccati contro questo Comune dal Signor Cirino Francesco, già Sindaco di questo Comune, il primo per l’usciere Aprea in data 13 marzo u.s. ed il secondo per l’usciere Giglio in data 10 aprile corrente per l’udienza del Tribunale di Napoli del 23 corrente mese, allo scopo di sentir condannare questo Comune, in però dello istante al pagamento di lire venticinquemila, distinte in L.5000 per danni e spese materiali e L.20000 per perdite e diminuzione di commercio e per danni morali inflitti allo istante; a causa del giudizio penale da lui subito per denunzia al Procuratore del Re fattagli dall’amministrazione comunale del 1895 per responsabilità amministrative e penali incontrate dal Cirino nella sua gestione. Apre la discussione sul riguardo e ricorda al Consiglio che occorre provvedere anche alla nomina del difensore del Comune nel caso si voglia resistere al giudizio promosso dal Cirino. Il Consigliere Cipolletta, interpretando i sentimenti di tutto il Consiglio, propone che si autorizzi il Sindaco a stare in detto giudizio.

Il Presidente mette a votazione per alzata e seduta la detta proposta e nomina scrutatori i sigg. De Magistris Felice, Cipolletta e Vallefuoco.

Eseguitasi la votazione, la proposta risulta approvata ad unanimità.

Circa poi la nomina del difensore del Comune il Consigliere Cipolletta propone che si rimandi ad altra seduta: nel frattempo il Sindaco – Presidente potrà vedere a chi affidarne l’incarico, e la nomina poi potrà farsi dal Consiglio stesso radunato d’urgenza, oppure dalla Giunta con i poteri del Consiglio: propone infine che la presente sia dichiarata eseguibile in pendenza del visto.

Il Presidente con lo stesso metodo e con gli stessi scrutatori mette a votazione questa seconda proposta, la quale viene approvata ad unanimità.

Si allontana dalla sala il Consigliere De Magistris Lucio.

 

 

N° 14 - Voto alla Società dei Trams del Nord per l’arrivo del tram al Largo Chianese.

 

Quindi il Presidente medesimo, sul presente capo dell’ordine del giorno, d’iniziativa del Consigliere Cipolletta Costantino, dà a questi la parola.

Il Consigliere Cipolletta dice che egli si fece iniziatore di questa proposta dappoichè e facile comprendere, senza bisogno di dimostrazione, quale utile e quanta comodità deriverebbe al paese, laddove il tram speciale che fa servizio per questo Comune anziché fermarsi all’ingresso del paese, giungesse al Largo che testè viene denominato Largo Chianese: la differenza sarebbe di pochi metri è vero, ma la fermata sarebbe nell’interno dell’abitato e sia il Comune che i viaggiatori ne avrebbero non piccolo vantaggio. Egli crede che la Società dei Trams non potrebbe incontrare serie difficoltà, ed il Comune non dovrebbe altro rifondervi se non la concessione del suolo gratis, cosa questa di minima entità: perciò egli propone che si rivolga voto alla detta Società acciò aderisca a tale richiesta.

Vari Consiglieri fanno plauso alla proposta, ed il Presidente quindi la mette ai voti per alzata e seduta, assistito dagli scrutatori De Magistris Felice, Cipolletta e Vallefuoco. È approvata ad unanimità.

 

 

N° 15 - Modifica al Capitolato di appalto del dazio consumo.

 

Quindi il Presidente fa dar lettura dal Segretario del parere emesso dall’On.le Consiglio di Prefettura in ordine all’articolo 10° del Capitolato d’appalto del dazio consumo riguardante l’entità e le modalità della cauzione a prestarsi.

Dopo breve discussione il Consigliere Cipolletta propone che venga l’affare rinviato ad altra seduta affinché nel frattempo e la Giunta e qualche Consigliere possano meglio studiare la questione che si presenta così a prima vista un po’ difficoltosa e certamente importante. Anche altri consiglieri esprimono identico parere, sicchè il Presidente assistito dagli scrutatori De Magistris, Vallefuoco e Cipolletta, la mette ai voti per alzata e seduta la proposta di rinvio, che viene approvata ad unanimità.

 

 

N° 16 - Debito del Comune per contributo postale.

 

Quindi il Presidente in ordine al presente capo dell’ordine del giorno riferisce al Consiglio che questo Comune è risultato debitore verso l’amministrazione delle poste della somma di lire 945 dovute per contributo arretrato per l’impianto dell’ufficio postale di cui si assume obbligo per un quinquennio a L.210 annue. Fa dar lettura della nota sul riguardo dell’Ill.mo Signor Prefetto in data 27 Gennaio 1902 n°3127 e della conseguente risposta fatta dal Sindaco, con la quale si diceva che per quest’anno il Comune non poteva soddisfare tale debito e che avrebbe provveduto pel 1903. Il Ministro delle Poste e Telegrafi ha preso atto di ciò, come comunica la prelodata autorità con nota 9 corrente n°13398, epperò siccome l’impegno di pagare col bilancio 1903 tutta la somma di L.945, è troppo gravoso, specie come si presenta oggi la posizione finanziaria del Comune e tenendo presenti tutti gli impegni che dovranno gravare sul bilancio 1903, così egli è del parere che questo Consiglio nel riconoscere il suddetto debito, faccia voti al Ministro delle Poste e Telegrafi perché ammetta questo Comune a pagare il debito in parola in tre esercizi a cominciare dal 1903 a rate uguali di L.315 ognuna. Egli è sicuro che mediante il valido appoggio dell’Ill.mo Signor Prefetto della Provincia, tale concessione venga accordata, e poiché vari consiglieri fanno plauso, mette a votazione la fatta proposta, che per alzata e seduta viene approvata ad unanimità. Fanno da scrutatori i Consiglieri De Magistris, Vallefuoco e Cipolletta. La seduta è tolta alle ore venti.

De che si è redatto il presente verbale che previa lettura e conferma, viene sottoscritto come appresso: il Consigliere Anziano ?De Magistris; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario Comunale Giuseppe Petroli.

 

 

N° 17 - Verbale di diserzione seduta.

 

L’anno millenovecentodue, il giorno diciassette del mese di Maggio, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale, si è riunito il Consiglio comunale, in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dell’art.120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore diciotto.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Fabrizio Capece Minutolo, ed i Consiglieri intervenuti sono i Signori: 1° De Magistris Felice, 2° Grasso Vincenzo, 3° Tafuri Angelo, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente, dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri che non formano con lui il numero legale per poter deliberare in prima convocazione sugli oggetti iscritti all’ordine del giorno, e dopo aver atteso fino alle ore diciotto e tre quarti, dichiara deserta la seduta, avvertendo i presenti che saranno convocati a domicilio per la seduta di seconda convocazione.

Del che si è redatto il presente verbale che viene sottoscritto seduta stante, dal Presidente, dal Consigliere Anziano e dal Segretario.

(sono visibili le firme de) il Consigliere Anziano ?De Magistris, il Presidente Capece Minutolo e il Segretario comunale Giuseppe Petroli.

 

 

 N° 18 - Ratifica di deliberazione d’urgenza della Giunta…

 

L’anno millenovecentodue, il giorno venti del mese di Maggio, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale, si è riunito il Consiglio comunale, in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dell’art.120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore diciotto.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Fabrizio Capece Minutolo, ed i Consiglieri intervenuti sono i Signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Cirino Carmine, 3° Cirino Salvatore, 4° De Magistris Lucio, 5° Grasso Vincenzo, 6° Liccardo Biagio, 7° Tafuri Angelo, 8° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 9° Vallefuoco notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente, dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di dieci per la seconda convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore 18½.

Indi, dopo essersi letto ed approvato il verbale della seduta precedente il Presidente medesimo fa dar lettura dal Segretario della deliberazione di urgenza presa dalla Giunta comunale in seduta 22 aprile u.s. n°29 circa la nomina degli avvocati per la difesa del Comune nel giudizio intentato dal Sig. Cirino Francesco, e poiché nessuno chiede di parlare ne mette a partito per alzata e seduta la prescritta ratifica, che viene approvata ad unanimità. Fanno da scrutatori i sigg. Vallefuoco Sac. Giuseppe, Vallefuoco Notar Giuseppe e Cirino Carmine.

 

 

N°19 - Voto della Commissione censuaria comunale per la nomina di un perito tecnico.

 

Quindi il Presidente fa dar lettura dal Segretario della deliberazione presa dalla locale Commissione censuaria comunale nella seduta del nove corrente mese, con la quale si fa voto a questa Amministrazione perché voglia procedere alla nomina di un perito tecnico, con quelle condizioni che meglio si crederà, il quale assista la Commissione stessa e prepari tutto il lavoro tecnico e statistico, per i reclami che essa Commissione si crede in dovere di fare e contro la tariffa assegnata a questo Comune e contro la classificazione unica del territorio.

Soggiunge il Presidente medesimo che egli anche qual componente la Commissione censuaria ritiene opportuno e doveroso l’avanzare i detti reclami dappoichè non pochi possessori ne hanno mosso reclamo che non comprenda quale responsabilità verrebbe ad assumere questa Amministrazione comunale verso tutti i possessori, i quali tengono l’esempio di tutti indistintamente i comuni della provincia che hanno nominati persone tecniche per la difesa degli interessi dei comunisti.

E poiché il tempo utile per la presentazione dei detti reclami scade prossimamente e cioè col 10 giugno p.v. ed è urgente quindi provvedere, egli ha fatto pratiche presso il professore Gaetano Zambrono, della Scuola d’agricoltura di Portici, il quale più volte si era offerto, e conosce molto bene il territorio di questo Comune, affinché avesse assunto egli l’incarico che gli vuol affidare la Commissione censuaria comunale. Lo Zambrono pur accentando, chiedeva il compenso di lire trecento, epperò in seguito ad accordi presi ha limitato le sue pretese a lire duecento di cui lire cento anticipatamente per le spese vive, e cioè a fondo perduto, e lire cento a cose fatte e cioè di piena soddisfazione della Commissione e del Comune; o per meglio chiarire, a reclami accolti. Decida ora il Consiglio che cosa debba farsi.

Vari Consiglieri esprimono il parere che si debba accogliere il voto della commissione censuaria comunale, e poiché di certo non si potrà avere altro perito a condizioni migliori di quelle offerte dallo Zambrono, credono senz’altro opportuno che lo si possa nominare.

Quindi il Presidente invita il Consiglio a procedere per schede segrete alla nomina del perito, assumendo a scrutatori i sigg. Vallefuoco Sac. Giuseppe, Vallefuoco Notar Giuseppe e Cirino Carmine. Procedutosi alla votazione si è avuto il seguente risultato: Presenti votanti n°10, schede nell’urna n°10; al professore Gaetano Zambrano voti dieci. In conseguenza il Presidente proclama eletto il prof. Gaetano Zambrano a perito tecnico di questo Comune, ed alle votazioni sopra specificate, soggiungendo che per la relativa spesa essa potrà prelevarsi dall’apposito fondo di L.500 rimasto fra le reste passive del 1901 per le operazioni catastali.

Si dovrebbe quindi, in continuazione dell’ordine del giorno, trattare delle “Modifiche al Capitolato d’appalto del dazio consumo” ma poiché lo studio e le conseguenti proposte su tale oggetto, furono dalla Giunta affidate all’Assessore Napolano Giovanni, che è assente, tale oggetto viene rimandato ad altra seduta.

 

 

N° 20 - Autorizzazione al Sindaco a produrre appello per incidente circa le spese cui fu condannato il Comune nel giudizio coll’ex maestro Cipolletta.

 

Quindi il Presidente ricorda al Consiglio che questo Comune, come ebbe a partecipare in altra seduta, nel riportare completa vittoria nel giudizio innanzi al Tribunale di Napoli promosso dall’ex maestro Cipolletta Antonio, venne nonostante condannato a pagare in pro del Cipolletta un quinto delle spese da questi sostenute. Ora l’avvocato del Comune Signor Alfonso Marasco nel resistere all’appello prodotto dal Cipolletta avverso la sentenza del Tribunale ha espresso parere che da parte del Comune la sentenza debba appellarsi per incidente per avere errato il Tribunale nel condannare il Comune stesso ad un quinto di spese.

Infatti, scrive l’avvocato Marasco, il Cipolletta chiedeva in prima molte migliaia di lire per stipendi, danni morali ecc. e poi ridusse la domanda a L.3160, mentre il Municipio ha sostenuto sempre di dovergli solo L.350, avendo dunque il Tribunale condannato il Municipio a pagare L.465 doveva condannare alle spese il Cipolletta, non già il Comune. La domanda del Cipolletta veniva ridotta ad un decimo della somma richiesta, mentre il Comune veniva condannato ad una somma di poco superiore a quella che voleva pagare, quindi sotto questo rapporto deve prodursi appello per incidente. Questo il parere dell’avvocato: vaggaora il Consiglio se sia il caso di seguirlo e dare al Sindaco la voluta autorizzazione a procedere il suddetto appello.

E poiché il Consiglio ad unanimità si dichiara favorevole all’appello per incidente, il Presidente mette a partito per alzata e seduta l’autorizzazione al Sindaco a produrre l’appello in parola. La proposta viene approvata ad unanimità: fanno da scrutatori i signori: Vallefuoco Sac. Giuseppe, Vallefuoco notar Giuseppe e Cirino Carmine.

In seguito di che il Presidente medesimo propone che la presente venga, stante l’urgenza, dichiarata eseguibile in pendenza del visto. Tale proposta con lo stesso sistema viene approvata ad unanimità.

Del che si è redatto il presente verbale che, previa lettura e conferma, viene sottoscritto come appresso: il Consigliere Anziano ?De Magistris; il Presidente Capece Minutolo Fabrizio; il Segretario comunale Giuseppe Petroli.

 

 

N° 21 - Modifiche al capitolato d’appalto del dazio consumo. 

 

L’anno millenovecentodue, il giorno trentuno del mese di Maggio, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale, si è riunito il Consiglio comunale, in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dell’art.120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore diciotto.

La presidenza è stata tenuta dal sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i Signori: 1° Cacciapuoti Antonio, 2° Cirino Carmine, 3° Cirino Salvatore, 4° Cozzolino Francesco, 5° De Magistris Felice, 6° Giannetti Luigi, 7° Grasso Vincenzo, 8° Napolano Giovanni, 9° Tafuri Angelo, 10° Vallefuoco Sac. Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente, dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti, con lui il numero legale di dodici per la prima convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperto la seduta alle ore 18½.

Quindi, dopo essere stato letto ed approvato il verbale della seduta precedente, il Presidente medesimo dà la parola al consigliere Napolano Giovanni, incaricato di riferire sul presente capo dell’ordine del giorno.

Napolano ricorda al Consiglio che l’onorevole Consiglio di Prefettura avendo preso in esame lo schema di capitolato d’appalto del dazio consumo proposto da questa Amministrazione e modificato in parte con la deliberazione 23 agosto 1901, ha avvisato che l’art.10 del capitolato stesso “debba essere modificato in guisa da diminuire la misura proposta in tre rate di canone, e da togliere la disparità che esiste sui modi prescritti per la cauzione prestata in contanti e quella in beni stabili, riferendosi interamente a quanto è stato stabilito sull’oggetto dagli art.232 e seguenti del Regolamento generale daziario. Per la prima parte del parere, e cioè per la diminuzione della misura proposta in tre rate di canone per la cauzione, il relatore dice, che tale misura è in relazione del disposto dell’art.79 della Legge 16 Aprile 1897 n°161, al quale, egli ritiene non possa derogarsi, anche perchè tale misura già venne approvata dallo stesso Consiglio di Prefettura pel presente appalto del dazio. Ritiene quindi che occorra solamente togliere la disparità esistente fra la cauzione in beni stabili e quella in contanti; portando cioè la misura della prima  tre rate di canone come quella in contanti, e propone in conseguenza che l’art.10 in esame venga modificato in questi sensi:

“La cauzione definitiva che è obbligato a prestare l’appaltatore appena sia resa definitiva rispetto a tutti l’aggiudicazione, dovrà essere corrispondente a tre rate mensili del canone annuo d’appalto risultante dalla detta aggiudicazione. Essa può essere prestata dall’appaltatore anche per mezzo di una terza persona e deve consistere in rendita sul debito pubblico dello Stato o in beni stabili, oppure in buoni del tesoro ed in contanti. La cauzione in rendita sul debito pubblico dello stato, o quella in buoni del Tesoro o in contanti, dovrà prestarsi nelle forme e modi prescritti dagli articoli 233 e 234 del Regolamento generale daziario: quella in beni stabili secondo il prescritto del successivo art.235 di detto regolamento, ed in tal modo il detto articolo 10° viene coordinato colle disposizioni del Regolamento generale.

Il Presidente mette a partito per alzata e seduta il suddetto proposto articolo, che viene approvato ad unanimità.

Napolano soggiunge che trovandosi il Consiglio in sede di modifiche al capitolato, anche per espresso parere della Giunta municipale, sarebbe prudente metterlo in relazione colle nuove disposizioni della Legge 23 Gennaio 1902 n°25 sull’abolizione del dazio sui farinacei. Nel precedente capitolato per questa voce speciale e complessiva esistente nella tariffa di questo Comune, venne previsto il caso dell’abolizione con l’art.6° bis, ma poiché, tenuto presente l’articolo 3° della su citata Legge, egli ritiene ilpatto, incluso nell’art.6 bis dannoso per le finanze comunali, è di parere che l’art.6 bis in parola venga sostituito nel seguente modo:

“Art.6 bis. Poiché col 1° luglio 1903. per effetto della Legge 23 Gennaio 1902 n°25, il dazio su tutti i farinacei, viene ad essere ridotto a lira una, e col 1° luglio 1904 viene ad essere completamente abolito, l’appaltatore per tale riduzione ed abolizione avrà dritto, proporzionalmente, dalle dette epoche ad uno escomputo corrispondente a tanto del canone annuale di appalto, quanto lo Stato corrisponderà al Comune, più i due decimi di differenza a carico del Comune stesso sul provento lordo del dazio cessate, senza aver null’altro a pretendere per tutta la durata dell’appalto.”

Il Presidente mette a partito, col precedente metodo, il suddetto proposto articolo che viene approvato ad unanimità.

In seguito di che lo stesso, Consigliere Napolano fa notare al Consiglio che sia pel patto testè approvato, necessario d’altra parte per evitare litigi all’amministrazione nel corso dell’appalto, sia per l’abolizione in se stessa del dazio sui farinacei, la quale non potrà portare che soltanto danno all’appaltatore e nessun beneficio dappoichè le spese di riscossione e di personale saranno sempre le stesse, né l’escomputo che si darà corrisponderà al provento reale dei dazi sui farinacei, dovendo, esso essere desunto dalle quantità dei prodotti sdaziati nel 1900, lo appalto dei dazi si presenta a suo parere alquanto difficile. Ad evitare quindi una diserzione delle aste e ad invogliare i concorrenti egli ritiene necessario il diminuire il prezzo d’asta, che con la deliberazione 23 agosto 1901 fu stabilito in L.28.500: egli ritiene per lo meno che lo si debba portare a L. 26000, giustificando ciò anche dal passato in cui l’appaltatore Grasso ha lasciato un deficit, e dal periodo di gestione tenuta in economia dal Municipio. Si oppone alla diminuzione nella misura proposta dal Napolano, il consigliere Cozzolino: epperò dopo ampia discussione di altri consiglieri, nel riconoscere la necessità di diminuire il prezzo di asta, si viene all’accordo di portarlo a lire ventisettemila. In tali sensi il Presidente fa formale proposta, che, col precedente metodo, viene approvata ad unanimità. E quindi il Presidente medesimo, svolgendolo ampiamente, propone che al Capitolato d’appalto in esame venga aggiunto alla fine il seguente articolo:

art.16. Ove nel corso dell’appalto o per virtù di legge o per determinazione dell’Amministrazione comunale, il Comune, da chiuso dovesse passare a Comune aperto, con la fine dell’anno in cui ciò sarà deliberato o legislativamente ordinato, l’appaltatore dovrà lasciare la riscossione, intendendosi così risoluto il contratto di appalto senza alcun dritto all’appaltatore dovrà lasciare la riscossione, dico ad azione di esomputo, risarcimento di danni, ecc. cui espressamente rinunzia con la sottoscrizione del presente capitolato.

Vari consiglieri fanno plauso alla proposta, ed il Presidente con lo stesso metodo la mette a partito, e risulta approvata ad unanimità.

In tutte le votazioni hanno fatto da scrutatori i sigg. Vallefuoco Sac. Giuseppe, Vallefuoco notar Giuseppe e De Magistris Felice.

 

 

N° 22 - Impegno per gli esercizi 1902 -1904 per tassa complementare di Registro.

 

Quindi il Presidente medesimo spiega al Consiglio che il Ricevitore del Registro di Marano con avviso in data 24 Settembre 1901 invitava questo Comune quello di Marano, Chiaiano e Calvizzano, costituenti il Consorzio per l’acqua di Serino, a pagare solidalmente la somma di L.1318.80 dovuta per tassa complementare nella concessione di 195 metri cubi di acqua al giorno fatta adi detti Comuni dal Municipio di Napoli, aumentandone il prezzo con la deliberazione 11 gennaio 1896 de centesimi sedici a centesimi ventiquattro al metro cubo. In seguito di tale accertamento, questo Comune d’accordo con gli altri avanzò reclamo all’Intendenza di finanze sostenendo non doversi la tassa complementare pel periodo di tutta la concessione, ma pel solo periodo già trascorso cioè fino al 1901 dappoichè l’aumento del prezzo fatto dal Comune di Napoli con l’atto 11 gennaio 1896 costituiva non un fatto definitivo, ma transitorio da potersi cioè ripristinare il prezzo di centesimi al metro cubo allorché le finanze comunali di Napoli non ne avessero ulteriore bisogno. Epperò tale reclamo venne rigettato dall’Intendenza che ritenne l’aumentato prezzo per definitivo, allora fu che i quattro Comuni, ad iniziativa di questo di Mugnano, avanzarono istanza al Ministro per ottenere almeno che la somma da ciascuno dovuto venisse pagata in tre esercizi a rate uguali a cominciare dall’esercizio corrente. Ora il ricevitore del Registro di Marano con nota 23 corrente n°437 partecipa essere stata accolta la dimanda, si chiedendo, a garanzia del puntuale adempimento, in apposita deliberazione di questo Consiglio, approvata dall’Autorità tutoria, con la quale venga stabilito lo stanziamento della somma occorrente  nei bilanci dei rispettivi esercizi a cominciare da quello in corso la cui rata dovrà pagarsi in Ottobre p.v. Per quanto riguarda la rata in corso, essa già trovasi stanziata nel bilancio 1902 e poiché la quota intera spettante al Comune di Mugnano è di L.405.80 che divisa in tre esercizi dà una quota annuale di L.135.30 pel primo esercizio cioè quello in corso, e di L.135.25 per ciascuno degli altri due esercizi e cioè pel 1903 e 1904, così egli, il Presidente, propone che il Consiglio accetti l’accordato pagamento rateale impegnandosi con la presente a stanziare nei rispettivi esercizi 1903 e 1904 le relative quote di pagamento come già trovasi stanziata quella pel 1902 all’art.51.

E poiché non vi ha nessuno che chieda di parlare mette a votazione per alzata e seduta la fatta proposta che viene approvata ad unanimità. Fanno da scrutatori i sigg. Vallefuoco notar Giuseppe, Vallefuoco Sac. Giuseppe e Cirino Carmine. In seguito di che il Presidente nello sciogliere l’adunanza.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto come appresso: il Consigliere Anziano ?De Magistris; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario comunale Giuseppe Petroli.

 

 

N° 23 - Verbale di diserzione seduta.

 

L’anno millenovecentodue, il giorno ventotto del mese di Giugno, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale, si è riunito il Consiglio comunale, in sessione straordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dell’art.120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore 7 pomeridiane. La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Fabrizio Capece Minutolo ed i Consiglieri intervenuti sono i sigg. 1° De Magistris Felice, 2° Grasso Vincenzo, 3° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 4° Vallefuoco notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente, dopo d’aver constatato , mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri non formanti con lui il numero legale per poter deliberare in prima convocazione sugli oggetti seguenti all’ordine del giorno, e dopo aver atteso fino alle ore 8 pomeridiane, ha dichiarata deserta la seduta, avvertendo i presenti che saranno convocati a domicilio per la seduta di seconda convocazione. Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto come appresso:

il Consigliere Anziano ?De Magistris; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario comunale Giuseppe Petroli.

 

 

N° 24 - Ratifica di deliberazione d’urgenza della Giunta municipale n°53 in data 4 Giugno 1902.

 

L’anno millenovecentodue, il giorno ventidue del mese di Luglio, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale, si è riunito il Consiglio comunale, in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dell’art.120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle 7 pomeridiane.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Fabrizio Capece Minutolo,ed i Consiglieri intervenuti sono i sigg. 1° Cirino Carmine, 2° Cirino Salvatore, 3° De Magistris Felice, 4° De Magistris Lucio, 5° Giannetto Luigi, 6° Grasso Vincenzo, 7° Liccardo Biagio, 8° Napolano Giovanni, 9° Tafuri Angelo, 10° Vallefuoco sac. Giuseppe, 11° Vallefuoco notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente, dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri, formanti con lui il numero legale di dodici per la seconda convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore 7½.

Datasi lettura del verbale della seduta precedente esso viene approvato ad unanimità. Indi il Presidente fa dar lettura dal Segretario della deliberazione presa d’urgenza dalla Giunta comunale in data 4 Giugno u.s. n°53 con i poteri del Consiglio, con la quale si accordava a questo Esattore comunale un premio di lire cinquanta per anticipi da lui fatti nel decorso anno 1901 per far fronte a imprescindibili pagamenti dovuti dal comune.

Ne mette quindi per alzata e seduta la ratifica, la quale viene data ad unanimità: assistono alla votazione quali scrutatori i signori Vallefuoco Sac. Giuseppe, Vallefuoco notar Giuseppe e Cirino Carmine.

 

 

N° 25 - Istanza del Signor Cipolletta Antonio fu Mattia.

 

Indi il Presidente medesimo fa dar lettura dal Segretario di una istanza avanzata il 15

Giugno u.s. dal sacerdote Signor Cipolletta Antonio fu Mattia, perché cessare con un equo componimento di litigio pendente innanzi la 4° Sezione della Corte d’Appello di Napoli fra il Comune e lo stesso Signor Cipolletta, giudizio che è ben noto al Consiglio in tutte le sue fasi perché deve ricordare il Consiglio stesso, che dopo un lungo dibattito, il Tribunale di Napoli condannava il Comune a pagare al Cipolletta la somma di L.465.00 ed un quinto delle spese sostenute dal Cipolletta. Questi interpose appello alla detta sentenza, come dal suo canto, il Comune interpose appello per incidente per riguardo alla condanna riportata del quinto delle spese: appelli entrambi pendenti innanzi alla 4° Sezione della Corte d’appello.

Vari Consiglieri si mostrano favorevoli all’accordo bonario, ed Consiglieri Napolano e Vallefuoco notar Giuseppe fanno proposta perché il Consiglio senza scendere a condizioni che poterbbero adesso essere inopportune, deliberi in massima di addivenire col Cipolletta ad un equo componimento del giudizio, dando mandato al Sindaco, di piena fiducia, acciò concluda in ogni minimo particolare le basi dell’accordo da sottoporsi poi all’approvazione del Consiglio stesso previa formale istanza impegnativa da parte del Cipolletta. E poiché da tutti si accetta una simile proposta, il Presidente, la mette a votazione per scrutinio segreto, assumendo a scrutatori i sigg. Vallefuoco Notar Giuseppe, Vallefuoco Sac. Giuseppe e Cirino Carmine. Eseguitasi la votazione con tutte le formalità di legge la proposta risulta approvata ad unanimità.

 

 

N° 26 - Deliberazione della Giunta Comunale n°62 per prelevamento dal fondo di riserva.

 

Quindi il Presidente fa dar lettura dal Segretario della deliberazione della Giunta comunale in data 23 Giugno ultimo scorso n°62, con la quale furono prelevate L.60.00 dal fondo di riserva iscritto nel bilancio 1902 per aumentarle sul fondo assegnato per spese per le elezioni, stante la doppia elezione amministrativa fatta testè. Il Consiglio ne prende atto ad unanimità con votazione per alzata e seduta eseguita sotto l’assistenza degli scrutatori Vallefuoco Sac. Giuseppe, Vallefuoco notar Giuseppe e Cirino Carmine.

 

 

N° 27 - Conferimento dell’Esattoria. Operazioni preliminari.

 

Quindi il Presidente fa mettere a giorno il Consiglio dal Segretario comunale, dalle disposizioni legislative circa il conferimento delle Esattorie delle Circolari ministeriali 4 e 8 Luglio 1902 n° 5254 5494. E poiché l’Esattore del quinquennio che sta per scadere, nonostante l’invito ricevuto a norma della Circolare prefettizia 22 Giugno 1902 n°25645 e di quella ministeriale 18 Giugno n°4766, non ha fatto pervenire domanda di riconferma nel termine del giorno 15 corrente, così occorre provvedere 1° sulla maniera di conferire l’esattoria, se per asta o per terna, e sulla misura dell’aggio da servire di base alla gara. 2° sui capitoli speciali. 3° sul servizio di Tesoreria.

Dopo breve discussione circa l’opportunità di conferire il servizio di Esattoria per asta pubblica e sulla misura dell’aggio su cui apre la gara il Presidente ha messo ai voti la proposta del Consigliere Vallefuoco Sac. Giuseppe di conferire l’esattoria pel decennio 1903-1912 ad asta pubblica col metodo della estinzione di candela sull’aggio del 2%. Il Consiglio votando per alzata e seduta sotto l’assistenza degli scrutatori Vallefuoco Sac. Giuseppe, Vallefuoco notar Giuseppe e Cirino Carmine, ha approvato ad unanimità. Quindi il Presidente in ordine ai capitoli speciali ha dato lettura dello schema di essi formulato dalla Giunta comunale, e che è il seguente:

Art.1° L’ufficio di Esattoria deve essere posto nell’ambito dell’abitato ed in luogo di comodo accesso pel pubblico. Esso deve stare aperto tutti i giorni di lunedì e giovedì dalle nove alle dodici. Però dovrà stare aperto pure in tutti gli ultimi otto giorni di scadenza bimestrale e cioè dal giorno 11 al 18 col seguente orario: dal giorno 11 al 15 ore 9 alle 14 e dal giorno 16 a 18 dalle ore  8 alle 16.

Art.2° L’esattore avrà l’obbligo di pagare per conto del Comune alle debite scadenze le delegazioni già tratte a favore della Cassa Depositi e Prestiti a termini delle speciali convenzioni esistenti con detti creditori. Così pure avrà l’obbligo di soddisfare, nonostante la mancanza di fondi in cassa, gli ordini di pagamento emessi dal Comune od in mancanza dal Prefetto, in favore dei medici condotti, impiegati e salariati addetti a servizi municipali, e insegnanti elementari.

Art.3° All’Esattore è affidato il solo servizio di riscossione delle tasse comunali, e tale riscossione deve essere effettuata secondo le norme della riscossione delle imposte dirette.

Art.4° Però qualora durante il decennio si volesse aggregare all’Esattoria il servizio di tesoreria comunale, l’Esattore sarà obbligato ad assumerlo. Il compenso per tale servizio rimane fin da ora stabilito nella somma di annue lire duecentocinquanta per tutte le esazioni comunali fermo rimanendo l’aggio, come per le imposte dirette, sulle tasse comunali.

Art.5° In tal caso l’Esattore dovrà fornire un supplemento di cauzione di altre lire 5000 e dovrà tenere l’ufficio aperto anche nei giorni di Sabato dalle nove alle dodici antimeridiane.

Art.6 Per tutt’altro si intendono applicate le leggi speciali e generali, i regolamenti e le istruzioni governative attualmente in vigore e quelle che potranno essere emanate per l’avvenire su riguardo. Indi avendo vari consiglieri fatto plauso alla compilazione del suddetto schema di capitoli speciali, il Presidente, chiusa la discussione, ha messo ai voti per alzata e seduta, prima nei singoli articoli e poi nel complesso i soprascritti capitoli speciali, ed il Consiglio, con l’assistenza degli anzi detti scrutatori, ha approvato ad unanimità.

In ordine poi al servizio di Tesoreria, cioè se affidarlo o meno all’Esattore, il Presidente fa notare che tale quistione è restata assorbita dalla approvazione dei capitoli speciali in cui si è detto che il solo servizio di riscossione delle tasse comunali è affidato all’esattore, e si è prevista l’ipotesi dell’aggregamento del servizio di tesoreria a quello della esattoria durante il decennio. Il Consiglio prende atto è da mandato al Sindaco – Presidente di chiedere all’Ill.mo Sig. Prefetto l’abbreviazione dei termini per la seconda lettura della presente.

Del che si redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto come appresso: il Consigliere Anziano ?De Magistris, il Presidente Capece Minutolo; il Segretario comunale Giuseppe Petroli.

 

 

N° 28 - Seconda deliberazione pel conferimento dell’Esattoria pel decennio 1903 – 912.

 

L’anno millenovecentodue, il giorno ventinove del mese di Luglio, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale, si è riunito il Consiglio comunale, in sessione straordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dell’art.120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore 7 pomeridiane.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i Signori: 1° Cirino Carmine, 2° Cirino Salvatore, 3° Chianese Francesco, 4° De Magistris Felice, 5° De Magistris Lucio, 6° Giannetti Luigi, 7° Grasso Vincenzo, 8° Liccardo Biagio, 9° Napolano Giovanni, 10° Tafuri Angelo, 11° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 12° Vallefuoco notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di tredici per la prima convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore 7½.

Vien letto ed approvato il verbale della seduta precedente. Quindi il Presidente medesimo dichiara che il Consiglio è chiamato a confermare o meno in seconda lettura ai sensi dell’art.162 della vigente Legge comunale e provinciale la deliberazione presa dal Consiglio stesso nella seduta del 22 corrente circa il conferimento dell’Esattoria pel decennio 1903 – 912 della quale fa dare lettura. E poichè nessun Consigliere chiede la parola ne mette ai voti la conferma integrale per alzata e seduta assumendo a scrutatori i Signori Vallefuoco Sac. Giuseppe, Vallefuoco notar Giuseppe e Cirino Carmine. Dalla eseguita votazione la deliberazione 22 dico luglio 1902 risulta confermata ad unanimità. L’ordine del giorno porta inseguito “Domanda per collocamento a riposo del Vice - Segretario  Cipolletta Giuseppe ed il Presidente prega il Consiglio di approvarne il rimando ad altra seduta, volendo egli personalmente riferire sull’oggetto.

Il rimando viene approvato ad unanimità.

 

 

N° 29 - Sospensione inflitta al Capo Ufficio daziario.

 

Quindi il Presidente medesimo, trattandosi di affare concernente persona fa chiudere le porte al pubblico, dovendo la seduta essere segreta. E ciò fatto, riferisce al Consiglio che egli, qual Sindaco, per una mancanza commessa dalla guardia daziaria Gargiulo Francesco, e non riferitagli dal Capo ufficio daziario Signor Pagliara Antonio, con suo decreto in data 21 luglio, sospese questi per giorni due dal soldo.

A richiesta del Consigliere Giannetti Luigi che vorrebbe venisse condonata tale punizione, l’Assessore Napolano prima, e poscia l’Assessore Vallefuoco Sac. Giuseppe chiariscono qual sia stata la mancanza commessa dalla guardia Gargiulo pel quale si stabilì dalla Giunta comunale la punizione con atto 26 Luglio 1902 n° 82; il Gargiulo il giorno 17 si allontanò dal servizio e si recò a Casamicciola per la cura dei bagni e ne fece consapevole il Sindaco con cartolina in data 19 corrente, mentre il Capo ufficio nulla aveva detto al Sindaco sino a tale epoca: motivo per cui fu sospeso dal Sindaco stesso.

Il Presidente quindi mette ai voti per scrutinio segreto la ratifica del provvedimento di sospensione inflitta dal Sindaco al Capo-ufficio daziario, assumendo a scrutatori i sigg. Vallefuoco Sac. Giuseppe, Vallefuoco Notar Giuseppe e Cirino Carmine, ed avvertendo che coloro intendono ratificare scrivano si i contrari no. Eseguitasi la votazione si è avuto il seguente risultato previa astensione del Sindaco – Presidente. Presenti e votanti n°12, schede nell’urna n°12; schede col si n°10; schede col no n°2. In seguito di che il Presidente proclama ratificato il provvedimento 21 Luglio preso dal Sindaco. Del che si è redatto dico il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto come appresso: il Consigliere Anziano ?De Magistris, il Presidente Capece Minutolo; il Segretario comunale Giuseppe Petroli.

 

 

N° 30 - Istanza del Signor Grasso Felice fu Luigi e suoi cauzionanti.

 

L’anno millenovecentodue, il giorno primo del mese di Agosto, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale, si è riunito il Consiglio comunale, in sessione straordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dell’art.120 della vigente legge comunale e provinciale, con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore 7 pomeridiane.

La presidenza è stata tenuta dal sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i sigg. 1° Cirino Carmine, 2° Cirino Salvatore, 3° Chianese Francesco, 4° De Magistris Felice, 5° De Magistris Lucio, 6° Grasso Vincenzo, 7° Liccardo Biagio, 8° Napolano Giovanni, 9° Tafuri Angelo, 10° Vallefuoco Sac. Giuseppe, 11° Vallefuoco Notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente, dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di dodici per la prima convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore 7½.

Quindi il Presidente medesimo dichiara che la Giunta ha convocato d’urgenza il Consiglio comunale perché l’altra sera a tarda ora pervenne al Sindaco dal Signor Grasso Felice – Annina – Nicolina ed Orsola Grasso una istanza,di cui fa dar lettura al Consiglio, con la quale chiedono che venga transatto il loro debito verso il Comune di L.8166.95 dipendente dalla gestione dell’appalto del dazio consumo da essi tenuta, e racchiuso detto debito nell’istrumento per notar Giuseppe Vallefuoco del 17 dicembre 1901. Iniziatosi la discussione su detta istanza, la maggioranza dei Consiglieri, poichè la cosa richiede un più ponderato studio ed esame, propone che la discussione e deliberazione, ai termini dell’art.120 della vigente Legge comunale e provinciale comma 4°, venga differita a domani sera ritenendosi convocato il Consiglio per la stessa ora. Il Sindaco-Presidente mette a votazione per alzata e seduta la detta proposta che viene approvata ad unanimità: quindi dichiara aggiornato il Consiglio per la presente deliberazione a domani sera alle ore sette pomeridiane e scioglie l’adunanza. Del che si redatto il presente verbale che previa lettura e conferma, viene sottoscritto come appresso: il Consigliere Anziano ?De Magistris; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario comunale Giuseppe Petroli.

 

 

N° 31 - Istanza del Signor Grasso Felice fu Luigi e suoi cauzionanti.

 

L’anno millenovecentodue, il giorno due del mese di Agosto, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale, si è riunito il Consiglio comunale, in sessione straordinaria in prosieguo della seduta del giorno primo Agosto, per continuare la discussione iniziatasi di che nel verbale di detto giorno primo Agosto.

La Presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i Signori: 1° Cirino Carmine, 2° De Magistris Felice Cirino Salvatore, 3° De Magistris Lucio Chianese Francesco, 4° Grasso Vincenzo, 5° Liccardo Biagio,  6° Napolano Giovanni,  7° Tafuri Angelo, 8° Vallefuoco Sac. Giuseppe,  9° Vallefuoco Notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente, dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti con lui il numero legale di dieci per la validità della seduta, ha aperta questa alle ore 7½. Indi il Presidente medesimo fa dar lettura dal Segretario del verbale della seduta di ieri sera in cui, sul presente oggetto ogni deliberazione fu differita a questa sera. Ed all’uopo crede inutile riassumere la discussione fattasi ieri sera, dalla quale risultò un parere, si può dire unanime, nel ritenere che la istanza presentata dai sigg. Grasso fosse inaccettabile dappoichè, essi pur essendo debitori di L.8166.95 offrono una volta tanto in escomputo di detto debito, appena lire tremila, adducendo ragioni tali che egli crede inutile esaminare o mettere in discussione.

Vallefuoco notar Giuseppe, richiamandosi a quanto egli ieri sera  espresse sul riguardo sulla esiguita della somma offerta che per niuna ragione potrebbe essere accettata , senza scendere nel merito, propone che la dimanda avanzata dai sigg. Grasso, venga senz’altro respinto appunto per la tenue somma offerta.

Vallefuoco Sac. Giuseppe, si associa alla proposta di rigetto, però si astiene dalla votazione perché la presente deliberazione è nulla non essendo stati i consiglieri mancanti ieri sera avvisati della presente convocazione. Napolano Giovanni dichiara che non era necessario l’avviso ai consiglieri non intervenuti perché la riunione di stasera è il seguito di quella di ieri. (Interviene il Consigliere Cirino Salvatore) L’avviso ai consiglieri si fa solamente quando avvenga una seconda convocazione del Consiglio per mancanza di numero legale, ovvero avvenga un rimando ad altra tornata che non sia continuazione della prima. Prega quindi il Presidente di far continuare la discussione per far procedere alla votazione. Vallefuoco Sac. Giuseppe dice che il concetto espresso dal Consigliere Napolano è contrario alla legge perché esso vieterebbe ai Consiglieri che sono stati assenti di usare del dritto loro dovuto dico dato dalla Legge di prendere, cioè, parte ad una discussione di tanta importanza, (interviene il Consigliere Chianese Francesco) ed avvalora la sua tesi il fatto che sono assenti questa sera quegli stessi che furono assenti ieri sera. Replicando il Consigliere Napolano dice che il concetto del consigliere Vallefuoco è falso e non alla stregua della Legge: che se i consiglieri assenti ieri sera dovevano essere avvisati, costoro erano nello stato di non sapere ciò che si era discusso precedentemente, ed allora il consiglio doveva novellamente riprendere la discussione precedente, e quando trattasi di continuazione di discussione non si può riprendere quella già fatta. Poiché nella fattispecie abbastanza si è discusso e la domanda dei Grasso abbastanza vagliata, la mancanza degli assenti non inficia per nulla la deliberazione. Il consigliere De Magistris Lucio si associa alla proposta del collega Vallefuoco notar Giuseppe e si astiene però di votare per le stesse ragioni addotte del Consigliere Vallefuoco sacerdote Giuseppe; chiesta ed ottenuta la parola il Segretario comunale come quegli che unicamente deve compiere o suggerire gli adempimenti di Legge atti a dare alle deliberazioni la voluta legalità sente l’obbligo di assicurare il Consiglio che la deliberazione che sarà per prendere non è punto illegale, né può farla inficiare di nullità la ragione addotta dal consigliere sig. Vallefuoco Sac. Giuseppe. La presente deliberazione o discussione non è che il prosieguo necessario, conseguente, di quella di ieri sera per cui si è verificata l’applicazione del 4° comma dell’art.120 della vigente Legge comunale e provinciale: giacchè trattavasi proprio che il Consiglio era stato convocato d’urgenza a distanza di 24 ore di guisa che la maggioranza dei consiglieri presenti richiese che la deliberazione, trattandosi di unico oggetto iscritto all’ordine del giorno, venisse differita a questa sera, quindi non occorreva l’avviso di convocazione ai consiglieri assenti, perché, se si rifletta bene, sulla dizione del detto comma 4° dell’art.120, si rimarrà convinti che rappresenta appunto una eccezione legale alla regola generale del primo comma di detto articolo in cui è detto che la convocazione dei consiglieri deve essere fatta dal Sindaco con avvisi scritti da consegnarsi a domicilio e tale eccezione è ammessa sotto la guarentigia che il differimento venga richiesto dalla maggioranza dei presenti già da se stessi, investitisi dell’affare e dichiaratisi giudici di esso, e non già a proposta di un sol consigliere, nel qual caso si verificherebbe il rinvio della discussione, e quindi occorrerebbe novelli avvisi: nel caso in esame invece trattasi di differimento della deliberazione, cioè dell’atto meramente deliberativo, e non del complesso della discussione e della votazione, dovendosi ritenere che in tutto o in parte per necessità la prima, cioè la discussione, sia avvenuta nella prima seduta. Poteva nella prima seduta il Consiglio anche deliberare; gli assenti ne sarebbero stati sempre esclusi, esclusione che permane questa sera; laddove anche uno degli assenti poteva questa sera intervenire legalmente perché la seduta odierna è il prosieguo di quella di ieri per cui tutti ricevettero gli avvisi. A convalidare poi il fatto che non occorreva l’avviso agli assenti, sta quanto segue: Ammesso che il termine minimo per la consegna degli avvisi è stabilito a 24 ore, ammesso che il 4° comma dell’art.120 stabilisce tassativamente che il differimento può avvenire al giorno seguente si faccia l’ipotesi che la discussione di ieri si fosse protratta a tarda ora, non è detto che il Sindaco a tarda ora debba fare gli avvisi, il messo a tarda ora consegnarli a domicilio, e quando anche ciò potesse farsi non sarebbe più rispettato il termine di 24 ore, ragione vera e legale di nullità, specie se si pensi che nel caso in esame il Consiglio poteva anche deliberare di riunirsi novellamente nelle ore antimeridiane. Infine si mette l’art.120 della Legge in relazione coll’art.50 del Regolamento questo che è la illustrazione di quello dice solamente che anche per la seduta di 2° convocazione occorra l’avviso scritto, ma non dice oltretutto pel caso di differimento della deliberazione e quindi è da applicarsi il principio fondamentale quod lex voluit dixit, quod noluit non dixit. Il Consigliere Napolano si associa a quanto ha esposto il Segretario comunale e insiste presso la Presidenza perché faccia senz’altro eseguire la votazione. Il Consigliere Vallefuoco Sac. Giuseppe ripete le ragioni da lui esposte e insiste nel ritenere che la deliberazione è nulla. L’altro consigliere notar Vallefuoco dice che tutta questa discussione si è tanto prolungata su di un chiarimento fatto dal collega Vallefuoco sacerdote: eppperò prega il Presidente di mettere a votazione la sua proposta. Il Presidente dichiara chiusa la discussione e invita il Consiglio  votare per schede segrete la proposta del consigliere Notar Vallefuoco avvertendo che chi intende approvare il rigetto della istanza Grasso scriva si i contrari no. Assume a scrutatori i Signori Vallefuoco Sac. Giuseppe, De Magistris Felice e Cirino Carmine. Oltre i Signori Vallefuoco sac. Giuseppe e De Magistris Lucio, dichiara di astenersi di votare il consigliere Cirino Salvatore. Eseguitasi la votazione si è avuto il seguente risultato: Presenti 12 votanti 9, schede nell’urna n° nove, schede col si numero otto, bianche una.

Il Presidente dichiara respinta a maggioranza la domanda presentata dai sigg. Grasso Felice, Orsola, Annina e Nicolina, e scioglie la seduta.

Del che si è redatto il presente verbale che previa lettura e conferma vien sottoscritto come appresso: il Consigliere Anziano ?De Magistris; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario comunale Giuseppe Petroli.

 

 

N° 32 - Capitolato d’appalto del dazio consumo.

 

L’anno millenovecentodue, il giorno venticinque del mese di Agosto, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale, si è riunito il Consiglio comunale, in sessione straordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dell’art.120 della vigente Legge comunale e provinciale con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore sette pomeridiane.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i signor: 1° Cirino Carmine, 2° Chianese Francesco, 3° Cozzolino avv. Francesco, 4° De Magistris Felice, 5° De Magistris Lucio, 6° Giannetti Luigi, 7° Grasso Vincenzo, 8° Liccardo Biagio, 9° Vallefuoco Sac. Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri, formanti con lui il numero legale di dieci per la prima convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha apertala seduta alle ore 7½ pomeridiane.

Quindi il Presidente medesimo riferisce al Consiglio che esaminato il capitolato d’appalto del dazio consumo proposto da questo Comune, il Consiglio di Prefettura non ha riconosciuto giusta la riduzione del canone da L.28500 a L.27000, ritenendo infondato il timore della mancanza di concorrenti all’asta in vista delle eventuali riduzioni di tariffa o di abolizioni di voci, dal momento che con l’articolo 6 bis si garantisce una corrispondente diminuzione di canone. In quanto alla cauzione, essendone stata approvata la misura, a condizione che la valutazione venga fatta ai termini dell’art.235 del Regolamento Generale daziario, il Sindaco Presidente propone che il comma 3° dell’art.10 del Capitolato che riguarda la cauzione venga così modificato: “La cauzione in rendita sul debito pubblico dello Stato, o quella in buoni del Tesoro in contanti, dovrà prestarsi e sarà valutata nelle forme e modi prescritti dagli art.233 e 234 del Regolamento generale daziario: quella in beni stabili dovrà prestarsi e sarà valutata secondo il prescritto del successivo art.235 di detto Regolamento”. Mette a votazione tale proposta per alzata e seduta ed essa risulta approvata ad unanimità. Apertasi la discussione sulla misura del canone, il Consigliere Giannetti vorrebbe che il Consiglio insistesse sulla somma di L. 27mila perché le aste di certo andranno deserte, ed il Comune si troverà di dovervi rifondere le spese di primo incanto. Il Consigliere Cozzolino invece è contrario dappoichè insistendo il Consiglio di Prefettura potrebbe credere che vi fosse interesse in questa Amministrazione a diminuire l’estaglio, laddove invece unico interesse che ha l’Amministrazione è quello di appaltare il dazio. Il Consigliere Vallefuoco sac. Giuseppe si associa a quanto ha esposto il collega Cozzolino specie per quanto riguarda l’interesse che ha l’Amministrazione, in particolar modo la Giunta di cui è componente, nell’appaltare subito il dazio. Di conseguenza il Presidente propone di ripristinare l’estaglio annuo a L.28500 ed il Consiglio per alzata e seduta approva ad unanimità. Quindi vien data lettura del testo unico del Capitolato d’appalto, che è il seguente: Capitolato d’onere per l’appalto dei dazi di consumo.

Art.1° La riscossione dei dazi di consumo governativi addizionali e comunali per quadriennio 1902-905 sarà eseguita in base all’elenco ed alle tariffe deliberate dal Consiglio comunale, approvate come per legge, e formerà oggetto del presente appalto.

Art.2° l’appalto comprenderà i seguenti generi:

 

Bevande

Vino ed aceto, per ogni ettolitro                                                                                             £. 5.25

Vino ed aceto, in bottiglia                                                                                                       £. 0.05

Vinello o vino così detto acquato, ogni ettolitro                                                                       £. 2.62

Mosto, per ogni ettolitro                                                                                                        £. 3.75

Uva a norma di legge e del Regolamento locale, ogni quintale                                                 £. 2.25

Alcool ed acquavite, per ogni ettolitro                                                                                    £. 12.00

Alcool ed acquavite o liquori in bottiglia, per ognuna                                                              £. 0.20

 

Carni

Buoi e manzi, per capo                                                                                                          £. 30.00

Tori, per capo                                                                                                                       £. 21.00

Vacche, per capo                                                                                                                  £. 19.00

Vitelli sopra l’anno, per capo                                                                                                 £. 18.00

Vitelli sotto l’anno, per capo                                                                                                  £.   9.00

Maiali allevati nella cinta, per capo                                                                                         £.   6.00

Maiali allevati fuori cinta, per capo                                                                                         £. 10.00

Agnelli, capretti e lanuti di ogni specie, per capo                                                                     £.   0.37½

Carne salata e strutto bianco, al quintale                                                                                 £. 20.00

 

Olii, formaggi e salumi

Olio vegetale ed animale, esclusi gli olii medicinali, al quintale                                                  £. 7.50

Olii minerali, al quintale                                                                                                          £. 3.75

Formaggio di qualunque specie, al quintale                                                                             £. 10.00

Stoh fis e baccalà secco, al quintale                                                                                        £. 5.00

Stoh fis e baccalà molle, escluse le morzelle, al quintale                                                           £. 4.00

 

Coloniali

Zucchero, al quintale                                                                                                              £. 6.00

Caffè, al quintale                                                                                                                    £. 10.00

 

Farine

Fiore di frumento, semola, pane, maccheroni e paste lavorate in genere, al quintale                 £. 1.40

Farina di granturco, al quintale                                                                                              £. 0.45

 

Foraggi

Biada od avena, al quintale                                                                                                     £. 1.10

Crusca e carrube, al quintale                                                                                                  £. 1.00

 

Le interiora degli animali vanno considerate come carni fresche, e sono però soggette alla metà del dazio, gravitante sulle stesse, ad eccezione solamente degli intestini, i quali non essendo destinati alla  alimentazione, ma ad involucro delle materie nutritive, non sono soggette ad alcun dazio.

Art.3° L’appaltatore sarà in dritto di esigere il dazio a norma delle tariffe approvate, di che all’articolo secondo del presente capitolato, dal giorno che sarà resa definitiva l’aggiudicazione al trentuno dicembre millenovecentocinque, senza dritto ad indennizzo od escomputo di sorta alcuno per tutti quei generi che si troveranno già introdotti. Così pure egli non sarà tenuto a rimborsare a chi gli succede allo scadere del contratto il dazio sui generi rimasti invenduti, essendo il momento giuridico generatore del dazio non quello della consumazione, ma quello della introduzione del genere nella cinta daziaria, debitamente approvata.

Art.4° Nessun dazio differenziale sarà dovuto; perlochè introdotto il genere nella cinta daziaria e pagatone il relativo dazio, ovvero soddisfatto il dazio di introduzione degli animali per capo, il contribuente non può essere ulteriormente ricercato pel pagamento del dazio differenziale. Così pel travaso del vino dai fusti in bottiglia, e per la salatura delle carni, o per qualsiasi trasformazione dei generi introdotti e già assoggettati a dazio.

Art.5 Coll’aggiudicazione del presente appalto s’intende espressamente rinunziato dall’appaltatore a qualunque azione di escomputo per i casi ordinari e straordinari preveduti ed impreveduti ai termini degli articoli 1620 e 1621 del vigente codice civile, persino verificandosi la mancanza ed altr che si potessero verificare sulle viti. Come pure s’intenderà aver rinunziato al beneficio della legge che autorizza il Giudice a dispensare l’appaltatore del pagamento di una parte dell’estaglio in caso dipendenza di giudizio. In conseguenza lo appaltatore dico niun fatto di qualsiasi natura può autorizzare lo appaltatore a non versare la rata scaduta.

Art.6 Ove nel corso dell’appalto si avranno nuove leggi che modificassero lo stato attuale della legislazione daziaria, nel senso di aumento o diminuzione delle unità delle tariffe o soggezioni di nuovi generi alla imposizione o per tutt’altro che potesse variare i dritti e gli obblighi attualmente stabiliti, rimane facoltata l’Amministrazione comunale di sciogliersi in via Amministrativa dal presente contratto e regolare nel modo che crederà migliore l’esazione dei dazi senza nessuna obbligazione verso l’appaltatore sotto qualsiasi forma e a qualsivoglia titolo.

Tale dritto avrà eziandio l’appaltatore limitatamente al caso che gli venga a mancare per virtù di legge tutto o per lo meno la quinta parte delle voci appaltate fatto eccezione di quanto è disposto dall’art.6 bis. Ma per esercitare il suddetto dritto di rescissione tanto il Comune che l’appaltatore sarà mestieri che nel termine di giorni dieci dalla verificatasi sopradetta ipotesi l’uno notifichi all’altro la volontaria risoluzione del contratto, la quale risoluzione deve avvenire nei quindici giorni successivi alla notifica, spirati i quali ipso iure il  Municipio rientra in possesso del dazio senza bisogno di adire il magistrato, sotto pena dei danni e interessi da liquidarsi come per legge.

Art.6 bis Poiché col 1° Luglio 1903 per effetto della Legge 23 Gennaio 1902 n°25, il dazio su tutti i farmaci, viene ad essere ridotto a lira una, e col 1° Luglio 1904 viene ad essere completamente abolito, l’appaltatore per tale riduzione ed abolizione avrà dritto, proporzionalmente, dalle dette epoche, ad un escomputo corrispondente a tanto del canone annuale di appalto, quanto lo Stato corrisponderà al Comune, più i due decimi di differenza a carico del Comune stesso sul provento lordo del dazio cessato, senza aver null’altro a pretendere per tutta la durata dell’appalto.

Art.7° La somma per la quale rimarrà definitivamente aggiudicato l’appalto per la riscossione dei dazi, sarà pagata  decadi, da versarsi nella Cassa della tesoreria comunale nei giorni undici - ventuno e fine di ogni mese, in moneta corrente escluso il bronzo o nichelio per oltre il quinto dell’ammontare dovuto. Mancando al versamento della prima decade con soli cinque giorni di respiro, l’appaltatore sarà tenuto a corrispondere la rata scaduta non solo, ma anche la multa nella misura del 4%, computabile a norma della Legge sulla riscossione delle imposte dirette. Decorsi i cinque giorni dalla scadenza della seconda decade, senza che l’appaltatore abbia eseguito nella Tesoreria comunale il versamento delle due rate scadute, e della multa come sopra, si intenderà per questo solo fatto, e senza bisogno di alcun atto giuridico od intervento del magistrato, decaduto dall’appalto, senza dritto a purgare la mora al quale dritto espressamente rinunzia colla sottoscrizione del presente capitolato. In tal caso la cauzione andrà a beneficio del Comune, e l’Amministrazione provvederà alla riscossione del dazio nel modo che crederà migliore ai propri interessi in danno dello appaltatore, e nominando anche un sorvegliante ai termini dell’articolo 9 della legge 8 agosto 1895 n° 481.

Art. 8 Le rate mensili del canone daziario al Governo saranno pagate direttamente il venticinque di ogni mese dall’appaltatore, che ne riterrà l’ammontare mediante l’esibizione della bolletta di quietanza nel versamento dell’ultima decade di ciascun mese. In mancanza pagherà il Comune, ma tutto il dippiù per multa, interessi e spese pel ritardato pagamento sarà a carico dell’appaltatore. La facoltà del Comune di pagare le quote di dazio governativo non soddisfatte dallo appaltatore alla scadenza, non menoma il dritto del Governo di procedere sulla cauzione a termini dell’art.8 della suddetta legge 8 agosto 1895.

Art. 9° Per essere ammesso all’asta occorre garentire le offerte con un deposito provvisorio di lire quattromila, da effettuarsi all’atto della licitazione o prima nella Cassa della Tesoreria comunale. Da detto deposito provvisorio dell’aggiudicatario saranno prelevate tutte le spese, tasse di registro, dritti e quant’altro occorrerà, dovendo le spese cedere tutte a suo esclusivo carico, comprese quelle del primo incanto andato deserto.

Art. 10°  La cauzione definitiva che è obbligato a prestare l’appaltatore appena sia resa definitiva rispetto a tutti l’aggiudicazione, dovrà essere corrispondente a tre rate mensili del canone annuo d’appalto risultante dalla detta aggiudicazione. Essa può essere prestata dall’appaltatore anche per mezzo di una terza persona e deve consistere in rendita sul Debito Pubblico dello Stato o in beni stabili, oppure in buoni del Tesoro od in contanti. La cauzione in rendita sul Debito Pubblico dello stato, o quella in buoni del Tesoro o in contanti, dovrà prestarsi e sarà valutata nelle forme e modi prescritti degli articoli 233 e 234 del Regolamento generale daziario: quella in beni stabili dovrà prestarsi e sarà valutata secondo il prescritto del successivo art. 235 di detto Regolamento.

Art. 11° Il possesso del servizio di riscossione sarà dato all’appaltatore, se egli avrà a tempo opportuno ottemperato esattamente alle disposizioni del precedente art. 11°. In contrario scorsi infruttuosamente dieci giorni sarà per tanto, e senza bisogno di alcun atto giudiziario, l’ultimo definitivo aggiudicatario dichiarato decaduto da ogni dritto con perdita della cauzione provvisoria di lire quattromila eseguita a mente dell’art. 9 che resterà a beneficio del Comune, il quale rimarrà in facoltà di procedere alla nuova subastanzione in dato dico danno. Tuttavia il tempo che passerà dal giorno della definitiva approvazione degli atti di appalto fino a quello della immissione in possesso sarà considerato come faciente parte dell’appalto medesimo, per cui le rate di canone devono comprendere quel periodo, computate le riscossioni e le spese fatte dall’Amministrazione, con dritto all’appaltatore entrante di sorvegliare la gestione per detto periodo di tempo.  

Art. 12 L’aggiudicatario sarà tenuto a sottoscrivere uno speciale contratto e solo dopo che tutti gli atti di appalto avranno riportato l’approvazione delle Autorità, il Comune è legalmente obbligato verso l’appaltatore mentre questi rimane soggetto a tutti i patti del presente capitolato coll’atto di aggiudicazione e sottoscrizione dello stesso.

Art. 13° L’appaltatore è tenuto all’osservanza di tutti i patti e condizioni del presente capitolato del contratto e di tutte le disposizioni del regolamento speciale per la riscossione dei dazi di questo Comune, mentre per tutt’altro s’intendono a lui applicate le leggi ed i regolamenti generali, le istruzioni di massima e disciplinari, nonché quanto altro si crederà adottare dalle competenti autorità.

Art. 14 La gara del presente appalto verrà aperta sul canone annuo di lire ventottomilacinquecento, e le offerte di miglioramento non poteranno essere inferiori a lire dieci.

Art. 15° Il Municipio concede all’appaltatore l’uso gratuito dell’attuale sede dell’ufficio daziario, e tutti gli arredi ed attrezzi dell’azienda, nello stato in cui trovavasi, dei quali si farà inventario firmato da lui e dal Sindaco, con obbligo di riconsegnare il tutto in buono stato al termine dell’appalto. Nel caso di mancanza degli oggetti mobili suddetti, l’appaltatore dovrà pagare al Comune lire duecentocinquanta titolo di indennizzo.

Art. 16° ove nel corso dell’appalto o per virtù di legge o per determinazione dell’Amministrazione comunale, il Comune da chiuse dovrà passare a Comune aperto, con la fine dell’anno in cui ciò sarà deliberato o legislativamente ordinato, l’appaltatore dovrà lasciare la riscossione, intendendosi  così risoluto il contratto di appalto, senza alcun dritto all’appaltatore ad azione di escomputo, risarcimento di danni, ecc; cui espressamente rinunzia con la sottoscrizione del presente capitolato.

In seguito di che il Presidente mette a partito per alzata e seduta l’intero testo suddetto, ed il Consiglio comunale approva ad unanimità. In tutte le votazioni hanno assistito il Presidente da scrutatori i Consiglieri Vallefuoco Sac. Giuseppe, Cozzolino e De Magistris Felice.

Allo scopo di procedere subito agli atti di appalto e quindi alla pubblicazione delle aste, il Presidente propone di chiedere all’Ill.mo Signor Prefetto della Provincia l’abbreviazione a cinque giorni del termine fissato dall’art.lo 74 del Regolamento sulla Contabilità generale dello Stato 4 maggio 1885.

Il Consiglio col metodo sopradetto e coll’assistenza degli stessi scrutatori, approva ad unanimità simile proposta. Si allontanano, dalla sala, i consiglieri Cirino Salvatore e Liccardi Biagio, sicchè non essendo più il Consiglio in numero legale, il Presidente dichiara passato in seconda convocazione l’altro oggetto segnato all’ordine del giorno della presente tornata, e cioè: “Accertamenti e reclami tassa fuocatico 1902” per cui i consiglieri presenti saranno convocati a domicilio per altra seduta. Scioglie quindi l’adunanza.

De che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, vien sottoscritto nel modo come appresso: il Consigliere Anziano ?De Magistris; il Presidente Capece Minutolo Fabrizio; il Segretario comunale Giuseppe Petroli.

 

 

N° 33 - Accertamenti e reclami tassa fuocatico 1902.

 

L’anno millenovecentodue, il giorno ventotto del mese di Agosto, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale, si è riunito il Consiglio comunale, in sessione straordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dell’art.120 della vigente Legge comunale e provinciale con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore 7 pomeridiane.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco Capece Minutolo Fabrizio, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° De Magistris Felice, 2° Giannetti Luigi, 3° Grasso Vincenzo, 4° Napolano Giovanni, 5° Vallefuoco notar Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri, formanti con lui il numero legale di sei per la seconda convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha apertala seduta alle ore 7½ pomeridiane.

Indi ha riferito che in seguito alla classificazione per categorie, fatta dalla Commissione per la tassa fuocatico, di tutte le famiglie tassabili, sono pervenuti diciotto reclami, dei quali due ritirati dagli interessati, quindi sedici reclami sui quali il Consiglio è chiamato a decidere.

La Commissione, la cui opera zelante e disinteressata va pienamente lodata, aveva, come risulta dalla matricola da essa formata, classificate in tassa n° 480 famiglie, ottenendo così un gettito di L.3508.90, ma in seguito ai reclami verbali sporti da alcuni tassati, come loro ne faceva dritto l’art.lo 10° del Regolamento provinciale 18 aprile 1873, detta Commissione accoglierà alcuni di detti reclami e in conseguenza ha definitivamente chiusa la matricola del Ruolo con n°472 ditte tassate e per un ammontare di L.3400.40 che, secondo la detta Commissione rappresentano il massimo che poteva e può ottenersi dalla già stremata condizione dei contribuenti. In seguito di che si è data prima lettura dei singoli accertamenti fatti dalla Commissione in conformità della matricola preparata, e poscia dei singoli reclami avanzati. Quindi il Consiglio stesso votando per schede segrete su ciascun reclamo ha rigettato, sempre ad unanimità di sei voti, quelli di: 1° Separano Andrea fu Tommaso; 2° De Stasio Biagio fu Giovanni; 3° Rachele Liccardi fu Domenico, perché si ritiene giusta la tassazione fatta dalla Commissione in relazione all’agiatezza dei reclamanti. 4à Mannaro Giovanni fu Giuseppe, per la stessa sopradetta ragione e perché non firmato il reclamo. 5° De Luca Bernardino di Pasquale perché e notoriamente e dai risultati dall’ultimo censimento della popolazione risulta avere la sua residenza in questo Comune,. Interviene il Consigliere Chianese francesco, ed il Consiglio continuando il suo lavoro, respinge votando come  per lo innanzi, ad unanimità di sette voti, i reclami di: 6° Cipolletta Nicola di Vincenzo, 7° Cirino Francesco fu Vincenzo, 8° fratelli Cirino Filippo, Antonio e Biagio fu Vincenzo, perché si ritiene giusta la tassazione fatta dalla Commissione in relazione alla condizione d’agiatezza dei reclamanti. 9° Fioretti Gennaro fu Onofrio. 10° Di Guida Nicola fu Michele; 11° terrazzo Pasquale fu Domenico, perché non solo i reclami sporti non sono firmati, ma benanche perché, scendendo nel merito, la tassazione si ritiene giusta e adeguata. 12° Cipolletta Antonio fu Mattia, perché già ridotta la relativa tassa da L.40.20 a L.34.80 e perché il reclamo non porta firma. 13° Tafuri Francesco fu Michele complessivo anche pel figlio Michele perché innanzi tutto niun può un solo reclamo valere per due persone, sieno pure padre e figlio, in secondo luogo non è firmato, ed in terzo, volendo pur ritenere il reclamo fatto pel solo Tafuri Francesco, si ritiene giusta la tassa impostagli. 14° Cristofaro Menna di Giuliano, che ha reclamato per la sua esclusione dalla tassa, perché è un fatto non dubbio che la sua residenza è in questo Comune con abitazione alla Via Ritiro, tanto che venne incluso fra la popolazione stabile di questo Comune nell’ultimo censimento, né esiste posteriormente alcuna dichiarazione di cambio di residenza. 15° Liccardo Giuliano fu Nicola complessivo anche pel figlio Domenico, per le stesse ragioni per le quali si è respinto quello di Tafuri Francesco e Michele. Infine con la stessa votazione accoglie il reclamo di Chianese Vincenzo fu Costantino e per lo effetto ne riduce la tassa da L.13 a lire 10.20. In tutte le singole votazioni il Presidente ne ha riconosciuto e proclamato l’esito assistito dagli scrutatori sigg. Tafuri Angelo, Napolano Giovanni e Vallefuoco notar Giuseppe. Quindi il Presidente mette alla approvazione per alzata e seduta il totale degli accertamenti dipendenti dalla matricola compilata dalla Commissione, che viene approvato ad unanimità con n° 472 ditte e per un ammontare di L.3.397.60, tenuto conto della diminuzione apportata dal Consiglio sul reclamo Chianese Vincenzo.

In conseguenza di che il Consiglio stesso, manda alla Giunta la compilazione del Ruolo. Assistono in quest’ultima votazione gli anzidetti scrutatori. Quindi si toglie la seduta.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto come appresso: il Consigliere Anziano ?De Magistris; il Presidente Capece Minutolo Fabrizio; il Segretario comunale Giuseppe Petroli.

 

 

N° 34 - Nomina del Sindaco.

 

L’anno millenovecentodue, il giorno sedici del mese di settembre, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale, si è riunito il Consiglio comunale, in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dell’art.120 della vigente Legge comunale e provinciale con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore 6% pomeridiane.

La presidenza è stata tenuta dal Sindaco ff (facente funzioni) Signor Fabrizio Capece Minutolo, ed i Consiglieri intervenuti sono i sigg. 1° Cacciapuoti Luigi, 2° Capasso cav. Pasquale, 3° Chianese Francesco, 4° Cipolletta Costantino, 5 ° Cipolletta Giuseppe, 6° Cirino Carmine, 7° Cirino Salvatore, 8° Cozzolino avv. Francesco, 9° De Magistris Felice, 10° De Magistris Lucio, 11° Giannetti avv. Santolo, 12° Grasso Vincenzo, 13° Imperatore Luigi, 14° Liccardo Biagio, 15° Tafuri Angelo, 16° Vallefuoco Sac. Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri, formanti con lui il numero legale di diciassette per la prima convocazione su venti Consiglieri assegnati a questo Comune, ha apertala seduta alle ore 6½ ed ha dichiarato con essa aperta in nome del Re e della Legge, la sessione ordinaria autunnale, e quindi ha invitato il Consigliere anziano Signor Costantino cipolletta ad assumere la presidenza. Ciò fatto il Presidente in conformità dell’ordine del giorno della presente tornata, ha invitato il Consiglio a procedere alla nomina del Sindaco, dappoichè il signor Fabrizio Capece Minutolo è scaduto per compiuto triennio. Chiesta ed ottenuta la parola il Consigliere Cozzolino avv. Francesco rivolge un saluto ed un ringraziamento a nome di tutto il Consiglio al Sindaco Fabrizio Capece Minutolo per l’opera zelante disinteressata ed energica da lui spiegata finoggi a prò dell’azienda comunale, opera che merita il plauso non solo del Consiglio intero, ma di tutta la cittadinanza, augurandosi che tale opera venga fatta continuare dalla elezione di stasera.

Identico saluto e voto di plauso rivolge ai componenti la cessata Giunta comunale che si egregiamente ha coadiuvato il Sindaco, ed infine rivolge un saluto di cuore ai nuovi Consiglieri comunali che, è certo, saranno di valido aiuto e di intelligente cooperazione in tutti gli affari che riguardano gli interessi del Comune. Risponde ringraziando a nome della Giunta il Consigliere Vallefuoco sac. Giuseppe, associandosi al saluto rivolto al cessato Sindaco Cav. Capece Minutolo, a quello ai nuovi eletti ed inviandone altro al Cav. Capasso che per tanti anni covrì la carica di Sindaco. Fa poi formale proposta perché il Sindaco nomini due Commissioni di consiglieri: l’una perché porti le condoglianze ufficiali del Consiglio al collega Napolano Giovanni, che testè fu orbato della madre, e l’altra che porti al nuovo Consigliere Dott. Carlo Capasso i voti del Consiglio della sua pronta guarigione acciò il Consiglio non venga lungamente privato della di lui valida cooperazione. A nome dei consiglieri nuovi eletti risponde ringraziando il Consigliere Giannetti avv. Santolo, e quindi, previo invito del Presidente, il Consiglio passa alla votazione per schede segrete per la nomina del Sindaco. Si astiene il Consigliere Capece Minutolo Fabrizio. Eseguitasi la votazione il Presidente, assistito dagli scrutatori sigg. Capasso cav. Pasquale, Cacciapuoti e Vallefuoco Sac. Giuseppe, ne riconosce il seguente risultato: presenti 17, votanti 16, schede nell’urna n° 16. Al Signor Memola Capece Minutolo Fabrizio voti sedici.

Quindi proclama eletto a Sindaco di questo Comune il Signor Memola Capece Minutolo Fabrizio, ad unanimità.

Il Signor Capece Minutolo ringrazia sentitamente il Consiglio di questa nuova prova di stima e di affetto, la quale gli sarà di sprono a vie maggiormente interessarsi in pro del Comune.

 

 

N° 35 - Nomina della Giunta Municipale.

 

Quindi il Presidente medesimo, in conformità dell’ordine del giorno, dovendosi provvedere alla nomina della Giunta Municipale, invita il Consiglio a procedere alla votazione per schede segrete prima dei quattro Assessori titolari, ed all’uopo assume a scrutatori i sigg. Capasso cav. Pasquale, Cacciapuoti Luigi e Vallefuoco Sac. Giuseppe. Eseguitasi la votazione il Presidente medesimo assistito come sopra ne riconosce il seguente risultato: presenti e votanti N° 17, schede nell’urna N°17.

Al signor Vallefuoco Sac. Giuseppe, voti diciassette.

Al signor De Magistris Felice, voti sedici.

Al signor Napolano Giovanni, voti sedici.

Al signor Vallefuoco Notar Giuseppe, voti sedici.

In seguito di che il Presidente proclama eletti assessori titolari i sigg. Vallefuoco Sac. Giuseppe, De Magistris Felice, Napolano Giovanni, e Vallefuoco Notar Giuseppe.

Passatosi quindi alla votazione per la nomina degli Assessori supplenti, il Presidente, assistito come sopra ne riconosce il seguente risultato: presenti e votanti n°17, schede nell’urna n°17.

Al signor Cirino Carmine, voti diciassette.

Al signor Grasso Vincenzo, voti diciassette.

In seguito di che il Presidente proclama eletti Assessori supplenti i sigg. Cirino Carmine e Grasso Vincenzo, e quindi dichiara sciolta l’adunanza.

Del che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto come appresso: il Consigliere Anziano Carmine Cirino; il Presidente Cipolletta; il Segretario comunale Giuseppe Petroli.

 

 

N° 36 - Delibera d’urgenza n° 78 della Giunta municipale.

 

L’anno millenovecentodue, il giorno venti del mese di settembre, nella Casa Comunale di Mugnano. Nella sala delle ordinarie adunanze della Residenza municipale, si è riunito il Consiglio comunale, in sessione ordinaria previo avvisi con l’elenco degli oggetti a trattarsi spediti al domicilio di ciascun Consigliere a termine dell’art.120 della vigente Legge comunale e provinciale con designazione del giorno di oggi per l’adunanza, alle ore 6% pomeridiane.

La presidenza è stata dal Sindaco ff. Signor Fabrizio Capece Minutolo, ed i Consiglieri intervenuti sono i signori: 1° Cacciapuoti Luigi, 2° Cipolletta Giuseppe, 3° Cirino Carmine, 4° Cirino Salvatore, 5° Cozzolino avv. Francesco, 6° De Magistris Felice, 7° Grasso Vincenzo, 8° Giannetti avv. Santolo, 9° Tafuri Angelo, 10° Vallefuoco Sac. Giuseppe, coll’assistenza di me sottoscritto Segretario comunale.

Il Presidente, dopo d’aver constatato, mediante appello nominale, la presenza dei suddetti Consiglieri formanti colui il numero legale di undici per la prima convocazione su venti consiglieri assegnati a questo Comune, ha aperta la seduta alle ore 6½ pomeridiane.

Datasi lettura del verbale della seduta precedente il Consigliere Giannetti fa osservare che egli nel ringraziare il collega Cozzolino delle gentili espressioni rivolte ai nuovi eletti, dopo si associa alla proposta del Consigliere Sac. Vallefuoco riguardante l’invio delle due commissioni l’una per portare le condoglianze al collega Napolano e l’altra per prendere conto della salute del collega Capasso dott. Carlo. Si prende atto di tale osservazione e quindi viene approvato il verbale della seduta 16 corrente. Quindi il Presidente, in conformità dell’ordine del giorno, fa dare lettura dal Segretario della deliberazione della Giunta n°78 in data 18 luglio corrente presa d’urgenza con i poteri del Consiglio. Interviene il Consigliere Cipolletta Costantino. Datasi lettura di detta deliberazione, il Presidente ne mette a votazione per alzata e seduta la ratifica. Viene ratificata ad unanimità: assistono da scrutatori i consiglieri Vallefuoco, De Magistris e Grasso. Interviene il Consigliere Imperatore Luigi.

 

 

N° 37 - Deliberazione di Giunta n°109 per prelevamento dal fondo di riserva.

 

Quindi il Presidente fa dar lettura della deliberazione presa dalla Giunta comunale in seduta 8 corrente mese n°109, con la quale si è fatto il prelevamento di L.162.10 dal fondo di riserva, e poiché nessuno chiede di parlare, ne mette a votazione la approvazione per alzata e seduta assistito dagli scrutatori Vallefuoco, De Magistris e Grasso. Viene approvata ad unanimità.

 

 

N° 38 - Lista degli eleggibili all’ufficio di Conciliazione.

 

Quindi il Presidente medesimo riferisce al Consiglio che avendo la Giunta in conformità di legge formata la lista degli eleggibili a Conciliatore pel seguente anno, durante la pubblicazione di essa, e cioè dal 10 ad oggi, è pervenuta diretta a questo Consiglio una sola dimanda di iscrizione, quella del Signor Cirino Francesco, di cui fa dar lettura. Il Consigliere Cipolletta Costantino domanda se alla inoltrata istanza sieno allegati documenti: il Presidente risponde negativamente, e poiché nessuno chiede di parlare invita il Consiglio a votare per schede segrete se intende accogliere la dimanda del Cirino sebbene sfornita di titoli, avvertendo che chi intende accoglierla scriva si, i contrari no. Eseguitasi la votazione sotto l’assistenza degli scrutatori Vallefuoco, De Magistris e Grasso, il Presidente ne riconosce il seguente risultato: presenti e votanti n°13, schede n°13, schede col si n° sei. Schede col no n° sei, bianca una. E poiché la maggioranza assoluta non si è riportata sull’accoglimento della istanza questa intendere si dovrebbe respinta, a meno che il Consiglio non voglia ripetere la votazione, e perciò il Presidente stesso, invita il Consiglio a pronunciarsi su se debba ripetersi la votazione e ciò fa per appello nominale avvertendo che chi risponde si è per la ripetizione della votazione, i contrari no. Eseguitasi l’appello nominale hanno risposto si i Consiglieri: 1° Cacciapuoti Luigi, 2° Cipolletta Giuseppe, 3° Cirino Salvatore, 4° Cozzolino avv. Francesco, 5° Giannetti avv. Santolo. Hanno risposto no i Consiglieri: 1° Capece Minutolo Fabrizio, 2° Cipolletta Costantino, 3° Cirino Carmine, 4° De Magistris Felice, 5° Grasso Vincenzo, 6° Imperatore Luigi, 7° Tafuri Angelo, 8° Vallefuoco Sac. Giuseppe. In conseguenza di tale votazione, il Presidente, dichiara respinta la istanza del sig. Cirino Francesco per la sua iscrizione nella lista dei Conciliatore, in dipendenza della precedente votazione.

In conformità poi dell’ordine del giorno il Consiglio dovrebbe trattare dell’autorizzazione al Sindaco a produrre ricorso per cassazione avverso la sentenza resa dalla 3° sezione della Corte d’Appello di Napoli del 27-30 Giugno u.s. notificato il 1° Agosto corrente, nella vertenza tra questo Comune ed il Monte d’Ascoli; ma datasi lettura sul riguardo di un parere emesso dall’avvocato difensore del Comune signor Adolfo Barone, vari Consiglieri chiedono che tale oggetto venga differito ad altra seduta. Il Presidente mette a votazione per alzata e seduta il rimando, che viene approvato ad unanimità.

 

 

N° 39 - Autorizzazione al Sindaco.

 

Sul presente ordine del giorno il Consigliere Cipolletta Costantino chiede che la discussione venga, per ragioni di opportunità, a porte chiusa e prega quindi il Presidente di mettere a votazione tale sua proposta. Il Presidente, aderendo alla proposta, la mette a votazione per alzata e seduta, con l’assistenza degli scrutatori precedentemente nominati, e poiché essa risulta approvata ad unanimità fa sgombrare il pubblico e chiudere le porte. In seguito di che, lo stesso Presidente, riferisce che il signor Grasso Felice, ex appaltatore daziario, ed i suoi cauzionanti, come il Consiglio ricorda, vennero ammessi a pagare il debito risultato a loro carico all’atto della decadenza dell’appalto in L.8166.95 in otto anni a rate annuali di L.1020.80 ognuno da pagarsi però il 15 agosto e 15 dicembre d’ogni anno, a cominciare dal corrente. Tale convenzione racchiusa nell’istrumento per notar Vallefuoco del 17 dicembre 1901, si è cominciato dal non adempirvi dai signori Grasso con la rata scaduta a 15 agosto, e poiché col patto quinto detto istrumento si stabiliva che la mancanza anche di un sol pagamento alla debita scadenza, produceva la risoluzione della più lunga mora convenuta ed il Comune si intendeva perciò reintegrato in tutti i suoi dritti derivnatigli dal capitolato d’appalto, così, a parere di persone legali all’uopo interpellate, occorre iniziare giudizio di cognizione contro i sigg. Grasso, perché il magistrato pronunzi la loro decadenza dalla più lunga mora convenuta ed il Comune possa iniziare gli atti esecutivi per tuttocciò di cui potrà risultare creditore verso i detti Grassi. A tale scopo si richiede dal Consiglio l’autorizzazione al Sindaco.

Il Consigliere Cipolletta Costantino senza scendere in merito alla quistione se sia il caso o non di un giudizio di cognizione, propone invece il rinvio di tale affare ad altra seduta mandando al Sindaco perché nell’elasso di quindici giorni faccia pratiche in linea amministrativa presso i Grasso acciò paghino bonariamente la rata del loro debito già scaduta. In seguito al risultato di tale pratiche il Consiglio poi deciderà sul da farsi.

Vari Consiglieri appoggiano tale proposta, e quindi il Presidente mette a votazione per scrutinio segreto, eseguitasi il quale con le formalità volute dalla Legge, la proposta Cipolletta risulta approvata ad unanimità.

 

 

N° 40 - Provvedimenti pel mancato appalto del dazio.

 

Riapertesi le porte al pubblico, il Presidente medesimo riferisce al Consiglio che l’incanto per l’appalto del dazio consumo tenutosi il giorno 15 corrente sul prezzo di L.28500 è riuscito decreto per mancanza di oblatori nonostante la massima pubblicità datosi agli avvisi d’asta. Egli, quale Sindaco funzionante, prima di indire gli avvisi pel secondo incanto, poiché ritiene che la mancanza di oblatori dipende dall’eccessività del canone d’appalto, ha voluto sul proposito interpellare il Consiglio sul da farsi, e ciò ad evitare altre spese d’asta che ugualmente sarebbe andata deserta. La eccessività del canone d’appalto la cui somma netta non è stata giammai raggiunta durante gli anni in cui il dazio è stato gestito in economia dal Municipio, la riduzione e la abolizione del dazio sulle farine che mentre danno dritto all’appaltatore ad un escomputo, non diminuiscono però le spese di sorveglianza di personale, sono elementi tali da far allontanare qualsiasi oblatore cui nessuna prospettiva di lucro si presenterebbe. Ritiene quindi che, senza sostenere al Comune inutili spese di secondo incanto, unico rimedio per appaltare il dazio sia quello di ridurne il canone ad una cifra più equa e razionale.

Il Consigliere Cipolletta Costantino associandosi pienamente alle considerazioni del Presidente, aggiunge inoltre che è suo fermo convincimento che soltanto stabilendo un canone d’appalto più basso e più equo si potrà oggi appaltare il dazio, dappoichè non sono più i tempi in cui fiorivano le industrie nei Comuni e quindi era maggiore il consumo: oggi non solo le crisi agricole lo hanno ridotto ai minimi termini ma benanco le crisi industriali.

Lo stabilire un canone d’appalto al quanto mite fa sorgere in più di qualcuno l’idea di voler concorrere ed allora si avrà quella gara che certamente sarà di interesse pel Comune, sicchè egli è del parere che il canone in parola debbiasi ridurre a lire venticinquemila. Il Consigliere Giannetti si associa alla proposta del collega Cipolletta essendo egli dello stesso parere.

Il Consigliere Cozzolino mentre condivide le opinioni sul riguardo espresso, non vorrebbe però che rinvilendosi a tal punto il canone d’appalto s’abbia a verificare qualche possibile coalizzazione e quindi un danno evidente pel Comune. Ritiene troppo meschina la cifra proposta dal collega Cipolletta, e poiché vari altri consiglieri immedesimandosi tutti della necessità di dover diminuire il canone d’appalto ed esprimono parere che esso possa portarsi a lire ventiseimila come base d’asta, egli ne fa formale proposta pregando i colleghi Cipolletta Costantino e Giannetti di non insistere sulla loro proposta. E poiché i predetti consiglieri consentono il Presidente, sulla proposta del consigliere Cozzolino invita il Consiglio a votare la riduzione del canone d’appalto a lire ventiseimila, intendendosi in tali sensi modificato l’art.14 del Capitolato d’oneri e che le nuove aste da aprirsi sul detto prezzo seguano a termini abbreviati di giorni cinque. Assistito dagli scrutatori Vallefuoco, De Magistris e Grasso fa eseguire tale votazione per alzata e seduta, e da essa risulta ad unanimità approvata la fatta proposta. Quindi, a richiesta di vari Consiglieri, dichiara rimandato ad altra tornata, per l’ora tarda, il prosieguo dell’ordine del giorno, e scioglie l’adunanza.

De che si è redatto il presente verbale, che previa lettura e conferma, viene sottoscritto come appresso: il Consigliere Anziano Costantino Cipolletta; il Presidente Capece Minutolo; il Segretario comunale Giuseppe Petroli.