CHIESE E CONVENTI  
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Chiesa di San Giovanni a Carpignano

"Risulta da documenti storici che la chiesetta di San Giovanni è la più antica del paese. Abbandonata per secoli all'incuria, dovuto anche alla costruzione della cappella di Santa Maria, nel 1598 la struttura si presentava in condizioni disastrose, le pareti erano parzialmente crollate. In seguito ad una epidemia di peste gli scampati di Mugnano, nel 1656, la restaurarono completamente; si ritiene anche che in prossimità della chiesetta fu costruito un lazzaretto, presso il quale venivano sepolti i corpi dei malcapitati...(.) Nel 1692 fu affidata ad un eremita del quale non si hanno ulteriori notizie. Anche nel 1780 la struttura offriva «miserabile spettacolo», fin quando non fu di nuovo restaurata per poi ritornare, nel 1835, ancora una volta in un stato di totale abbandono. Nel 1902 invece risulta, da una visita pastorale, di essere in buono stato e quasi ogni giorno don Giuseppe Vallefuoco vi celebrava la messa. Il sacerdote Biagio Imperatore nel 1937 fece ricostruire l'intero tetto di copertura, a seguito di un crollo. Don Eugenio Caianiello, nel 1943, fece effettuare notevoli abbellimenti; mentre per opera dei fedeli, nel 1979, fu ristrutturato l'abside e l'altare venne rivolto al popolo ed altri lavori furono eseguiti che la resero pressappoco come oggi ci appare". Per diversi anni la messa è stata celebrata da padre Simone di Trentola-Ducenta (CE). Trasferito nella sua città natale, dopo oltre un trentennio operante nella vicino Miano, presso la parrocchia di San Alfonso e San Gerardo,  don Vincenzo Imperatore, con la sua grinta di uomo d'azione, fa rinascere San Giovanni. Infatti, per sua volontà, la chiesa di San Giovanni divenne, nel novembre del 1994, parrocchia, assumendo il nome di Parrocchia del Beato Nunzio Sulprizio, diventandone poi lui stesso primo parroco. La cerimonia venne officiata dal Cardinale Michele Giordano. Inoltre, il sacerdote, diede vita a diverse attività e tra le tante vi fu quella del giornalino  "In Cammino"; il periodico fotocopiato fu fondato nel 1998, e il suo scopo era quello di trattare argomenti religiosi ma non solo, la sua pubblicazione fu sospesa nel 2003. Tra i suoi partecipanti si annoverano: Alfredo Cante, Massimo e Tonia Norma, Giacomo Migliaccio, Raffaele Pirozzi, Cristina Perri, Stefania Cesare, Anna Frascogna, Gabriela Buonanova, Tonino Amoruso, Rino Savy, Enzo Riccio e Carmine Cecere. Col suo impegno e l'aiuto dei fedeli, don Vincenzo, riesce ad effettuare urgenti lavori di ristrutturazione della chiesetta. Alla sua morte, avvenuta l'8 aprile del 1999, subentra don Thomas Rezmopoluch dell'ordine di San Vincenzo Pallotti. Nel  luglio del 2004 la chiesetta viene completamente ristrutturata e finanche la piccola torre campanaria viene intonacata; l'intero complesso viene ridipinto di un giallo ocra e il portoncino d'ingresso totalmente rinnovato. Mentre nel 2005, tra il mese di agosto e settembre, gli interni furono completamente affrescati, con il recupero totale della tela posta sul soffitto.

 

Chiesa di Santa Maria dell'Annunziata

Dopo San Giovanni, la cappella di Santa Maria, anch'essa è una delle più antiche del nostro paese. Da atto notarile del 25 agosto del 1369, risulta dotata di beneficio da un certo Giacomo o Giasone Cicala. In una descrizione dei luoghi del 1598, si precisa che la cappella «trovasi in località appartenente ai monaci del Monastero di San Severino di Napoli». La descrizione fatta di detta cappella precisa che l'ingresso è rivolto a mezzogiorno, lunga circa 12,50 mt. e larga mt. 6; nel cortile adiacente non veniva effettuata alcuna sepoltura, ma nell'antichità, invece, si sotterravano i morti. Il Parroco don Giovanni de Collelis, nel 1623, relaziona lo stato patrimoniale della Cappella, il quale consisteva in una rendita di «25 ducati, 3 tarì e 3 carlini». La festa della Cappella si celebrava il 15 agosto, come viene confermata da Visita Pastorale del 1902. Inoltre su di una lapide viene riportato il grave crollo del soffitto, in seguito al terremoto del 1805, per cui rimase abbandonata a se stessa fin quando nel 1815 il Rettore don Biagio Sequino la fece restaurare. Giungendo ai giorni nostri i fedeli contribuirono nel 1976 a nuovi restauri, rendendola accogliente e di poter celebrare la S. Messa la domenica". Attualmente risulta essere in disuso, a volte però la si è usata come sala per esposizioni durante manifestazioni di carattere culturale, in attesa che il Comune non la trasformi in biblioteca e ludoteca, come previsto da progetto dell'amministrazione Palumbo.

 

Chiesa di San Biagio (Parrocchia)

San Biagio, protettore della città, venerato dai mugnanesi da secoli; è vissuto nel IV secolo, medico, di origine armena. Fu vescovo della città di Sebaste e in seguito alla sua carcerazione ordinata da Agricolao durante le persecuzioni, guarì miracolosamente un ragazzo che aveva ingoiato una lisca di pesce conficcatasi nella trachea. Pertanto da sempre è riconosciuto ed invocato contro i malanni della gola. Da piccola chiesetta che era, come si evince da alcuni documenti del 1542, la chiesa di San Biagio, nel corso degli anni è stata ampliata e trasformata fino a renderla come oggi ci appare. Attraverso i secoli la struttura ha subito diverse trasformazioni, di seguito riportiamo una descrizione del 1677 fatta dal Parroco de Fusco, in seguito alle diverse Visite Pastorali, tra cui quelle del Cardinale Giacomo Cantelmo, Carafa, Caracciolo, Gesualdo, Scilla, Spinelli e tanti altri. "La Chiesa parrocchiale di San Biagio, si ritrova fondata nel mezzo di due palazzi... uno di D. Alfonso Filomarino e l'altro del sig. Spasiano Brancaccio: et poiché è immemorabile la sua fondazione, come dicono di questo gli abitanti, non si può avere lume del nome e cognome di specifici fondatori, perché dicono che l'Università di detto Casale l'abbia da pietra in pietra fondato. L'unica porta d'ingresso della chiesa è tutta rovinata, e le finestre sono 11; l'altare maggiore è ben ornato con custodia; il vecchio baldacchino di cuoio che pendeva dalla tribuna è stato sostituito da un altro, in seta damascata, bianco e rosso, con frange e bacchette intagliate, tre delle quali sono rivestite d'oro. Nelle vicinanze dell'altare maggiore, dal lato del Vangelo vi è l'altare della B.V. del Rosario sul quale si trova una statua della Vergine, rivestita di un abito rosso, che ha sul capo una corona d'argento e con la mano sinistra sorregge il Bambino Gesù... Lo stesso parroco, nel 1689, ci relaziona sullo stato materiale della chiesa, riportando il peso delle due campane, rispettivamente di q.li 4 e 1,50. Nella stessa relazione fa presente che la fonte battesimale viene spostata a sinistra dell'ingresso e che la statua di San Biagio non e ancora stata restaurata...(.) Il primo parroco fu Giovanni Fasulo con Bolla di nomina del 19 luglio del 1529. Per la ricorrenza del santo, 3 febbraio, accorrono pellegrini da ogni parte e numerosi sono i fedeli che lo venerano. Negli anni scorsi la chiesa veniva addobbata con drappi e panneggiamenti di velluto ed al centro veniva allestito un palco dove musici eseguivano brani sacri. Oggi tutto questo non accade più, ma la lunga fila di fedeli intenti a farsi ungere la gola è sempre uguale.

 

Ritiro e Chiesa del Carmine

Suor Angela Maria Pignatelli acquistò i locali per farne una casa per orfanelle e il 17 giugno del 1818 fu fondato il Ritiro del Carmine. Nel 1835 la comunità era composta da 36 suore guidate dalla Superiora Suor Maria Luisa Cirino e la sua Vicaria Suor Maria Felice Chianese. La chiesa dedicata alla Madonna del Carmine fu eretta nel 1860 come si evince dalla lapide a destra dell'ingresso e inaugurata con solenne cerimonia da Mons. Vincenzo Taglialatela, Arcivescovo di Siponto, nel 1861; il primo curatore della chiesa fu don Vincenzo Orlando. Nel 1937, a seguito della mancanza di vocazioni, il ritiro fu ceduto alle suore Discepole di Gesù Eucaristico guidato da Suor Maria Rosaria Fornari. Nel 1940 ebbe inizio la scuola Elementare con regolare autorizzazione da parte del Provveditorato agli Studi nel 1944, dopodiché nel 1946 si diede inizio anche alla scuola Media femminile. Nel 1981, in seguito agli eventi sismici del 1980, furono eseguiti lavori di ristrutturazione e di consolidamento riguardanti la chiesa; l'altare maggiore fu abolito e i marmi furono usati per il nuovo, i rimanenti furono incastonati nel nuovo tabernacolo. Il Capasso nel suo "Mugnano e Carpignano", ci racconta delle famose sfogliatelle del Ritiro le quali furono presentate finanche alla mensa dei reali di Francia e di Fabrizio Corbera detto il Gattopardo. la Congregazione delle Discepole di Gesù Eucaristico abbandona il convento e Mugnano, ufficialmente, l'1 settembre del 2003; ancora una volta per mancanza di vocazioni.

 

Chiesa di San Lorenzo

Fu costruita dalla famiglia Flauto proveniente da Napoli nel 1708 e venne eretta con diritto patronale di cui fu beneficiario il figlio Giuseppe, al quale successe Domenico Flauto. Curarono la cappella: don Tommaso Taglialatela nel 1819 e nel 1881 don Giosuè de Magistris. Da una relazione evince che nel 1902, la cappella era chiusa e in totale stato di abbandono. Sul finire degli anni '80, la cappella viene completamente ristrutturata, perdendo purtroppo l'aspetto decoroso auspicato dal Gargiulo.

 

Chiesa e Convento del Sacro Cuore

Nel 1867, Don Vincenzo Orlando acquistò «un vasto comprensorio con giardino» dal Principe di Canosa, con l'idea di fondare a Mugnano il ritiro dei Sacratissimi Cuori. Successivamente agli acquisti dei luoghi, il religioso si adoperò alla ristrutturazione dei locali, per permettere a sei religiose, nel 1873, l'inizio della tanto sospirata comunità. Prima della morte del zelante sacerdote, avvenuta il 4 agosto del 1884, l'opera fu affidata a Suor Maria Pia Brando, la quale fece ristrutturare il ritiro e completare la chiesa che fu terminata nel 1888. Maria Pia Brando nacque a Napoli il 3 giugno 1851 da Giovan Giuseppe e da Concetta Marrazzo. L'ambiente familiare, in cui trascorse l'infanzia e l'adolescenza, la spinsero alla ricerca di una maggiore perfezione nello stato religioso. Il 23 maggio 1870 si ritirò nel Monastero delle Fiorentine all'Arco Mirelli, dove emise la professione dei voti solenni. Nel maggio 1878, per la malferma salute, fu costretta a ritornare in famiglia, con la possibilità di rientrare solo a brevi intervalli nel Monastero. Intanto andava maturando in lei il desiderio di intraprendere un nuovo cammino, rimanendo sempre nella vita religiosa. Nel 1881 venne indirizzata a Mugnano dal Vicario Generale, Mons. Giuseppe Carbonelli; di complessione esile, ma forte di carattere e di volontà, la Brando riuscì col tempo a suscitare nuovo slancio e a farsi animatrice di un nuovo indirizzo spirituale. Le fu così possibile riunire intorno a sé un buon numero di consorelle, che presero il titolo di Suore Francescane del S. Cuore di Gesù. Fece ampliare l'orfanotrofio e costruire la chiesa in onore del S. Cuore, di cui essa stessa ideò e fece eseguire una bellissima statua. Per le crescenti necessità si rese pellegrina questuante in mezzo a difficoltà, privazioni e sacrifici enormi. Si spense placidamente, come una lucerna, all'estremo delle sue risorse fisiche, la sera del 27 agosto 1916. Compianta da tutti in paese, fu chiamata la " Monacella Santa ". La devozione popolare ottenne in seguito che la sua salma fosse tumulata nella chiesa del S. Cuore, dove riposa dal 14 aprile del 1929.

 

Chiesa di San Alfonso e San Luigi

Il sito dove oggi vi è la parrocchia dei SS. Alfonso e Luigi fu deciso dal Cardinale Corrado Ursi, con decreto del 4 giugno 1970. L'appezzamento di terreno era un beneficio parrocchiale di San Castrese in Marano; già durante i lavori della nuova chiesa fu data nomina come primo parroco al Rev. Don Andrea Cipolletta, scomparso nel 2001. La vasta struttura, la cui forma vuole rappresentare una nave in cammino, è composta dalla casa canonica, la sala teatro, e due sale per riunioni e attrezzature sportive, tra cui un campo di bocce e campo di basket. La prima messa fu celebrata la notte di Natale nel 1972 e il 7 dicembre del 1974 fu consacrata dal Cardinale Ursi. L'attuale parroco è don Luigi Terracciano.

 

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Stralcio del manoscritto delle Suore Discepole di Gesù Eucaristico
 
 
 
 
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