COMUNI LIMITROFI  
line decor
  HOME  ::  
line decor
   
 
 

Calvizzano

si estende su di una superficie di circa 3,91 Kmq ed è a 125 m. sul livello del mare. Conta una popolazione di circa 13000 abitanti. Confina: a Nord con Villaricca, a Sud ed ad Est con Mugnano di Napoli, a Sud ed ad Ovest con Marano di Napoli, mentre a Nord ed ad Ovest con Qualiano. La vicinanza con l’importante asse viario della Circumnvallazione Esterna rende facili i collegamenti con le Autostrade e la Tangenziale. Dista dal capoluogo partenopeo circa 11 Km. L'economia di Calvizzano ruota intorno all'agricoltura e al settore commerciale. Anche se attualmente la coltivazione degli ortaggi e delle verdure è destinata quasi interamente al consumo domestico, il settore della frutticoltura alimenta invece un fiorente commercio che si espande oltre i mercati campani. Ormai i famosi biscottifici  hanno chiuso i battenti, ma continua invece la produzione di liquori e la manifattura di ceramiche artistiche che si richiama alla tradizione di Capodimonte. Il nome di Calvizzano deriverebbe da un antico "Calvizio" romano, e non da una testa "Calva", ciò è asseribile da studi fatti dal Rev. Don Giacomo Di Maria, cultore di memorie patrie. Le origini di Calvizzano con ogni probabilità risalgono a epoca romana, purtroppo date certe della nascita di Calvizzano non esistono, ma numerosi sono i reperti archeologici ritrovati sul territorio.

 

Marano

si estende su di una superficie di circa 15,45 Kmq ed è a m. 131,900 sul livello del mare; comprende le frazioni di San Marco, San Rocco, Castello Monteleone o Belvedere, Torre Caracciolo e Castello Scilla. Confina con Napoli, Mugnano, Calvizzano, Quarto e Villaricca. I primi insediamenti abitativi o tali, risultano intorno al III secolo a.C., luogo già dal III secolo sotto l’interesse degli Osci e dei Greci. Di particolare interesse archeologico risulta essere il mausoleo romano detto il Ciaurro oltre ad altri ritrovamenti di non minore importanza. Per quanto riguarda l’etimologia del nome, ci sono varie ipotesi. Per esempio “Mara” o “Marano” corrispondente al tipo di terreno che in parte lascia appassire, dal greco, maràino, oppure “Maronèa, città dei Sanniti”. Ma molti asseriscono che il nome Marano derivi da colui che fondò la città, ovvero Caio Mario, il quale in seguito alla sua fuga da Roma, si accampò presso queste terre, costruendo il suo Campus Marianus, quindi Marano. Da sempre l’economia maranese si è basata sull’agricoltura ma con notevoli attività industriali.

 

Melito

La città di Melito è posta a nord di Napoli su una superficie di circa 3,72 Km quadrati a 105 metri sul livello del mare e conta 34.148 abitanti. Confina con i comuni di Mugnano, Giugliano, S.Antimo e Casandrino. Il toponimo, con ogni probabilità, deriva dal latino malus ovvero melo. Probabilmente per la massiccia coltivazione del frutto. Un primo nucleo abitativo sorse intorno al IV-V secolo d.C. su i due lati di un grande fossato, che in seguito fu colmato per ordine di Carlo d'Angiò, affinché si potesse costruire la strada regia, la quale collegasse Capua con Napoli. Il territorio di questa cittadina fino a tutto il 1600 era ricoperto da una ricca e fitta vegetazione, zona atta alla caccia da parte dei precedenti regnanti, ma con il governo del viceré, Pietro di Toledo, i melitesi ottennero il bene placido per l'attività agricola. Il primo feudatario fu Luca Antonio Valentino (1504), il feudo poi passò nelle mani dei Caracciolo e dei Tolfa che governarono fin nel 1640 e sul finire del settecento passò dalle mani dei Muscettola a quelle dei Colonna, principi di Stigliano. I Colonna fecero costruire il palazzo baronale e l'attuale piazza della Libertà presso cui vi era il pozzo per la vendita dell'acqua, poiché a Melito scarseggiava. La festa patronale di Santo Stefano è celebrata la seconda domenica di ottobre, la città viene addobbata e illuminata a festa. Le risorse economiche sono rappresentate dal settore vivaistico che negli ultimi anni si è enormemente intensificato, oltre all'agricoltura; ma i poli trainanti restano il terziario e le attività di commercio.

 

Giugliano

rientra nel comprensorio di cui gli antichi chiamavano Campi Flegrei, per la chiara vicinanza con Licola, Cuma e Pozzuoli. Si estende su di una superficie di circa 94,17 kmq ed è a 105 metri sul livello del mare, con una popolazione di circa 95.000 abitanti. Territorio anch’esso abitato dalle antiche tribù italiche e dagli Osci e dai Sanniti tra il V e il VI secolo a.C. Si ritiene che fu fondata da Giulio Cesare e da questi il toponimo di Giugliano. Nello stemma è raffigurata una donna gravida distesa su di una spiaggia della Campania felix, infatti la donna sta a significare la fertilità del territorio. La Città di Giugliano ha un patrimonio storico-culturale di notevole importanza, molteplici sono i reperti archeologici e i monumenti disseminati sul territorio; è ricca di architettura rurale, infatti sono centinaia le Masserie del Seicento e del Settecento, sparse un po’ dovunque per le campagne. Città ricca, con un’ economia da sempre basata sull’ortofrutticola, conosciuta in Italia come uno dei più grandi mercati di frutta e di smistamento con l’estero. Giugliano è stata madre di illustri personaggi di cui ne citiamo solo alcuni: Giambattista Basile il più grande scrittore del 1600, noto con il capolavoro de “Lo cunto de li cunti”; Gioacchino Tagliatatela fecondo scrittore; Agostino Maria De Carlo illustre filosofo; Fabio Sebastiano Santoro sacerdote musicologo, (1669-1729). Ogni anno si rivivono le due più importanti feste popolari: la Madonna della Pace, la cui statua si venera nel Santuario dell’Annunziata, e la Festa di San Giuliano Martire, che è venerato nella Chiesa Collegiata di Santa Sofia.I festeggiamenti si protraggono per otto giorni, con il Volo dell’Angelo, i carri trionfali, le luminarie, le vendite all’asta e i fuochi d’artificio.

 

Villaricca

è posta a nord di Napoli su una superficie di circa 7 Km quadrati a 108 metri sul livello del mare e conta 30.465 abitanti. Confina con i comuni di Calvizzano, Mugnano, Giugliano e Qualiano. Circa 250 ettari di terra sono coltivati soprattutto a frutteti e sono dislocati nella periferia del paese. Vi sono scuole medie, scuole elementari e materne, una clinica e attrezzature sportive. Cinquecento anni prima della venuta di Cristo, il territorio di Villaricca era abitato dagli Osci e i Sanniti, dei quali furono ritrovate diverse tombe. Nell'ottobre del 2003, durante i lavori per la costruzione di una palazzina al Corso Europa, nelle vicinanze della masseria Casola, furono ritrovati i resti di un'antica villa romana, con diverse cisterne, un mosaico e un pozzo d'epoca medievale. I primi nuclei abitativi, però, si formarono nel periodo della decadenza dell’impero romano nei secoli IV o V d.C.. Nel XI secolo,Villaricca, fu dominata per circa dieci anni da i Normanni e lo stesso re Ruggiero fu ospite nel villaggio per cacciare e amministrare la Giustizia. Agli occhi dei nostri avi, Villaricca, si presentava come un grande giardino ricco di alberi e d’aria salubre; infatti per queste caratteristiche nel 1871 Villaricca fu la nuova denominazione data all’antica Panicocolo, dal momento che tale nome era oggetto di derisione e burla. Per quanto riguarda l’origine del nome Panicocolo, si narra che un uomo chiamato Cuocolo aprì un forno e per la fama acquistata si costruirono altre case e altre botteghe. Altri affermano che il nome Panicocolo è dovuto al culto del dio Pan, figura mitologica greca, dio dei monti e dei campi il quale veniva raffigurato con corna e piedi di capra. Sulle rovine di un tempietto dedicato a San Simplicio sorge l’attuale chiesa parrocchiale dedicata alla madonna dell’arco, edificata intorno al 1407 e rifatta nel 1740. Il patrono di Villaricca è San Gennaro, ma la festa più importante invece è quella del “giglio” che si svolge all’inizio di settembre. Villaricca fu un feudo e il suo primo barone fu Salvo Selano, mentre Carlo Petra duca di Vastogirardi fu l’ultimo. Il primo sindaco di Villaricca fu Filippo d’Aletrio nel 1816.

 
 

argomenti correlati

 
 
Lo stemma di Calvizzano
ingresso calvizzano anni '30
Calvizzano - ingresso da Mugnano
foto passeggiata San Pietro Calvizzano anni '30
Calvizzano - Loc. San Pietro
 
Lo stemma di Marano
Luogo detto 'o pino 'e Marano
Marano - Via Merolla
 
vecchia cappella della SS. Trinità
Melito - Cappella sulla strada per Mugnano
masseria 'O Monaco - Melito
Melito - Masseria le monache
 
statua Licola 1934
Giugliano - ritrovamenti archeologici
palazzo baronale giugliano
Giugliano - Piazza dell'Annunziata
Giugliano - lo stemma
 
Villaricca - lo stemma