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Conquistata la Sicilia e le
altre città del sud, Garibaldi entra vittorioso, il 17 settembre del 1860,
nella capitale del Regno Borbonico, consegnandola nelle mani del re
sabaudo Vittorio Emanuele II. La città di Napoli fu tenuta sotto controllo
da Liborio Romano, servo dei piemontesi, ultimo Ministro degli Interni
borbonico, il quale tra le fila della sua Guardia nazionale assoldò anche
tanti camorristi per garantire l’ordine pubblico. Tanti furono i soldati
di
Francesco II
sbandati, tra i quali molti di essi si riunirono in
bande
onde dare vita a moti reazionari contro l’annessione della città di Napoli
al regno d’Italia. Apostrofati come
“Briganti”,
i partigiani borbonici
furono trucidati a migliaia dall’esercito piemontese nei campi di
concentramento e presso la fortezza di Fenestrelle (Val Chisone,
Piemonte) e in altri posti, oltre che negli scontri diretti avvenuti
all’indomani del plebiscito per l’unità d’Italia del 21 ottobre del 1860.
Anche Mugnano ebbe chi, per un motivo o per altro, si schierò dall’una o
dall’altra parte. Come Francesco Antonio Cirino, camorrista, arruolato
nella Guardia nazionale di Mugnano, che approfittando di tale grado
continuava a commettere atti illeciti. In seguito le autorità
avviarono un’ inchiesta ed accertarono che le accuse a lui rivolte erano
veritiere e questi fu mandato al confino con domicilio coatto a Capraia e
successivamente all’isola d’Elba. Ritornato a Mugnano, non fu bene
accetto, come si evince da un rapporto del 15 dicembre 1869 del Comandante
dei Reali Carabinieri della settima legione d’istanza nel nostro paese da
maggio del 1861.
Riportiamo di seguito alcuni
rapporti redatti dai Reali Carabinieri di Mugnano e
Marano di Napoli
in
merito al loro contributo nella soppressione delle forze reazionarie di
fede borbonica
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Napoli, lì 2 settembre 1861
CORPO
DEI CARABINIERI REALI
7 a LEGIONE
DIVISIONE DI NAPOLI
I contro segnati militari, Francesco Cavallini officiale,
Girolamo Gobetti caporale, Alessandro Valentini Militari della Guardia
Nazionale di Mugnano il 30 ultimo scorso, circa le ore 6 ant. Dietro
richiesta dal Giudice locale, lo assistettero nella perquisizione
domiciliare nella casa di Fiorelli Giuseppe fu Francesco d'anni 42 Prete,
in Panicocoli e vi si sequestrarono una sciabola, uno stile, un ritratto
di Francesco II, ed un altro dell'ex Regina e degli scritti il cui
contenuto s'ignora.
La stessa Autorità richiedeva quindi quei Militari, per l'immediato
arresto del Prete Fiorelli, che fu tradotto e posto in carcere di Mugnano
nello stesso giorno, per rimanervi a disposizione della ripetuta Autorità
Giudiziaria.
Il Maggiore Comandante la Divisione
Marcadi
(documento tratto da “Il Brigantaggio
post-unitario a nord di Napoli” di Giuseppe Barleri Biondi – Marano di
Napoli 2005) |
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Torino,
addi 17 gennaio 1863
MINISTERO DELL'INTERNO
Al Sig.
Prefetto di Napoli
Venne riferito a questo Ministero come il 30 dicembre 1862, mentre due
Carabinieri della stazione di Mugnano si avviavano al luogo di loro
residenza traducendo seco certo Pasquale Palumbo renitente alla Leva del
1862 arrestato nel Comune di Calvizzano, nel portare questo al Corpo
Guardia della Milizia Nazionale di questo Comune ne uscivano il Sindaco
locale Sig. Giulio Visconti, il Luogotenente di Guardia tal Francesco
Sabatino nonché i militi di Guardia con violenze ci fecero rimettere dai
Carabinieri l'arrestato renitente.
Il fatto sovrapposto, per la sua gravità e per le persone che vi presero
parte quali sono il Sindaco gli Ufficiali della Guardia Nazionale che
vengono surrogati come avversi alla legge, e al Governo, merita d'essere
accuratamente osservato al sotto presenza al Sig. Prefetto di Napoli
prendere le opportuni informazioni di proposito, e di fare quei
provvedimenti che ravversarsi dal caso riferendomi a questo Ministero.
Real
Ministro
Silvio
Spaventa
(documento tratto da “Il Brigantaggio
post-unitario a nord di Napoli” di Giuseppe Barleri Biondi – Marano di
Napoli 2005) |
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Napoli,
20 maggio 1864
CORPO DEI CARABINIERI REALI
7a LEGIONE
Al Sig. prefetto della Città e Provincia di Napoli
Alle
ore 9 della sera del 16 corrente i nominati Liccardi Leopoldo fu Miele
d'anni 32 tessitore, De Collelis Carlo di Giuseppe, d'anni 29 barbiere,
Liccardo Carlo di Vincenzo d'anni 20 tessitore, Napolano Luigi fu Antonio
d'anni 20 contadino, Tutti e quattro del Comune di Mugnano, provenienti da
quello di Giugliano, ov'erano stati in festa, e nel restituirsi alle loro
case percorrendo una Via campestre, giunti che furono nella regione
Madonnella delle Grazie, sulle fini del
Comune di Giugliano, vennero assaliti da otto individui sconosciuti, di
statura media, quattro armati di fucili da militare e gli altri di pistola
e stilo, uno d'essi vestito interamente da Milite della Guardia
Nazionale, e gli altri vestiti alla borghese, di colore scuro,
ma tutti con berretto da Guardia Nazionale,
e parlando il dialetto di quei d'intorni che li derubarono del denaro ed
oggetti che qui di seguito troveremo cioè:
Liccardi Leopoldo:
in monete d'argento lire otto,
un bottone di canna da zucchero lire due, in fazzoletto di tela lire tre.
De
Collelis
Carlo:
moneta di rame lire due, una giacca di
velluto color pernice lire venti.
Liccardi Carlo:
moneta di rame cent. 60, un anello d'oro
liscio lire sei, un fazzoletto di seta lire 2. 50, un fazzoletto di colore
bianco cent. 60.
Napolano Luigi:
In
moneta di rame cent. 20, due
fazzoletti color bianco lire 1, un fazzoletto di lana rossa lire 1 tale
lire 47. 10, indi i malandrini in questione, fuggirono per quelle
campagne, senza recare molestia agli aggressori i quali allegano di non
essere conosciuto alcuno dei loro assalitori, e non sanno dare indizi di
complicità su di alcuno.
Informato poco dopo dell'accaduto i
Carabinieri della Stazione di Giugliano, praticarono, come praticano tutt'ora,
di concerto alle limitrofe stazioni, delle indagini all'uopo, che finora
riuscirono senza frutto.
Quel Sig. Giudice pratica i suoi
incombenti.
Il Maggiore Comandante
A. Patrini
(documento tratto da “Il Brigantaggio
post-unitario a nord di Napoli” di Giuseppe Barleri Biondi – Marano di
Napoli 2005) |
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Il 26 novembre del 1864,
Alfonso Cerullo di Marano di Napoli, ex gendarme borbonico, viene
arrestato dagli agenti di Pubblica Sicurezza, accusato di essere il capo
di una banda di briganti che imperversava per le campagne a nord di
Napoli. Dall'interrogatorio risultano di aver fatto parte della banda
anche quattro mugnanesi. |
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Napoli,
28 novembre 1864
QUESTURA DI
NAPOLI
INTERROGAZIONE DI ALFONSO CERULLO
di Salvatore e Angelamaria Napolano di anni 27, di Marano di Napoli
"(...)
Ferdinando Biondi, da Mugnano; questo venne ad abbandonare la banda prima
ancora che fosse sciolta, portandosi via due fucili, fu arrestato, ma poi
mi disse il fratello mio d'averlo visto nella passata estate a Marano in
occasione d'una festa che ci fu.
Natale
Vallefuoco, di Mugnano; stette pochi giorni con noi, e se ne andò prima
che si sciogliesse la banda, fu arrestato ed uscì in libertà.
Alfonso
Cipolletta, di Mugnano; abbandonò la banda innanziché si sciogliesse
portandosi il mio fucile, egli fu arrestato.
Vincenzo
Schiattarella, da Mugnano; fu Gendarme sotto i Borbone, stette pochi
giorni a far parte della banda, credo che trovasi attualmente al servizio
militare nell'esercito italiano, io però non so nulla di preciso sulla
fine di lui.
Dioniso
Capasso, pareva di Basilicata, era unito ad alcuni di Mugnano, e se ne
andò prima dello scioglimento della banda, e non so altro di lui, si portò
via il fucile, che credo poi si andato in mano del capitano di Marano."
(documento tratto da “Il Brigantaggio
post-unitario a nord di Napoli” di Giuseppe Barleri Biondi – Marano di
Napoli 2005) |
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Testi: Carmine
Cecere
Fonti: Giuseppe
Barleri Biondi "Il Brigantaggio post-unitario a nord di Napoli" - Marano
2005
Giuseppe Capasso "Mugnano e Carpignano" - Mugnano 1999
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