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MUGNANO E I SUOI FIGLI ILLUSTRI  
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LUIGI CIRINO

Nato a Mugnano nel 1827, si incamminò ben presto per gli studi ecclesiastici, che condusse a termine presso il Seminario Napoletano. Ordinato sacerdote, si dedicò alle lettere, conseguendo la laurea presso l'Università di Napoli. Dimorò di preferenza nella città partenopea, dove trascorse gli anni della sua vita, prima come professore poi come direttore nell'Istituto-Convitto «Torquato Tasso.» a Via della Misericordiella in Piazza Cavour, 26. Appassionato cultore e conoscitore della lingua latina, si procurò fama di poeta, di latinista e di professore sempre sollecito della formazione dei propri allievi. Lasciò vari scritti, tra i quali vanno ricordati: «Istituzioni di Grammatica Latina », opera che raggiunse l'ottava edizione. Fu premiata con medaglia dal IX Congresso Pedagogico di Bologna il 16 settembre 1874 e approvata come testo'per i Ginnasi dal Consiglio Scolasticodi Napoli. « Elementi di Grammatica Latina» per la prima ginnasiale. «Prosodia della lingua latina ».« Carmina» e «Novissima », raccolte di poesie latine. Note filologiche italiane e latine a « Poesie scelte» e alla « Vita di Castruccio Castracani di N. Machiavelli. Tra gli elogi funebri sono ricordati: «Memoriae Gaetani Barbati inscriptiones », quello in latino a Gennaro Seguino, e quello in italiano a Vincenzo Caserta 41. Morì a Napoli nel corso del 1887. In suo onore l'amministrazione cittadina denominò il plesso della Scuola Media di Via Murelle con il suo nome.

GENNARO SEGUINO

Nacque a Mugnano il 3 febbraio 1803 da Felice e da Fortunata Alfieri. Di ingegno pronto e vivace si distinse ben presto negli studi. Ebbe modo di approfondirli per sei anni, dedicandosi alle lettere latine e greche presso il Seminario Napoletano. Versato nella lettura e nell'interpretazione dei più antichi manoscritti, meritò di entrare a far parte dei diplomatici del Tabulario. Giovanissimo insegnò lettere latine e greche nel Collegio di Teramo. Nel 1822 Monsignor Rosini lo propose per insegnare eloquenza nel Collegio di Capitanata a Lucera, da dove passò nel 1825 nel Collegio del Salvatore a Napoli. Proseguendo negli studi, si laureò in giurisprudenza, e si dedicò contemporaneamente all'Archeologia, di cui era un appassionato cultore. Nel 1856 conseguì per concorso la cattedra di Eloquenza e di Archeologia presso l'Università di Napoli, dalla quale venne allontanato per ostilità politiche nel 1860. In seguito venne confermato nell'ufficio di Archivistica di Stato, e poté così continuare a trascorrere la sua vita nell'edificio di S. Severino, dove lavorava da anni. Fu anche professore nell'Educandato di Regina Coeli; fece parte della"'commissione per le epigrafi e fu esaminatore liceale. Il suo nome con quelli di Michele Baffo e di altri archivisti è legato a un'opera grandiosa in sei volumi 38. Degni di ricordo sono anche il suo commento a Esiodo e i suoi discorsi inaugurali di anni accademici, resi di pubblica ragione 39. Morì compianto dal figlio Pasquale il 23 aprile 1882. Nell'anniversario della sua morte i suoi amici pubblicarono una raccolta commemorativa di prose e poesie in suo onore 40. In suo onore l'amministrazione cittadina denominò il primo circolo didattico di Piazza Brando con il suo nome.

ANTONIO CIPOLLETTA

Ordinato sacerdote nel 1866, si dedicò all'istruzione della gioventù in un istituto privato, legalmente autorizzato, da lui diretto. Fu canonico del Duomo di Napoli, oratore insigne e buon latinista. Morì il 21.4.1901.

POMPEO SEGUINO
Nato a Mugnano 1'8 febbraio. 1653, divenne sacerdote e maestro di umane lettere.

FILIPPO CIRINO
Nato a Mugnano verso la fine del 1700, fu ordinato sacerdote nel 1835. Si distinse come maestro di scuola, studioso di filosofia, geometria, fisica, legge e teologia.

SABATINO CHIANESE
Sacerdote. Nel 1820 è nominato Ispettore delle Scuole Primarie del Circondario. Occupò l'ufficio di Conciliatore.

ALESSANDRO BIONDI
Nacque a Mugnano il 26 ottobre 1882. Ordinato sacerdote, si
dedicò agli studi di matematica e fisica, conseguendo la laurea presso l'Università di Napoli. In seguito a concorso, fu assunto come professore di matematica nel Liceo di Castellammare di Stabia. Esercitò il ministero sacerdotale, in qualità di Cappellano, nella Cappella del Parco di Capodimonte, impartendo lezioni di matematica al primogenito del Duca d'Aosta. Durante la malattia, che lo aveva gravemente colpito, fu curato anche dal Beato Dr. Giuseppe Moscati. Morì il 18 agosto 1925.

GIUSEPPE CIPOLLETTA

 

 

Nacque a Mugnano il 25 aprile 1906. Dotato di ottime capacità allo studio, si laureò in Giurisprudenza. A 22 anni divenne Commissario di P. S. a Campobasso, e passò in seguito a Roma. A 26 anni vinse contemporaneamente il Concorso per notaio e quello per la Magistratura dei Conti. Le sue preferenze furono per la Corte dei Conti, dove svolse la sua attività, e, dopo una brillante carriera, divenne Presidente di Sezione. Fu anche un ottimo pubblicista con articoli su « Il Tempo» e su «L'Osservatore Romano ». Compose alcune operette, delle quali restano manoscritti e dattiloscritti, come quello del 1971 dal titolo «La Chiesa pellegrina dopo il Vaticano II », e quello dato alle stampe nel 197242. Morì a Roma il 24 febbraio 1974.

Padre NICOLA FRASCOGNA
Nacque a Mugnano di Napoli il 15 settembre 1916 da Antonio e da Agnese Gargiulo. Nel 1928 entrò nel Seminario delle Missioni Estere di Ducenta e nel 1933 passò in quello di Aversa. Compì gli studi filosofici a Monza e quelli teologici a Milano, dove venne ordinato sacerdote dal Cardo Schuster il 6.8.1939. Dal 1940 al 1943 insegnò nel ginnasio della Casa Apostolica del PIME a Treviso, passando poi a insegnare nel Liceo di Ducenta dal 1943 al 1950. Fu Rettore del Seminario teologico del PIME in Aversa dal 1951 fino al 1953, quando con sua grande gioia fu destinato alla Missione di Vijayavada in India. Lavorò intensamente per 27 anni nei distretti di Bhimavaram e di Mogalturu, svolgendo di preferenza
il suo apostolato fra i lebbrosi. Per l'aggravarsi del già malfermo stato di salute fu costretto a rimpatriare. Sulla via del ritorno, giunto a Bombay si trovò nell'impossibilità di poter proseguire per l'Italia. Finì ivi i suoi giorni il 20 maggio 1981, rimanendo così in terra di Missione, come aveva sempre desiderato.

ORAZIO VALLEFUOCO

 

(Mugnano 9.3.1871 - 31.8.1976) morì a 105 anni.

«Zio Orazio» come tutti lo chiamavano a Mugnano, ha trascorso la sua vita tra bombe, mortaretti e botti. Ha iniziato con la guerra etiopica nel 1896 con il primo battaglione d'assalto dei bersaglieri in cui era artifìciere. Rientrato in patria, nel 1900 si sposa ed inizia l'attività in proprio di artifìciere, attività che lo condurrà alla notorietà in campo nazionale, fu infatti uno dei più conosciuti ed apprezzati in campo nazionale ed anche all'estero. Nel 1913 perde il braccio destro, ma con tutto questo non cambiò attività, anzi il 2 giugno 1967 fu insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica italiana. Egli fece del suo impegno in quel lavoro che amava tanto e da cui ebbe tante soddisfazioni il segreto della sua longevità, infatti quando nel 1971 fu festeggiato per i suoi 100 anni, egli dirigeva ancora l'azienda di famiglia, condotta si dai suoi nipoti, ma con la sua supervisione.

I 4 Martiri:

 

Don Rolando Rossetti; suddiacono Capasso Nicola; i seminaristi Vallefuoco Luigi e Imperatore Pasquale. Furono uccisi dalla furia nazista il 1 ottobre del 1943, dopo che i 4 si recarono presso il comando tedesco di stanza a Giugliano onde scongiurare una rappresaglia nei confronti dei mugnanesi, poiché le truppe germaniche, in virtù dell'entrata in Napoli da parte degli alleati, stavano retrocedendo senza prima lasciare sul campo morte e distruzioni. I ragazzi furono trucidati nelle campagne tra Villaricca e Mugnano, verso l'allora via Aurelio Padovani, oggi Via 4 Martiri.

 
 

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