2) CIANURO NEL DANUBIO
Le repubbliche dei Balcani stanno subendo un danno ecologico senza
precedenti. L'intero ecosistema acquatico sarà compromesso per diverso
tempo. Così dopo avere seminato morte tra la fauna e la flora lungo corsi
d'acqua secondari in Ungheria e Romania, una chiazza di cianuro uscita,
probabilmente già dal 31 gennaio 2000, da un impianto rumeno destinato
all'estrazione dell'oro ha raggiunto la Serbia, attraverso il fiume Tibisco
e proseguendo si immetterà nel Danubio a nord di Belgrado. L'odore che si
percepisce è quello di mandorle amare, e gli effetti del cianuro sono già
visibili sulla superficie delle acque dove galleggiano tonnellate di pesci
morti.
Il disastro era stato causato il 31 gennaio scorso dal disgelo delle nevi
nei pressi della miniera d'oro di Aurul, che ha provocato la rottura di una
diga usata per smaltire il cianuro utilizzato durante i processi di
estrazione. Circa 100.000 metri cubi di acqua, inquinata da cianuro, si sono
così riversati prima nel fiume Lapos, quindi nel Samos e infine sono
confluiti nel Tibisco. Nei pressi della zona del disastro la flora
rivierasca è stata letteralmente annientata. Dall'Ungheria e dalla Romania,
il Tibisco torna verso la Jugoslavia per poi immettersi nel Danubio e poi
per sfociare nel Mar Nero.
Una notizia diffusa da un settimanale '' il Nin'' e ad altri media di
Belgrado, indicherebbero un'altra fuoriuscita di cianuro che si sarebbe
verificata nello stesso impianto il 6 febbraio. Almeno 100.000 metri cubi di
acqua fortemente inquinata si sarebbero riversati sui fiumi, distruggendo
lungo il percorso ogni forma di vita.
Per ristabilire l'equilibrio ambientale si deve sperare nella diluizione
dovuta ai numerosi affluenti del Tibisco, ma prima che si possa tornare alla
situazione di normalità ci vorrà molto tempo.
Per dare un senso al grado di pericolosità del cianuro queste INFORMAZIONI
TOSSICOLOGICHE ESSENZIALI possono essere esplicative:
Il prodotto deve essere considerato dotato di tossicità sistemica molto
elevata, sia in caso di sovraesposizione acuta sia per quanto riguarda gli
effetti a lungo termine. L'organo bersaglio è il sistema nervoso, risulta
positivo in alcuni test di mutagenesi e, cosa ancor più grave per
l'ecosistema, ha effetti sulla riproduzione degli animali.
Cosi' concludendo come ogni catastrofe ecologica la dinamica spaziale e
temporale della diluizione del cianuro darà una risposta certa sugli effetti
da esso prodotti. Sicuramente i danni interesseranno la zona di
alimentazione del composto tossico in maniera molto rilevante, ma altri
effetti acuti o cronici colpiranno comunque inevitabilmente altri luoghi,
anche a distanza di tempo e luogo. La speranza è che non vengano anche
interessate le falde acquifere, per un possibile ingresso, del composto
tossico per ingestione, nell'uomo. Un'altra considerazione a riguardo della
pericolosità del disastro ecologico è quella relativa alla magnificazione:
le specie animali interessate all'inquinamento da cianuro accumuleranno,
negli organi bersaglio e nei propri grassi, il composto chimico tossico, che
potrà tornare sulle nostre tavole per via indiretta. La situazione quindi
interesserà anche il mercato ittico con le problematiche ad esso connesse.