VALUTAZIONE DEL RISCHIO AMBIENTALE CON APPROCCIO ECOTOSSICOLOGICO
Il rilevante uso di composti chimici nella nostra società ha un'importante responsabilità per la contaminazione ambientale. Il destino di un composto tossico segue scale spaziali e temporali con probabili fenomeni diluitivi o concentrativi (bioaccumulo), e, di conseguenza, con possibilità di raggiungere vari livelli di tossicità . Un tentativo di quantificare il pericolo potenziale dei composti chimici è quello di usare test di tossicità per individuare la concentrazione (quantità disponibile) o la dose (quantità che effettivamente penetra in un organismo) che determina un dato effetto su organismi indicatori. Per tentare di valutare il rischio ambientale si possono usare varie metodologie: quella qui discussa è proposta da O'Neill , ed è in grado di definire la probabilità che un evento ecologico non desiderato possa accadere (punto finale ecologico). Questa metodologia prevede l'elaborazione dei dati di tossicità per stimare gli effetti di composti chimici tossici sulla produzione di biomassa in un ipotetico ecosistema acquatico (modello della colonna d'acqua) composto da 19 popolazioni: dieci f itoplanctoniche, cinque zooplanctoniche, tre di pesci planctivori e una di pesci carnivori. Le biomasse delle popolazioni di ogni livello trofico variano in funzione dei parametri delle equazioni dei processi fisiologici che controllano la loro crescita i n relazione all'intensità di luce, alla temperatura dell'acqua, al cibo utilizzabile e alle fonti nutrienti. L'ipotesi della metodologia è che le concentrazioni di composti chimici tossici modifichino i parametri che controllano la crescita delle popolazioni: come la riduzione della fotosintesi, l'assimilazione dei nutrienti, o l'aumento di respirazione, della suscettibilità al pascolo e alla predazione. Il modello della colonna d'acqua simula le dinamiche di crescita della produzione di biomassa delle 19 popolazioni, per cui, osservando gli effetti tossici sulla struttura della rete alimentare, si può valutare il rischio ambientale ad un determinato composto chimico. Per verificare l'efficacia della metodologia è stato eseguito un confronto tra gli effetti t ossici previsti sulla produzione di biomassa delle popolazioni del modello e quelli misurati in bacini sperimentali. In questi bacini è stata introdotta una miscela tossica, composta dal 90% di fenoli, in concentrazioni crescenti indicate come trattamenti da uno a cinque, confrontando i risultati tra gli effetti previsti e quelli misurati. Il confronto ha dato risultati non sempre corrispondenti, ma nonostante i suoi limiti, può essere utile a scopo indicativo per testare la tossicità dei vari composti chimici. L'ecotossicologia, quindi, fornisce strumenti previsionali molto utili per la valutazione del rischio, ma nonostante tutto esistono vari problemi che limitano il loro sviluppo: l'ecotossicologia è una disciplina recente; i dati relativi alle sostanze chimiche sono spesso insufficienti; i calcoli con modelli sono orientativi e raramente hanno riscontro in sistemi reali. In futuro si potranno ottenere risultati migliori usando programmi applicativi su computer dedicati alla valutazione del rischio ambientale che integrerà diverse informazioni, come la collocazione delle industrie sul territorio e l'uso specifico dei composti chimici, che saranno organizzate in un sistema geografico (GIS), designato per analizzare la distribuzione e l'accumulo degli inquinanti.
Antonio dr Tedesco
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