Soffice cade, il candido manto bianco, avvolgendo case,
strade, tristezza, amore. Nulla appare più com'è, si creano nuove
forme, nuove prospettive, nuovi silenzi giungono nella mia stanca
anima. Piccoli fiocchi di neve, accarezzano il mondo assumendo
sembianze di madre intenta a proteggere fragili figli. Nell'intensità del
bianco si definisce un volto senza tempo, immobile, impalpabile,
irreale, capace di far penetrare in me l'immensa sensazione di
vuoto liberando anfratti di dolore, stanze di rimorsi, infondendo vita
e speranza. Rinasco dal candore, dalla purezza che genera la bellezza
della natura e il sacro delle sue vesti. Ricostruisco il mio
essere finito calpestato dagli eventi, danneggiato dal feroce
istinto .... dall'imprudenza innata, scoprendo la consapevolezza: di
essere la terra e gli alberi, di essere il mare e la sabbia, di essere il
giorno e poi la notte, di essere il mezzo da cui tutto nasce e tutto
muore.
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