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Carina Spurio
 
Tratti di noi

Disegna il nostro incontro.
Il tuo volto,
poi il mio,
solo immagini e colori
in cui perdersi
ad inventare
possibili risposte.
 
diversoinverso, Concorso di Poesia,2007
Carina, la poesia
Mauro Gurioli, Editore
Beniamino Biondi
Hermes mensile
Kimerik
Nel parlare di poesia e poeti, ci si ritrova inevitabilmente a gestire un singolare rapporto con il tempo. Sintesi, sincretismo, metafore e persino il silenzio racchiusi nei versi non vogliono altro che descrivere attimi, emozioni la cui istantaneità viene fissata in eterno dal ricordo dell’artista. La poesia narra questo ricordo, questa percezione, e la sua forma intima mira arditamente a trasferirne la sensazione al lettore.
Curioso il rapporto con il tempo in cui un attimo è percepito come eterno, si sviluppa temporalmente nell’atto scultoreo della composizione, per poi divenire universale nella memoria dei lettori e della storia stessa.
Ed è forse per questa controversa relazione con il tempo che spesso si ricorre al passato nel parlare di poeti e poesia, non riuscendo a cogliere nel presente la portata dell’atto creativo, la rivoluzione in corso nell’animo di chi sta scolpendo, sillaba dopo sillaba, la forma dell’infinito.
Carina Spurio, giovane poetessa teramana, costituisce, al contrario, un esempio di cui parlare al presente, di un presente che ha alle spalle un’evoluzione rapida, intensa e in crescita costante e vertiginosa.
Tutto ha inizio il 1° agosto 2005, quando, dopo anni di quieta incubazione, decide di pubblicare, in punta di piedi, una raccolta di versi intitolata “Il sapore dell’estasi”. Carina, come si rivelerà poi nella conoscenza della sua poetica, rompe da quel giorno l’intimo e solido legame che vincola castità ed emozioni, femminilità e pudore ancestrale. La sua poesia è un improvviso dischiudersi di colori e sensazioni, in cui l’amore e le sue percezioni non hanno più bisogno di restare castigati nell’anima, ma esigono a gran voce di prendere forma.
Il riscontro è clamoroso. La raccolta, presentata al cospetto del Sindaco di Teramo Gianni Chiodi e dell’Assessore alla Cultura, Mauro Di Dalmazio, in occasione della fortunata 1a edizione de La Villa Suite, ottiene un notevole successo in termini di copie vendute.
Il bocciolo si è dunque dischiuso. Carina Spurio comprende che è giunto il tempo di mutare il timido sussurro in una consapevole voce declamante. Con la solita modestia che la contraddistingue nella vita comune, inizia a lavorare al progetto che segnerà una svolta nel suo cammino, fino a farle prendere coscienza che la scrittura, o meglio la trascrizione organizzata dei sensi, può assurgere al rango di missione esistenziale.
Dopo un anno di lavoro intenso e alacre, fatto di preoccupazioni ben più prosaiche legate alla gestione di una pubblicazione non amatoriale, il 23 giugno del 2006, viene presentata la riedizione de “Il sapore dell’estasi”. Questa volta il volume si mostra in un’edizione svestita dei limiti tipici della debuttante. Le composizioni segnano un percorso ben preciso, le parole descrivono un viaggio, “una lunga strada il cui panorama è l'arte, il mito, il verso, la fantasia, il sogno, il desiderio”. È un giorno denso di magia quello all’Auditorium San Carlo della città di Teramo, nuovamente alla presenza, tra gli altri, dell’Assessore comunale alla cultura Mauro Di Dalmazio e dell’editore Mauro Gurioli. La serata ha un’atmosfera magica anche per l’innaturale silenzio che si crea quando la voce recitante, quella dell’attrice Antonella De Collibus, incanta i tanti convenuti e la stessa autrice declamando i versi contenuti in “Colle del Vento” o “Rubacuori”.
Anche in questa occasione risulta evidente sin dall’inizio che l’opera di Carina Spurio ha una portata autorevole. La sua poesia si manifesta non soltanto come semplice esternazione della sfera sensoriale, ma affonda le radici nel mito, nella tradizione, in uno spontaneo metalinguismo che trova nella pittura il suo referente più immediato.
È per questa ragione che la casa editrice Kimerik vuole includerla nell’antologia “Sensazioni d’autore”, pubblicando “Stelle sul mare”. È l’inizio di collaborazioni importanti, con il critico letterario Beniamino Biondi e con lo stesso Mauro Gurioli, che indicano chiaramente come la poesia di Carina Spurio stia diventando sistema e la sua forma, stile.
E i riconoscimenti non tardano a venire. Nel luglio di quest’anno, viene premiata per “Metafore” al Concorso Internazionale indetto dalla Massimo Lombardo Editore e organizzato da Comune di Milena (Caltanissetta). Nello stesso mese, dal 4 al 10 Luglio, all'interno della manifestazione Teramo Città Aperta Al Mondo, nell'ambito del progetto-spettacolo, Il risveglio dei sensi, dedica i suoi versi ad uno dei cinque sensi: la vista, proseguendo il percorso verso l’analisi della sensorialità nel suo significato più esteso e privilegiando ancora il suo personalissimo rapporto con la pittura. In ottobre poi, è autrice del testo di copertina dell'Antologia dell'VIII Premio Poesia "Beato Gaetano Errico" di Napoli e dei versi sulla locandina pubblicitaria dello stesso Premio.
A questo punto, giova sottolineare come Carina Spurio abbia conquistato una collocazione di rilievo nel panorama poetico nazionale e vada identificata nel suo status di artista, di scrittrice. Testi come "Colle del Vento" o “Leggendaria Repubblica di Venezia" si discostano dai saturi cliché romantici ed esistenzialisti per recuperare, nel rapporto con il mito, con il tempo, con l’arte, con il territorio, e dunque con la tradizione, il legame con una classicità scomparsa e ormai sbiadita nell’ottundimento della modernità. La sua resta una poesia immediata che della classicità stessa rifiuta i vincoli formali, ma che dischiude alla scrittura infinite possibilità espressive, sempre avvolte dal calore del corpo e del sogno; il verso di Carina Spurio si nutre dell’estatica relazione tra eros e infinito, tra uomo e arte, tra amore e morte.
L’espressione non può dunque limitarsi alla sola poesia. Nel futuro di Carina Spurio compare la prosa. I suoi prossimi progetti riguardano un romanzo e una biografia dedicata ad un pittore. E nell’attesa di questi entusiasmanti lavori, riusciamo già ad immaginare le tante pagine sapientemente giustapposte che non mancheranno di regalarci ancora poesia, amore e il consueto e catartico bagno di pura sensualità prodotti da un’artista che è cresciuta in maniera rapida e imponente, al ritmo delle sue stesse emozioni.

Marco De Federicis
Seta

Soffierai sui fili invisibili
della nostra storia,
voleranno liberi
mostrando il colore
nei varchi del vento.
Il giallo del sole
illumina il rosso del mio bacio.
Le tue mani
libere sul mio corpo
seguiranno la via della seta.

© Carina Spurio
 
Vivimi così,
intenta ad unire fiaba e desiderio
tra le righe di una poesia
lontana dal mondo.
Tienimi così,
tra le mani,
ignorando la mia anima inquieta
in balia dell'umore
di un attimo.
Prendimi così,
accesa come scintilla di fuoco
che illumina la notte,
mentre antitetiche parti di noi,
ballano in silenzio,
in cerca di un suono percettibile.
 
Ipernova
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