Quando
ancora sulle pagine di Topolino non comparivano i nomi degli autori, i bambini
aspettavano con ansia le storie disegnate dal creatore di "Reginella" e "O.K.
Quack".
Nessuno aveva parlato loro della sapienza narrativa di Giorgio Cavazzano,
dell'eleganza dello stile, del fatto che avesse rivoluzionato il modo italiano
di disegnare Disney, eppure intuivano il suo più importante talento: la carica
positiva e accattivante che emanano le sue vignette.
Cavazzano
piace a tutti; agli adulti perchè la sua tecnica è una continua scoperta di
spontanei estetismi, dotte ma accennate citazioni ed originali modi di raccontare;
ai piccoli perchè tutto ciò non appesantisce la morbidezza e la simpatia dei
personaggi, descritti in modo semplice e diretto. L'autore ha trovato, insomma,
dopo una lunga carriera fatta di evoluzioni e trasformazioni dello stile,
quel perfetto equilibrio che sta alla base del fumetto, il racconto per immagini
in cui nessuna delle due componenti prende mai il sopravvento sull'altra.
Come ben raccontano le biografie scritte da Luca Boschi, Giorgio Cavazzano,
nato a Venezia nel '47, comincia giovanissimo a lavorare come assistente del
cugino Luciano Capitanio, nel cui studio impara a conoscere i fumetti ed ad
usare la china. Dal '61 per circa dieci anni inchiostra le tavole di Romano
Scarpa, che lo introduce alla Walt Disney e che influenzerà il suo stile nella
prima parte della sua crescita.
La prima storia di cui cura matite e chine è "Paperino e il singhiozzo a martello"
su testi di Mario Gentilini. Nel '74 in coppia con lo sceneggiatore Giorgio
Pezzin, realizza le storie di "Oscar e Tango" per il Corriere dei Ragazzi
e quelle di "Walkie & Talkie" per il Corriere dei Piccoli. Lo stile "pungente"
"alla Scarpa" è in piena trasformazione e le storie più adulte di "Smalto
e Johnny", scritte da Pezzin e pubblicate dal Mago, segnano un periodo di
transizione. "Altai & Johnson", creati insieme allo sceneggiatore Tiziano
Sclavi, vengono pubblicati dal Corriere dei Ragazzi.
Nel '79, per la rivista tedesca Zack, su testi di François Corteggiani, crea
il personaggio di "Peter O'Pencil" e collabora con la rivista francese per
ragazzi Pif. Nell''81 Il Giornalino pubblica "Capitan Rogers", scritto da
Pezzin, mentre il disegnatore veneziano, insieme a Corteggiani, dà vita alla
saga di "Timothée Titan", per il giornale francese Le Journal de Mickey, e
ad una storia dedicata a "Basil l'investigatopo".
Nel '92, inoltre, su testi di Sergio Aragones, disegna per Comic Art la serie
"Jungle Bungle". La recente collaborazione con Sergio Bonelli Editore ci ha
regalato una storia di "Martin Mystère" e diverse illustrazioni per Ken Parker
Magazine firmate da Giorgio Cavazzano, oltre a due storie, di cui una postuma,
scritte da Bonvi: "La Città" e "Maledetta Galassia".
Preso gusto al confronto con produzioni diverse, nel '98 per Macchia Nera
disegna, su sceneggiatura di Francesco Artibani e Tito faraci, una splendida
avventura cavazzaniana di Lupo Alberto.
Topolino
ne citait pas encore le nom des auteurs, mais les enfants ne s'en souciaient
guère : ils attendaient avec impatience les histoires dessinées par la main
qui avait crée "Reginella" et "O.K.Quack".
Personne ne leur avait expliqué le talent de Giorgio Cavazzano - le narrateur
et le dessinateur - ni l'élégance de son style ni l'apport révolutionnaire
qu'il avait donné à la maison Disney, mais ils avaient pressenti sa plus grande
qualité : le caractère positif de ses histoires. Tout le monde aime Cavazzano
: les adultes, parce que son style porte à la découverte continuelle d'une
spontanéité esthétique, de citations savantes mais légères, d'originales tournures
narratives, et, les enfants, pour la sympathie et la légèreté des personnages,
traités de façon simple et directe.
Cavazzano a trouvé, suivant les étapes d'un parcours artistique qui a vu l'avènement
d'évolutions et transformations, l'équilibre sur lequel repose la structure
de la BD, une narration, équitable et sans superpositions, de mots et d'images.
Giorgio Cavazzano - c'est Luca Boschi qui le raconte dans le profil biographique
qu'il lui a consacré - est né à Venise en 1947 et il commence très tôt à aider
son cousin Luciano Capitanio, dans l'atelier duquel il se familiarise avec
les BD et avec la technique de l'encre de chine.
A partir de 1961 et pendant dix ans, il s'occupe des encres pour les illustrations
de Romano Scarpa, qui l'introduit chez Walt Disney et qui influence beaucoup
son style aux débuts de sa carrière. Sa première histoire en tant que responsable
du dessin et des encres est "Paperino e il singhiozzo a martello", pour laquelle
Mario Gentilini écrit le scénario.
En 1974, avec le scénariste Giorgio Pezzin, il réalise les séries "Oscar e
Tango" pour le Corriere dei Ragazzi et "Walkie &Talkie" pour le Corriere dei
Piccoli. Le style pointu, à la manière de Romano Scarpa est déjà en train
d'évoluer et les histoires plus adultes de "Smalto e Johnny", avec le scénario
de Giorgio Pezzin, publiées dans Il Mago, présentent le signe évident d'une
transition en cours. "Altai e Johnson", qu'il crée avec Tiziano Sclavi, sont
publiés en même temps par le Corriere dei Ragazzi.
En 1979, pour la revue allemande Zack, il crée le personnage de "Peter O'Pencil",
avec François Corteggiani à qui on doit le scénario. Il collabore aussi avec
Pif. En 1981, sur Il Giornalino paraît "Capitan Rogers", écrit par Pezzin,
ce qui n'empêche pas Cavazzano de créer avec François Corteggiani la série
de "Timothée Titan" pour Le Journal de Mickey, et de réaliser une histoire
inspirée par "Basil l'investigatopo".
En 1992, à partir d'un scénario de Sergio Aragones, il réalise pour Comic
Art la série "Jungle Bungle". La toute récente collaboration avec Bonelli
a donné lieu à un album de "Martin Mystère", à des illustrations pour Ken
Parker Magazine et à deux histoires, dont une posthume, qui porte la signature
de Bonvi : "La Città" et "Maledetta Galassia". Stimulé par la possibilité
de se produire dans des milieux toujours différents, en 1998 il réalise, pour
Macchia Nera et sur un scénario de Tito Faraci et Francesco Artibani, une
belle histoire de Lupo Alberto selon Cavazzano.
Katja Centomo