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il giro del mondo - In Nuova Zelanda
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verso i giorni precedenti 1.9.02 Ho sistemato i pasticci software ed ho migliorato l'aspetto dell'aeroporto, che ora è pieno di aerei neozelandesi grandi e piccoli. Riparto dunque da Wellington subito dopo un 737 New Zealand e davanti ad un piccolo Qantas con i colori strani, faccio un breve voletto perchè il tempo è poco ed arrivo ad un paese dal tipico nome maori, Paraparaumu, più facile da pronunciare è questa volta il codice dell'aeroporto NZPP. L'atterraggio non è felicissimo perchè la discesa è un po' affrettata e devo fare un giro per perdere quota e velocità prima di arrivare con le giuste misure. Sono curioso di vedere se questa isola del Nord è ben simulata come quella del sud, per ora è presto per dirlo. 3.9.02 Da NZPP è un breve tratto fino a Palmerston North, e seguo dall'alto la strada che anni fa ho seguito dal vero; non è proprio la stessa cosa ma la Nuova Zelanda è lontana e chissà quando ci si torna in carne ed ossa. Il tempo è bello, si vede che si sta avvicinando l'estate, rispetto ai primi giorni c'è meno vento e giornate più assolate. Ammiro le nuove texture marine che mi sembra rendano giustizia al mare cristallino che c'è qui, ed in breve atterro alla mia meta. Poi, visto che il voletto è stato veramente breve, riparto per Wanganui, cittadina interessante ed in posizione utile per i vulcani del centro dell'isola. Arrivo in un batter d'occhio, ed atterro a breve distanza da uno sconcertante fiume-cascata che non si sa come faccia a non allagare aeroporto e città, saranno gli antipodi che tengono la gravità a posto... 5.9.02 Non ho fatto in tempo a dire che arriva l'estate e subito oggi si scatena il maltempo, con nuvole basse e nere e pioggia fitta, con vento in abbondanza. Decido di partire ugualmente, per portarmi vicino al vulcano Tongariro, più a nord. Certo oggi non potrò sorvolarlo, e quindi mi accontento di arrivare a Waiouru, un paesino alla base della montagna. A qualche distanza dal vulcano inizio già a notare la sagoma a cono, con le nuvole che la circondano; devo dire che l'effetto è notevole, ed il paesaggio intorno mi sembra reso abbastanza bene, con la giusta dose di desolazione - o forse è solo la giornata piovosa. Atterro a Waiouru non perfettamente allineato, e per oggi stacco, in attesa che si liberi la coltre di nubi che mi nasconde la vista del Tongariro. 14.9.02 Finalmente il tempo migliora, e posso decollare con il vulcano Tongariro che mi aspetta maestoso appena poco a nord. Purtroppo per un piccolo pasticcio non riesco a fare una foto come volevo, e quindi nessuna immagine a testimonianza della maestosità del vulcano, pazienza. Il tempo è in effetti stupendo, e vedo in gran lontananza fino al lago Taupo che sorvolo subito dopo il vulcano; il territorio è abbastanza selvaggio, non si vedono molte tracce di umani, ma così è anche nella realtà in effetti e quindi non mi preoccupo. Atterro all'aeroporto all'estremo nord del lago Taupo, non esiste torre, nessuno intorno, parcheggio e vado a dormire. 17.9.02 Sto per lasciare la zona vulcanica al centro dell'isola settentrionale. Con il tempo sempre bello, decollo da Taupo e mi dirigo a nord-ovest verso la pianura. Attraverso una zona boschiva e di montagne digradanti per arrivare infine alla parte più popolata (relativamente) ed all'ultimo aeroporto prima di Auckland: la cittadina di Hamilton che mi accoglie al tramonto con una pista ben illuminata e di nuovo i parcheggi deserti. Dovrò rivedere la configurazione del traffico, anche se alla fine è più il tempo passato a calibrare il programma che quello speso a volare, mah. 21.9.02 Riparto da Hamilton con un tempo soddisfacente, e ben presto sono in quota sorvolando la fertile pianura che porta diritta ad Auckland; ci sono alcuni laghetti carini, anche se nella realtà sono un po' fuori dalla strada principale ed uno non li nota. Atterro senza problemi e vedo finalmente qualche grosso aereo parcheggiato all'aeroporto internazionale (Qantas e New Zealand, per fortuna almeno la disposizione delle linee aeree è corretta.) Vedrò ora che direzione prendere, se proseguire verso nord o saltellare tra le isolette della baia. 25.9.02 faccio oggi un breve giro nei dintorni di Auckland, vedo la baia dove si svolgono le regate di vela, ma purtroppo la città non è resa come si deve, solo qualche casetta sparsa ed il porto non appare come dovrebbe. atterro ad Hobsonville, poco a nord, poi ritorno all'aeroporto internazionale, dove riparo il carrello che mi viene segnalato a rischio, in vista della traversata fino all'isola di Norfolk, quasi 600 miglia a nord in mezzo all'oceano. 27.9.02 Oggi tento la grande traversata, serbatoio pieno, prua a 300 gradi e via per tre ore di volo piuttosto monotono con le nuvole che impediscono di ammirare il paesaggio. Voglio vedere come si comporta il vento a 14mila piedi, prendo la direzione teorica e la mantengo, imposto il vor dell'isola di Norfolk che sulla carta ha una portata di 200 miglia, ed aspetto di arrivare a portata per vedere di quanto ho sbagliato la direzione, o meglio di quanto il vento mi ha portato di lato. Il risultato è notevole, devo correggere di trenta gradi a duecento miglia di distanza, il che significa che senza l'ausilio del vor avrei perso completamente l'isola. mi viene da pensare ai tempi eroici in cui non c'erano radioassistenze e le isole nell'oceano le trovavano con bussola e cronometro... Arrivando all'isola ho poi una sorpresa finora mai sperimentata. Le piste dell'aeroporto galleggiano nel mare tropicale, belle da vedere ma credo poco funzionali. Mah, atterro stando attento come non mai a non uscire dalla striscia d'asfalto. verso i giorni seguenti
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