il giro del mondo - ora negli Stati Uniti

verso i giorni precedenti

1.3.03

Un breve voletto panoramico approfittando del tempo bello e soleggiato. Parto da Santa Monica e mi dirigo verso l'isola di Catalina, una trentina di miglia nella baia davanti a Los Angeles.

La ricordo dalle prime edizioni del simulatore come una piatta tavola che appare dal mare, circa millecinquecento piedi di altezza con una piccola pista; nella realtà della simulazione del ventunesimo secolo (inizio del) è un'isola montagnosa con l'aeroporto dalla pista corta e stretta in mezzo alle asperità, tanto che devo ripetere l'avvicinamento per allinearmi bene, e l'atterraggio, segnala FSMaintenance, non è dei più innocui per la struttura.

2.3.03

Controllando FSMaintenance, sono quasi in vista del controllo generale, e quindi mi conviene portarmi ad un aeroporto attrezzato per le manutenzioni; decido che San Diego può andare bene, e supero di un balzo le settanta miglia di oceano, atterrando tra i grattacieli dopo un volo senza storia nel mitissimo inverno californiano.

Sono fra parentesi abbastanza soddisfatto della qualità generale del traffico aereo, dopo molto daffare ho installato una buona scelta di aerei delle linee americane, ed alcuni di aviazione generale, in modo che sono sempre circondato da traffico abbastanza realistico.

10.3.03

Riparto oggi in una foschia fastidiosa diretto ad est, verso il continente americano e lontano dal mare. Percorro la zona di confine con il Messico diretto all'aeroporto di Mexicali, dove conto di arrivare in una quarantina di minuti.

Non ho fatto i conti con l'imponderabile, che causa l'inaspettato crash del simulatore ad una quindicina di miglia dall'arrivo: non ho capito bene la causa, forse il nuovo programmino meteo, fatto sta che il volo è perso, riprendo poi un atterraggio e unisco in questo modo un pezzettino che non c'entra molto, ma almeno vedo l'aeroporto dove dovevo arrivare. Ovviamente niente report o log per FSMaintenance, dovrò installare uno di quei programmi che salvano in automatico.

13.3.03

La giornata è pessima, visibilità scarsa (5 miglia) che consiglia di non andare troppo lontano, anche perchè si perde il paesaggio.

Arrivo quindi rapidamente ad una destinazione posta ad una trentina di miglia, fino a Yuma, di nuovo negli States, in quell'Arizona dalle suggestioni western.

18.3.03

Oggi faccio una traversata leggermente lunga per i miei standard, ma sono praticamente in mezzo al Sonoran desert, il più grande dell'America del nord, e le destinazioni sono lontane.

Seguo senza difficoltà la strada n. 8 lunghissima e praticamente senza una curva, poi all'orizzonte qualche bassa montagna, ed infine campi coltivati e di nuovo la civiltà, atterro nella piccola cittadina di Casa Grande e bevo una bibita per rilassarmi.

Tento in questi giorni di volare con l'orario "vero", vale a dire impostando il GMT effettivo in modo che il meteo sia corrispondente a quanto accade anche rispetto all'ora. In questo modo essendo quasi sempre qui sera, in America è tarda mattina e non ho problemi di buio. Vedrò fino a quando potrò mantenere questo sistema.

24.3.03

Continuo nel deserto, anche se in questa zona è un po'meno disabitato, ed in effetti ho sotto di me una bella strada ed alcune cittadine mentre volo verso il grande aeroporto di Tucson.

In arrivo a Tucson si presenta la città molto estesa che contrasta con la monotonia del paesaggio fin qui. In discesa verso la pista vengo superato da un bestione che, nonostante la torre lo avesse avvisato di seguirmi, mi passa sopra ed atterra poco prima di me; ovviamente, lungi dall'intervenire, il solerte controllore mi avvisa di fare un giro dato che la pista è occupata dal prepotente di turno.

Ridiscendo dopo un giro panoramico e mi tolgo la soddisfazione di un tocco perfetto nonostante il vento a raffiche renda difficile mantenere la linea.

25.3.03

Ancora una giornata di attraversamento in un paesaggio spoglio e desertico. L'Arizona sembra in effetti piuttosto arida ed il mio viaggio verso il sole dei Caraibi mi fa passare necessariamente anche da zone non molto invitanti.

Dato che il Messico non è molto fornito di aeroporti (almeno nel simulmondo), ho deciso di seguire più o meno la linea di confine, restando però dalla parte degli Stati Uniti dove le piste di atterraggio abbondano; in questo modo sto quasi per uscire dall'Arizona ed entrerò nel Nuovo Messico e poi in Texas.

Il volo di oggi è tranquillo, in un tempo soleggiato anche se con vento discreto, non a raffiche però. Atterro all'aeroporto di Bisbee Douglas (credo che la città si chiami anch'essa con questo buffo nome) senza incontrare anima viva.