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il giro del mondo - La via della seta - si riparte
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verso i giorni precedenti 09.10.05: Nebit Dag (TM0G) - Ashgabat (UTAA) Finalmente si riprende! Dopo una lunghissima pausa dovuta a vicende reali e gioiose, il simulmondo mi ricattura, ancora non so per quanto tempo e con che assiduità, ma almeno per oggi sì. Rimetto piede nel mio baron, parcheggiato da mesi in un prato vicino alla pista, tolgo le ragnatele dall'abitacolo e le erbacce dalle ruote e vado a contrattare con il benzinaio turkmeno un pieno di gasolio che mi possa portare fino alla capitale. Con una certa emozione faccio ripartire il motore e mi allineo sulla pista di decollo; il tempo è bellissimo, in cielo nessuno, parto non benissimo con un rimbalzo sulla pista (ho perso forse l'allenamento), poi prendo quota e vado. Mi dirigo verso sud-est seguendo l'unica strada e mantenendo sulla sinistra il deserto del Karakum che copre gran parte del paese. Dopo un volo lungo ma senza eventi particolari arrivo in vista di Ashgabat, sul bordo della catena montuosa del Kopet Dağ, che rappresenta il confine con l'Iran - una volta impostato il pilota automatico si ha tempo di ripassare la geografia. Atterro senza problemi e senza aver perso l'allenamento, parcheggio nel piazzale deserto e vado a festeggiare la ripartenza. BONUS: un'immagine da google earth del percorso fatto:
15.10.05: Ashgabat (UTAA) - Mari (UTAM) Anche oggi il tempo è perfetto, un po' meno il comportamento del simulatore; decollo dalla capitale senza vedere aerei da nessuna parte, e mi dirigo ad est verso la seconda città del paese, Mari o Mary a seconda della grafia scelta per rendere l'antica Merv. Mi pongo in quota di crociera ed ammiro sotto di me la sconfinata pianura, quando all'improvviso lo schermo diventa nero e non c'è verso di farlo ritornare a vivere - l'audio invece va benissimo, tanto che mi sembra di volare con la benda sugli occhi. Non il modo più sicuro quindi, e l'unica alternativa che ho è di salvare la situazione e resettare il computer. Riprendo poi ed arrivo senza problemi a Mari, enorme aeroporto deserto in mezzo al deserto, dove parcheggio e vado a dormire. Mi sia consentita, a lato del viaggio, una breve tirata contro i miloni di bachi che affliggono i sistemi microsoft; da qualche mese ormai sono passato al mac e mi trovo benissimo, usandolo per tutto quanto facevo prima con windows, tranne, ovviamente, il simulatore di volo che ancora non esiste per apple. Ritornare ai blocchi di sistema inspiegabili è stata una doccia fredda inaspettata e fastidiosissima. 19.10.05: Mari (UTAM) - Türkmenabat (UTAV) Dopo la partenza mi porto in quota e rapidamente, anzi di colpo e senza preavviso, la visibilità si riduce drasticamente e mi trovo immerso nella nebbia. Decisamente chi riuscirà ad implementare nel simulatore dei passaggi realistici da un tipo di visibilità ad un altro avrà la mia imperitura gratitudine, perchè questo modo "istantaneo" è fastidioso e ben poco realistico. Volo quindi quasi alla cieca fino all'ora di scendere verso Türkmenabat, vicino al confine uzbeko, preparandomi ad un atterraggio IFR, ma - sorpresa - di colpo il tempo migliora e mi godo la vista della città senza alcun problema. La resa di questo agglomerato di quasi duecentomila abitanti, sulle rive del fiume Amudarja, è ottima: è difficile da descrivere, ma gli edifici, le piante, il corso d'acqua, insomma l'"ambiente" è modellato in modo che con poca fantasia uno si rende conto di essere in un luogo dell'Asia centrale, con un retaggio sovietico ed un temperamento musulmano. Atterro sulla pista in mezzo ai palazzi, senza problemi di sorta. verso i giorni seguenti |