BICI & BIRRA: EVVIVA !!!!!

Ecco in sintesi il racconto della nostra avventura:
Prima tappa: da Tamsweg a Murau (36 km)
Dopo aver preso le city-bikes alla stazione di Tamsweg siamo tornati in albergo per cambiarci e subito tutto è cambiato perchè in sella ciò che ci circondava sembrava diverso ed elettrizzante. Le biciclette sono leggere e notevolmente equipaggiate: parafanghi, pompetta, catena per legarla, portabagagli posteriore, 21 cambi, campanello e paracatena.
Primissima sosta (non eravamo ancora partiti) è stata la chiesa di Sankt Leonhard (1430-1433), situata fuori del piccolo centro su una collinetta. La chiesa è in stile gotico e viene considerata una delle più belle chiese di campagna austriache. Si possono ammirare le splendide vetrate del XV secolo, tra le più preziose d'Austria, l'organo, il campanile e la cinta muraria con torri di guardia.
Inoltre la posizione sopraelevata consente di gustare il paesaggio con le montagne che fanno da sfondo alla cittadina di Tamsweg.
Una volta terminata la fase di preparazione vera e proprio (ovvero dopo aver mangiato e caricato gli zaini sulle bici) il nostro viaggio ha avuto inizio. I primi chilometri li abbiamo percorsi sulla strada principale prima di congiungerci con il punto d'inizio della ciclabile vera e propria che è a lato del fiume Mur.
A Ramingstein ci siamo fermati per visitare il castello Finstergrün.
Il castello è del XII secolo ma è stato rifatto in stile neogotico nel 1901, dopo un pauroso incendio, che distrusse un'ampia zona di questa regione, da cui si è salvata l'unica torre oggi visibile. Attualmente è utilizzato come ostello per i bambini, fatto che rende ardua la visita. Nel borgo sottostante il castello si possono ammirare i fiori presenti nei giardini, sui balconi e alle finestre di quasi tutte le case.
A questo punto, tornati sulla strada, abbiamo fatto in tempo ad indossare il k-way per poi essere bersagliati da un'insistente pioggia che ci ha accompagnati fino a Murau. L'unico lato positivo è stato che da li' iniziava la ciclabile almeno ci siamo liberati del problema del traffico (anche se bisogna sempre fare attenzione perchè in alcuni punti si possono incontrare lungo la pista automobili o macchine agricole).
Fino a Murau abbiamo pedalato sotto l'acqua fermandoci due volte quando l'intensità della pioggia era scoraggiante. La prima volta dentro il garage di un gentilissimo signore che non solo ci ha concesso ospitalità ma ci ha anche fornito due sedie da giardino. Non mi dimentichero' mai le sue parole che ha pronunciato avvicinandosi alla tettoia del suo garage sotto cui stavo giocando a carte: " keinen problemen " (dovrebbe significare nessun problema).
Man mano che ci avvicinavamo a Murau, il fiume Mur diventava sempre più largo e silenzioso e la pioggia continuava a non darci tregua; purtroppo in questa zona la pista non è asfaltata e passa attraverso dei boschi, dove trovare riparo è quasi impossibile. Così con un rash finale siamo arrivati in volata a Murau sotto uno scroscio impressionante, degna conclusione di una giornataccia.
Purtroppo non siamo riusciti a visitare la fabbrica di birra situata vicino alla R2 (la Murradweg è stata così "catalogata"): a Murau si produce un'ottima birra dal 1495 la Murauer (che accompagna divinamente il rindsgulasch)
Per la notte abbiamo pernottato in un gasthof "amico della bicicletta " dove ci siamo asciugati per benino: alla fine della prima tappa eravamo un po' a pezzi, pero' molto contenti per il tipo di vacanza intrapresa nella speranza che l'indomani il tempo fosse clemente.
Seconda tappa: da Murau a Weisskirchen (61 km)
Dopo una colazione abbondante siamo andati in giro per Murau lasciando le bici con sopra gli zaini per strada (quasi sempre adottavamo questa tecnica tanto chi poteva essere interessato ai nostri calzini sporchi ??).
Siamo andati a visitare la parrochiale di St. Matthäus, notevole costruzione architettonica che domina il borgo e poi a vedere la Friesacher Tor, antica porta della città (sec. XIV - XV).
Alla fine, anche se a malincuore, ci siamo decisi a ripartire. In questa zona capita spesso di passare su ponti in legno e attraversare campi, dove pascolano mucche, o magnifici boschi, ma avvicinandosi a Judenburg, la prima vera grande città che s'incontra, il paesaggio cambia e diventa un po' più cittadino e le strade sono trafficate. Girare per una città di una certa dimensione in bicicletta con il peso dello zaino legato dietro non è proprio facilissimo anche se gli autisti austriaci sono sempre pronti a lasciarti attraversare la strada.
A Judenburg non si può evitare di salire sulla medievale torre campanaria anche se dopo quasi 60 km di pedalata è preferibile sedersi e gustarsi un dolcetto ai tavolini dell'onnipresente Anker, una catena di negozi che vende squisiti dolci e panini con sopra o dentro semi d'ogni genere, dimensione e colore. Tornando alla torre, la bigliettaia ci concede di lasciare le bici all'interno vicino alla sua postazione e così dopo svariate rampe di scale siamo arrivati in cima da dove si vede la cittadina e le zone pianeggianti che ci attendono.
A questo punto arrivare a Weisskirchen è un po' complicato perchè la ciclabile è in salita e allunga il percorso (sinceramente non so neanche se si arriva a Weisskirchen) oppure, come abbiamo scelto noi, si seguono le indicazioni stradali e si raggiunge il punto-tappa pedalando sulla statale che non è proprio una via sicura al 100%. Nonostante camion e macchine siamo giunti a destinazione, pronti per andare in escursione ad Eppenstein, dopo aver lasciato gli zaini in albergo.
Le rovine della fortificazione d'Eppenstein (sec. XIV) sorgono su due distinte alture a 2 km da Weisskirchen, da dove sono ben visibili. Il percorso per raggiungerle (ovviamente a piedi) è faticoso e si dirama attraverso un bosco. Da lassù si domina la valle e lo scenario per noi era ben impressionante dato che nere nuvole stavano minacciando il nostro rientro. Puntualmente una volta in sella la pioggia non ci ha risparmiati, ma oramai per quel giorno le biciclette si potevano mettere a riposo.
Terza tappa: da Weisskirchen ad Oberaich (63 km)
Sveglia alle 7:00, preparazione degli zaini, colazione alle 8:00 e partenza alle 9:00: questo era il ritmo che oramai avevamo preso. La colazione aveva una durata forse spropositata ma era fondamentale prepararsi per i km che avremmo dovuto affrontare. In Austria l'appuntamento mattutino col cibo è molo invitante e sostanzioso: solitamente potevamo disporre di pane, marmellate, Nutella, insaccati, thè o caffè, aranciata, burro, latte e corn-flakes, insomma roba da duri.
Partenza con direzione Zeltweg e poi sosta a Knittelfeld a gironzolare per negozi e per svagarci un po'. Dopo un rapido pranzo seduti su una panchina siamo arrivati a Leoben. Devo dire subito che una grande attrattiva della città è la fabbrica della Gösser una delle birre più diffuse non solo in Stiria ma in tutta l'Austria, ma per non essere imparziale aggiungo che la città offre al turista una pittoresca ed ampia Hauptplatz , la Mautturm, medioevale porta della città e la barocca chiesa di St. Franz Xaver del 1660-1665 che rendono molto piacevole la visita.
Nella piazza principale è presente la Pestsäule eretta nel 1717 per ricordare la fine di una pestilenza: questa colonna con due statue a lati è presente in tutti i centri di una certa grandezza, è quasi una costante che troverete segnalata su qualsiasi guida turistica.
Allontanandosi da Leoben la ciclabile costeggia inizialmente la strada principale per poi distaccarsene e seguirne un'altra che porta ad Oberaich. A 100m dalla Murradweg si trova un confortevole gasthof dove ci siamo fermati per la notte e dove abbiamo cenato magnificamente: insalata di carne (piatto tipico stiriano) con pomodori, peperoni, cetrioli, cipolle e strisce di carne di manzo conditi con il Kernöl, l'olio ricavato dai semi di zucca e per dolce due crêpes con dentro gelato alla crema con sopra cioccolato fuso e attorno panna montata.
Quarta tappa: da Oberaich a Frohnleiten (31 km)
La giornata era iniziata bene perchè eravamo rimasti molto soddisfatti della visita di Bruck an der Mur ma poi...........
Nella piazza principale di questa graziosa cittadina si trovano un grandioso pozzo in ferro battuto del 1626 e il Kornmesserhaus, costruito nel 1495-1505, che rappresenta uno dei più bei palazzi gotici dell'Austria dalla facciata su eleganti arcate e aperta da loggia.
Appena ripreso il nostro cammino un " inatteso temporale ci ha costretti a riparare sotto un ponte autostradale, poi sotto un cavalcavia, poi dentro una specie di trattoria dove ci siamo fermati per tre ore, ma almeno abbiamo pranzato tranquillamente seduti ad un tavolo (solitamente andavano bene degli scalini o le panchine). Abbiamo gustato i Frankfurter mit Senf, in altre parole würstel con senape e rafano; quest'ultimo provoca degli effetti collaterali devastanti per il palato.
Dopo un'altra sosta sotto un ponte stradale abbiamo deciso di fermarci a Frohnleiten per la notte dato che non c'erano segni di miglioramento (avrebbe piovuto fino a sera tarda). Dovevamo essere già a Graz, comunque non c'erano problemi perchè avevamo affittato le biciclette per 7 giorni pensando di percorrere la pista in 6, il giorno in più era il jolly da giocare in queste occasioni.
Quinta tappa: da Frohnleiten a Graz (36 km)
Ore 9:20 siamo a Adriach sobborgo di Frohnleiten per vedere la chiesa del 1060, barocchizzata. Per entrare bisogna andare a chiamare un signore che abita vicino alla chiesa e che ci ha fatto visitare anche la parte sotto l'altare.
Poco più a valle ci siamo fermati presso il castello Rabenstein (sec. XII-XV poi barocchizzato) e le rovine del castello Pfannberg (sec. XIII)
Nove km dopo eravamo a Peggau per visitare le Lurgrotte una delle 10.000 grotte presenti in Austria (solo in Stiria se ne contano 4.500, peccato che non si stia parlando di birre !!!!!). E' possibile effettuare un percorso di quasi un km della durata di un'ora tra stalattiti, stalagmiti e un ruscello sotterraneo. La temperatura è di circa 10 ° gradi e consiglia di vestirsi adeguatamente: può capitare, però, che tra i visitatori, tutti con pantaloni lunghi e giacche, vi siano dei poveretti in pantaloncini e k-way, ecco quelli eravamo noi !!!!!!. La guida, quando ha capito che eravamo italiani, ci ha dato qualche informazioni e poi, una volta usciti, un foglio con molte notizie sulle grotte (ovviamente nella nostra lingua).
Dopo un lauto pasto (crakers, burro e marmellata) siamo finalmente giunti a Graz, dove al termine del solito quarto d'ora di pioggia ci siamo liberati dei bagagli, abbandonandoli nella hall di un albergo fantasma, e abbiamo iniziato la visita del capoluogo stiriano.
Una delle maggiori attrattive è rappresentata dai bastioni situati sulla collina (Schlossberg) da dove la torre dell'orologio (Urhturm, 1569), simbolo della città, vi indicherà più o meno la strada per arrivarci. Salendo a piedi (vi consigliamo la Kriegssteig, la scala della guerra che mozza il fiato in tutti i sensi) si ha l'opportunità di ammirare i giardini con moltissime specie di piante e fiori colorati. Ci sono molti monumenti e costruzioni che testimoniano i numerosi avvenimenti che videro come protagonisti questo baluardo fortificato e suoi difensori : la fontana dei turchi, lo Starkes Häuschen, l'antico deposito delle polveri, la statua del cane che vanificò una sortita notturna di un gruppo di nemici allertando gli Austriaci con i suoi latrati e quella di un leone che simboleggia il coraggio dimostrato dai soldati durante l'assedio dei Francesi (all'inizio del XIX secolo)
Nella parte alta ci sono dei pannelli turistici che guidano il turista all'interno della città indicando la posizione delle chiese più importanti, delle rovine di un antico castello, della stazione ferroviaria, dell'ospedale, della fabbrica della birra Reininghaus, della Cattedrale, dello stadio calcistico Arnold Schwarzenegger, ecc.
Dopo aver visitato il teatro all'aperto (con tetto mobile), ricavato dove prima c'erano le prigioni e i depositi dei viveri per le guarnigioni, siamo tornati nella piazza principale (Hauptplatz), chiusa a Sud dal rinascimentale Rathaus e animata da tanti venditori di fiori, legumi e il Gyros, il famoso panino greco "parente" del turco Kebab. Dalla piazza parte la via principale, l'Herrengasse fiancheggiata da antichi e pittoreschi edifici e lussuosi negozi. Sul lato dentro, dirigendosi verso la Jakominiplatz, si trovano il Landhaus, antica sede della Dieta Regionale, e il Zeughaus, il magnifico Arsenale.
Un'altra via molto interessante è la Sporgasse che collega l'Hauptplatz con la parte alta della città, tra edifici di notevole interesse storico e architettonico e invitanti caffè. Al termine della via voltando a destra c'è una tappa obbligata per i più golosi: l'Edegger-Tax la pasticceria fornitrice della casa imperiale, facilmente riconoscibile per la facciata in legno.
Al termine di questo estenuante tour siamo andati in albergo, sempre in sella: la numerose piste ciclabili consentono di girare per Graz senza grossi affanni, bisogna però far attenzione a non disturbare i guidatori degli autobus perchè sono molto suscettibili.
Alla sera usciti da McDonald's (è situato nella Jakominiplatz) abbiamo passeggiato per l'Herrengasse, che era deserta e non più la frenetica strada di poche ore prima: a rendere ancora più inquietante lo scenario contribuiva una specie di statua senza basamento, figurante un uomo a testa bassa, dipinto di bianco dalla testa ai piedi,. Sul cappotto ha una stella simile a quella di David, però non c'è nulla che spiega chi sia o cosa rappresenti, neanche sulla guida.
Sesta tappa: da Graz a Leibnitz (43 km)
Prima di lasciare Graz dovevamo andare al Zeughaus, che era ovviamente chiuso, così ci siamo diretti al Domkirche, la cattedrale, dove c'è il celebre motto "A.E.I.O.U." (Austriae est imperare orbe universo). Ai lati del coro sono presenti due reliquiari costituiti da due cassoni nuziali per la duchessa Paola Gonzaga con rilievi in avorio eseguiti a Mantova dalla scuola del Mantegna. Adiacente al duomo c'è il Mausoleo nella cui cripta c'è la tomba dell'imperatore Ferdinando II.
Da non perdere la doppia scala gotica a chiocciola nel cortile del Burg, ala dell'antico palazzo imperiale a due passi dal Domkirche.
Per il momento la nostra permanenza a Graz era terminata e così attraverso gl'incantevoli parchi della città ci siamo diretti verso Leibnitz.
Il paesaggio da questo momento in avanti è tipicamente agreste: campi di mais e zucche fiancheggiano la R2 e la bellezza dei piccoli centri che incontriamo rendono ancora più piacevole la pedalata. Siamo nel regno del Kernöl il tradizionale olio stiriano ricavato da semi di zucca. Nei numerosi campi è frequente vedere contadini comodamente seduti che tolgono i semi dalle zucche.
A Kalsdorf ci siamo fermati a comprare una bottiglietta di questo olio al Alois Haindl, un negozio al cui interno dei macchinari (che occupano metà del negozio, anche in altezza) lavorano i semi.
In questa zona incontriamo un po' più spesso ciclisti anche se quasi nessuno ha gli zaini come noi.
Alla sera siamo a Leibnitz, centro agricolo famoso per i vini, anche se il nostro arrivo è bagnato dall'immancabile pioggia.
Da queste parti potete assaporare un piatto tipico della cucina bosniaca i "cevapcici " , ovvero salsicciotti cotti sulla brace, accompagnati da senape, cipolle crude e patatine fritte da gustare con l'onnipresente birra Gösser.
Settima tappa: da Leibnitz a Bad Radkersburg (47 km)
Ultima tappa, ma prima di partire andiamo a Seggau, sobborgo di Leibnitz, dove sorgono il rinascimentale castello di Polheim e più in alto il castello di Seggau dove sono raccolti alcuni bassorilievi provenienti da Flavia Solva, città romana fondata del 70 d.C.
A due km a sud di Leibnitz ci fermiamo a Wagna per vedere Flavia Solva: sono visibili i resti di molte case ma non l'anfiteatro dato che buona parte della città non è stata ancora riportata alla luce. Inoltre c'è un piccolo museo dove sono raccolti vari oggetti trovati durante gli scavi.
Ad Ehrenhausen un laghetto ci consente di ammirare un suggestivo scenario , dopo ci arrampichiamo fino al castello per scoprire che è chiuso al pubblico; da non perdere lungo la salita il Mausoleum, tomba dei principi Eggenberg.
Il viaggio prosegue per Bad Radkersburg nostro punto d'arrivo, dove la R2 termina e abbandona il fiume Mur che entra nel territorio sloveno: per un lungo tratto questo largo corso d'acqua rappresenta il confine tra l'Austria e la Slovenia.
Purtroppo gli ultimi km li percorriamo sulla strada statale perché abbiamo perso di vista le indicazioni della ciclabile, il paesaggio è pianeggiante e capita frequentemente di venir superati da automobili slovene, ma la presenza massiccia di punti vendita di zucche e Kernöl ci ricordano che siamo ancora in Stiria.
A Bad Radkersburg siamo ovviamente entusiasti ma consapevoli che la nostra avventura è terminata.
Prenotiamo vicino alla stazione (banhof) perchè l'indomani dobbiamo riconsegnare le biciclette proprio lì (poi ci penseranno i ferrovieri a farle tornare a Tamsweg) e il pullman per Graz parte dalla piazza della stazione.
Alla sera giriamo per questa piccola cittadina rinomata per le sue acque termali per vedere i bastioni e la piazza molto caratteristica con case a portici e graziosi cortili.
Dopo cena in un locale birra per festeggiare l'arrivo (ogni scusa è buona) e per digerire il dolce non proprio leggero (ovvero polenta dolce con marmellata) che avevo assaggiato a cena. Grazie all'aiuto di un ragazzo austriaco capisco cos'è una bevanda che avevamo visto in altri posti e che noi chiamavamo " il pompelmo", in questo modo assaggiamo lo Sturm (tempesta) ovvero mosto di vino bianco, molto leggero, prodotto nella zona soltanto in questo periodo: altro che acque termali !!!!
Durante la settimana ho percorso 330 km in bici con 5,5 litri di birra per una media di 60 km con un litro: niente male !!!!!!!!
Tornati in albergo, lasciamo le bici in un'ex stalla non senza problemi perchè siamo al buio e il pavimento è molto sconnesso.
Da Bad Radkersburg a Pavia (in pullman e treno, km ?? Tanti)
Alle 12:30 circa arriviamo a Graz in pullman e abbiamo tutta la giornata per noi, dal momento che il treno che ci riporterà a casa parte a mezzanotte. Con gli ultimi soldi rimasti e molte energie andiamo a visitare il bellissimo cortile rinascimentale del Landhaus a grandi arcate e logge sovrapposte, fiorite di gerani e poi il Zeughaus, l'antico arsenale costruito su progetto di Solari. L'arsenale venne costruito nel 1644 per custodire le armi che in qualsiasi momento i cittadini di Graz erano chiamati ad impugnare per difendersi dai Turchi. Oggi i quattro piani dell'edificio raccolgono circa 30.000 pezzi, tra pistole, fucili, spade, armature per cavalieri e cavalli, porta polvere da sparo, trincee spagnole, mortai, ecc. insomma una delle raccolte d'armi antiche più ricche del mondo. Dopo l'ultimo pranzo in terra austriaca al McDonald's e interminabili giri per Graz siamo andati alla stazione e da lì inutile dirlo è iniziato il nostro ritorno a casa.
Per concludere vorrei dire che per motivi di spazio ho sintetizzato il racconto anche perché è impossibile descrivere tutto quello che ho visto e visitato e raccontare l'elettrizzante atmosfera che si era creata lungo la mitica R2.