LO SCAVO DI MANERBA


 
 

Dal 30 d'agosto al 10 di settembre 1999 ho scavato insieme a degli impareggiabili compagni sotto la guida del sempre presente coach Bellosi sulla Rocca di Manerba (BS), realizzando un sogno che avevo da tempo nel cassetto.

Al termine delle precedenti quattro campagne di scavo le strutture della rocca si presentavano abbastanza chiaramente ai nostri occhi: la cinta muraria, la cisterna (dove ogni mattina prelevavamo gli attrezzi da lavoro), la torre di guardia di cui rimane solo la base e i muri delle poche "stanze presenti ".

Dal lunedì al venerdì si scavava dalle 8:00 alle 17:00,con una pausa per il pranzo dalle 12:00 alle 13:00 mentre dormivamo e cenavamo in un confortevole albergo poco distante dal sito archeologico.

Superata la fase "ma chi te lo ha fatto fare ?!?!?!" e soprattutto dopo esserci liberati della cosiddetta "cotica erbosa " (ovvero lo strato di copertura utilizzato alla fine del precedente scavo per coprire la zona da dove si sarebbe dovuto riprendere) il divertimento è iniziato perchè si trovavano i primi reperti di una certa importanza e bellezza come punte di frecce di balestra o di giavellotto, un proiettile di colubrina, cocci di varie forme e dimensioni, anellini, fibbie di calzari (ne ho trovata una intera niente male), una staffa, un ciondolo e .........dopo più di una settimana una moneta romana, prontamente bissata da una medioevale.

La posizione sopraelevata ci consentiva durante la sosta di riposare in tutta tranquillità e di ammirare Sirmione, l'isola dei Conigli, l'isola di Gardone, la punta più a Nord del Garda e il rinfrescante panorama del lago in generale.

Terminato il turno di scavo il momento che più attendevo era quello della doccia per liberarmi di tutta la terra che si era accumulata addosso dalla testa ai piedi, se c'era vento perfino nelle orecchie, nella speranza che chi si era lavato precedentemente non avesse intasato con capelli e terriccio lo scarico.

Gli strumenti di lavoro erano la cazzuola per togliere gradualmente la terra, la sessola, che serve per raccogliere le pietre e il terreno appena rimossi, pala e piccone per spianare, secchi e carriole per allontanare tutto il materiale accumulato e bottiglie di plastica vuote da usare come ginocchiere, insomma un mestieraccio.

Come dico sempre: " Indiana Jones non sarebbe stato degno di prendermi a frustate durante quelle due settimane "

Dopo essere tornato a casa, lo scavo è proseguito per una settimana e mezza e ha portato a termine i lavori sulla Rocca. Adesso è stata restaurata ed è possibile visitarla senza nessun problema.

Il week-end era libero ma indovinate un po' al sabato, dopo una durissima settimana sotto un implacabile sole, cosa è successo ?? Pioggia battente dalle prime " luci " del giorno fino alla sera. Durante il pomeriggio mi sono avventurato fino Punta San Sivino (pochi km a sud-est da Manerba) per vedere la testimonianza di una patto tra il diavolo e un mugnaio avvenuto, come narra la leggenda, attorno al 1200.

Per sancire il loro contratto Marco, il mugnaio, posò la propria mano sul muro della chiesetta di San Sivino su cui rimase l'impronta così come rimase quella del piede del diavolo, che aveva assunto le sembianze di un frate.

Marco avrebbe ottenuto prosperità e fortuna in cambio della sua anima, ma giunto il momento di pagare il suo debito confessò tutto ad un prete che gli diede l'assoluzione e tra i due segni fu fatta incidere una croce per rompere lo scellerato accordo.

Domenica approfittando della splendida giornata Alan, Piero e il sottoscritto siamo andati a visitare il Vittoriale. Gardone non è molto lontana da Manerba e in corriera s'impiegano circa 45 minuti.

La visita della casa di D'Annunzio e del giardino è entusiasmante per l'infinità d'oggetti che si possono vedere e per l'idea che spinse il Vate a costruirla così come oggi la vediamo. Inoltre dal Vittoriale la Rocca di Manerba appariva in tutto il suo splendore. Ricordo che entrando in cima al cancello c'è un scritta " Io ho quello che ho donato".

Tornati in albergo abbiamo conosciuto i nuovi volontari che ci hanno confermato una realtà che già avevamo intuito: è meglio evitare la prima settimana di uno scavo come il nostro perchè i primi giorni sono dedicati al ripristino del medesimo (vedi la "cotica erbosa" sopracitata).

Prima di dimenticarmene saluto, rispettando gli ordini gerarchici e di cavalleria, il coach Bellosi e i meravigliosi amici che ho conosciuto ovvero: Silvia, Francesca (c'è n'erano 4 !!!!!!! Che confusione !!), Asola, Tatiana, Ester & Silvia, Pippo, Luca, Stefano, Federico, Giacomo e la mitica stanza 9 ovvero Alan, Carlo e Piero, che hanno condiviso con me la camera.

Stavo dimenticando le bellissime ragazze di Birmingham che scavavano nel sito alla base della rocca: non vi dimenticherò mai !!!!!!!!!!!
 
 

FOTOGRAFIE :

stanza 9

in tenuta da scavo

Sirmione

la leggenda

la torre

la rocca all'alba

la rocca da Gardone

la rocca

eccoci
 
 
 
 

home page