LE RICERCHE SULLA TRANSCOMUNICAZIONE STRUMENTALE, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALL’OPERA DI ANABELA CARDOSO
 

 

Prof. David Fontana

 

 

 

 

Introduzione

 Le ricerche sulla ITC, ossia sulla transcomunicazione strumentale, in cui voci manifestamente paranormali, immagini e testi vengo­no per così dire catturati da mezzi elettronici come i nastri audio e video, radio, telefoni, fax e computers, in Gran Bretagna sono state assolutamente trascurate dagli scienziati. L’opera di David Ellis, risalente al 1978, al tempo della prestigiosa Borsa di Studio Perrot-Warrick al Trinity College di Cambridge, rivela sen­za ombra di dubbio che la ricerca ITC precedente a quella data - e specialmente il lavoro di Konstantin Raudive, che Ellis aveva stu­diato in modo particolare durante il periodo del suo interessamento nei confronti di questo soggetto - non aveva potuto in fin dei conti dimostrare al­cun effetto paranormale. Ellis riteneva che i risultati raggiunti da Raudive potevano principalmente essere attribuiti a trasmissioni radio casuali e ad una tendenza da parte dei ricercatori a for­nire interpretazioni arbitrarie sui suoni distorti e frammentari uditi nel corso di tali trasmissioni. Il carattere meticoloso delle indagini svolte da Ellis ha convinto gli scienziati britannici impegnati in ricerche nel campo della fisica che ben poco ci si potesse aspettare dalla ITC e che sarebbe stato meglio rivolgere altrove le energie indirizzate a tale ricerca.

Pur riconoscendo la qualità del lavoro di Ellis, non ne ero completamente soddisfatto e continuavo a rivolgere un certo interesse, sia pure marginale, verso un tale campo che, se avesse dato risultati positivi, sarebbe stato chiaramente molto significativo per la parapsicologia. E’ stato questo interesse che un giorno mi ha spinto a pe­scare, in un negozio di libri di seconda mano, un volumetto pubb1icato nel 1989 da Samuel Alsop su questo argomento e, sfogliandone le pagine, ho visto abbastanza per convincermi che era valsa la pena di comprarlo e non ho rimpianto la spesa. In modo modesto e senza pretese, Alsop descriveva la sua puntigliosa ricerca su uno dei fenomeni associati alla ITC, e precisamente la EVP (Electronic Voice Phenomena[1]), che è proprio il processo studiato da Ellis, in base al quale un nastro audio viene collocato in un registratore audio o magnetofono per registrare i rumori di fondo di una radio o di altra fonte e che poi, in “playback”[2] sembra evidenziare voci paranormali non udite nel corso della registrazione.

Durante una nostra successiva corrispondenza Gillian Alsop, la figlia di Samuel, mi ha mandato dei nastri audio, con i risultati raggiunti da suo padre e da lei stessa. La qualità delle voci e la pertinenza delle comunicazioni sono state sufficienti a convincerci che tutto ciò rappresen­tava o autentici fenomeni paranormali oppure che questi fossero il risultato di un imbroglio, per il quale peraltro non ci sarebbe stato motivo, dal momento che Samuel Alsop non aveva tratto alcun vantaggio economico da questo suo lavoro e che anzi aveva dovuto pagare per veder pubbli­cato il suo libro. Inoltre, Gillian Alsop aveva in seguito rifiutato un generoso rimborso spese per la ricerca offertole dal College of Psychic Studies. Nel corso di pochi anni successivi, e particolarmente durante la mia presidenza della SPR[3], ho potuto tenere una corrispondenza informale con altri ricercatori della ITC e ricevere degli estratti del loro lavoro, in particolare da parte di due importanti esponenti in questo campo, Raymond Cass (i cui risultati erano particolarmente rilevanti) e Gilbert Bonner. Ulteriori informazioni mi sono perve­nute da Hans Schaer, che era stato uno dei nostri partners nel corso della ricerca riguardante il lavoro dello Scole Group[4] (Keen, Ellison e Fontana, 1999). Schaer a quel tempo lavorava con un gruppo di ri­cercatori della ITC in Lussemburgo, precisamente con Maggy e Jules Harsch-Fischbach[5], e ne uscì convinto che i risultati di cui era sta­to testimone erano fortemente indicativi di paranormalità. Con mia sorpresa da lui ho appreso anche molte notizie su1l’entità del lavoro intrapreso con una certa continuità con la ITC in alcuni paesi europei e negli Stati Uniti. Sembrava che noi in Gran Bretagna avessimo invece fallito singolarmente col nostro mantenere un passo lento e senza sviluppi in un campo che potenzialmente prometteva molto. Se la transcomunicazione strumentale forniva autentici fenomeni paranormali, allora questo avrebbe significato implicazioni per uno studio e delle ricerche di laboratorio; e se le voci registrate durante gli esperimenti erano, come veniva in esse dichiarato, quelle dei defunti, allora si sarebbero potute scoprire anche delle possibilità per una ricerca sulla sopravvivenza dopo la morte.

 

L’opera della dott.sa Anabela Cardoso

 Tuttavia non sono stato troppo coinvolto nel comprovare la vali­dità della ITC. Si era trattato di un interesse puramente speculati­vo. Avevo solo raccolto degli esempi di comunicazione ITC tra quelle ottenute attraverso la ricerca, ne avevo ascoltato i risultati senza alcun pregiudi­zio e avevo preso nota della loro apparente integrità, insomma avevo rivolta la mia attenzione, da un punto di vista scientifico, a ciò che appariva restare, almeno in Gran Bretagna, un’area fuori moda della ricerca paranormale fisica. Senonché, nel 1999 sono stato avvicinato da una mia conoscente, che di recente aveva fatto vi­sita a un altro ricercatore della ITC in Spagna e che era rimasta notevolmente colpita dai risultati, dei quali era stata testimone. Mi dette l’indirizzo dei ricercatore in questione e mi invitò a prendere contatto con lei – si trattava infatti di una donna - giacché le avrebbe fatto piacere che io potes­si interessarmi al suo lavoro. Fui sorpreso nel constatare che la ricercatrice risultò essere la dott.sa Anabela Cardoso, Console Generale portoghese a Vigo, una città del nord-est della Spagna, una diplomatica di alto rango nel suo paese. Secondo me i diplomatici non sono proprio quel tipo di persone particolarmente interessate alle ricerche nel campo della fisica[6], ma il fatto è che la dott.sa Cardoso non solo ne era interessata, ma an­che pronta a spendere tempo e denaro nei suoi studi; era inoltre interessata a dimostrare di poter ottenere risultati particolarmente significativi e, quanto meno, lasciava ritenere anche che il suo lavoro si potesse prendere sul serio. Ho appreso in seguito che il successo dei risultati suoi e di altri le avevano suggerito di fondare “The ITC Journal” (per ulteriori particolari si può contattare il sito web: http://eureka.ya.com/cadernostci) che pubblica articoli e scritti sull’argomento in inglese, portoghese e spagnolo, e che risulta attualmente affermato in misura importante in quel campo specifico di studi.

Abbiamo così iniziato una corrispondenza e la dott.sa Cardoso mi ha messo a parte del suo lavoro e delle informazioni che riceveva con regolarità attraverso i suoi contatti ITC. Un esempio particolarmente impressionante, almeno per me, di queste informazioni è stato il fatto che ella aveva appreso tramite questi contatti che mia madre era morta, cosa che era infatti av­venuta. E’ vero che una volta avevo detto alla Cardoso che mia madre era ammalata, ma a quel momento non si poteva prevedere la sua morte. Successivamente, durante una delle sue visite in Gran Bretagna, ho ascoltato alcune sue registrazioni abbastanza buone e ho accettato il suo invito a farle visita a Lione, in Francia, dove aveva appena assunto il Consolato Generale assegnatole, giacché l’area di Lione include circa centomila residenti portoghesi, e dove essa aveva stabilito il suo nuovo studio di ITC.

Non c’è bisogno di dire che la Cardoso avrebbe difficilmente potu­to raggiungere una posizione di tale rilevanza nel corpo diplomatico portoghese se non fosse stata una persona di grande integrità professionale e personale. Culturalmente e intellettualmente dotata, con una carriera implicante posti di responsabilità nella diplomazia in Europa, negli Stati Uniti, India e Giappone, dove aveva il rango di Inca­ricato d’Affari, essa era, per sistema e per sua natura, prudente e scettica verso il suo approccio ai fenomeni psichici. Prima delle sue esperienze con la ITC non aveva avuto alcuna confidenza con tali fenomeni e nessun interesse nel ricercarli e attraverso il suo lavoro in questo campo aveva concluso che per ogni ricercatore del paranormale era essenziale l’obiettività. Dallo scetticismo all’accettazione la strada che aveva percorso era stata per lei determinata unicamente dalla forza dell’evidenza acquisita attraverso la propria ricerca.

 Nel corso della mia prima visita per osservare il suo lavoro, ho appreso che aveva cominciato a sperimentare i fenomeni di EVP (voci elettroniche psicofoniche) sulla base dell’ipotesi che, se ci fosse stato in tali voci un qualcosa di comunicazione paranormale sotto questa forma di sperimentazione (che, come già detto, ha attirato una seria attenzione e diffusione di conoscenza in molti paesi europei molto di più di quanta non sia avvenuto in Gran Bretagna), essa avrebbe potuto arrecare conforto ad un suo amico che aveva di recente perso un giovane figlio in un incidente di mare. Il fenomeno, che più tardi avrebbe riguardato anche, in modo evidente, la voce del giovane, accadde la prima volta dopo alcune settimane di regolari sedute sperimentali e nei mesi seguenti la dott.sa Cardoso riceveva con successo una serie di comunica­zioni i cui stralci saranno riportati più avanti, a tempo debito. Dietro precise istruzioni dei suoi interlocutori comunicanti, la sperimentatrice è passata allora dalla EVP ad un’altra procedura di ITC, detta DRV (Direct Radio Voice, Voci dirette alla radio), una procedura nella quale la radio è sintonizzata per ricevere le perturbazioni che si verificano tra stazioni e le voci dirette allo sperimentatore si sentono su un sottofondo di perturbazioni, che è tale da impe­dire una vera e propria conversazione. Le comunicazioni che essa aveva ricevuto attraverso la DRV erano manifestamente prodotte da un gruppo di individualità decedute, che chiamavano se stessi “Estaçâo Rio do Tempo” (Stazione Flusso del Tempo) e che, a quanto pare, erano stati in comunicazione anche con i coniugi Harsch-Fischbach del Lussemburgo. Tali voci erano in portoghese, la lingua della Cardoso, ma la sua di­mestichezza con il francese, lo spagnolo, l’inglese, l’italiano e il tedesco ha fatto sì che essa si sentisse in seguito interpellare, come è accaduto anche ad altri ricercatori poliglotti, in lingue diverse, talvolta in più di una lingua nella stessa frase, come è sicuramente accaduto a Raudive, a Jurgenson e ad altri vecchi ricercatori di psicofonia.

 

La Stazione “Flusso del Tempo”

 Durante la mia prima visita e quelle successive ho ascoltato una lunga serie di nastri di comunicazioni raccolte dalla Cardoso. Avendo qualche no­zione di portoghese mi è stato possibile seguirne molte senza troppa difficoltà. Alcune voci presentavano evidenti segni di distorsione ma altre erano di notevole chiarezza. Un comunicatore in par­ticolare, che aveva dato il suo nome di Carlos de Almeida e che si diceva membro dirigente del gruppo portoghese ”Stazione Flusso del Tempo”, aveva una qualità di voce molto vicina a quella di un normale discorso registrato. La sua voce, come quelle di altri comunicatori, era stata sottoposta ad analisi da parte di una squadra del Dipartimento di Acustica dell’Università di Vigo, alla quale non era stato detto che si trattava di voci paranormali ma che “manifestavano caratteristiche atipiche per una voce umana. Ulteriore conferma di tale atipicità della sua voce e di quelle di altri comunicatori si è poi avuta da parte di Daniele Gullà e Paolo Presi, esperti in acustica e  membri dirigenti del Settore Ricerca del La­boratorio Interdisciplinare di Ricerca Biopsicocibernetica di Bolo­gna (Italia).

Tra questi casi esemplari, ho ascoltato le comunicazioni di Carlos de Almeida (qui tradotte dal portoghese): “Vado dal mio Gruppo, vado verso l’Anima”, chiaro riferimento al Gruppo Soul, evidente­mente quello stesso di cui Myers[7]  parlava comunicando attraverso Geraldine Cotumins nel 1932. C’e­rano anche allusioni ai “piani di esistenza” e ad altri aspetti del “dopo vita” e, da ultimo, un riferimento di altri comunicatori al fatto che Carlos de Almeida era passato al piano successivo (attualmente si stanno facendo dei tentativi per rintracciare il Carlos de Almeida realmente vissuto, che i comunicatori dicevano essere stato imprigio­nato in Portogallo, durante la sua vita terrena, per le sue idee ri­voluzionarie). Tra le altre comunicazioni registrate dalla Cardoso c’erano voci maschili e femminili - comprese quelle di alcuni suoi familiari deceduti - e brani musicali verosimilmente di qualità ul­traterrena. La Cardoso mi ha fatto ascoltare anche una voce infantile molto debole, che diceva emessa da Nisha, che era stato uno dei suoi cani.

 Più avanti forniamo un breve sommario delle comunicazioni più chiare e interessanti, ora riunite in qualcosa come duecento nastri, che la Cardoso ha ricevuto dalla “Stazione Flusso del Tempo” tramite EVP e DPV. Tutti questi estratti sono chiari ed inconfutabili, per cui, facendo ricorso alla usuale triplice classificazione di qualità delle voci (classi A, B e C), esse verrebbero ad appartenere alle voci di “Classe A”[8]. I risultati della EVP si riferiscono ai primi tempi della sua ricerca, poiché le fu detto dai suoi comunicatori di smette­re di provare tramite la EVP e di concentrarsi solo sulla DRV.

 

Esemplificazione di E.V.P (Voci psicofoniche)

O Pai vive”  (“Il padre vive”, ottenuta in risposta alla richiesta di un mes­saggio da parte di suo padre morto).

Amou a gente, multa gente”. (“Ha amato la gente, molta gente”, riferendosi a Carlos de Almeida, a quel tempo comunicatore abituale).

Claro que nâo tem nada que ver, a ilusâo que tempos nós, eles nâo me podem ouvir tem que ser através do mar”. (“Sicuramente non c’entra niente, abbiamo la stessa impressione, non mi possono sentire, deve essere per il mare”. In risposta all’osservazione che la Cardoso cre­deva che i comunicatori potessero sentirla meglio se essa avesse gri­dato per porre loro le domande durante una seduta di EVP. Il riferi­mento al mare sembra sia dovuto al fatto che in Galizia[9] lo studio si trova in una casa che guarda sul mare).

Sei (parola portoghese) parlare (parola italiana)”. (“So come parlare”, in risposta alla richiesta di un messaggio tramite EVP durante una seduta DRV, alla presenza di un visitatore).

 

Esemplificazione di Voci dirette alla radio

E sinto um collie bem inglés ... e sinto um pouco de urze e sinto outra cor, sinto o meu poder de infinito. O inconsciente de Deus a todos cobre ... Rio do Tempo ... pense sempre em nosso mundo, quem pensa no nosso mundo as distâncias reduz”. (“Sento un puro collie inglese.... Sento un pochino di violetto e sento un altro colore, sento il mio potere di infinità. Il subcosciente di Dio copre ogni cosa. Il Flusso del tempo … Penso sempre al nostro mondo, chiunque pensi al nostro mondo riduce le distanze”). E’ questo il segmento di una lunga comunicazione. I comunicatori si riferiscono al collie della Cardoso presente in giardino e all’erica che cresce in gran quantità sulle colline vicine. E’ interessante il fatto che essi usano la parola “sento” piuttosto che “vedo” quando si riferiscono a cose che sono nello studio della ricercatrice o nelle sue vicinanze, facendo ritenere che essi non le percepiscono visivamente. Sul riferimento al subcosciente di Dio ci sarebbe molto da dire.

Rio de Tempo, Rio do Sol... This is Rio de Todo... This is Rio de Todos...This is Rio do Tempo” (“Flusso del Tempo...Flusso del Sole... Questo è il Flusso di Tutto...Questo è il Flusso di Tutti...Questo è il Flusso del Tempo)”! La mescolanza di inglese e portoghese usata nella comunicazione si e verificata nel corso della visita di un ospite di lingua inglese nello studio della Cardoso.

...Bela, Bela, Bela! Ja respondeste, a resposta saiu justo p’ro nosso espaço” (“Bella, Bella, Bella - era il vezzeggiativo usato verso la Cardoso da bambina - Hai risposto, la tua risposta è venuta direttamente dal nostro spazio”. E’ la replica dei comunicatori alle scuse della Cardoso per non aver potuto rispondere direttamente. L’aver riconosciuto il suo nome aveva suggerito la risposta dei comunicatori.

E’ a tua avó” (“E’ tua nonna”. E’ la risposta data alla domanda “Chi parla?”) “E’”. (“Sì, sono io”, rispondendo ad una precedente domanda “Sei tu, nonna?”).

Fala Joan Colbert”. (!Parla Joan Colbert”. E’ la risposta, data in un’altra occasione, alla domanda “Chi parla”?).

 

“Sim, aqui, mas não fala o Carlos de Almeida”. (“Sì, qui, ma non è Carlos de Almeida che parla”. In risposta alla domanda: “E’ da parte della Stazione Flusso del Tempo?”).

... Estou a falar com os humanos ...Este mundo é o da alma que aposta noutro lado”. (“… Parlo con gli umani ... Questo è il mondo dell’anima che pone altrove i suoi valori” Probabilmente le ultime parole significano che i comunicatori e gli umani hanno valori diversi tra loro). “Somos mortos”. (“Siamo i morti. Frase spesso ripetuta, verosimilmente come alternativa alla firma sonora “Flusso del tempo”).

E’ p’ra essa gente humilde, è convocar o amor, panaceia do mundo, seria bonito, non”? (“E’ gente modesta. E’ implorare amore, panacea del mondo, sarebbe bello, no?”. (Evidentemente si tratta di un riferimento agli scopi delle comunicazioni ITC).

Rio do Tempo transmitiu p’ra Anabela Cardoso...Anabela Cardoso de Portugal”. (“Flusso del Tempo trasmetteva per Anabela Cardoso... Anabela Cardoso, la portoghese”. Commento fatto alla fine di una seduta di DRV).

 

 

Attrezzature e procedure

Per conto mio ho avuto la fortuna, in molte delle visite che ho fatto agli studi della Cardoso, sia a Lione che in Galizia (dove lei ha tuttora uno studio), di ascoltare molti buoni saggi in viva voce rivolti in lingua portoghese alla Cardoso. In ogni occasione ho sentito ec­cezionalmente chiare le parole, dette praticamente come una firma vo­cale, “Rio do Tempo, Rio do Tempo”. Nel corso di tutte le visite entrambi i laboratori erano aperti per le mie ispezioni, senza alcun accompagnamento e in ogni ora del giorno e della notte, così come lo erano i locali in cui erano sistemati tali laboratori, i giardini e gli ambienti circostanti. In ogni occasione, non ho mai trovato in alcuna delle attrezzature usate negli studi il minimo segno di manomissione o che ci fosse una qualche possibilità che i segnali audio potessero essere segretamente trasmessi alle apparecchiature dall’esterno dello studio.

La Cardoso si serve precisamente di una serie di sette apparecchi radio, e precisamente due del tipo Sony ICFSW7600G/GR, due più piccoli ma più potenti tipo Sony ICF SW77, uno Sony CFS-DW38 e due apparecchi radio a valvole, che di norma non emettono suoni ma che sono elettricamente attivi quando vengono accesi. Nello studio sono sistemati due microfoni, uno per registrare la voce dello sperimentatore e l’altro per quelle dei comunicatori. I microfoni sono quindi connessi, attra­verso un tavolo di missaggio, a un nastro ponte Pioneer CT—W8O6 DR. Ciascun apparecchio radio è sintonizzato su una diversa frequenza fra stazioni in onda corta e, su istruzioni dei comunicatori, ciascuno di essi viene spesso lasciato acceso in continuazione, mentre le radio Sony producono disturbi pressoché a tutto volume per diversi giorni e notti. A dire dei comunicatori, queste perturbazioni continue li aiutano, anche quando non vogliono parlare con gli sperimentatori, nei loro tentativi per trovar modo di modulare il suono e ottenere una migliore ricezione (essi hanno assicurato alla Cardoso di essere in grado di parlare direttamente, cioè con grande chiarezza). Talvolta, quando queste radio sono accese, il volume delle perturbazioni che proviene da ciascuna di esse passa bruscamente da un tono molto alto ad un quasi silenzio, verosimilmente in modo paranormale. La Cardoso si è anche recata nei locali in varie occasioni, quando le quattro radio Sony a onde corte SW erano state spente ad una ad una durante la notte, evidentemente dai comunicatori, mentre gli altri apparecchi erano rima­sti accesi[10]. Questo non si può spiegare con una interruzione di corrente elettrica giacché non ne erano stati interessati gli orologi elettrici, benché fossero allacciati alla stessa rete. Inoltre, quando le radio sono state lasciate accese durante la notte per consentire ai comunicatori di proseguire nei loro tentativi per migliorare la qualità delle comunicazione, le loro voci si sono sentite talvolta a un volume tale, specialmente nello studio situato in Galizia, che hanno più volte sve­gliato anche me mentre dormivo in una stanza accanto ed hanno continuato co­sì anche quando sono entrato nello studio, sebbene le sole parole che si potessero distinguere chiaramente in quel suono - che era distorto in modo caratteristico - fossero “Rio do Tempo”, spesso ripetute in continuazione.

 

La ripetitività di questo segnale rende chiaro che non si può ritenere responsabile di questi suoni una frequenza radio casuale. Ciò è inoltre dimostrato, nel caso di comunicazioni dirette, dal fatto che la voce comunicante si sente talvolta provenire simultaneamente da tutti gli apparecchi Sony, mentre in altri momenti essa proviene da uno solo di loro, e poi la comunicazione continua senza sosta quando si accende un altro apparecchio, cosa impossibile se si trattasse di frequenze casuali[11]. L’uso di lingue diverse da parte dei comunicatori - talvolta nel corso di una stessa frase -  la risposta specifica alle specifiche domande fatte, l’uso del nome della Cardoso nelle loro parole, i loro commenti su ciò che “sentono” riguardo a ciò che accade negli studi e nelle loro vicinanze, l’uso della firma sonora “Rio do Tempo” e la loro comunicazione di notizie particolari sulla natura del loro “mondo”, tutto questo e tanti altri elementi escludono la possibilità che si possano attribuire queste comunicazioni a segnali radio casuali (casualmente raccolti).

Nonostante questi fatti convincenti e la mia incapacità di tro­vare qualsiasi altra normale spiegazione per le voci che vengono così raccolte negli studi di Lione e della Galizia, ho deciso d’improvviso di usare una procedura che, sebbene in se stessa semplice, poteva rendere possibile una spiegazione normale di questo fenomeno al di là di ogni ragionevole dubbio. Sen­za informare la Cardoso di questa procedura, ho cominciato a rivolgermi alle voci per conto mio, mentre osservavo le comunicazioni di lei nello studio di Lione. Ho usato l’inglese (una lingua che fino a quel momento loro non avevano usato nelle loro comunicazioni) e ho chiesto di ripetere certe parole dopo di me. Le parole che ho usato erano: “Hallo David” e ”How are you?”. Con mia grande soddisfazione mi sono state ripetute come avevo richiesto e le ho registrate su nastro. Le implicazioni del successo di questa procedura sono considerevoli. Il buon esito del risultato non solo fa piazza pulita della convinzione che le voci siano emissioni radio occasionali o che si tratti di un trucco fatto dalla Cardoso o di altri, ma esclude in larga misura l’ipotesi della “super PSI” (la teoria che sostiene, come possibile spiegazione dei risultati, che tutte le comunicazioni riferite alla so­pravvivenza possano invece derivare dai viventi per telepatia, chia­roveggenza o psicocinesi). Si potrebbe cioè dire – con una argomentazione peraltro del tutto vana secondo me, dal momento che dovrebbe fondarsi sul postulato del possesso di capacità psicocinetiche ben maggiori di quelle testimoniate nelle ricerche di laboratorio in parapsicologia - che la Cardoso abbia straordinarie capacità psichiche, che la met­tono in grado di produrre voci EVP e DRV per conto suo, consapevolmente o no. Ma è difficile sostenere che essa abbia potuto produrre quelle risposte alla mia richiesta di ripetere le mie parole senza almeno sapere che avrei fatto queste domande; e, per di più, dare risposte che fossero, parola per parola, conseguenti alla domanda. Nonostante che i sostenitori della Super PSI possano dire che anch’io potrei avere poteri psicocinetici non comuni o che la Cardoso conosceva per telepatia o che aveva comunque una cognizione preventiva della domanda che avrei fatto e che avesse usato quei propri poteri psicocinetici per soddisfarla (una argomentazione così stiracchiata e assurda tanto da risultare di nessun valore), la Super PSI può essere di fatto lasciata fuori da questa equazione.

Quanto alle possibili capacità paranormali della sperimentatrice, vale la pena notare che ho chiesto alla Cardoso di domandare ai suoi comunicatori se sia necessario o meno che lo sperimentatore abbia delle capacità medianiche per effettuare con successo un esperimento di ITC. Il suggerimento (di fare una tale domanda) è stato messo in atto in varie occasioni, non ultima quella in concomitanza con i risultati ottenuti da George Meek[12] alla presenza del suo collaboratore William O’Neil, che si diceva avesse queste capacità medianiche (per un rendiconto su tali risultati, vedi Meek, 1987).

La Cardoso mi ha informato che i comunicatori hanno ripetutamente af­fermato che non è necessaria una capacità medianica degli sperimenta­tori ed hanno poi chiarito che parte della validità della ITC sta nel fatto che essa non ha bisogno[13] che l’informazione in questione venga trasmessa tramite una mente umana[14]. Il comunicatore asso­ciato con Timestream” (“Flusso del tempo”, Rio do Tempo) conosciuto come “Il Tecnico” sembra abbia in­formato i due Harsch-Fischbach in Lussemburgo che mentre i quattro quinti delle comunicazioni medianiche provengono dalla mente di un medium e soltanto un quinto dall’aldilà, nel caso della ITC la posizione è rovesciata: quattro quinti provengono dall’aldilà e solo un quinto dalla mente umana. Il comunicatore continuava in quei messaggi dicendo che una possibile buona idea era quella di migliorare la comunicazione fino al punto che dalla mente umana non venisse più dato alcun contributo alla comunicazione stessa. Non soltanto quindi la ITC riduce enormemente la possibilità che il contenuto delle comunicazioni possa essere distorto dai processi del pensiero umano, ma essa annulla la tesi che le comunicazioni sono semplicemente delle subpersonalità degli stessi medium, che assumono una loro propria esistenza manifestamente autonoma[15].

Vi è stato un interessante seguito a questo esperimento fatto da me con fortuna a Lio­ne; ho fatto di nuovo uso nello studio della Cardoso in Galizia di quella stessa procedura, ancora una volta senza informarla che stavo per farlo. I risultati sono sta­ti di nuovo positivi. E’ notevole rilevare che da allora ho talvolta trovato che le voci mi salutavano spontaneamente in inglese con le parole “Ciao, David”, se le radio erano accese quando entravo nello studio. Anche la Cardoso può fornire esempi di simili comunicazioni spontanee, quando lei faceva il suo ingresso nello studio. Uno di questi casi è avvenuto in corrispondenza col fatto che, ogni qualvolta le radio sono accese, i computers e i telefoni  mobili che sono in casa debbono essere tenuti spenti, perché i comunicatori hanno insistito nel dire che queste apparecchiature possono interferire con i loro tentativi di contatto. Tenerli spenti però può essere molto scomodo, soprattutto quando i comunicatori fanno sapere di aver bisogno che le radio rimangano continuamente accese per vari giorni, per averle a portata di mano durante il loro lavoro. Di recente la Cardoso è entrata nel suo studio di Lione chiedendosi mentalmente se, con le radio accese, le sarebbe stato possibile usare il suo telefonino. La risposta alla sua domanda, non formulata a voce, venne da una delle radio: “Oggi puoi usare il tuo telefonino”.

Malauguratamente una comunicazione spontanea del genere non le ha dato il tempo necessario per accendere il registratore e così è andata perduta una prova tanto evidente; ma la voce era talmente chiara che non permetteva alcun errore di comprensione e inoltre la frase è stata ripetuta per due volte. Un particolare interessante è che la comuni­cazione veniva come risposta diretta alla domanda inespressa della Cardoso. Questo sta ad indicare che i comunicatori sono in grado di stabili­re con alcuni ricercatori contatti telepatici al momento giusto. La Cardoso ha avuto altre esperienze di questo genere e anche altri amici ricercatori hanno riferito di aver avuto talvolta episodi simili.

 

 

Qualità delle voci

Le voci della Cardoso (se posso usare il possessivo per comodità) sono quasi sempre di volume sufficiente e le emissioni sono spesso prolisse. Tuttavia di frequente nelle parole c’è una caratteristica distorsione nasale. Come notato dai professori di Acustica dell’Università di Vigo che hanno analizzato queste voci, alcune consonanti sono spesso appena accennate o addirittura assenti (osservazione fatta da Presi nel 2000, insieme ai risultati di altri sperimentatori[16] come Renato Orso[17]), cosa che può rendere difficile e frustrante l’ascolto. Anche la capacità verbale dei diversi comunicatori è varia. Carlos de Almeida, il cui nome è stato menzionato più dietro, in varie occasioni parlava con un volume di voce e una chiarezza simili a quelle di un buon discorso normale. Altri comunicatori appaiono meno dotati, fatto questo che indica che non è soltanto il metodo di comunicazione ad avere un ruolo nella chiarezza delle voci ma l’esperienza o meno da parte del comunicatore. E questo è stato spiegato dai comunicatori stessi come dovuto al fatto che essi non parlano direttamente all’ascoltatore, da bocca ad orecchio, ma devono forzatamente modulare in qualche modo le onde radio[18] e le apparecchiature elettroniche che ricevono la loro voce, qualcosa insomma che non è affatto un procedimento preciso, e che perciò devono continuamente darsi da fare per migliorare.

Le condizioni atmosferiche e forse le fasi lunari potrebbero an­che avere un ruolo nel successo o meno delle comunicazioni. Presi cita in proposito la valutazione di una prova fornita nel 1977 da Trajna[19], la quale suggeriva che le condizioni di spirito dello sperimentatore poteva­no avere al riguardo un ruolo importante (vedi anche Trnjna, 2001a e 200lb). Come già chiarito, la presenza o meno di comunicazioni ha evidentemente poco o nulla a che fare con il possesso di capacità medianiche da parte dello sperimentatore, e forse molto con la sua fede e il suo livello d’impegno. Dice Trajna: “Ci sono stati molti tentativi di trovare un mezzo tecnico per aumentare la produzione di vo­ci ma sono stati largamente infruttuosi. Nuovi dispositivi e congegni predisposti si sono rivelati validi solo per coloro che li hanno proposti e per quelli che credevano in loro...[20]”. Il contenuto di alcune delle comunicazioni raccolte dalla Cardoso suggerisce che le attività dei comunicatori stessi possono avere un ruolo sempre più importante. “Flusso del Tempo” le ha detto che dipende da loro stessi se gli sperimentatori ricevono o no i contatti. Ho già detto che Carlos de Almeida ha avuto un successo particolare nel comunicare, mentre altri sembrano ancora tentare di uguagliare i suoi risultati con la Stazione “Flusso del Tempo”.

 

Conclusione

L’opera della Cardoso e degli altri ricercatori ITC va avanti, e c’è speranza che i comunicatori potranno eventualmente perfezionare le voci a tal punto da rendere ogni cosa chiaramente udibile. Se il problema di questo tipo di comunicazioni si sviluppasse in questo senso - anche in forza di quanto è già disponibile grazie ai suggerimenti di Konstantin Raudive, di George Meek e di molti altri pionieri della ITC – ciò rappresenterebbe una penetra­zione ulteriore nello studio dei fenomeni paranormali, che sarebbe più appropriato chiamare sopravvivenza alla morte. Ora c’è bisogno di ulteriori tentativi per ottenere delle voci in EVP in un ambiente acusticamente protetto (le attuali protezioni non sono adatte in ca­so di DVR se le voci, come dicono i comunicatori, sono prodotte at­traverso la modulazione di onde radio) per analizzare le voci con le più moderne tecniche acustiche e per scoprire con precisione di quanto esse differiscano da un normale discorso umano.

Si dice che attualmente oltre 70.000 persone in tutto il mondo facciano esperimenti in ITC, e se e cosi questa rappresenta una delle più grandi indagini svolte nel campo del paranormale. La mia esperienza in tema di ITC in base agli studi della Cardoso mi ha dimostrato che questa forma di comunicazione può non soltanto sostenere la realtà dei fenomeni paranormali, ma anche, e fortemente, la possibilità della sopravvivenza alla morte fisica per tutti gli esseri.

Questo rapporto è stato compilato nell’aprile del 2003 ed a questo punto il futuro per un lavoro del genere appare molto luminoso.

 

Bibliografia:

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F. BRUNE (1988), I morti ci parlano, Parigi, Ed.du Félin, Philippe Lebaud.

D. ELLIS (1978), La medianità del nastro registratore, Harlow, Essex:

G. CUMMINS (1932). La via all’immortalità, Londra, Ivor Nicholson e Watson.

N. HARSCH, M. and T. LOCHER (1989), I contatti verso l’aldilà con l’aiuto dei mezzi tecnici esistono! Associazione svizzera di Parapsi­cologia e Circolo di Studi di Transcomunicazione del Lussemburgo (1995), edizione francese, Agnières: Parascienze).

M. KEEN, A. ELLISN e D. FONTANA (1999). Il rapporto Scole, Proceedings della Società di Ricerche Psichiche. 58, 222 (edizione integrale).

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C. TRAJNA (2000a) Il modello psicotemporale, ITC Journal. 5, 44 - 55

C. TRAJN.A (2000b). Il modello psicotemporale (Appendice). ITC Journal, 7, 59 -72.

 

Sommario

Comunicazioni evidentemente paranormali attraverso nastri audio registrati, apparecchi radio, registratori video, fax, computer, te­lefoni e altri mezzi elettronici sono state riportate in modo atten­dibile da numerosi ricercatori nel corso dell’ultimo mezzo secolo (il termine attualmente usato per questo genere di comunicazioni è Transcomunicazione Strumentale, in sigla (it.) TCS, (ingl) ITC. Sono stati espressi dubbi sulle origini di queste comunicazioni e nel caso di quelle provenienti da mezzi audio è stata avanzata l’ipotesi che ne possano essere responsabili trasmissioni radio vaganti nell’etere. L’articolo riporta una serie di ragioni per le quali tale spiegazione appare inadeguata, ed in particolare riferisce sulle indagini che vengono condotte in proposito dalla ricercatrice portoghese dott.sa Anabela Cardoso. Le sue attrezzature, i metodi e i felici risultati conseguiti vengono tutti discussi, come altrettanto viene fatto per le esperienze personali condotte dall’autore in merito a quanto da lei operato. Si giunge alla conclusione che i risultati della Cardoso e quelli di altri investigatori di successo indicano che la ITC sembra dimostrare non soltanto l’esistenza di fenomeni paranormali ma che sostenga la possibilità di una sopravvi­venza di tutti gli esseri alla morte fisica.


 

[1] Quella sperimentazione e fenomenologia che noi in Italia chiamiamo psicofonia o metafonia (n.d.D.)

[2] Cioè, riavvolto e riascoltato (n.d.D.)

[3] Society for Psychical Research, la prima e più famosa associazione costituita (in Inghilterra nel 1882) per lo studio dei fenomeni paranormali (n.d.D.)

[4] Il “Gruppo di Scole” è stato, negli anni recenti, un centro molto attivo e molto noto in Inghilterra, nella contea di Norfolk, per il contatto e le comunicazioni con “l’altra dimensione”. A seguito di primi contatti medianici, cominciati su iniziativa dell’altra dimensione e tramite un medium, si costituì in Fondazione (The New Spiritual Science Foundation) nel 1994, operando nel campo della medianità, della transcomunicazione strumentale, anche nell’ambito della fotografia psichica, della guarigione. I risultati furono notevolissimi e portati a conoscenza del pubblico con la pubblicazione periodica The Spiritual Scientist, talché associazioni collegate sorsero anche in altri paesi (Canada, Australia, Svizzera, persino in Giappone). Le comunicazioni avvenivano attraverso una “Porta”, della quale il mondo spirituale comunicante ha parlato a lungo, ma di cui è rimasta sempre un po’ vaga l’esatta consistenza e definizione. Attualmente il Gruppo non è più operante, in quanto, sempre a detta del mondo spirituale, sono intervenute delle interferenze, talché la “Porta” si è interrotta (n.d.A.)

[5] Due coniugi lussemburghesi, famosi per i loro contatti e comunicazioni con l’altra dimensione, soprattutto attraverso il computer (dopo una iniziale fase per psicofonia). Hanno pubblicizzato le loro ricerche e risultati attraverso la pubblicazione INFOnews. Confluiti poi nell’associazione INIT la cui pubblicazione era Contact!, dopo che questa si è sciolta, sono tornati a costituire un gruppo indipendente ed hanno ripreso la loro vecchia pubblicazione (n. d. D.)

[6] L’autore intende evidentemente riferirsi agli studi e ricerche nella fenomenologia paranormale fisica (n.d.D.)

[7] Frederick W. Myers (1843-1909, letterato e filosofo inglese, studioso dei fenomeno paraniormali, fu uno dei fondatori della S. P. R. Autore di due delle più importanti opere nel campo della ricerca psichica I fantasmi dei viventi e La personalità umana e la sua sopravvivenza alla morte corporea. Nel 1932 una medium inglese ricevette per scrittura automatica un libro, La via dell’immortalità, nel quale venivano descritti i vari piani e le tappe del cammino dello spirito dopo la morte, comunicazioni che la medium diceva di aver ricevuto  appunto dallo spirito disincarnato di F. Myers (n.d.D.)

[8] Sin dal tempo di Konstantin Raudive, uno dei primi e più importanti ricercatori in psicofonia, le voci psicofoniche vengono suddivise in tre classi: A (voci di prima categoria, sentite da tutti, nette e distinte, emergono con chiarezza dal rumore di fondo del nastro); B (voci di seconda categoria, hanno un livello sonoro più basso, non sono sentite da tutti, costituiscono la maggior parte delle voci psicofoniche); C (voci di terza categoria, hanno un livello di udibilità bassissimo, sono udite solo da taluni e il più delle volte neanche riescono ad esser comprese, si sente solo che c’è la voce paranormale). Così V. Colaciuri e E. Foresti in Voci paranormali al registratore, ed. Galatea, 1973 Catania (n.d.D.)

[9] La città di Vigo, dove la dott.sa Cardoso faceva le sue sperimentazioni, è in Galizia (n.d.D.)

[10] Cioè, gli apparecchi erano stati lasciati tutti accesi e, quando la sperimentatrice si è recata nei locali, ne ha trovato quattro spenti e gli altri ancora accesi (n.d.D.)

[11] Si intende dire, in questo secondo caso, che talvolta è acceso un solo apparecchio e da esso si sente una voce; poi quando si accende un altro apparecchio, evidentemente sintonizzato su una diversa lunghezza d’onda, la stessa voce prosegue anche da questo apparecchio Non può trattarsi di un fatto normale, perché, in tal caso, dal secondo apparecchio dovrebbe uscire la diversa voce del diverso speaker normale che sta parlando sulla lunghezza d’onda su cui è sintonizzato il secondo apparecchio (n.d.D.)

[12] Geogre W. Meek, ricercatore americano in transcomunicazione strumentale, ora deceduto. Fondatore e presidente della “Metascience Foundation” (Franklin, U,S,A.), ha sperimentato per diversi anni in tale campo con molti collaboratori ma soprattutto sotto le istruzioni di un presunto defunto ingegnere elettrotecnico, George J. Müller, costruendo anche un apposito apparato destinato a queste comunicazioni, denominato SpiriCom (n.d.D.)

[13] Non ha la necessità di una rapporto psichico da mente a mente, come invece vi è nelle consuete comunicazioni paranormali non facenti parte della TCS (ITC) (n.d.D.)

[14] Mi permetto di dissentire da questa affermazione. La TCS, a mio avviso e secondo le mie conoscenze e sperimentazioni, non fa completamente a meno della medianità, invece la richiede sempre, ma in quantità minime (perciò riesce a tante persone ed è così diffusa e non è necessaria la presenza di un vero medium, con forti capacità; tutti abbiamo qualità medianiche in misura maggiore o minore). Questo perché si tratta di agire sul campo elettromagnetico, cioè a un livello micrometrico subatomico e ondulatorio-quantico e non a livello macroscopico, come quando si deve spostare un oggetto fisico “pesante” con la psicocinesi. Del resto, le stesse Individualità dell’altra dimensione hanno detto che per la comunicazione interdimensionale TCS non si tratta tanto di una questione tecnica quanto dell’instaurazione di un rapporto di pensiero e d’amore. Occorre cioè un collegamento emozionale ed è questo “campo” (psichico, di pensiero ed emozionale) che agisce anche “sulle apparecchiature” (cioè sul campo elettromagnetico che si forma attorno alle apparecchiature, loro e nostre. Al riguardo, vedi anche, tra gli altri, l’articolo L’altra dimensione, mondo mentale o mondo strumentale, in “La Ricerca psichica” anno I (1994) n. 2. Del resto, anche qui i comunicatori hanno detto che “parte della validità della ITC sta nel fatto che essa non ha bisogno ecc.” (n.d.D.)    

[15] Su questo siamo perfettamente d’accordo. La TCS riduce al minimo e forse a nulla la possibilità che i contenuti della comunicazione siano influenzati, sopraffatti e distorti dai modi di pensare e dai contenuti mentali del medium. Ma questo per i contenuti; del tutto diversa è la situazione per quanto riguarda il canale, sempre di natura psichica (ovvero spirituale) ed emozionale che si deve formare perché il rapporto di comunicazione avvenga, si formi e affinché l’apprestamento tecnico (campo elettromagnetico + apparecchi) predisposto da questa dimensione operi e si conformi, accogliendo quei contenuti provenienti dall’aldilà. A questo secondo fine, la capacità operativa del pensiero (che, ripeto, non invade e non prevarica i contenuti) anche se in misura minima deve intervenire, e, come detto, questo è confermaio anche dall’aldilà (n.d.D.) 

[16] Per non far confusioni, distinguiamo la denominazione “sperimentatore”, riferita alla parte terrena e umana del rapporto di TCS. Da quella di “comunicatore”, riservata all’Individualità dell’altra dimensione (n.d.D.)

[17] Paolo Presi di Udine e Renato Orso di Genova sono due noti ricercatori italiani in TCS (n.d.D.)

[18] Considerazione del tutto esatta: la TCS avviene attraverso la modulazione del campo elettromagnetico che esiste attorno ai nostri apparecchi o che si forma nel loro interno (nei loro circuiti) quando vengono accesi; ovvero consiste nella modifica della modulazione di tale campo e delle relative onde elettromagnetiche che supportano la trasmissione e il messaggio normali. Modulazione  e modifica della modulazione apportate dal comunicatore extraterreno, facendo eventualmente uso (plasmandone la capacità plastica) delle capacità picocinetiche della controparte terrestre. Nel secondo caso (modifica della modulazione iniziale della normale trasmissione terrena), è ovvio che, una volta modificata la modulazione da parte dell’operatore extraterreno, l’apparecchio ricevente (registratore, radio, televisore, stampante di computer, cornetta del telefono ecc.), facendo il suo onesto mestiere di demodulatore di quello che riceve, decodificherà il messaggio nel senso della modifica apportata alla modulazione. Vedi l’articolo Fenomeni medianici e fenomeni della transcomunicazione strumentale in “La Ricerca psichica”, anno I n. 1 (n.d.D.)  

[19] Carlo Trajna, di Firenze, altro noto sperimentatore italiano nel campo della TCS. Di grande importanza è la sua pubblicazione Il modello psicotemporale, ed. Gnosis, Napoli 1992

[20] Come lo SpiriCom, di cui si è già parlato, ovvero il “Generatore” di Otto König, l’ESB e poi il GA1 dei coniugi Harsch-Fischbach e simili. Si tratta, probabilmente, di una applicazione del noto “effetto sperimentatore”, ben noto in parapsicologia, per il quale lo sperimentatore influisce con il suo pensiero e capacità sul fenomeno (n.d.D.)