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Pieve di San Martino vescovo Vigo di Cadore
Giugno 2004: rifacimento in scandole di larice della copertura della chiesa Novembre 2009: ultimato il restauro del campanileIl libro Una Comunità Una Fede, cronistoria dei festeggiamenti per gli 800 anni della parrocchia è acquistabile presso la Pieve 0435 77006La chiesa plebana
Non dimentichiamoci: La chiesa è, innanzitutto, "domus ecclesiae", luogo privilegiato nel quale l'assemblea dei credenti rende lode a Dio.
La chiesa parrocchiale di Vigo di Cadore è un monumento significativo non solo per il nostro paese ma per tutto il Cadore centrale. Questa è la convinzione che abbiamo maturato pian piano ascoltando i commenti positivi dei numerosi villeggianti-turisti che hanno visitato il luogo sacro. Ciò ha determinato una
maggior garanzia di obiettività nel
giudizio in quanto le osservazioni non provengono dalla ristretta cerchia dei
paesani. Parecchie sono state le valutazioni di stima per un edificio così
antico, considerato al tempo stesso ricco di testimonianze storico-artistiche e
di sobrietà, cioè scevro da tutti quegli abbellimenti ampollosi che furono
tipici di alcune manifestazioni d’arte e di architettura del passato. In questa
sua essenzialità dignitosa alcuni intravedono, nella chiesa, un prodotto
intellettuale del ”carattere degli uomini di montagna”, i quali poco avvezzi ai
“fronzoli” hanno saputo elevare la semplicità delle forme al livello di
autentica eleganza, che ancora oggi viene riconosciuta alla costruzione.
L’edificio tardo
gotico
montano, costruito nel 1559, verosimilmente da maestranze
cresciute alla scuola del celebre mastro carnico Nicolò Ruopel, artefice della
vicina chiesetta della Madonna della Difesa, ha conservato le sue linee
architettoniche generali tardo cinquecentesche anche dopo l’aggiunta delle
navate laterali, avvenuta nei primi anni del ‘700, aggiunta che ha ricalcato lo
stile originario. Vigo, perciò, unica tra le
sette pievi matrici del Cadore, si trova ad avere una chiesa più antica perché,
durante gli anni di espansione della popolazione (1700-1800) optò per
l’ampliamento dell’edificio già esistente e non per la costruzione di una chiesa
nuova come avvenne invece per altre località. Riportiamo, di seguito,
alcune note storico-culturali che elencano anche i beni artistici
custoditi: Secondo quanto asserisce
monsignor Giovanni De Donà ne’ “La Pieve di Cadore” (1873) le popolazioni del
Cadore erano tutte o quasi tutte cristiane all’inizio del IV secolo (300
d.C.). Una chiesa di dimensioni più piccole fu edificata, in questo luogo, durante l’epoca dei Franchi che regnarono in Italia, sostituendosi ai Longobardi, tra il 774 ed il 888 d.C. Tale chiesetta, già allora dedicata al patrono dei Franchi San Martino Vescovo di Tours, rimase semplice cappella dell’unica chiesa matrice: quella di Pieve di Cadore. Il 21 marzo 1208 la chiesa di Vigo e le altre matrici del Cadore: Auronzo, Domegge, Valle, S.Vito, S.Stefano, Ampezzo (Cortina), iniziarono, attraverso il riconoscimento dei propri beni patrimoniali da parte del pievano Stefano di Pieve (atto rogato in Vicenza presso il notaio Benincasa), il processo d'autonomia in pieve autonoma che si concluse nel 1347 con la concessione del battistero da parte del patriarca Bertrando di S. Genesio. L’edificio, in stile tardo gotico montano, con le sue armoniose volte ascendenti è tipico della antica architettura sacra di queste vallate. Incorpora anche elementi di gusto romanico negli archi a tutto sesto culminanti in chiavi di volta a mascheroni. L’abside è rivolta ad est, verso il sole che nasce. La costruzione, datata 1559, si presentava a navata unica col campanile laterale. Nel 1599 fu edificato l’attuale campanile in tufo. Nel 1701 iniziarono i lavori di ampliamento che si conclusero nel 1718 mediante l’aggiunta delle due navate laterali. La chiesa fu consacrata (dedicata) dal patriarca Daniele Delfino (Dolfin) il 2 agosto 1745. Consecratio Parochialis Ecclesiae S.ti Martini de Vico In Christi nomine amen. Per hoc pubblicum instrumentum
cunctis ubique pateat, et notum sit quod anno a Nativitate Domini millesimo
septingentesimo quadragesimo quinto die vero secunda mensis Augusti - Ill.mus,
et R.mus DD: Daniel Delphinus Dej, et Apostolicae Sedis gratia Patriarcha
Aquilejensis existens in Pastorali Visitatione Parochialis et Matricis Ecclesiae
de Vico in Provincia Cadubrij se contulit mane ad ipsam Ecclesiam nuper reedificatam et quoad
majorem partem auctam, eamque cum Altari
consecravit in honorem, et sub invocatione Sancti Martini includendo in dicto
Altari Reliquias Sanctorum Christi Martijrum Honesti, et Venturini, et in die
Anniversarij consectrationis quae erit Dominica prima Mensis Septembris per
eundem Ill.mum, et R.mum DD: Patriarcham designata quadraginta dies de vera
indulgentia in forma Ecclesiae consueta concessit. Omnibus insuper innotescat
quod praefata die in actu solemnis consecrationis vocatis coram D.ne sua Ill.ma,
et R.ma actualibus eiusdem Ecclesiae Sindicis qui interrogati, et admoniti de,
et super praedictae Ecclesiae dotis administratione pro sua congrua
sustentatione et provisione promiserunt et se obbligarunt in eventum etc: ad
ejus congruam sustentationem et provisionem prout praesenti pubblico
instrumento promittunt seque obbligant et itaque omni est. Praesentibus et ministrantibus Nob. et D.ne RR:DD: Jo: Baptista Sarmeda Canonico Aquilejensis et Carolo de
Egreggis Canonico Utinen: alijsque sacerdotibus assistentibus Ego Jo: Baptista Coronella P. Canc: rij Patriarchalis Aquilejensis De praemissis rogatus scripsi, subscripsi et patriarcalis sigillo munivi Consacrazione della Chiesa parrocchiale di San Martino di Vigo Nel nome di Cristo Amen. Per questo atto pubblico tutto qui esposto e che sia annotato nel 1745 al giorno 2 del mese di agosto – L’Ill.mo e Rev.mo DD: Daniele Delfino per grazia di Dio e della sede Apostolica Patriarca in essere di Aquileia in visita pastorale alla chiesa parrocchiale e matrice di Vigo nella provincia di Cadore si recò oggi mattina alla stessa chiesa recentemente riedificata per la maggior parte, ed essa con l’altare maggiore consacrò in onore e sotto l’invocazione di San Martino, includendo in detto altare le reliquie dei santi martiri di Cristo, Onesto e Venturino, e nel giorno dell’anniversario della consacrazione che sarà la prima domenica di settembre, designata dallo stesso I.mo e R.mo Patriarca, concesse quaranta giorni di indulgenza nella forma consueta della Chiesa. A tutti inoltre fa conoscere ciò premesso nel giorno della solenne consacrazione, di tal maniera, chiamati alla presenza della Signoria sua I.ma e R.ma gli attuali Sindaci della chiesa, qui interrogati e ammoniti della e sulla amministrazione della dote della predetta chiesa per il suo sostentamento e la provvisione promisero e si obbligarono nell’evento ecc.(nelle necessità) A lui in quanto presenti all’atto pubblico promettono e si obbligano un congruo sostentamento e provvisione e così è tutto. Presenti e ministranti Nob. e D.ne RR: DD: Giovanni Battista Sarmeda Canonico di Aquileia e Carlo de Egreggis Canonico di Udine e altri sacerdoti assistenti Io Giovanni Battista Coronella P. Cancelliere Patr. di Aquileia sul premesso rogato scrissi, sottoscrissi e munii del sigillo Patriarcale Iniziamo dal presbiterio:
l’altare maggiore, costruito in marmo, è del 1813 opera di Pietro Andreis da
Barcis (PN). Di notevole interesse, per
accuratezza formale, le statue laterali che rappresentano S.Giovanni Battista e
S.Caterina d’Alessandria, compatroni della parrocchia. San Martino è riprodotto
in scultura equestre nell’atto di donare il mantello ed è accostato alla parete
absidale poco sotto la lunetta centrale. Le vetrate raffigurano S.Bernardino da
Siena e S.Antonio Abate, patroni rispettivamente di Pelos e Laggio. Il coro in
radica è del 1739. Sempre nel presbiterio due bellissime tele di grandi
dimensioni, opere di Tomaso Da Rin
Betta artista nato a Laggio e raffiguranti “Gesù in mezzo ai fanciulli” e la
“Cacciata dei profanatori dal Tempio” (1880). L’altare ligneo per le
celebrazioni eucaristiche (2002) è di Conrad Moroder, scultore gardenese di
Ortisei (BZ), mentre l’ambone ligneo (2004) riprende lo stile secentesco della
cattedra posta a metà navata. L’altare laterale di destra
“del Crocefisso” è caratterizzato dalla pala lignea raffigurante “la
Maddalena ai piedi della croce”. E’ opera magistrale di Valentino Panciera
Besare detto il Besarel da Forno di Zoldo (BL). Collocata nel 1866 è considerata
il capolavoro d’arte sacra del valente scultore bellunese. L’altare laterale di
sinistra “della Madonna” conserva la statua lignea della “Beata Vergine del
Rosario”, opera di Carlo e Raffaele Piazza da Lorenzago, discepoli del Besarel.
E’ del 1899. Sopra la porta della
sagrestia (in prossimità dell’altare del crocefisso) è collocata l’opera
scultorea di Tommaso De Nicolò da Vigo del 1861, raffigurante i pievani Da Rù
benemeriti per la loro attività caritativa. Alla sua destra il trittico,
tempera su tavola (1492) con le figure
dei Santi Martino, Candido e Maurizio, attribuito ad Antonio Rosso da Tai. Nei
pressi il busto bronzeo del Cardinal Giovanni
Adeodato Piazza, nativo di Vigo. A circa metà navata principale l’antica cattedra “della dottrina”. Da notare pure l’artistico lampadario di bronzo dorato in stile veneziano. E, alle pareti la Via Crucis, riproduzione in stampa su tela del ciclo pittorico di Giovanni Domenico Tiepolo (1749) i cui originali si trovano in S. Polo a Venezia. In prossimità dell’ingresso
principale si trovano due altari minori: quello di destra dedicato a S.Giuseppe.
La pala raffigura l’agonia del Santo ed è siglata Arsie P (1744) (Felice Arsiè
da Longarone?). L’altare di sinistra è dedicato ai SS. Rocco
e Sebastiano. La pala raffigura i Santi con la Sacra Famiglia. E’ di Tomaso Da
Rin Betta (1894). In prossimità vi si trova l’interessante fonte battesimale in
pietra scalpellata (1609), mentre il coperchio in ottone sbalzato è d’artigianato trentino
(1995). Sulla parete, poco sopra, una stampa su tela raffigura:
Il battesimo di Cristo di Guido Reni (1622). Sulla parete di fondo (parete del portone d’ingresso) si possono ammirare due opere del ‘500: la decollazione di S.Giovanni Battista (1583) e S.Caterina d’Alessandria (1589) di Cesare Vecellio, cugino del noto Tiziano. Così pure sono di particolare interesse i confessionali restaurati e l’acquasantiera in marmo rosso di Erto, risalente al XVI secolo. L’organo
Barbini (1757) rinnovato da Aletti (1894), annoverato
tra gli organi storici del Cadore, trova posto nella cantoria in stile barocco.
E’ strumento pregevole costruito “alla maniera antica” con 30 registri, tastiera
di 58 note, pedaliera a leggìo di 21 pedali. Le canne del Barbini sono le più
antiche residenti in Cadore. Il “Cristo Risorto” , olio su tela, XV stazione della Via Crucis, è opera del pittore cadorino Nazareno Corsini (2000). Di particolare ineteresse risultano le statue lignee colorate: il “Sacro Cuore” (2002) è d’artigianato gardenese della bottega di Albert Comploj, mentre il “San Martino vescovo” è opera dello scultore Helmut Perathoner di Ortisei (2003). Ogni epoca storica ha lasciato nella pievanale il proprio “segno” inconfondibile nel rispetto di un equilibrio generale percepibile dal visitatore. Le opere d'arte in una chiesa aiutano a renderla quel giardino di delizie
dove l'uomo riesce a trovare un po' di pace e l'armonia con se stesso e con Dio.
La Schola Cantorum della Pieve L’angolo della Liturgia Cattolica ...Bellezza, tuttavia, non significa solo avere meravigliosi
edifici sacri e Da visitare: - Chiesetta
di Sant’Orsola,
sec. XIV (ca. 1344) ciclo affreschi
ed altare ligneo - Chiesetta
Madonna della Difesa, sec. XVI (1512)
affreschi e dipinti - Chiesetta
di Santa Margherita, sec. XIII (1205?) affreschi trecenteschi, fatta costruire dai
Da Camino - Chiesetta
di San Daniele, passeggiata un po’
impegnativa - Chiesa di
Sant’Antonio abate, (Laggio) sec. XV
dipinti e altari
- (la
chiesa della frazione di Laggio è amministrata dal plurisecolare Capitolo fin dal
1454) - Biblioteca Storica Cadorina, pergamene e scritti
storici - Presepio animato, presso ex scuole
Laggio - La Grande Guerra:Col Ciampon, Forte monte Tudaio - Percorso naturalistico: Altopiano di Razzo Casera Razzo
Manifestazioni di costume: - Pan del
prà
(luglio) - Al canton (agosto) ciantoi su facebook Palio di San Martino (settembre)
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