ROMEO E GIULIETTA



 
 
 
 

JOHN CRANKO E KENNETH MACMILLAN

Partiamo in ordine cronologico per queste due splendide versioni coreografiche di "Romeo e Giulietta" che ormai sono quelle oggi  più eseguite nel mondo. E partiamo quindi dalla conoscenza dei due creatori iniziando dalla prima  versione, datata 1958, ad opera di John Cranko.
 
 

John Cranko

John Cranko era nato  a Rustenburg (Sud Africa) il 15 agosto del 1927 e aveva studiato danza presso l'Università di Cape Town dove aveva coreografato il suo primo balletto: una suite dall'"Histoire du Soldat" di Stravinskij. Nel 1946 si trasferiva a Londra per continuare i suoi studi e, dopo poco tempo,  diventava membro del Sadler's Wells Ballet (poi Royal Ballet). Qui, nel 1947, debuttava la sua coreografia "Children's corner" su musica di Debussy. Il suo primo balletto completo (The Prince of Pagodas) andava in scena nel 1957 al Royal Ballet di Londra dopo che nel 1955 aveva coreografato "La Belle Hélène" di Offenbach all'Opèra di Parigi.
Nel 1958, su invito della Scala di Milano in tournée a Venezia , Cranko creava la sua versione di "Romeo e Giulietta" che veniva affidata alla giovanissima Carla Fracci e a Mario Pistoni. Tale versione, rivisitata, debuttava nel 1962 a Stoccarda con lo Stuttgart Ballett, del quale il coreografo aveva assunto la direzione nel 1961. In Germania Cranko diede un grande sviluppo al rinnovamento della danza classica, diventando inoltre un maestro per le generazioni più giovani: suoi allievi illustri furono Jiri Kylian e John Neumeier.  Il 26 giugno 1973 morì per cause misteriose, a soli 45 anni, in aereo mentre ritornava dagli Stati Uniti. Tra i suoi grandi successi, sempre creati per lo Stuttgart Ballet,  ricordiamo: "Il Poema dell'estasi" (Skrjabin), "Carmen" (Bizet), "Onegin" (Ciaikovskij/Stolze), "Dafni e Cloe" (Ravel),  "Le stagioni" (Glazunov), "Ebony Concerto" (Stravinskij), "Estro Armonico" (Vivaldi).
 
 

Kenneth MacMillan

Kenneth MacMillan era nato a Dunfermline in Scozia nel 1929. Studiò danza presso la Sadler's Wells Ballet School e, quando Ninette de Valois fondò la nuova compagnia del Teatro, ne divenne membro fondatore. Dopo una breve parentesi al Covent Garden, ritornò al Sadler's Wells Ballet ed iniziò la sua carriera di coreografo. All'inizio si aggregò a un gruppo di giovani coreografi con i quali mise in scena il suo primo balletto "Somnambulism" su musica di Stan Kenton. Dopo il successo ,  Ninette de Valois gli commissionò un lavoro intero: "Danses Concertantes". Nel 1965 MacMillan metteva in scena a Londra la sua nuova versione di "Romeo e Giulietta" con interpreti Margot Fonteyn e  Rudolf Nureyev. Nel 1966 si trasferiva alla Deutsche Oper di Berlino dove coreografava "La Bella Addormentata" e "Il lago dei cigni" e metteva in scena il balletto in un atto "Anastasia", successivamente diventato un balletto intero in tre atti.
Nella stagione 1970/71 assumeva la direzione del Royal Ballet dove coreografava "Manon" nel 1974 ed "Elite Syncopations". Nel  1976 creava il balletto "Requiem" per lo Stuttgart Ballett e nel 1978 metteva in scena al Covent Garden "Mayerling".  Con questo balletto vinceva il prestigioso Prix Italia. Seguiva "Isadora" che debuttava al Covent Garden di Londra nel 1981. 
Kenneth MacMillan morì a Londra nel 1992 all'età di 62.
 

Le due versioni

La versione di Cranko, che ha molti riferimenti con quella di Lavronski, è soprattutto una versione per interpreti-attori data le particolari caratteristiche del suo creatore che era un uomo di notevole cultura, con grande istinto teatrale nella regia e nella scorrevolezza del racconto.  La sua coreografia ha bisogno di ballerini-interpreti  liberi e creativi  pur nei confini della disciplina accademica. Se Cranko privilegia il dinamismo della danza maschile (nelle variazioni del I° atto, nella ribalteria di Tebaldo, nella caratterizzazione del personaggio di Mercuzio, nel duello violento e disperato di Romeo con Tebaldo, nell'esaltazione dell'amicizia, nell'estraniazione di Romeo dalla realtà del quotidiano dopo aver conosciuto Giulietta), tuttavia egli diviene insuperabile nel pas de deux della scena del balcone che è considerato il momento più esaltante della sua coreografia.
La versione di MacMillan si concentra invece soprattutto sul personaggio  di Giulietta, giovinetta e donna. Stupendo il pas de deux dei due giovani appena sposi nel II° atto che è drammaticamente reso da MacMillan differenziandosi dalla sensualità che pervade la versione di Cranko. Inizia qui il dramma di Giulietta che diviene da questo momento in poi la vera  protagonista del racconto nella tragica consapevolezza della fine ed  in quel pas de deux sembra già balenare la disperazione del premonitore  addio per sempre al suo amato Romeo.