MARIO CASADIO
Conosco
Liviano Valzelli da qualche anno e ne apprezzo le doti di uomo modesto
e schivo e le qualità mirabili di artista (negli artisti veri, come
Valzelli, non è possibile distinguere i caratteri dell'uomo da quelli
dell'artista, tanto il modo di esprimersi dell'artista dipende dal suo
modo di essere uomo).
Esprimere
emozioni e sentimenti nell'arte figurativa significa tradurre in immagini
sensazioni indefinibili che vivono nel più profondo dell'anima in
attesa di materializzarsi tramite l'artista.
Nell'opera
di Liviano Valzelli, la fantasia dìrompente con cui le immagini
vengono composte in forme polivalenti, messe in risalto da un deciso intervento
cromatico, si evidenze una moderna coscienza creativa ed una sempre più
crescente vitalità.
L'artista
non si lascia condizionare dalle formule, ma arriva a soluzioni originali
attraverso un procedimento creativo personale. L'astrazione
dai canoni rappresentativi tradizionali si riversa in ritmi quasi musicali
in cui le varie parti che formano le composizioni si armonizzano con gusto
raffinato dove coesistono espressioni di natura diversa.
CARLO SLIEPCEVIC
Scoscendimenti
formali binari di intendimenti edificativi che lasciano trapelare un discorso
di casualità controllata da una visione bontiva dello Spazio ('Sintesi
n. 9/90").
La
forma e il colore permeano un possesso che non intende formalizzarsi ma
traguardare l'esistere attraverso l'impianto edificativo. i l'immagine
di: essere nel ricreare l'esistere di sé nello Spazio. Forse poesia
informale in uno stacco preludiante sospeso dove siamo anche noi.
FRANCO SALVOTTI
Liviano
Valzelli è un artista creatore nel senso più lirico della
parola poiché nelle sue opere non coglie passivamente le provocazioni
esterne o, come si suoi dire, oggettuali per orchestrarle sulla tela con
gusto tradizionale, ma trascrive nello 'spazio quadro' con libera dinamica
segnica e cromatica una trama astratta che scaturisce da un'intuizione
mentale sensibilmente elaborata.
In
questo ordine di creatività ogni sensazione emotiva si trasforma
in una magica alchimia pirotecnica dei colore modulata da un'arabesca fantasia
di segni che rendono visibile una caleidoscopica impaginazione compositiva
alla quale non è estranea forse la realtà suggestiva dei
microcosmo e dei macrocosmo.
In
parole povere si potrebbe dire che tale forma d'arte propone schemi armonici
inconsueti paragonabili a quelli dei linguaggio musicale che coglie astrazioni
sonore.
Quindi
non è facile dire sinteticamente che cosa condensino in sé
le figurazioni pittoriche di Liviano Valzelli. Forse esse sono l'espressione
più genuina dell'istintivo bisogno dello spirito creativo di estrinsecare
con un mezzo tecnico moderno armonie interiori, dando così vita
ad una visione poetica intima che potrebbe rappresentare il correlato espressivo
di tutti i più significativi e pregnanti momenti dell'animo umano.
Gide
ha definito: "avventura della fantasia" questa capacità di saper
guardare senz'occhi l'essenza astratta delle
cose. Evento poetico, questo, di largo e profondo respiro che vuole
(o può) significare idealmente un'incruenta ribellione alla realtà
quotidiana involgarita e depauperata di quel respiro spirituale al quale
certamente allude Fromm in questo spaziante concetto: "la tecnica sola
non salva il mondo, la bellezza salverà l'uomo'. Noi con minore
autorevolezza potremmo aggiungere che l'artista dotato di elettività
creativa cerca sempre in sé spazi di bellezza ed armonie intime
come significazione emblematica di quello 'splendor formae" che le profonde
intuizioni degli spiriti adulti hanno sempre proposto come universale misura
di civiltà.
Sotto
il profilo di una certa logica si potrebbe affermare che l'opera d'arte
non va spiegata: va sentita e goduta alla luce di una personale emozione
estetica essendo essa come un codice segreto dell'individualità
intellettiva. Ogni uomo fruisce della propria cultura e della propria
sensibilità per penetrare e capire a fondo il messaggio segreto
di ogni prodotto artistico.
Diviene
così un concreatore di questo dialogo misterioso ed arricchente
che ci gratifica progressivamente e diviene nutrimento di cultura.
Le opere di Liviano Valzelli vanno accostate con questa elasticità
interpretativa ed in proporzione alla loro vitalità comunicativa
potranno offrire a tutti un proporzionato godimento estetico.
MARZIO CASTAGNEDI
La parola è:
"intuizione'. Ho sempre creduto nella valenza superiore dell'intuizione.
Essa, ritenuta entità empirica e ragionevoli mente fallace perché
non "scientifica' e non razionale dai positivisti, è invece a mio
parere il catalizzatore più mirabile e sicuro rispetto alle più
quadrate ma grigie pratiche di pura progettazione ed elucubrata costruzione.
Ad una sola condizione,
naturalmente. Di averla, l'intuizione vincente, di sentirla sgorgare
spontanea e "sicura', sia pure mascherata e frammentata nel turbinio dei
fare e nell'apparente dominio dei pensare. Questa 'intuizione magica'
è in definitiva il prodotto astratto di una serie di cose: certezze
stratificate, motivazioni vitali, ambizioni totalizzanti, sensitività
assolute. Quando tutto ciò ribolle nel fondo dell'anima e
si coagula al punto giusto, ecco l'intuizione globale dare il tocco finale
e decisivo all'opera dell'artista.
Ho la supponenza
di pensare che questo meccanismo agisca nel lavoro di Valzelli.
L'alta capacità
di lavoro è evidente. La progettualità strutturale,
l'abilità tecnologica, l'ideologia estetica, il rigore operativo
appaiono chiari, misurabili, rispettabili e credibili alla luce sensata
dell'imperante logica nazionalistica.
Ma ciò non
basta! Sono forze oscure e primordiali d'origine animale ludica e
infantilistica a condurre sulla strada della genialità! La
ragione pura non basta ed è illusione pensare che essa dia origine
a tutto il processo creativo. In arte vale una seconda ragione, quella
della pura forza vitale biologica e sentimentale.
Dall'opera di Valzelli,
dall'intrico di segni, di spessori e colori, dalla frenesia controllata
di forme e di spazi, emerge prepotente una sorta di visione macroscopica
dell'intimo della materia, una specie di percorso visualizzato all'interno
dei nucleo molecolare e cellulare. Si va sulla via della ricerca
dei segreto dei mondo, peraltro imperscrutabile, ma non affrontabile certamente
con le sole armi dell'intelletto e della ragione.
Ci vuole l'istinto.
L'istinto sicuro dell'Uomo che comincia all'esterno, fuori dall'artista
e prima dei Pittore.
Ragionamento e
metodo possono certificare l'esistenza della materia.
Solo l'intuizione
può indovinarne le segrete nature.
Questo mi suggerisce
l'affascinante e matura opera di Liviano Valzelli. |
|
|