Libretto

Musiche di Lorenzo Cavedoni

Testi di Roberto Berselli

Lorenzo Cavedoni

Maurizio Ferrari

Paola Ferrari

Davide Gazzetti

Personaggi e Interpreti

Innominato

 

Alberto Despini

Lucia

 

Claudia Gazzetti

Nibbio

 

Francesco Penazzi

Paguro

 

Matteo Frigieri

Talpa

 

Alessandro Prampolini

La Donna Malvissuta

 

Giusy Vecchio

Lanzichenecco 1

 

Antonio Di Giacomo

Lanzichenecco 2

 

Matteo Casini

Il Compagno

 

Fausto Biagioni

Il Cardinale

 

Fausto BIagioni

Don Rodrigo

 

Paolo Leoni

Don Abbondio

 

Fausto Biagioni

Perpetua

 

Elena Reggiani

Agnese

 

Paola Ferrari

Moglie del sarto

 

Barbara Gugliuzza

Serva

 

Caterina Montanari

Donna

 

Giusy Vecchio

Una

 

Caterina Montanari

Uno

 

Matteo Casini

Servo

 

Paolo Leoni

 

Altri Interpreti

Laura Caselli

Simona Cassetti

Orchestra

Batteria e Percussioni

 

Giorgio Nonnato

Basso

 

Massimiliano Marini

Chitarra elettrica

 

Davide Gazzetti

Chitarra acustica

 

Maurizio Ferrari

Chitarra classica

 

Maurizio Ferrari

Clarinetto

 

Federico Biolchini

Tastiere

 

Lorenzo Cavedoni

 

Coro

Licia Beltrami

Maura Ferrari

Gabriella Ruini

Roberto Berselli

Lorenzo Cavedoni

 

Coreografie

Alessandro Candini

Scenografie

Fabrizio Bonvicini

 

Regia

Paola Ferrari

Roberto Berselli

Emilia Fontana

 


 

Chi sono, dunque, queste "Anime nuove..."? E questa apparente contraddizione, poi, "...sotto lo stesso cielo"?

Una prima risposta potrebbe essere molto più semplice di quanto questo strano titolo potrebbe far pensare, e nasce dal fatto che trovarne uno per il nostro musical è stata forse la situazione, tra le tante che abbiamo dovuto affrontare e risolvere, che più ci ha messo in difficoltà.

Così abbiamo pensato di prenderlo dal testo stesso, andando a cercare tra le frasi più significative e soprattutto incisive, indovinando, quindi, ciò che sarebbe dovuto rimanere più impresso di tutta la storia.

Ma a ben guardarlo, questo titolo è molto di più, perché racchiude in sé la vera essenza di tutta l'opera, intesa come insieme di produzione e prodotto.

Le anime nuove sono i suoi protagonisti, così diversi tra loro, che però vengono a trovarsi nella medesima situazione di chi si vede costretto a subire un destino apparentemente ineluttabile, sommatoria di fattori ambientali, retaggi culturali e sociali, ma anche scelte personali. Eppure troveranno il modo di capire che, volendolo veramente, possono ancora voltare pagina, "...dipingere pagine di un altro colore...", pur rimanendo "... sotto lo stesso cielo ..." che non è più confine che opprime, ma orizzonte vitale.

Le anime nuove siamo un po' anche tutti noi che abbiamo partecipato a realizzarla, a partire da chi si è avvicinato per la prima volta alla soglia di un palco, a un microfono, a un copione, fino a chi, invece, si è voluto cimentare nell'ambiziosa impresa di dare vita a un lavoro teatrale, e in particolare a una cosa complessa come un musical, partendo da zero, e con un soggetto di base, quello di un episodio de "I promessi sposi", non certamente facile da elaborare.

Forse non è facile, per chi non ha mai provato a stare da questa parte del sipario e abituati come si è a convivere con televisione, cinema e quant'altro, capire quanto impegno occorra per recitare, cantare, ballare e suonare (per non parlare poi di regia e organizzazione) seriamente davanti a un pubblico che non è quello della Scala, ma neanche quello della recita scolastica o dello spettacolino carnevalesco. Per tutti, infatti, è stato necessario un piccolo grande sforzo per poter uscire un poco dagli schemi indotti dalla propria natura e trasformarsi, anche solo per un momento, in qualcosa, o qualcuno, d'altro

Vogliate, quindi, avere la pazienza di sopportare se a volte sentirete una nota un po' stonata o una battuta un po' indecisa. Stiamo uscendo, ma un po' alla volta.

 

Gli autori.


Perché un musical?

Già! Perché un musical? Ne avevamo proprio bisogno? Proprio adesso che sta andando "di moda" può essere credibile un'ulteriore proposta in tale senso?

Noi riteniamo che mai come ora ci sia bisogno di un chiarimento su tale forma di comunicazione. Troppo spesso si parla di una commedia musicale o di un concerto come se fossero un musical!

Il teatro musicale (come gli inglesi amano definire il musical) non è commedia musicale. In questa, infatti, la musica è totalmente accessoria, serve per far riposare il pubblico e gli attori, serve per creare una pausa narrativa del tutto gratuita, omettendo la quale non si perde niente del filo narrativo. Nel teatro musicale, invece, questo non accade. Qui la musica è parte integrante dell'azione scenica, la storia viene portata avanti "in musica", le scene, cantate, musicate o ballate che siano, sono un tutto unico con le eventuali parti recitate. Senza le une non si capiscono le altre, non si canta mai per rallentare il ritmo. I personaggi si esprimono cantando o recitando indifferentemente, non si chiedono perché cantano; cantano e basta: questa è la loro forma espressiva.

D'altra parte il teatro musicale non è nemmeno un concerto. Anche in presenza di trame semplici o molto scarne (vedi ad esempio i "concept musical") tutto lo spettacolo è unitariamente concepito. Ci sono vari temi musicali che si riprendono, controcanti che si aggiungono. Non c'è mai una caduta di tensione emotiva o narrativa, come, invece, è normale che accada nei concerti.

Nel nostro piccolo, noi abbiamo il desiderio ( e la faccia tosta) di inserirci in tale entusiasmante panorama. E' vero che Sir Andrew Lloyd Webber, Stephen Sondheim, Boublil e Schonberg, sono i depositari di un'arte unica al mondo e che tutti noi "musical-fanatici" non vediamo l'ora di vedere rappresentati in Italia The Phantom of the Opera, Sunset Boulevard, Les miserables, Miss Saigon o Sweeney Todd, ma siamo anche certi come non mai che non è molto lontano il tempo in cui finalmente si parlerà anche di "scuola italiana" in tema di teatro musicale (...nonostante noi...)!

Perchè questo musical?

Anime Nuove nasce dalla voglia di fare spettacolo (chiamarlo arte è certamente troppo presuntuoso) e di fare musica di un gruppo di "incoscienti" di Magreta, animati dalla comune passione per il teatro e per la musica.

In realtà non siamo nuovi a questo tipo di "esperimenti". Circa sei anni fa ci siamo lanciati nella disperata (almeno all'inizio ci sembrava tale) impresa di mettere in scena Aggiungi un posto a tavola. Dopo qualche anno è stata la volta di 50's Graffiti: Una storia degli anni 50, ispirata a Grease.

La compagnia è via via mutata, rispetto ad Aggiungi un posto a tavola: alcuni sono sempre rimasti, mentre molti altri si sono aggiunti strada facendo, altri ancora se ne sono andati, chi perchè non più interessato e chi anche perchè ha deciso di fare le stesse cose, ma da professionista; via via, siamo cresciuti, si sono aggregate a noi anche persone dei paesi vicini fino a perdere la dimensione locale.

L'entusiasmo scaturito da tali esperienze ha fatto nascere in noi il desiderio di provare a scrivere un'opera tutta nostra. La voglia non ci mancava, ci mancava piuttosto uno spunto per la storia. Ci è venuto esaminando I promessi sposi e richiamando alla mente l'episodio dell'Innominato. In realtà, abbiamo voluto affrontare la storia "dall'altra parte". Cioè, non abbiamo messo in scena il canonico punto di vista manzoniano, ma abbiamo preferito adottare l'Innominato come io narrante, vivendo le vicende, che tutti conosciamo, dal suo punto di vista. Anzi, ci siamo spinti oltre: abbiamo "osato" reinterpretare il rapporto tra lui e Lucia, pensando (forse imprudentemente) a quanto sarebbe potuto accadere tra i due e a quanto Manzoni non avrebbe mai osato raccontarci...


ATTO PRIMO

L'Innominato, nel cortile del suo castello, turbato dal recente incontro con Lucia, sta trascorrendo una notte insonne ricordando alcuni momenti della vita condotta fino ad ora. (Prologo)

Il pensiero corre subito al primo omicidio, commesso a causa di un litigio sulla spartizione di un bottino. (Scena I: Primo omicidio dell'Innominato)

Di seguito, il ricordo di un torto perpetrato dai suoi bravi ai danni di un signore locale è occasione di meditazione sulla natura delle persone con cui ha sempre avuto a che fare. (Scena II: La banda dell'Innominato)

E' la volta del ricordo dell'incontro con Don Rodrigo, quando questi si spinse fino a commissionargli il rapimento di una certa ragazza, di nome Lucia. (Scena III: Don Rodrigo e l'Innominato) Come conseguenza di tale incontro, venne rapita Lucia Mondella (Scena IV: Rapimento di Lucia) e condotta al suo castello dove, dopo la fredda accoglienza e il voto da lei eseguito in preda al terrore, la incontra per la prima volta. (Scena V: Lucia e l'Innominato)

L'incontro ha un effetto devastante sull'animo dell'Innominato, che ritroviamo, come lo abbiamo lasciato nel prologo, a meditare sulla propria vita dissoluta. La disperazione raggiunge il suo culmine sfiorando il suicidio. (Scena VI: I turbamenti dell'Innominato)

Ma, nell'angoscia più cupa, si riaccende una luce di speranza: e se dopo la morte non fosse tutto finito? Nel frattempo, si è fatto giorno e l'Innominato, trascinato da una folla che si avvia in processione a festeggiare l'arrivo del cardinale Borromeo in paese, si lascia convincere a fargli visita, con una speranza in più nel cuore. (Scena VII: La decisione)

 

ATTO SECONDO

Dopo un'iniziale meditazione sui principali temi musicali del primo atto (Entr'acte), il filo del racconto riprende svariati mesi dopo. L'Innominato nel frattempo si è convertito, e, a causa della calata dei Lanzichenecchi, offre asilo e protezione, nel suo castello, a chiunque lo voglia. La gente accoglie il suo invito con entusiasmo, meravigliata delle grandi opere che l'Innominato ora compie. (Scena I: L'Innominato offre asilo)

Gli unici che non sono in grado di capire il suo comportamento, cioè la sua conversione, sono i Bravi che, anzi, attribuiscono la colpa di tutto ciò all'azione maliarda di Lucia, la quale, secondo loro, avrebbe consapevolmente ingannato il loro padrone con le sue grazie, convincendolo ad incontrare il Cardinale Federigo. (Scena II: L'Innominato e il cardinale) Di seguito, sempre nel ricordo dei Bravi, riviviamo la liberazione di Lucia (Scena III: Liberazione di Lucia).

A questo punto, assieme all'altra gente, arrivano al castello proprio Lucia, con Agnese, Perpetua e Don Abbondio. Lucia incontra per la seconda volta l'Innominato. (Scena IV: Arrivi al castello)

Ma l'idillio è interrotto dall'arrivo dei Lanzichenecchi. Convinti che l'Innominato, loro vecchio compagno di malefatte, sia ancora votato al malaffare, si spingono fino a chiederne la complicità nel razziare i villaggi vicini, ma questi, ora convertito, li caccia in malo modo, causando la loro ira. (Scena V: Arrivo dei Lanzichenecchi)

I Bravi si fanno, allora, coraggio e chiedono la complicità dei Lanzichenecchi nel riportare il loro padrone alla "vecchia" vita, consigliando loro di parlargli per convincerlo ad uscire dalla nefasta influenza di Lucia. (Scena VI: Incontro tra i Lanzi e i bravi)

Ma questi ultimi decidono di spingersi oltre e, ad insaputa dei primi, complottano per ucciderla. Con l'inganno si avvantaggiano della collaborazione dei servitori dell'Innominato per introdursi nottetempo nel castello e per tendere un agguato a Lucia. L'Innominato si accorge di ciò e, grazie al suo spirito convertito, riesce a sventare il loro piano. E' questo il momento dei chiarimenti con Lucia: lei lo ha sempre amato, così come lui ha amato lei, ma in modo diverso. Lucia con la inconscia attrazione della vittima per il suo carnefice e l'Innominato con la genuina gratuità del "dono supremo". (Scena VII: Agguato a Lucia)

Infine, i chiarimenti con tutti noi: essi, come noi, del resto, sono diventati "Anime Nuove". (Epilogo)

 

 


Atto Primo

Prologo

Tempo presente (Al castello dell'Innominato)

 

INN: Ancora notte. Quanto ancora dovrà durare questa notte? Che cosa ha di diverso dalle altre notti? Cos'ho di diverso io,...questa notte? Non sono forse più io, io il terrore del Granducato, colui che la gente non osa nemmeno nominare. Se voglio i denari, le terre e la donna di qualcuno li prendo, anche la vita, se la voglio la prendo.

 

Eppure niente di tutto questo può soffocare il mio tormento,... questa notte.

Non sono forse più quel che ero?

Mai nella mia vita ho avuto scrupoli,

sono sempre stato pronto a qualsiasi scelleratezza,

senza guardare in faccia a nessuno, amici o nemici che fossero.

 

Il primo omicidio

Flashback

 

Lanzo1:

Anche questa volta è andata

Che bel colpo! Che giornata!

La mia spada sa di sangue

La mia lama non distingue!

Donne piccoli o innocenti

Io li ammazzo tutti quanti

 

Lanzo2:

Noi portiamo la paura

Nei villaggi tra la gente

La vittoria è già sicura

Perché non temiamo niente

Siam rapaci predatori

Non perdiamo un'occasione

Di sorpresa saltiam fuori

È già morto chi si oppone

 

Insieme:

donne piccoli o innocenti

io li ammazzo tutti quanti

 

Innominato

Lanzo1

Lanzo2

 

Ora è tardi dividiamo

 

 

 

Non c'è tempo per parlare

Son d'accordo con te

 

 

Anzitutto decidiamo

 

 

 

quanto a ognuno può spettare

Siam d'accordo con te

Siam d'accordo con te

 

 

Compagno

 

Innominato

 

 

Io propongo di contare

 

 

 

 

Le monete e di assegnare

 

Ma che vai dicendo

 

 

A ciascuno i suoi denari

 

Stai farneticando

 

 

Purché siano in parti uguali

 

MAI!

 

 

 

 

 

 

 

Innominato

 

Compagno

 

 

Tu sei pazzo

 

Che ti prende?

 

 

La mia parte del bottino

 

Sei impazzito, tu!

 

 

Sarà certo la più grande

 

 

 

 

Perché io sono la mente

 

NO! NO!

 

 

 

 

tu sei solo un bastardo

 

 

E' la tua fine

 

 

 

 

 

 

Creperai tu

 

 

...........................

 

Innominato

Scavate una fossa per quel buono a nulla

Vi serva da esempio se in testa vi frulla

Di osare sfidarmi di osare colpirmi

Di amici o nemici non resterà traccia

Perché io a nessuno mai guarderò in faccia!

 

La banda dell'Innominato

Flashback

 

Uomini

Donne

Chi siamo noi?

Chi siete, chi siete voi?

compagni di ventura tu

 

stacci lontano se puoi

Tu sta lontano, se puoi

Ché la miglior difesa è

 

l'avere paura di questi bastardi

Avere paura di questi bastardi

senza legge senza ciò

senza legge senza ciò

che tu chiami pietà

che tu chiami pietà

 

Donna malvissuta

Voi conoscete solamente la malvagità

 

Uomini

Noi conosciamo solamente la malvagità

 

Innominato

Salve a tutti son tornato

Cosa state festeggiando qua

Un castello saccheggiato?

Ora nibbio me lo spiegherai

 

Nibbio

Mio signore abbiam portato

Tutto l'oro di un mercante che

Lungo il fiume abbiam trovato

 

Talpa

Gliele abbiam suo.. suo... suo...

 

Nibbio

Vattene!

 

Donna malvissuta

Nibbio

No, no è vero non li ascoltate

 

Quel pover uomo aveva quattro stracci

Non è vero!

Si son beccati anche due legnate

 

I vostri eroi sono dei pagliacci

Non è vero! Taci!

 

 

Nibbio

Donna

Taci sgualdrina cosa vuoi sapere

 

Eri magari giù nelle cantine

Senti, senti un po'!

O stavi forse sopra lo stalliere

fatti i fatti tuoi!

Dove avrà messo mai le sue manine?

Senti

 

Donna malvissuta

Senti chi parla senti che coraggio

Sol con le donne fai rivoluzioni

Io non son certo dama di lignaggio

Ma tu sei solo il re dei fanfaroni

Paguro e talpa siete la sua gente

Uno fifone e l'altro balbuziente

 

Donna malvissuta

Talpa

Nibbio

Innominato

Senti chi parla

Gliele abbiam

Taci sgualdrina

Basta

senti che coraggio

suo suo suo

cosa vuoi sapere

così!!!

Sol con le donne

Gliele abbiam

eri magari giù

(4v)

fai rivoluzioni

suo suo suo (3v)

nelle cantine

 

Io non son certo

Gliele abbiam

o stavi forse

 

dama di lignaggio

suo suo suo

sopra lo stalliere

 

Ma tu sei solo

Gliele abbiam

dove avrà messo

 

il re dei fanfaroni (2v)

mai le sue manine

 

taci sgualdrina

 

cosa vuoi sapere

 

eri magari giù

 

nelle cantine

 

 

Innominato

Ho già capito niente di speciale

Di questi qui mi devo accontentare

 

Nibbio

Mio padrone fate bene

Certe lagne a non considerar (la donna malvissuta esce di scena)

Orsù dunque qui sedete

Cibo vino donne a volontà

Innominato

Queste sono parole sante

Solo al corpo noi dobbiam pensar

Se la pancia ci riempiamo

Altre cose poi potremo far

 

Uomini

Donne

Chi siamo noi?

Chi siete, chi siete voi?

Compagni di ventura tu

 

Stacci lontano se puoi

Tu sta lontano, se puoi

Ché la miglior difesa è

 

L'avere paura di questi bastardi

Avere paura di questi bastardi

Senza legge senza ciò

senza legge senza ciò

Che tu chiami pietà

che tu chiami pietà

 

Paguro (Scimmiottando la donna malvissuta)

Voi conoscete solamente la malvagità

 

Uomini

Noi conosciamo solamente la malvagità

 

donna malvissuta

Nibbio

Talpa

questa baldoria deve terminare

E perchè?

 

una minaccia sta per arrivare

Che cos'è?

l'uomo con cui avete litigato

 

 

con dei soldati è ritornato

Senti qua!!!

 

quasi 200 uomini a cavallo

 

 

stan circondando il vostro castello

 

 

 

 

 

nibbio

Talpa

Paguro

chi sarà mai questo sciagurato

Chi sarà?

 

che la mia spada non ha mai assaggiato

MAI!!!

 

donna malvissuta

l'uomo che oggi avete importunato

era una spia del granducato

 

innominato

nessun granduca né imperatore

potranno mai incutermi terrore

la mia fortezza è solida e sicura

chi potrà mai violare queste mura?

Se ci muoviamo e non perdiamo tempo

Li circondiamo e non avranno scampo

 

I 3 Bravi:

Se ci muoviamo e non perdiamo tempo

Li circondiamo e non avranno scampo

 

Uomini e Donne

Se ci muoviamo e non perdiamo tempo

Li circondiamo e non avranno scampo

 

Innominato

Fino al castello li inseguiremo

Oro e gioielli poi deprederemo

 

Tutti:

SI!!!

 

Uomini

Donne

Chi siamo noi?

Chi siete, chi siete voi?

compagni di ventura tu

 

stacci lontano se puoi

Tu sta lontano, se puoi

Ché la miglior difesa è

 

l'avere paura di questi bastardi

Avere paura di questi bastardi

senza legge senza ciò

senza legge senza ciò

che tu chiami pietà

che tu chiami pietà

 

Innominato

Se mi seguite fino in fondo ognun di voi avrà...

 

Uomini

Se lo seguiamo fino in fondo ognun...

Donne

Se lo seguiamo fino in fondo ognun...

Uomini e Donne

Se lo seguiamo fino in fondo ognun avrà

Di più di più di più di più di più di più

DI PIU!!!

 

Ecco che razza d'uomo sono...

Tempo presente

 

Innominato:

Ecco che razza d'uomo sono.

Ecco chi sono per la gente, un uomo senza scrupoli.

Perché ora l'incontro con una donna,

le sue suppliche mi turbano fino a questo punto?

Ho avuto tante donne, in modi diversi, in fondo, questa é solo una in più.

E pensare che doveva essere una cosa da niente per me,

abituato ad un certo tipo di commissioni.

 

Don Rodgrigo

Flashback

 

SERVA: (all'Innominato) Signore...

INNOMINATO: Che c'è?

SERVA: Don Rodrigo da Lecco chiede udienza.

INN: Che entri, sentiamo cos'ha da dire quell'inetto. Di che cosa avrà mai bisogno stavolta?

DON RODRIGO: I miei omaggi , eccellenza.

Mi spiace disturbarvi. Non vorrei annoiare con queste cose di poco conto. Spero di non darvi tedio...

INN: Parlate, parlate. Quando posso fare del bene a qualcuno più che volentieri.

DR: Vengo subito al punto. C'é una giovane giù in paese, tale Lucia Mondella, che... insomma, voi mi capite, no? Io le avevo concesso l'onore di essere mia concubina per una notte ma lei si ostina a rifiutare. Con il vostro aiuto si potrebbe risolvere la questione in un altro modo.

INN: Siete sempre più irresistibile Don Rodrigo! E quale sarebbe questo modo?

DR: Beh, questa ragazza avrebbe anche ceduto se non fosse intervenuto quel frate Cristoforo. Questo frate le ha riempito la testa di inutili sciocchezze, come la fedeltà al fidanzato...

INN: Aah! E' fidanzata!

DR: Si, ma è solo un misero tessitore che si guadagna la vita con quattro stracci!

INN: Non vedo dove sia il problema allora.

DR: Il problema, vostra eccellenza, è che quel frate è molto potente e gode di amicizie altolocate.

INN: Ah, capisco, capisco. La faccenda è veramente seria e di primaria importanza. Cosa vorreste che organizzassi? Un assedio del paese o qualcosa del genere, no anzi del convento del frate!

DR: No, no. E' sufficiente un modesto rapimento. Il frate l'ha fatta nascondere nel convento di Monza dove io non posso più toccarla, mentre voi con la vostra influenza...

INN: Tre giorni di tempo e la giovane sarà nella mia... stanza degli ospiti!

DR: Vi ringrazio...

INN: Nibbio!

NIBBIO: Comandi, padrone!

 

Il rapimento di Lucia

Flashback (sulla strada per Monza)

 

PAGURO: Senti Nibbio ma perché i signori fanno i combinozzi e poi tocca a noi risolverli? Fanno presto a comandare, ma poi chi spala siamo noi!

NIBBIO: Taci tu, fifone d'un Paguro che non sei altro! Se il padrone ci affida questi incarichi vuol dire che si fida di noi. Senza di noi non può fare... senza.

TALPA: Piacenza? Fino a Piacenza per rapire... ma non dovevamo andare a Monza?

PAG: Seh figurati! Zitto Talpa! Piuttosto ripassiamo il piano.

NIB: Allora, il padrone ha fatto in modo che la badessa obblighi la ragazza ad uscire. Quindi, quando la vedremo comparire...

PAG: Noi andremo dall'altra parte!

TAL: Parte? Chi é che parte?

NIB: Silenzio!! Banda di bestie, branco di animali!! Dunque tu Talpa con un pretesto la fermerai e tu Paguro alle spalle le butterai addosso un sacco.

PAG: E tu?

NIB: E io vi aprirò la porta della carrozza.

NIB: (Accorgendosi che sopraggiunge Lucia) Presto, ai vostri posti.

 

LUCIA (Avvicinandosi al Talpa) Vi serve aiuto, buonuomo?

TAL: Scusami, figliola. Potresti leccarmi dove indico?... Ehm, no,... indicarmi dov'é Lecco?

Lucia viene rapita

NIB: Ora via, al castello d'urgenza!

TAL: Piacenza? Ma allora siamo a Piacenza!

 

La donna malvissuta

Flashback

 

Donna malvissuta

Benvenuta nella lurida prigione

Carne da macello per il mio padrone

Come non vorrei essere io al posto tuo

Donna da mostrare come un bel trofeo

 

Mi fai quasi pena perché ancora speri

Dovrai rassegnarti scordati chi eri

Scordati di tutto di ogni tuo progetto

Qui non vali nulla sarai solo oggetto

 

Di ogni strana voglia e delle sporche mani

Di quell'uomo che ti ha tolto il domani

 

Mi dispiace tanto se ciò non ti piace

Anche nel tuo cuore spegnerai la luce

Farai sempre tutto quello che lui dice

il tuo amore è meglio che riposi in pace

 

Il voto

 

Lucia

Il mio amore è meglio... che riposi in pace...

Il mio amore è meglio... che riposi in pace...

 

Lucia

No questo terrore pace non mi da

Ma io nella mia angoscia voglio credere

Di parlare con dio

Perché lui forse può comprendere

Che cosa c'è nel cuore mio

 

Io nel dolore son disposta a spegnere

Quel grande fuoco che arde qui dentro di me

Rinunciando a lui

Pur di riuscire a sopravvivere

A non morire in questi antri bui

 

Senza più amore senza mai un figlio mai più

 

Tu libera questa tua figlia che non ce la fa così

Tu salva questa donna che promette di lasciare

Morire in preda al suo tormento

Quel suo forte sentimento dentro lei

E spero che il mio uomo possa un giorno perdonare a me

 

Questa mia mancanza di coraggio che

Ora mi fa pregare per supplicare il cielo

Di proteggermi e di farmi fuggire via

Per proseguir sola la strada mia...

 

Senza più amor senza mai un figlio mai più...

 

...(Lucia si addormenta, sognando il suo rapitore e carnefice)...

 

Senza più amor senza mai un figlio mai più...

 

Il primo incontro

 

Innominato

Che fate lì? Vi faccio tremar?

Un mostro io sono ? non fate così

Alzatevi da me non verrà

Per voi alcun male

 

Donna malvissuta

Credete a lui!

 

Lucia

Ditemi voi perché son qui

Io risposta trovar non so

Cos'ho fatto perché voi mi fate soffrire?

Che cosa volete da me?

 

Innominato

Io male non vi voglio far

Se voi siete qui è perché

Ho promesso a un amico di portarvi via

E di consegnarvi a lui

 

Lucia

Mi sembra che nel cuore

Non abbiate alcun rancore verso me

Fatemi andar via di qua

Dio vi ricompenserà

 

Innominato

È vero nel mio cuore io non ho

Alcun rancore verso voi

Ma ho promesso che

Voi starete qui da me

 

Lucia

Innominato

Nel profondo penso che voi

 

Sappiate capire qual è il bene per me

no no no

 

Innominato

No! io no non riuscirei mai

A soffocare la luce che è in voi

 

Lucia

Se mi portate via di qua

Il mio cuor non dimenticherà

Per un gesto di misericordia il signore

Molte cose perdonerà...

 

Innominato

Non confondetemi perché

Nel mio cuore un dio non c'è

Ora non voglio prendere una decisione

Vi prometto : ci penserò...

 

Disagio

Musicale

 

I turbamenti dell'Innominato

Tempo presente

 

Innominato

Dio può perdonare tante cose

Per un gesto misericordioso

Si fa presto a dirlo in due parole

 

Non ci sarà perdono per me

Che sono un miserabile se

 

Oso chiedere pietà al signore

Non ne ho mai avuta per chi muore

Non c'è cristo che mi può salvare

 

Il mio destino è già segnato

Io sono un uomo già rassegnato

 

La farò finita in qualche modo

La mia vita spesa a far del male

Una via di scampo non la vedo

Chi può cambiare la mia esistenza

Troppi delitti ho sulla coscienza

 

Quella donna non sa quel che dice non esisterà per me la pace

Sono solo una belva feroce

Morirò si............

 

Ce l'ho ancora qui davanti agli occhi

Ogni vittima dei miei misfatti

I nemici li ho sempre trafitti con la spada

 

A tante persone ho tolto il pane

Ho ammazzato come si conviene

Ad un sanguinario che ha il potere

 

Di far tacere qualsiasi voce

Di dare fuoco quando gli piace

 

Mai nessuna donna si opponeva

Quando la mia lancia la sfiorava

Ottenevo io qualsiasi cosa

 

Ma d'improvviso in questo momento

Sento qualcosa rompersi dentro

 

Io non sono più quella persona

Ma nessuna forza sovrumana

Potrà riscattarmi adesso

Sono solo in questo abisso

troppi sbagli ho commesso

mi sono già condannato

 

sto impazzendo io

il tormento mio

non si placherà

ma continuerà

a distruggermi

a rimordermi

nel mio animo

un inferno c'è

evitarlo sarà

impossibile

e poi sento che

troppo tardi è

per cambiare strada

per cambiare vita

per tentare ora

di tirarmi fuori

tutti i miei errori

sono incancellabili!!!!!!

 

Io non sono più quella persona

Ma nessuna forza sovrumana

Potrà riscattarmi adesso

Sono solo in questo abisso

troppi sbagli ho commesso

mi sono già condannato (2v)

(Innominato tenta il suicidio cercando di impiccarsi ma repentinamente si ferma... un dubbio sfiora la sua mente...)

E se di là ci fosse qualche cosa?

E se non fosse tutto finito?

Se esistesse veramente quell'altra vita di cui parlano?

A cosa servirebbe questo? (stringe il capestro).

Che ne sarà di me? Che cosa devo fare? Qual é dunque il mio destino?

 

La decisione

(Sulla strada per il paese)

Gente (Unisono)

Confitemini domino quoniam bonus quoniam sanctus (3v)

 

Una

Gente

Grazie signore perché è arrivato tra noi

 

Il cardinale la sua parola speranza ci darà

Il cardinale...

 

Innominato

Ma chi è quest'uomo che aspetta voi

Perché andate là, che speranza vi può dar

Egli è un uomo come voi

 

Una

Donna

Egli è un uomo che con le sue parole

Il cuore sa toccar

il mio cuore

La tua vita dopo ciò

ha saputo toccar

Più

la mia vita dopo ciò

la stessa non sarà

la stessa più non fu

 

Donna

Io la luce ho trovato con lui

Un malvagio signore

Si prese il mio amore

Poi il figlio che nacque così

Non volli accettare

Lo lasciai morire

Il rimorso era grande ma poi

Quell'alto prelato

Speranza mi ha dato

 

Innominato

Una

Consolare chi non è causa del suo male

No!

È facile

Non è solo così!

ma che cosa ne sarà

Ha parole

di

anche per

chi scuse non ne ha?

Chi scuse non ne ha!

 

Uno

Perdonò anche me che per denaro

Volli uccidere, in piena libertà

Per mia malvagità

 

................

 

Gente (soprani)

Confitemini domino quoniam bonus quoniam sanctus

Confitemini confitemini quoniam bonus Domino

Sanctus bonus quoniam bonus quoniam sanctus Domino quoniam sanctus

 

Gente (contralti)

Confitemini Domino Domino

Confitemini Domino Domino Domino

Bonus sanctus Domino quoniam bonus quoniam sanctus quoniam sanctus

 

Gente (tenori)

Confitemini Domino quoniam bonus quoniam sanctus

Confitemini quoniam bonus quoniam sanctus

Confitemini Domino quoniam bonus quoniam sanctus

 

Innominato

Se nelle loro parole c'è la verità

Potrò cambiare

Questa speranza da lui mi guiderà...

 

 

Atto Secondo

Entr'Acte - L'Innominato offre asilo

Qualche mese dopo la conversione, al castello dell'Innominato

 

Paguro

È impazzito cosa gli prenderà

Forse è stato il solito vino mah!

 

Talpa

Non è ubriaco è molto strano e poi

Non è l'uomo che conosciamo noi

 

Nibbio

La sua malvagità sembra sparita

 

Paguro

Colpa di quella là

 

Nibbio

Non ha più dignità, si è rammollito

 

Talpa

È come un baccalà

 

Paguro

Non è più di ghiaccio

 

Talpa

Ha un bimbo in braccio

 

Nibbio

È uno straccio

 

Ospiti

Ma che generosità

Dai lanzichenecchi dalle pestilenze

Lui ci difenderà

I nemici vincerà lui ci nasconderà

Ci proteggerà

 

uno

ora è buono è proprio uno di noi

che grand'uomo più di tutti gli eroi

nel castello mi sento a casa mia

ma che bello

 

nibbio

è colpa di Lucia!

 

Uno

Miracolo sarà

Se ci ammazzava ed ora ci ospita

Il pane ci darà

La carestia paura più non ci fa

 

Nibbio

No non ci credo

A quel che vedo

Io mi annego

 

Ospiti

Ma che generosità

Dai lanzichenecchi dalle pestilenze

Lui ci difenderà

I nemici vincerà lui ci nasconderà

Ci proteggerà

 

 

Innominato

la mia casa è casa vostra ormai

non so se mi perdonerete mai

di quel male che ho sempre fatto a voi

ero il peggiore degli avvoltoi (2v)

 

Ospiti : Ma che generosità... (Doppio Finale)

 

Ospiti

Ospiti

Ospiti

Paguro

Talpa

Nibbio

Contralti

Tenori

Soprani

E' impazzito

Non è ubriaco

La sua

Non è più

Non è più

Ora è

Cosa gli

è molto

malvagità

di

di

buono è

Prenderà

strano

sembra

ghiaccio

ghiaccio

proprio

Forse è

e poi non è

sparita

(4v)

(3v)

uno di noi

Stato il

l'uomo che

colpa di

che

Solito vino

conosciamo

quella là!

grand'

Mah!!! (6v)

Noi (6v)

(5v)

uomo più

di tutti

gli eroi!

(2v)

Ospiti

Ma che generosità

Dai lanzichenecchi dalle pestilenze

Lui ci difenderà

I nemici vincerà lui

ci nasconderà

Ci proteggerà

CI PROTEGGERA'!!!

 

Fin da quel dì

 

nibbio

Fin da quel dì

Che quell'incantatrice abbiamo portato fin qui

Le cose son cambiate

Ricordo che dopo averle parlato

Si è precipitato

In chiesa all'alba giù in città

Incontro a un uomo

Che non so quel che facesse là

 

Talpa

Che cardinale Bo...Bo...Borromeo di nome fa...

 

Il cardinale

Flashback (Nella sagrestia del paese)

 

Cardinale

Io mi devo scusare con voi

Coraggio su entrate

Di lui non temete più

 

Innominato

Perché vi scusate con me

Per quale motivo

Sapete chi sono ... io?

Io, di quanto mi importi di dio

Del male che faccio

Di ogni inganno mio

 

Cardinale

Sarei dovuto venire io stesso da voi

Da tanto tempo volevo incontrarvi

Voi siete solo

Un uomo che ha perso la strada di dio

Voi non sapete che cosa lui vuol da voi

Né quanto ami voi

 

Vuole che il vostro viso torni a splendere

La vostra bocca torni a ridere

Il vostro corpo possa vivere

 

Innominato

Come può dio voler questo per me

Io sono un dannato l'inferno è scontato per me

 

Cardinale

Dovete fidarvi di lui

Perché il buon pastore

Non lascia smarrita mai

Quell'unica pecora che ha perso il sentiero

Lui lascia il suo gregge e va

 

Come quel padre

Che apre le braccia e va incontro al figlio

Tornato a casa pentito

 

Innominato

Cardinale

Come quel padre

come quel padre

Che apre le braccia e va

lui apre le braccia e va

incontro al figlio

sì! dal figlio

Tornato a casa

pentito

pentito

nel suo cuore

 

Innominato

Quel figlio vorrei essere io

Che devo fare?

 

Cardinale

Rendete la luce

A chi nel buio sta....

 

Preti e prelati

Tempo presente

 

NIB: Come erano belli i tempi in cui a preti e prelati tiravamo il collo!

PAG: Cosa poi è andato a fare da quel cardinale!?

TAL: Monreale? E' andato a Monreale?

PAG: No, è andato a Monza.

TAL: Ponza? Fino là dai Borboni? (licenza artistica!)

NIB: Si, sti due...bragoni!

E poi non capisco a cosa servono i preti, con il loro latinorum confondono la povera gente, il loro unico scopo è di entrare in possesso dei tuoi averi.

TAL: Poderi?

PAG: Non vogliono la tua felicità!

TAL: Eredità?

PAG: Io li torturerei, li brucerei, li...

NIB: Ma cosa vuoi fare tu.

Non solo il padrone di buon mattino si è preso la briga di andare dal cardinale ma poi, quel giorno, ci siamo visti arrivare anche 4 sottane.

TAL: Ah si, certo certo, 4 p...

NIB: No! Sottane! Tre donne e quel pretino.

TAL: Cretino?

NIB: Anche. Non è vero Paguro? A proposito, è da un po' che non parli. Hai una paresi?

NIB: Evidentemente si, continua la cura!!

 

LA liberazione di Lucia

Flashback

 

AGNESE: E poi ditemi, dopo tanti spasimanti, si è maritata la figlia dell'oste?

LA MOGLIE DEL SARTO: Osteria!! Si è sposata e ha già un figlio. Eh, Agnese, loro son giovani, vanno a gonfie vele, tira sempre il vento.

AGN: Eh, vanno col vento in poppa!

M.S.: Invece noi, alla nostra età, prendiamo quel che viene, o quel che c'é, quando c'é, se c'é...

DON ABBONDIO: Figliole è proprio vero, quando non c'é nulla da dire si parla del tempo. Ma oggi non tira il vento!!

M.S.: E' vero, per noi è un po' che non si muove un filo d'aria!

D.AB: Invece di perdere tempo a parlare del vento, potreste pregare.

M.S.: Io saprei per cosa pregare.

D.AB: Magari per la resurrezione della carne.

M.S.: Eh si, proprio quella!!

PERPETUA: Eh non ce n'era bisogno quando Beppe Suolavecchia mi veniva dietro. Non riusciva a stare un'intera giornata senza vedermi.

D.AB: Zitte, zitte. Sta arrivando quel delinquente.

(Agnese corre verso Lucia e la abbraccia)

 

PER. e M.S.: Cara, stavamo giusto parlando di te. Eravamo così in ansia!

 

L'Innominato si avvicina a don Abbondio con le monete

INN: Queste sono per lei.

D.AB: No, non servono i vostri soldi.

INN: Mi permetto di insistere.

D.AB: Beh, però se proprio insiste, giusto per il mio disturbo.

INN: Ma cosa ha capito! Non sono per lei, ma per lei

D.AB: Ovviamente, si si certo. Adesso possiamo togliere l'incomodo.

 

Il secondo Incontro

Tempo presente

 

PAG: E' proprio vero, le sottane sono tutte inutili, chiunque sia a portarle a spasso.

NIB: Ora, almeno, nonostante tutto il via vai al castello, sono alcuni mesi che non abbiamo più tra i piedi Lucia, sua madre e quel pretino cretino...

PAG: Vedrai che il padrone in poco tempo tornerà quello di una volta.

TAL: Le torme son dannate, le tarme son donnate!!

PAG E NIB: Cosa??

TAL: Le donne son tornate!!

 

Don Abbondio

È un'ora che cammino

Son stanco e devo leggere il breviario

Ma ditemi un po' se era veramente necessario

 

Agnese

Pochi passi ed è arrivato

Taccia che risparmia il fiato

 

Lucia ;Abbondio

Che strana sensazione ;Io, però, non son tranquillo

Tornare in quella che era una prigione ;cosa vorrà da noi quello

E non provar paura ;no, no

Ma restar calma e sicura ;no

 

Abbondio

Agnese

Lucia

Io però non son tranquillo

Si calmi si calmi

 

Cosa vorrà da noi quello...

non faccia non faccia così

Io son qui per

Lui son qui per

lui

 

Agnese

Si calmi reverendo

Quell'uomo non è più così tremendo

 

Abbondio

Lucia

Avrà ragione lei Agnese

son qui solo per lui

Ma io sto tremando

sol per lui

 

Agnese

Ora non esageriamo

In pericolo non siamo

 

Lucia

Vicino a queste mura

Dove piangevo sola ed indifesa

Vi sembrerà impossibile

Però mi sento a casa

 

Agnese

Troveremo da mangiare

Ci potremo riscaldare!

 

Innominato

Voi siete qui tornate da me

In cuor non avete rancor né timor

Dal giorno che la gente arrivò

Ho sempre sperato di vedere voi.

 

Lucia e Innominato

Ma il cielo ha voluto che

La mia vita incontrasse voi

Come fiumi stranieri in un unico mare

Sole e luna in un unico ciel

Viviamo in mondi diversi

Tra di loro lontani ma

Una forza ci attrae e non so indovinare

Dove mai ci voglia portar

 

Abbondio

Strano modo di salutare

Chi del male ha fatto a voi

Non ci vedo chiaro ma

Un imbroglio ci sarà

 

Nibbio

Strano modo ha di guardare lei

Cui volle far del mal

Non ci vedo chiaro ma maleficio ci sarà

 

Lucia ;Innominato

Chiedo a voi ;Voi siete qui

Ospitalità ;tornate da me

Voi che un giorno sapeste ;in cuor non avete

dimostrare pietà ;né rancor né timor

Sento che ;Dal giorno che

posso credere in voi ;la gente arrivò

Il vostro futuro ;ho sempre sperato

senza ombre sarà ;di vedere voi

 

Lucia

Innominato

Abbondio

Nibbio

Chiedo a voi

Voi siete qui

Strano modo

Strano modo ha

Ospitalità

tornate da me

di salutare chi del

di guardare lei

Voi che un giorno sapeste

In cuor non avete

male ha fatto

cui volle far

a voi

del mal

dimostrare pietà

né rancor né timor

non ci vedo chiaro

non ci vedo

ma un imbroglio

chiaro ma

ci sarà

maleficio ci sarà

Sento che

Dal giorno che

Strano modo

Strano modo ha

posso credere in voi

la gente arrivò

di salutare chi del

di guardare lei

Il vostro futuro

ho sempre

male ha fatto

cui volle far

 

Sperato

a voi

del mal

senza ombre sarà

di vedere voi

non ci vedo chiaro

non ci vedo

ma un imbroglio

chiaro ma

ci sarà

maleficio ci

sarà

 

Lucia e Innominato

Ma il cielo ha voluto che

La mia vita incontrasse voi

Come fiumi stranieri in un unico mare

Sole e luna in un unico ciel

Viviamo in mondi diversi

Tra di loro lontani ma

Una forza ci attrae e non so indovinare dove mai ci voglia portar (2v)

 

L'Arrivo dei Lanzichenecchi

Tempo presente

 

SERVO: I lanzichenecchi, i lanzichenecchi!!

SERVO: Padrone l'esercito dei Lanzichenecchi si sta avvicinando!

INN: Ma come! Osano avvicinarsi al mio castello?

SERVO: Si, i loro comandanti sono già qui e vogliono parlare con voi.

LANZO1: (rivolto all'Innominato con tono esuberante) Salute a te, vecchia canaglia.

INN: Salute a voi.

LANZO1: L'eco della tua ospitalità è arrivata fino a noi. Siamo venuti a verificare di persona.

INN: Chi varca la mia soglia da amico è sempre il benvenuto.

LANZO2: Te lo avevo detto che sul vecchio si può sempre contare.

LANZO1: Scendi al paese e dai ordine alla compagnia di salire al castello.

INN: Un momento, la mia casa è aperta solo per chi viene in pace.

LANZO1: Nonostante la tua fama, la voglia di scherzare non ti manca.

INN: Io non sto scherzando e, guardandovi, non mi sembra che veniate in pace.

LANZO1: E perché mai dovremmo? Ti pare che noi siamo tipi da elemosinare un riparo per la notte? Noi quello che vogliamo ce lo prendiamo!

LANZO1: Senti vecchio mio ti conosco da troppo tempo per non capire il tuo gioco: chiamare qui questa gente, con la scusa di proteggerli, è un'idea veramente degna di te, così i tuoi uomini possono passare indisturbati casa per casa. Ma perché vuoi fare tutto da solo? Ah capisco! Questa è la tua zona e vuoi tenere la "torta" tutta per te! E allora senti che cosa ti propongo: con la nostra cavalleria possiamo raggiungere anche i paesi più lontani e se tu e i tuoi uomini ci appoggerete...

INN: Fermati sciagurato e non dire altro! Non è più tempo per quel genere di imprese e io non son più quel genere d'uomo.

LANZO1: Ah è così? Ma bada a te: o con noi o contro di noi!

INN: Come osi minacciarmi! Andatevene prima che mi ricordi chi ero e vi faccia provare il filo (estrae la spada) della mia lama!

LANZO1: La pagherai! La pagherete tutti!

 

Il complotto

Tempo presente (Accampamento dei lanzichenecchi)

 

LANZO1: Allora siamo d'accordo: tu ti accamperai con i tuoi uomini oltre il fiume al riparo di quegli alberi. Metti delle sentinelle che impediscano a chiunque di entrare o di uscire dal castello. Io invece piazzerò i cannoni nella radura che si trova da quella parte. Che vedano bene la fine che li attende!

LANZO2: Ehi, senti, mi è venuta un'altra splendida idea: manderemo i cavalli a pascolare lungo il fiume, così da insaporire per bene l'acqua che entra al castello! Fame e sete faranno abbassare loro la cresta!

LANZO1: Forse tutto questo non sarà necessario: guardate chi sta arrivando.

LANZO2: Siete scappati o è il vostro padrone che vi manda?

NIBBIO: Niente di tutto questo: a onor del vero noi saremmo qui per tentare una mediazione, per trovare un accordo. Immagino sarete rimasti sorpresi nel trovare il nostro padrone così cambiato.

LANZO1: E già, stavamo giusto dicendo di quanto ci dispiace.

NIBBIO: Dovete sapere che non è tutta colpa sua. Fino a pochi mesi fa le cose andavano a meraviglia: furti, rapine, omicidi, rapimenti; di tutto ci ordinava, ci faceva fare ogni genere di... lavoro. Poi un bel giorno ci ordina di rapire una ragazza, una certa Lucia Mondella, dal convento di Monza. Noi gliela portiamo qui e lui che fa? Invece di riservarle il solito trattamento, ci ordina di liberarla! E non solo! Per farsi perdonare le regale del denaro. Da quel giorno non è più lui. Secondo noi questa donna ha trovato qualche argomento molto efficace per convincerlo a liberarla e da allora è come soggiogato da lei. Anche oggi prima del vostro arrivo abbiamo visto il padrone parlare con lei.

LANZO1: Ah ma questo cambia tutto... forse potremmo fare qualcosa in nome della nostra vecchia amicizia per aiutarlo.

PAGURO: Ecco... noi... pensiamo che se voi parlaste con lui in privato, sicuramente il padrone rinsavirebbe e cambierebbe idea.

LANZO2: Ma come è possibile che ciò avvenga dopo quanto è successo oggi?

NIBBIO: E' presto detto: questa sera uno di voi si sostituirà al frate confessore del padrone, così potrà entrare e parlare con lui lontano dagli occhi e dalle orecchie di quella strega.

LANZO1: Ci sembra una buona idea: un'ora dopo il tramonto aspetterò il vostro segnale e mi introdurrò nel castello.

LANZO2: (Dopo che i Bravi se ne sono andati) Senti un po', ma come pensi di portare dalla nostra parte il padrone di quei babbei, visto come ci ha trattato?

LANZO1: Non ho alcuna intenzione di affrontarlo direttamente! Secondo quegli incapaci il problema è la donna e allora risolviamolo così...(brandendo un pugnale)

 

 

La sera stessa, al castello dell'Innominato

TALPA: (Rivolto al Lanzo1 travestito da frate) Attendete qui, vado a chiamare il padrone.

LANZO 1: Si certo, ma prima fammi vedere questa Lucia così che io possa scoprirne il segreto e liberare il tuo padrone.

TALPA: Provvedo subito (Talpa se ne va in cerca di Lucia. Dopo qualche secondo Lucia raggiunge il falso frate)

 

LUCIA: Volevate vedermi padre?

LANZO 1: Sei tu Lucia Mondella?

LUCIA: Sì, sono io...

(Il lanzichenecco estrae il pugnale e si avventa su Lucia. Ma l'Innominato, che ha assistito a tutta la scena, si lancia tra il frate e Lucia per farle scudo con il proprio corpo. A causa del suo gesto, viene trafitto al posto di Lucia)

 

Requiem

(Lucia ha tra le braccia l'Innominato morente. Piange il suo dolore, mentre lui le lascia il proprio testamento spirituale)

Lucia

Io una ragione più non ho

Per vivere se ti perderò

La mia vita è vuota oramai

Se tu adesso te ne vai

 

Con una promessa unica

Che nessuno sciogliere potrà

Rinunciai all'uomo accanto a me

Ora insieme a lui perdo anche te

 

Innominato

Scioglierai

Quel tuo voto strano e inutile

Nel tuo pianto non capivi che

Il tuo cuore già batteva per me

Ora che

Nel tuo mondo non ci sarò più

Capirai che senso oggi non ha

Rinunciare alla felicità

Lucia

La tua libertà tu la riavrai

Questo gesto tuo mai capirò

Di una nuova luce brillerai

per te io chi sono non lo so

Voglio che ritorni in te Lucia

Tu sei un mistero dentro me

Anche al prezzo della vita mia

Un gran solco incancellabile

 

Voglio che

Vuoi

Il tuo viso a splendere

tu

La tua bocca torni a ridere

che

Il tuo corpo possa vivere

il mio corpo possa vivere

 

Ora vai

Sai già chi devi raggiungere

Scorda questi giorni tristi in cui

Ti ho strappata e derubata a lui

 

Dio saprà capire cosa c'è

Nel tuo cuore puro e docile

Con una grandezza tale che

Ha saputo cambiare anche me... (L'Innominato muore tra le braccia di Lucia)

 

Anime Nuove

(Gli interpreti di Lucia e dell'Innominato sono in scena e meditano sul significato di quanto vissuto dai loro personaggi)

 

lei

Se ti vedrai schiavo di tutto quello che eri

La vita è più grande di te

Dei tuoi pensieri

 

Fermati un attimo

Credi che

Ogni tuo istante è nuovo

 

Un'altra strada c'è

Lì per te

Devi spiccare il volo

 

Lui

Verso quel cuore che hai anche se non lo vedi

Con quel coraggio di mai

 

Lei

Che forse già possiedi

 

Lui

Capire il senso di

Ogni tuo

 

Lui

lei

Fortissimo dolore

fortissimo dolore

 

Lei

Scrivere d'ora in poi

Pagine

 

Lui

lei

Con un altro colore

con un altro colore

 

 

Perché il valore di ogni momento è immenso

Perché il valore di ogni momento è immenso

 

Lui

Anche il destino si può trasformare lo sento

Anima nuova che nasce qui

 

Lei

Se lo desideri tu ma devi insistere

 

Lui

Vincerti

 

Lui

lei

Amare sempre di più

Amare sempre di più

 

Lui

Voglio che

 

Lei

Lui

Il tuo viso torni a splendere

 

La tua bocca torni a ridere

ridere

 

Lui

Il tuo corpo possa vivere

 

Lui

lei

Ora che

Ora che

Nel tuo mondo non ci sarò più

nel tuo mondo non ci sarò più

Capirai che senso oggi non ha

capirai che senso oggi non ha

Rinunciare alla felicità

rinunciare alla felicità

 

Lui

Verso quel cuore che hai anche se non lo vedi

Con quel coraggio di mai

 

Lei

Che forse già possiedi

 

Lui

Capire il senso di

Ogni tuo

 

Lui

lei

Fortissimo dolore

fortissimo dolore

 

Lei

Scrivere d'ora in poi

Pagine

 

Lui

lei

Con un altro colore

con un altro colore

Perché il valore di ogni momento è immenso

Perché il valore di ogni momento è immenso

 

Lui

Anche il destino si può trasformare lo sento

Anima nuova che nasce qui

 

Lei

Se lo desideri tu ma devi insistere

 

Lui

Vincerti

 

Lui

lei

Amare sempre di più

amare sempre di più

 

Uomini e donne

Donne

Voglio che

il tuo viso torni a splendere

Voglio che

la tua bocca torni a ridere

Voglio che

il tuo corpo possa vivere

 

Donne (Soprani)

Donne (Contralti)

Uomini

Ora che

Ora che

Ora che

Non ci sarò più

non ci sarò più

Non rinuncerai

non rinuncerai

non rinuncerai

Alla felicità

alla felicità

alla felicità

 

Uomini e donne

Donne

Ora che

nel tuo mondo non ci sarò più

Ora che

capirai che senso oggi non ha

Non dovrai

rinunciare alla felicità

 

Donne (soprani)

Donne (Contralti)

Uomini

Voglio

Voglio

Voglio

 

Splendere

splendere

Ridere

ridere

ridere

Vivere vivere

vivere

vivere

 

 

Donne (soprani)

Donne (Contralti)

Uomini

Lui

Lei

Egli

 

 

 

 

 

Voglio che

Voglio che

Voglio che

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tuo viso

il tuo viso

il tuo viso

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tuo viso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torni a splendere

torni a splendere

torni a splendere

 

 

 

 

 

 

 

 

La tua bocca

la tua bocca

la tua bocca

 

 

 

 

 

 

 

 

Torni a ridere

torni a ridere

torni a ridere

 

 

 

 

 

 

 

 

ridere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tuo corpo

il tuo corpo

il tuo corpo

 

 

 

 

 

 

 

 

Possa vivere

possa vivere

possa vivere

 

 

 

 

 

 

 

 

Voglio che

Voglio che

Voglio che

Anime

 

 

 

 

 

 

 

Il tuo viso

il tuo viso

il tuo viso

Nuove

 

 

 

 

 

 

Il tuo viso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torni a splendere

torni a splendere

torni a splendere

 

 

 

 

 

 

 

 

La tua bocca

la tua bocca

la tua bocca

 

 

 

 

 

 

 

 

Torni a ridere

torni a ridere

torni a ridere

Anime

 

 

 

 

 

 

 

Ridere

Nuove

 

 

 

 

 

 

Il tuo corpo

il tuo corpo

il tuo corpo

 

 

 

 

 

 

 

 

Possa vivere

possa vivere

possa vivere

 

 

 

 

 

 

 

 

Voglio che

Voglio che

Voglio che

Anime

 

Ogni

 

 

 

 

 

Il tuo viso

il tuo viso

il tuo viso

Nuove

 

 

 

 

 

 

Il tuo viso

 

momen

 

 

 

 

 

Torni a splendere

torni a splendere

torni a splendere

To_è im

 

 

 

 

 

La tua bocca

la tua bocca

la tua bocca

Menso

 

 

 

 

 

Torni a ridere

torni a ridere

torni a ridere

Anime

il destino

 

 

 

 

 

Ridere

 

Nuove

 

 

 

 

 

Il tuo corpo

il tuo corpo

il tuo corpo

si può

 

 

 

 

 

Possa vivere

possa vivere

possa vivere

trasfor-

 

 

 

 

 

 

 

mare lo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sento ani-

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ma nuova

 

 

 

 

 

 

che nasce

 

 

 

 

 

 

 

 

qui se lo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

desideri tu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ma devi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

insistere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

vincerti

 

 

 

 

 

 

 

 

amare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sempre di

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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