Personaggi

Personaggi e caratteri principali

Innominato.

E' il protagonista maschile. Tutta l'opera si basa sulla sua conversione interiore: da grande delinquente diventa grande benefattore, pur non perdendo le peculiarità del proprio carattere, viene a mettere a servizio del prossimo quanto ha fino ad allora accumulato con ruberie e delinquenze.

Lucia.

E' la protagonista femminile. A differenza di quanto comunemente associato al suo personaggio, essa non è semplicemente il "motore" ultimo della conversione dell'Innominato. Come l'incontro tra i due ha cambiato l'Innominato, così non può non aver cambiato anche Lucia. Attratta dal proprio carnefice, viene a mascherare financo a se stessa tale propria inconscia attrazione, nascondendola dietro ad un voto.

Tre bravi dell'Innominato (Nibbio Paguro Talpa).

Costituiscono la "sgarruppata" ghenga dell'Innominato. Vili e fanfaroni, riescono a portare a compimento le missioni loro affidate quasi sempre per puro caso o per incapacità altrui, più che per propria capacità.

 

Personaggi minori e comparse

La donna malvissuta.

Carceriera di Lucia, le darà il "benvenuto" nelle carceri dell'Innominato.

I lanzi.

Tra essi sono presenti due vecchi compagni di ventura dell'Innominato, presenti al primo omicidio. Cercheranno la sua complicità per razziare il villaggio, ma, non ottenendola, e, influenzati da quanto creduto dai Bravi, complotteranno contro Lucia.

 Il cardinale.

Il Cardinal Federigo Borromeo, la cui spiritualità è profonda e genuina, al contrario di Don Abbondio, aiuta l'Innominato a chiarire il proprio turbamento interiore, suggerendogli, tra l'altro, la sua prima opera di bene ("rendete la luce a chi nel buio sta...")

Il compagno.

Vittima del primo omicidio dell'Innominato, viene da questi ucciso per una lite sulla spartizione di un bottino.

Don Rodrigo.

Commissiona all'Innominato il rapimento di Lucia, non riuscendo lui ad ottenerla per sè.

Don Abbondio.

Compare in due sole scene, ma è sufficiente per capire la spiritualità scarsa e legata al proprio immenso ego.

Perpetua, Agnese e moglie del sarto.

A parte Agnese, che compare anche nella scena del ritorno al castello, compaiono nella sola scena della liberazione. I loro dialoghi sono uno spunto per meditare "ironicamente" sulle frustrazioni di vecchie signore bigotte...

Serva, donna, una, uno, servo e altri.

Comparse. Intervengono solamente per sottolineare alcuni momenti e fornire testimonianze utili al proseguimento della storia.

 

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