Presentazione
Tutta l'opera, composta nell'Estate 1999, trae origine dai Promessi Sposi, e, più precisamente, dall'episodio dell'Innominato. L'episodio è stato narrato "dall'altra parte". Cioè, non si è messo in scena il canonico punto di vista manzoniano, ma è stato adottato l'Innominato come io narrante, vivendo le vicende, che tutti conosciamo, dal suo punto di vista. Anzi, ci si spinge oltre: si "osa" reinterpretare il rapporto tra lui e Lucia, pensando (forse imprudentemente) a quanto sarebbe potuto accadere tra i due e che Manzoni non avrebbe mai osato raccontarci...
L'idea di fondo è molto semplice: l'incontro tra due mondi così diversi non può non avere influenze su entrambi. Siamo abituati a conoscere le conseguenze che ha avuto sull'Innominato; quelle più "regolari", "canoniche", ma non ci siamo mai interrogati su quelli che possono essere stati i riflessi di tale episodio su Lucia. Lucia non può essere uscita "indenne" da ciò, non può esserci solo stata univocità di reazione: un po' della nobiltà d'animo di Lucia è finita nell'Innominato (che l'ha reinterpretata e vissuta a suo modo, mettendo tutto il suo potere al servizio del prossimo, Lucia compresa), ma un po' della "sregolatezza" di costui è finita in Lucia (che l'ha vissuta come poteva vivere lei la trasgressione, dando forma e vita, seppure inconscia, seppur virtuale e seppure per fugaci attimi, ad un rapporto che mai si sarebbe potuto tradurre concretamente).
E' solo nel finale che chi ha veramente capito tutto (l'Innominato) rimette le cose a posto, spiegando a Lucia come continuare a vivere anche dopo quanto è accaduto.
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