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San Cataldo

Il 17 marzo 1907 a Caltanissetta, un vecchio ottuagenario, tale Marco Miraglia, che godeva la fama di denaroso, fu trovato nella sua abitazione con la testa quasi staccata dal busto. Il disordine nell'appartamento, dimostrava che l'assassinio aveva avuto come movente, il furto, e del denaro, era stato effettivamente involato. Gli esecutori della macabra impresa, risultarono essere: Genio, Napoletano, Sole e Vivacqua, tutti disoccupati, di San Cataldo, che furono assicurati alla giustizia. L'indomani i carabinieri arrestano un altro complice, Salvatore Anzalone, sempre di San Cataldo. (L'Avvenire 1907)

La corriera della morte. Cronaca di una strage al Ponte Cinque Archi

Nel 1962 si verificò un tragico incidente stradale con un pullman che precipitò nel fiume Salso: vi furono 14 vittime, di cui la metà nissene d'origine o d'adozione.
Tra gli incidenti più gravi verificatisi sulle nostre strade, ancora oggi rimane alla memoria dei più adulti quello estremamente drammatico che si verificò il 17 marzo 1962 su Ponte Cinque Archi, dove la corriera della Sais che copriva il percorso Caltanissetta-Enna, con 18 passeggeri a bordo, improvvisamente sbandò abbattendo il parapetto e precipitando con un volo di venti metri nel sottostante fiume Salso. Il tragico bilancio fu di 14 vittime, quasi tutte di giovane età, di cui sette nisseni d'origine o d'adozione; quattro i feriti gravi.Fu una pagina di lutto che ebbe vasta eco ben oltre i confini dei comuni di residenza delle vittime, per lo più insegnanti che si recavano a scuola a Villarosa e operai di miniera che quel sabato rientravano per il fine settimana.
I nisseni che persero la vita furono gli insegnanti Giuseppe Passafiume di 26 anni, Rosalia Sedita anche lei di 26 anni, Maria Giannavola Zirilli 23 anni, Marisa Cancelliere 24 anni (quest'ultima, nativa di Lercara Friddi, viveva a Caltanissetta); inoltre
Margherita Rinaldi, 26 anni, insegnante di San Cataldo, e Giuseppe Sbirziola 23 anni, perito agrario di Butera. E c'era anche Liborio Cilano, avvocato di 34 anni originario di Pietraperzia ma residente anch'egli nella nostra città. Tra i feriti, Paolo Geraci, 49 anni, muratore di Sommatino. Le altre vittime erano originarie di Enna, Villarosa, Palermo, Alimena, Barrafranca, Polizzi Generosa, tutti comuni che condivisero con Caltanissetta quella tragica giornata di morte.
E' una piovosa e fredda mattina quando l'autocorriera della Sais (Società Anonima Ing. Scelfo) parte alle 8,05 da Caltanissetta guidata dall'autista Enrico Di Mattia, ennese di 39 anni. Oltre a lui si trovano sul mezzo il bigliettaio Gaetano Scavuzzo di 41 anni e l'aiuto bigliettaio Paolo Scarlata di 22 anni. Il pullman deve raggiungere Villarosa e poi proseguire per la stazione di Enna. Al bivio per Santa Caterina Di Mattia supera un'altra corriera, carica di minatori della zolfara Capodarso smontati dal turno di notte, che procede più lentamente lungo la statale 121: giusto un cenno di saluto al relativo autista Vincenzo Fasciana, per poi proseguire in direzione del Ponte Cinque Archi. Sono circa le 8,30 ed è proprio qui che si consuma il dramma. Improvvisamente l'autocorriera ha uno scarto sulla destra, abbatte la spalletta e precipita dopo un volo di circa venti metri nel fiume, capovolgendosi e rimanendo semisommersa.
Spettatori inorriditi dell'incidente sono i passeggeri dell'altra corriera, che si fermano per prestare i primi soccorsi. In molti raggiungono il greto del fiume, ove la corriera è un ammasso di lamiere, ma lo spettacolo che si para loro davanti dà già l'immagine della tragedia, dato che dai finestrini frantumati possono intravedere un groviglio di cadaveri, che cominciano ad estrarre dopo essere entrati nell'acqua gelida, il tutto reso difficoltoso anche dalle inclementi condizioni del tempo.
I feriti vengono trasportati con l'autobus dei minatori a Villarosa, mentre i morti vengono allineati sul greto. L'autista Di Mattia spira appena dopo essere stato estratto, mentre l'insegnante sancataldese Rinaldi si spegne nel pomeriggio nel nosocomio ennese in seguito alla frattura della base cranica: quasi tutte le vittime, infatti, sono decedute per tale tipo di trauma. La notizia subito si propaga da Villarosa a Enna, a Caltanissetta, da dove cominciano ad arrivare ambulanze, vigili del fuoco, forze dell'ordine, autorità civili e militari, oltre al magistrato per le constatazioni di legge. In quanto alla causa del sinistro si parlerà di un guasto allo sterzo.
Il primo a raggiungere il ponte è il sindaco di Villarosa, Mario Montalbano, assieme alla sua giunta dato che proprio Villarosa diviene centro delle operazioni di soccorso: intanto nelle famiglie dei passeggeri si comincia a vivere la terribile ansia dell'attesa di notizie sui propri congiunti. Alcune salme vengono trasportate all'obitorio dell'ospedale di Enna, altre a Santa Caterina. Le operazioni di recupero della carcassa dell'automezzo proseguono fino a pomeriggio inoltrato, grazie all'ausilio di una gru messa a disposizione dall'Agip Mineraria e fatta arrivare da Troina.
Nel nosocomio ennese viene allestita una camera ardente che accoglie le salme di Di Mattia e dei tre nisseni Passafiume, Cancelliere e Sedita, mentre inizia lo strazio del pellegrinaggio dei congiunti: l'autista ha lasciato nella disperazione la moglie e i due figli, mentre il padre di Passafiume veglia il corpo del giovane figlio, insegnante di francese a Villarosa, e la cui madre è ancora all'oscuro di tutto. Scene analoghe si svolgono nei centri dove sono state trasportate le altre vittime.
Ad alimentare questo dramma collettivo contribuiscono anche le toccanti storie personali di alcuni degli sfortunati protagonisti. E' ad esempio il caso di Maria Giannavola Zirilli, sposa da otto mesi e in attesa del primo figlio, dunque due vite troncate all'unisono, quando era già alla vigilia dell'aspettativa per l'imminente maternità. Un sogno infranto, questo, così come quello della giovane Liù Sedita che avrebbe dovuto convolare a nozze di lì a poco. Alla Cancelliere era stata offerta, a inizio anno scolastico, la sede di San Cataldo, ma lei aveva preferito Villarosa per non staccarsi dai colleghi insegnanti Sedita, Giannavola e Passafiume. Anche per quest'ultimo un'atroce beffa del destino: a Villarosa si era sempre recato in macchina guidata da un amico, che però quel sabato non stava bene per cui il giovane aveva dovuto prendere la corriera per andare a svolgere quello che era l'ultimo suo giorno di supplenza. Anche Cilano di solito prendeva un'auto a noleggio, ma quella mattina non lo aveva fatto per le cattive condizioni del tempo, preferendo la corriera.
Tanti drammi in uno, dunque, in una città a lutto, con il sindaco Umberto Traina in visita alle famiglie delle vittime per esternare il cordoglio della collettività e la volontà dell'amministrazione di farsi carico delle spese funebri. Anche il vescovo mons. Francesco Monaco porta loro il suo conforto, dopo essersi fatto accompagnare sul luogo della sciagura ed avere assistito alle operazioni conclusive del recupero dei cadaveri: per i nisseni i funerali si svolgono in Cattedrale.


L'8 ottobre 2007 muore a Bagheria, dove è stata seppellita, Suor Eleonora, napoletana d'origine ma sancataldese di adozione, dopo aver passato quasi 50 anni nella nostra città e presso la Casa di Ospitalità per Anziani,dove ha dato un grossissimo contribuito a farla crescere. Sicuramente è una perdita immane ma sono sicuro che un occhio di riguardo, da lassù, per noi ce l'avrà sempre.

Nell'aprile 2009, ci lascia prematuramente Davide Urso, una persona di rara umanità, ma soprattutto, un amico.

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