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Degni di Nota

Sancataldesi

Giuseppe Amico Medico (1806-1886)

Compiuti gli studi a Girgenti, si recò a Palermo dove si laureò in legge. Vice presidente del Comitato di difesa e di sicurezza pubblica. studioso di diritto e di filosofia, rappresentò il Comune al Parlamento siciliano nell'1848. Fece parte del Consiglio provinciale di Caltanissetta che più volte presiedette, occupò uno dei posti più importanti del Foro nisseno e diresse il Consiglio dell'Ordine. Scrisse pregevoli monografie. Pubblicò nel 1860 una storia di San Cataldo con il titolo: "La Comune di San Cataldo", più volte ristampata.


Egidio Amico Roxas (1880-1947)

Giovanissimo frequentò l'istituto di Belle Arti di Palermo e quello di Roma. Di animo piuttosto mite fu aperto alla contemplazione del bello. Dipinse l'aspetto sereno della natura. Ricevette numerosi riconoscimenti. Nella Biblioteca Comunale sono custodite, in una bacheca fatta costruire appositamente, tre ritratti, due diplomi e una medaglia d'oro del nostro pittore.


Salvatore Arcarese (1895-1968)

Uomo di cultura. ancora studente liceale fu attratto dall'idealismo crociano e dalla filosofia gentiliana e quando, tra i due grandi pensatori si deteriorarono i rapporti per le differenti posizioni filosofiche, seguì l'idealismo del Gentile. Di animo generoso e franco si dedicò alla sua professione di avvocato con passione e molto impegno cercando di aiutare i meno abbienti patrocinandone le cause anche gratuitamente. Dopo un paziente lavoro di ricerca, scrisse una storia del nostro paese che fu pubblicata postuma con il titolo di "San Cataldo e Sancataldesi".


Nicolò Asaro (1920-1973)

Laureatosi a Palermo in Matematica e Fisica, fu per anni professore ordinario di scuola media e per qualche tempo anche preside incaricato, fino a quando nel 1963 fu eletto senatore della Repubblica nelle liste del Partito Socialista Italiano.


Arcangelo Baglio (1853-1904)

Fu una singolare figura di gentiluomo e diplomatico. Si laureò in legge a soli 18 anni: dopo tre anni si recò a Vienna come segretario di legazione. Fu buon conoscitore di scienza, filosofia, fisica, meccanica, medicina. Parlava correttamente il tedesco, il francese, lo spagnolo, il greco. l'arabo, il turco e il sanscrito. Fece subito carriera. Da Vienna, dove dimorò per circa due anni, si recò a Madrid (si era sposato da poco). poi a Costantinopoli e infine a Copenaghen. Al suo ritorno, vinto dal dolore per la morte di tre dei suoi figli, si ritirò a vita privata e dedicò la sua esistenza alla beneficenza e soprattutto alle colonie alpine per fanciulli gracili.


Peppino Bellomo (1884- Paterson 1958)

Fin da bambino, interrotti gli studi, aiutò il padre nel mestiere di calzolaio. Nel 1908 si recò in America a Paterson dove trovò lavoro come disegnatore presso lo studio del cugino. Studiò architettura presso una scuola serale di Paterson e si laureò nel 1918. Nel 1919 si sposò con la cugina Grazia De Rosa. Insigne architetto, eseguì parecchi progetti tra cui ricordiamo: l'istituto Maria Ausiliatrice di Haledon, la chiesa di San Michele Arcangelo di Paterson. Scrisse anche delle poesie che pubblicò con lo pseudonimo di Pippo Bello.


Arcangelo Cammarata (1901-1977)

Iniziò giovanissimo la sua militanza cattolica. Si laureò in legge nel 1924 all'Università di Palermo, con una tesi su "Sindacalismo e Stato". Ebbe rapporti anche con mons. G. B. Montini, il futuro Paolo VI, con il quale fu, nel 1927, tra i primi sottoscrittori dell'Editrice Studium. Allo sbarco degli alleati nel 1943, fu nominato prefetto di Caltanissetta su indicazione del vescovo Jacono. Tenne l'incarico per qualche mese, ed ebbe poi la nomina a commissario all'alimentazione in Sicilia. Aderì alla seconda democrazia cristiana e nel 1946 fu il primo sindaco democristiano di S. Cataldo. Godette della stima e della fiducia del vescovo Jacono. Anche dopo la morte di quest ultimo, continuò ad avere rapporti di piena fiducia con i successori. Fino alla morte fu delegato del vescovo per l'amministrazione dell' Ospedale "M. Raimondi" di S. Cataldo, carica che mantenne fino alla morte.


Nicolò Casale (1776-1820)

Fu lettore di teologia dogmatica nel seminario di Agrigento, eccellente oratore e ottimo medico. Nei suoi scritti si ammira un sentimento di particolare attaccamento alla libertà del popolo siciliano. Pubblicò nel 1814 le "Lettere di un Giudeo ad un Neofita Cristiano". Ferdinando Il Re di Sicilia lo aveva destinato ad alti uffici, quando ne apprese l'immatura scomparsa.


Augusto Ferdinando Falzone (1886-1965)

Dopo aver compiuto gli studi classici, fu insegnante di lingua italiana. A 19 anni pubblicò un libro di poesie dai titolo "Primizie". Nei 1918 lavorò quale corrispondente di lingue estere presso una ditta importatrice ed esportatrice. Nel 1928 fu interprete per l'italiano, il francese, lo spagnolo, l'inglese e il portoghese presso la Corte Generale di New York.


Luigi Fascianella (1864 -1933)

Uomo dotato di notevole ingegno e di vasta cultura, si interessò sin da giovane dei complessi problemi dell'agricoltura. Fu il primo ad introdurre nelle nostre campagne l'uso di fertilizzanti vincendo la preconcetta diffidenza dei proprietari terrieri contro ogni innovazione, organizzò leghe agricole tra i mezzadri, i braccianti e i piccoli coltivatori diretti per il miglioramento dei loro redditi di lavoro e di produzione degli operatori in agricoltura. Lasciò l'intera proprietà immobiliare alla Curia Vescovile di Caltanissetta con la precisa destinazione di fondare un Ente che promuovesse l'istituzione di un orfanotrofio destinato agli orfani degli agricoltori da avviare, mediante una speciale scuola tecnica di agricoltura, alla sperimentazione pratica della conduzione dei poderi e degli allevamenti zootecnici utilizzati nell'agricoltura.


Mons. Pietro Galletti (1667-1757)

Dopo aver rinunciato al principato di Fiumesalato e al marchesato di San Cataldo, si dedicò al sacro ministero. Fu nominato parroco di S. Antonio a Palermo, in seguito unico e supremo inquisitore per la Sicilia. Fu vescovo di Patti e arcivescovo di Catania. Ritornò a San Cataldo per consacrare la chiesa dei Cappuccini (1738), la Chiesa Madre (1739) e la chiesa di S. Giuseppe. Morì a Catania e fu sepolto nel transetto est della Cattedrale.

Alberto Vassallo di Torregrossa

Alberto Vassallo figlio di Rosario e di Rosa dei Baroni Torregrossa, nacque a San Cataldo il 28 dicembre 1865. Frequentò con profitto il Seminario diocesano di Catania e poi il Collegio San Michele di Acireale. Per iniziare gli studi sacri, superata la licenza liceale, entrò come alunno nel Pontificio Seminario Romano Maggiore, dove si laureò in S. Teologia e in Diritto Canonico e Civile. Meritò anche il Diploma di alta Letteratura Leoniano. Il 22 settembre del 1888, nella Chiesa di S. Sebastiano di Caltanissetta, venne ordinato sacerdote dal Vescovo Mons. Giuseppe Francica-Nava de Bontifè, Vescovo titolare di Alabanda ed Ausiliare dello zio Giovanni Guttadauro Vescovo di Caltanissetta, che un giorno ebbe a definire il giovane sacerdote Vassallo "La gemma della sua Diocesi".

Nel 1892 entrò come apprendista nella Segreteria di Stato. Riconosciuti i suoi particolari meriti di ingegno, cultura e amore alla pietà, nel 1898 Papa Leone XIII lo nominò suo Cameriere Segreto e, su segnalazione del Cardinale Mariano Rampolla, lo inviò quale Segretario della Nunziatura Apostolica di Monaco di Baviera. Nel 1902 venne inviato come Uditore alla Nunziatura apostolica di Bruxelles e,per desiderio del Nunzio, Mons. Macchi, passò nuovamente a Monaco dove fu insignito della Commenda del Santo Sepolcro. Il 25 novembre , Papa Pio X lo innalzò alla dignità arcivescovile assegnandogli la Sede titolare di Emesa e lo inviò nella Repubblica di Colombia, a Bogotà (Ameria Meridionale) quale Delegato Apostolico. Il 10 gennaio del 1914 il Papa lo ricevette in Udienza particolare ed il 18 gennaio, ricevette la Consacrazione Episcopale conferitagli per l'imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del Segretario di Stato il Cardinale , presso il Collegio Pio-latino-americano, dove ebbe tributate accoglienza trionfale e doni a profusione.
Il fu ricevuto nuovamente da Papa Pio X in Udienza particolare di commiato.
L'arcivescovo Vassallo, per la sua conoscenza di diverse lingue e per il fine tatto diplomatico di cui era dotato, nel 1916 fu inviato da come Diplomatico Internazionale a Buenos Aires (), dove si accaparrò la stima generale.
Nell'agosto del 1925 lo nomina Nunzio Apostolico di , dove ritornò con entusiasmo e dove rifulsero i suoi meriti di elevata diplomazia ecclesiastica.
Ebbe occasione di incontrarsi diverse volte con . Lasciò Monaco quando venne soppressa quella Nunziatura.
Tornato in Italia, andò nella sua città natale di San Cataldo, dove fu propagatore delle Casse Rurali. Fece venire a San Cataldo D. Cerrutti, l'apostolo sociale delle casse agricole. Fu uno dei fondatori, nel 1894, della prima
"Cassa Rurale dei prestiti" e poi dell'"Agricola Sancataldese", e nel 1904, della seconda cassa "l'Operaia".
Rimise in sesto la Confraternita di San Cataldo; ne ridimensionò gli statuti, dandole nuovo impulso e nuova vita.
Onorificenze
Oltre alla Commenda del Santo Sepolcro fu insignito dell'onorificenza di Cavaliere ufficiale dell'Ordine di San Michele, Cavaliere dell'Ordine della Corona di Baviera, Commendatore dell'Ordine di San Leopoldo del Belgio, Commendatore dell'Ordine di Alberto il Coraggioso di Sassonia.
Scritti
L'arcivescovo Alberto Vassallo, pubblicò il "Piccolo studio del clero belga".
Morte
Morì a San Cataldo, la sua città amata, alla veneranda età di 94 anni, il 7 settembre del 1959. Il 27 aprile , la salma è stata riesumata e sistemata in una cassa nuova, alla presenza del Vescovo di Caltanissetta, Mario Russotto e il 7 settembre 2009, a 50 anni dalla morte, è stata tumulata nella Chiesa Madre di San Cataldo, accanto alla tomba dell' Arcivescovo Mons. Cataldo Naro.


Mons. Luigi Giamporcaro (1789-1854)

Fu chiamato da mons. D'Agostino in Seminario come lettore di Sacra Scrittura e direttore spirituale dei seminaristi. Fu eletto vescovo di Lacedonia da Ferdinando Il. In seguito, per i suoi grandi meriti, fu trasferito nella diocesi di Monopoli, dove morì.


Mons. Salvatore Luzio (1870-Roma 1959)

Modello di virtù sacerdotali, si distinse per la sua profonda conoscenza del diritto canonico. Fu insegnante a Dublino di diritto ecclesiastico. Dopo parecchi anni si recò a Roma dove insegnò diritto canonico. Nel 1906 fu nominato cameriere segreto del Papa. il pontefice Benedetto XV gli affidò una missione estremamente delicata mirante a conciliare il conflitto tra l'irredentismo irlandese e l'intransigenza del governo inglese. Mons. Luzio prese contatto con il capo degli irredentisti, De Valera, inducendolo a trattare con spirito conciliante il gravissimo problema ed ottenendo assicurazione che si sarebbe comportato con elevato senso di responsabilità.


Francesco Pignatone 1923

Studiò a Caltanissetta e poi a Palermo dove si laureò in lettere con una tesi sulle tradizioni popolari di San Cataldo. Intrapresa la carriera di insegnante l'abbandonò quasi subito. Cattolico fervente, fu presidente diocesano della Gioventù Italiana dell'Azione Cattolica. Eletto tra i primi alla Camera nelle liste della DC., fu il più giovane deputato di San Cataldo (aveva soltanto 25 anni).


Ernesto Vassallo (1875-Roma 1940)

Si laureò in legge all'Università di Roma e si dedicò con successo alla professione di avvocato, ma praticò anche il giornalismo, specializzandosi in politica estera e coloniale. Quale inviato speciale partecipò alla campagna libica. assistette alla guerra balcanica inviando corrispondenze di apprezzato valore. Durante la grande guerra prestò servizio come ufficiale. Deputato per tre legislature, fu sottosegretario agli esteri nel primo governo Mussolini. Fece anche parte della Giunta Generale del Bilancio, della quale fu vicepresidente. il primo marzo 1934 fu nominato senatore.
Data di nascita: 19/04/1875
Luogo di nascita: SAN CATALDO (Caltanissetta)
Data del decesso: 06/05/1940
Luogo di decesso: ROMA
Padre: Luigi
Madre: BAGLIO Maria Assunta
Coniuge: ROSSI Ida
Luogo di residenza: TORINO
Indirizzo: Via Valeggio, 18
Titoli di studio: Laurea in giurisprudenza
Professione: Giornalista
Cariche politico - amministrative: Podestà di Caltanissetta (gennaio 1927-giugno 1929) (Emanuele Nicosia)
Preside della Provincia di Caltanissetta
Cariche e titoli: Vicepresidente della Camera di commercio di Caltanissetta (1931-1933)
Onorificenze: Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia 17 dicembre 1922
Cavaliere ufficiale dell'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro 7 giugno 1923
Onorificenza dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia

Sottosegretario di Stato al Ministero per gli affari esteri (31 ottobre 1922-26 aprile 1923)

"PRESIDENTE del Senato: Il cuore di Ernesto Vassallo ha cessato di battere da poche ore, dopo avere animato e sorretto sino in fondo lo slancio appassionato di questo degno figlio della generosa Sicilia.La solenne testimonianza che egli volle qui rendere al Duce della profonda imperitura riconoscenza delle popolazioni dell'Isola per la grande rivoluzione civile della colonizzazione del latifondo assurge dall'improvvisa immatura scomparsa alla nobiltà del testamento spirituale che degnamente conchiude la sua operosa giornata.Il dramma della nostra emigrazione e l'ansia d'un più vasto respiro mediterraneo furono sentiti e vissuti da Ernesto Vassallo con la competenza dello studioso e con l'ardore del giornalista.Chiamato a far parte del Governo come sottosegretario agli Esteri all'indomani della Marcia su Roma, la sua devozione al Regime fu da quel giorno intera e senza incrinature, nella totale dedizione personale che era il segno più limpido dell'onestà del sentimento politico. Nella Camera rinnovata dal Fascismo ed in questa Assemblea egli seppe essere sino all'ultimo istante il milite devoto dell'Italia mussoliniana.A me accorso presso di lui alla notizia del malore che lo aveva colpito disse queste parole: "Muoio sulla breccia. Ho sempre lavorato onestamente e muoio povero. Ringrazia il Duce di avermi nominato Senatore e digli che sia benedetto per il bene che ha fatto e farà alla mia Sicilia".Nessun lamento potè strappargli il dolore: solo una volta disse "Com'è grave il trapasso!".Dopo poche ore di sofferenze stoicamente sopportate Ernesto Vassallo spirava fra le braccia della consorte accorsa alla ferale notizia.Egli sarà da noi onorato con l'austero rito fascista che ne ricorda l'operosa devozione e ci impegna a seguirne l'esempio.Dopo, salutato il combattente della buona causa, il Senato, conscio dell'ora e del suo dovere, riprenderà i suoi lavori.
MUSSOLINI, Duce del Fascismo, Capo del Governo. Mi associo con tutta l'anima alle commosse parole che sono state pronunziate in questo istante dal Presidente della vostra assemblea. Il camerata Ernesto Vassallo fu uno dei miei primi collaboratori di Governo e fu dopo, in ogni tempo, un fedele soldato del Regime".


Bernardino Giuliana (San Cataldo, 17 aprile 1935 – San Cataldo, 29 marzo 1999)
è stato un poeta e attore drammatico, nonché esperto conoscitore della cultura storico-popolare del territorio nisseno. Ha frequentato a Roma la Scuola di teatro diretta da Salvo Randone e conobbe Leonardo Sciascia, Ignazio Buttitta, Nonò Salomone, Ciccio Busacca, Vittorio Gassman, Salvatore Quasimodo. Ha pubblicato nel 1985 L'urtimi uri di Cristu, lauda dialogata con canti popolari, che venne rappresentata in diverse città della Sicilia. Ha condotto per la RAI, insieme a Ileana Rigano, Lungo il Salso, una trasmissione, in tredici puntate, sulla storia e le tradizioni del territorio nisseno, che darà il nome ad una sua pubblicazione del 1986; è stato ospite in diverse rubriche radiofoniche realizzate da Biagio Scrimizzi ed ha partecipato alla trasmissione, sempre per la , "dal Belvedere di Sicilia e Catania e la sua gente". In occasione della terza Settimana dei beni culturali e ambientali del Ministero dei beni culturali e ambientali è stato a Roma voce recitante nel recital-concerto Etnostoria di Sicilia. Nel 1986 ha pubblicato Mi piaci a libertà, accusa esplicita dei mali sociali. Nel 1992, in occasione delle celebrazioni colombiane, compone su incarico del Centro internazionale di etnostoria Due mondi a confronto, poemetto in versi siciliani sulla scoperta dell'America. Nel 1994 pubblica presso lo stesso centro la silloge Ventu ca passa.

'A Scinnenza

Ha organizzato per vent'anni per la sua città le tradizionali rappresentazioni della Settimana Santa sancataldese ('A Scinnenza). In quest'ambito è stato regista e attore.


Ernesto Riggi


Nativo di San Cataldo, ex docente di educazione tecnica, ha sempre avuto una passione per le discipline umanistiche e per i fatti, racconti e personaggi della sua città. Ad oggi ha pubblicato 3 libri: "Tempi difficili", "Il nostro orgoglio, gli emigranti" e "Profili di donna", che io ho letto e anzi, invito tutti i sancataldesi "veri" a leggerli, dove racconta drammi, storie d'amore, il mondo contadino di San Cataldo e della Sicilia antica in generale, il lavoro difficile dei minatori emigranti e la volontà e la tenacia delle donne per raggiungere i loro obiettivi in una società prettamente maschile e maschilista.
Chiunque fosse interessato ai suoi libri, può richiedermeli contattandomi via email all'indirizzo: lorenzobarone@alice.it.


Alfredo Ormando
Alfredo Ormando, orfano di padre e ultimogenito di una famiglia con otto figli di San Cataldo, due anni di seminario e un tormentato periodo universitario, si immolò dandosi fuoco con la benzina in piazza San Pietro, a Roma il 13 gennaio 1998, per protestare contro la Chiesa, a suo parere, demonizzatrice verso l'omosessualità. Io lo voglio ricordare come autore di poesie, raccolte nel libro "Vagiti Primaverili", dove dedica dei versi alla sua e nostra città:
"A te, che hai saputo inculcare nei tuoi figli l'amore per la Patria e per la sua terra; dedico questi umili versi.
A te, che ti sei svenata dei tuoi figli migliori per difendere, tenacemente, la bandiera del tricolore.
A te, che hai partorito corone di alloro e di verbena. Tu che sempre ti sei cinta di aureoli artistici e culturali.
Non i monumenti, non i castelli, non i palazzi rinascimentali o barocchi o gotici innalzano il tuo stemma fra le altre città siciliane; ma la genuità e la grandezza d'animo della tua prole hanno fatto sì che tu ti distinguessi fra tutte".


Nativo di San Cataldo è Angelo Orlando (San Cataldo, 11 agosto 1965)
Ex calciatore, che giocava come centrocampista.
La carriera di Angelo Orlando iniziò nel 1983 nelle file del Varese, in cui rimane per due anni, giocando stabilmente nella stagione 1984/85 e saltuariamente nella precedente.

Nell'estate 1985 passa alla Triestina, rimanendovi per tre stagioni, giocando come titolare e segnando due gol nella sua ultima stagione.
Passato all'Udinese nell'estate 1988 vi rimane fino al 1991, anno in cui viene acquistato dall'Inter.
Dopo due stagioni riesce ad essere schierato come titolare.
Nel 1995 abbandona poi l'Inter per la Cremonese, dove rimane per due stagione, per poi terminare la carriera nel 1997/98 alla Juve Stabia.




Catanese di nascita, originario di San Cataldo e veronese d'adozione, Jerry Calà iniziò la sua carriera come cabarettista, nel Veneto, in compagnia di Umberto Smaila, col quale formò, assieme a Nini Salerno ed altri due componenti, il gruppo de I Gatti di Vicolo Miracoli (1976), a cui presto si aggiunse Franco Oppini.


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