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Le Chiese

San Cataldo

Chiesa Madre

La chiesa fu dedicata alla Natività di Maria. Il 9 Maggio 1739 mons. Pietro Galletti consacrò all' Immacolata Concezione la chiesa, che divisa da due colonnati in tre navate, è a forma di croce latina, con una cupola nel centro. Lateralmente al cappellone sorgono due cappelle, chiuse con balaustrate marmoree e portine di bronzo a bassorilievo. Quella di sinistra è dedicata al S.S Sacramento e quella di destra al patrono della città: San Cataldo. All'estremità del transetto vi sono: la cappella dell'Immacolata con la statua rivestita in oro e la cappella del Crocifisso ricca di reliquie.
Le opere di rilievo nella chiesa Madre sono:
- La custodia del S.S Crocifisso, che contiene molte reliquie.
- Il crocifisso di avorio, alto quasi cm 75, di scultura romana, che sta al centro della custodia.
- Il simulacro della Vergine Immacolata, di scultura romana, con la corona gemmata.
- Il corpo di San Clemente, martire.
- La statua di San Cataldo, di scultura romana, con una crocetta d'oro gemmata, dono di Mons. Luigi Giamporcaro.
- La statua dell'Arcangelo Gabriele, di scultura romana.
- Il quadro del S.S Cuore di Gesù e il quadro di S. Gregorio Magno.
- Il quadro della Natività, pittura del sancataldese Carmelo Riggi e il quadro del pentimento di S. Pietro.
- La grande sfera d'argento gemmata.
- La portantina dorata con quattro finissime pitture laterali.
- La statua di Maria S.S. Annunziata, opera del Cardella di Agrigento.


Chiesa dei Cappuccini

La chiesa dei Cappuccini venne edificata nel 1724 per volere del principe Giuseppe Galletti. Fu consacrata il 09/07/1738. come attesta la lapide posta sul muro a destra della chiesa. Dall'anno della consacrazione vi si celebra la festa di Maria SS.Assunta. Nella chiesa dei Cappuccini si possono ammirare: l'altare maggiore e i quattro altari laterali. La base dell'altare è abbellita da quattro statue raffiguranti i quattro evangelisti, sormontati dalle tre virtù teologali: fede, speranza, carità; e di seguito, San Paolo e Mose. Si vedono quindi i tre arcangeli: Gabriele, Michele e Raffaele; più in alto spiccano le statuette di San Pietro, San Paolo, San Giuseppe e San Giovanni Battista; al centro il Padre Eterno. A destra, entrando nella chiesa si trovano l'altare di Maria SS. Assunta con la statua della Madonna e l'altare del SS. Crocifisso, con un crocifisso in legno e a grandezza naturale, A sinistra si trovano altri due altari.


Chiesa Sant'Anna
Si trova a Pizzo Carano, nel 1980 viene fondata da Padre Milazzo, il quale, in onore di un gruppo di suore devote a S. Anna, ha voluto dedicarla a questa santa. Rientra nel territorio di S. Stefano.

Chiesa San Domenico Savio

Nel 1987 vi si è spostata la parrocchia. La chiesa è dedicata a San Domenico Savio. Sull'altre si trovano le reliquie del corpo del Santo (un pezzo di osso) e sui lati due grandi quadri: sul lato destro, una pittura ad olio, donata da un benefattore, raffigurante San Domenico; sul lato sinistro, un dipinto del pittore sancataldese, B. Foresta, raffigura la Madonna Della Salute.

Chiesa Sant'Antonio

E' stata fondata intorno al 1650. Sulla nascita e sulla vita di questa chiesetta non si hanno notizie certe.
Nei primi anni del Novecento fu ricostruita e dedicata alla Madonna del Carmelo.

Chiesa Santa Lucia
La chiesa risale al 1860, è dedicata alla Madonna della provvidenza il 13 Dicembre, festa di Santa Lucia protettrice della vista. Nella chiesa si trova la statua di San Vincenzo Ferreri, protettore dei muratori.

Chiesa San Giuseppe

La chiesa San Giuseppe venne edificata intorno al 1660, fu ricostruita nella prima metà del 700. E' una chiesa a tre navate, il cui altare maggiore, opera del Lopez, è dedicato a San Giuseppe. Per iniziativa delsacerdote Don Giuseppe Santangelo è stata lussuosamente pavimentata e fatta affrescare nella volta dal pittore gelese Emanuele Catanese, infine abbellita da un bell'organo. Nel 1891 il cardinale Don Biagio Asaro rinnovò il prospetto, sostituendo anche i tre portoni d'ingresso, e fece costruire in marmo dal Lopez gli otto altari laterali. Nel 1919, infine, Don Calogero Cammarata rifece in marmo il prospetto della cappella di Sant'Antonio da Padova.
Sono da ammirare le statue: dell'addolorata, di San Giuseppe e di Sant' Antonio. La festa più importante è naturalmente quella di San Giuseppe, che viene celebrata il 19 Marzo con una processione della statua settecentesca, che il principe Giuseppe Galletti donò alla chiesa e con un pranzo ai poveri: "la tavulata".


Chiesa San Francesco Signore dei Misteri

Situata di fronte al Calvario, risale al 1770. In origine fu chiamata Signore dei Misteri. Oggi viene utilizzata prevalentemente per le riunioni dell'Ordine Francescano, per le iniziative sociali della parrocchia e per le riunioni di varie comunità religiose, dietro permesso dell'Ordine. Nella chiesa, che è ad unica navata, decorata da stucchi dorati, c'è un quadro di S. Elisabetta, patrona dei Francescani e una statua di San Francesco in legno, che erano all'Ordine, mentre nel salone attiguo si trova un quadro di San Francesco.


Chiesa del Purgatorio

Ad unica navata, la Chiesa del Purgatorio è la più antica della Città. Originariamente fu dedicata al Santissimo Crocifisso dalla omonima confraternita che in essa aveva sede. Nel 1895 vennero restaurati gli stucchi e la Chiesa fu resa più accogliente da padre Rosario Mammano. In questa Chiesa si venera la Madonna di Fatima.

Chiesa Mercede
Sarebbe sorta nei pressi di via San Nicola. Andata in rovina, fu ricostruita dove ora si trova e annessa al già esistente convento. Nel 1898, ad opera e per iniziativa di un monaco Sancataldese, Padre Michele Curto, fu iniziata la costruzione di un nuovo Convento dietro la Chiesa e lungo il nuovo tratto del Corso Vittorio Emanuele. Questa chiesa, comunemente nota come il "Convento", è dedicata alla Madonna della Mercede, così chiamata, perché San Pietro Nolasco, fondato un ordine religioso per la redenzione, propose di offrire i suoi frati come "mercede", cioè riscatto in cambio della loro redenzione e fece protettrice dell'ordine la Madonna, che fu detta appunto della "Mercede": è così spiegato anche il significato del vocabolo "Mercedari". Di questa Madonna esiste nella chiesa una bellissima statua di legno, opera del Bagnasco. Vi si conservano anche sei quadri antichi (fine '600-primi '800), dipinti da un autore ignoto; pure di autore ignoto sono: il Bambinello e la statua di San Raimondo "Nonnato", che qualcuno vorrebbe attribuire allo stesso Bagnasco. Di San Raimondo non si hanno notizie certe: Si sa che era Spagnolo, che nacque nel XII secolo e che morì a Cordova nel 1240; il suo soprannome "NONNATO", pare gli sia stato dato, oerché fu' estratto dal grembo della madre, quando questa era già morta; quindi non era nato come normalmente si nasce.

Chiesa del Rosario
Fondata nel '600, ricostruita nel 1702 da Don Angelo Amico e consacrata nel 1767 col decreto del vescovo di Girgenti, oggi Agrigento, fu ricostruita nel secolo XIX. A fianco ad essa si erge maestosa la torre civica dal caratteristico campanile fatta costruire nel 1890 dal Comune. La chiesa fu quasi una succursale della parrocchia della Madrice fino al 1924, anno in cui venne elevata a parrocchia; il suo primo parroco fu Don Cataldo Pignatone. Oltre alla statua della Madonna del Rosario, si possono ammirare la statua di legno di San Francesco Di Paola, opera del Bagnasco, nel primo altare di sinistra; la statua di San Sebastiano sull'altare di fronte; il quadro di Santa Maria Maddalena penitente,opera del sancataldese Carmelo Riggi; un ostensorio in argento dorato; un'artistica Via Crucis; un calice d'argento lavorato a cesello.

Chiesa Madonna della Catena
Sul luogo dove esisteva anticamente il Calvario sorse nel 1868 la chiesa dell'Addolorata a una sola navata, comunemente chiamata "di la Catina". Decorata nel 1928 a cura del solerte Rettore Sacerdote Guarneri Giuseppe conserva le statue lignee della Madonna della Catena e di San Luigi opere dello scultore agrigentino Cardella. L'altare maggiore in legno, i due confessionali e il pulpito furono costruiti con le sue stesse mani dal sacerdote Domenico Naro, mentre, Padre Carmelo Giunta dipinse i quadri dei quattro altari laterali e Padre Lorenzo Bufera il quadro dell'Addolorata. Le decorazioni dell'altare maggiore, risalenti al 1901, furono opera dell'artista catanese Alfio Villani. Il 3 Luglio del 1949 il Vescovo Monsignor Giovanni Iacono eresse a Parrocchia la detta chiesa su interessamento del Sacerdote Don Angelo Pellegrino.

Chiesa Cristo Re
La chiesa è ad un'unica navata, il campanile di forma quadrangolare, il battistero a base ottagonali, è stata consacrata al culto il 27-9-1963 da mons. Monaco, vescovo della diocesi, con una cerimonia solenne, alla quale prese parte il complesso della Schola Cantorum locale, diretto dal maestro Nicolò Caruana.

Chiesa Sant'Alberto Magno
La chiesa di Sant'Alberto Magno, così chiamata in onore di mons. Alberto Vassallo. Nel 1975 è stata aperta al culto. E' opera dell'architetto nisseno Gaetano Averna. E' ad unica navata, semplice e sobria; ma in questa sobrietà non si possono non notare i tre mosaici, che l'adornano: San Giuseppe con il Bambino; la Madonna nella cappella del battistero; la gloria dell' Eucarestia nell'altare maggiore.

Chiesa Santo Stefano
La chiesa di Santo Stefano è stata fondata nel 1725. Nel 1793 iniziarono i lavori di ricostruzione ad opera dei filippini. Nel 1795 la nuova chiesa era già ultimata anche se disadorna e quasi rustica. Ben presto però a seguito dell'ulteriore sviluppo della confraternita dopo il suo riconoscimento ufficiale, fu ancora una volta ricostruita e ingrandita nonché dedicata a Santo Stefano e a San Filippo Neri. Nel 1817 don Gaetano Riggi fece erigere una cappella, che dedicò a Maria Addolorata. Nel 1845 padre Rosario Pirrelli acquistò una casa attigua all'Oratorio e vi fece costruire una cappella, dove collocò un crocifisso che teneva e venerava in casa e che perciò fu detto: "U Crucifissu di patri Pirriddu", la cui festa è celebrata la quarta domenica dopo Pasqua. Il 2 novembre 1924, la chiesa, che fin dal 1887 funzionava come succursale parrocchiale della Madrice, fu elevata a parrocchia e il suo primo parroco fu padre Rosario Giuliana. Lesionata dalla frane e pericolante, nel 1948 fu fatta demolire dal parroco Antonio Giunta, che iniziò la costruzione della nuova chiesa, partecipando manualmente ai lavori, ma non ne vide il completamento perché sorpreso dalla morte nel 1955.

Chiesa di Santa Maria di Nazareth
Aperta al culto il 06 giugno 2008 da S.E. Mons. Mario Russotto, si trova alla periferia della città. Tutto il complesso è esposto a ovest; fanno eccezione l'aula assembleare che è orientata a sud e la casa canonica che al secondo livello ha una esposizione su tutti e quattro i lati.
Complessivamente la superficie realizzata è di 1.451mq dei quali 650 mq per la chiesa e gli spazi accessori, 596 mq per i locali di ministero pastorale (aule e salone) e 205 mq per la casa canonica.

Chiesa di Contrada Palo (SS.Crocifisso)
Nel 1912, i fratelli Carmelo, Raimondo, Cataldo e Lorenzo Roccaro, coltivatori diretti di quella contrada, aiutati dai canonici fratelli Gaetano e Luigi Naro, proprietari di estesi poderi, sentirono il bisogno di erigere nella contrada, dove vivevano allora una cinquantina di famiglie, una chiesetta che fu detta "del Palo", e dedicata al SS. Crocifisso. Fino a poco tempo fa, un sacerdote veniva da San Cataldo, la domenica, a celebrare Messa e nell'ultima domenica di settembre, vi ha luogo la festa del SS. Crocifisso con manifestazioni ludiche e canore.

Chiesa Maria SS. delle Grazie
Nella contrada Corvo, alla periferia del paese, dalla parte ove è ubicato il Calvario, a circa m. 300 dall'abitato, a fianco della trazzera, in via di trasformazione in strada provinciale, che unisce la città con gli ex feudi Barboraso, Gabbara, Marcato Vallone, Mustigarufi, Ciuccafa, sorgeva una chiesetta di campagna, dedicata a Maria SS. delle Grazie.
La nascita della chiesetta si perde nel buio dei secoli: si dice infatti che essa sia nata prima ancora della nostra città, ma nulla c'è di certo, anzi, pare che, nella piccola campana, che veniva collocata sul campanile solo nei giorni delle funzioni, vi fosse la dicitura: Ave Maria 1713. Ciò fa pensare che la chiesa fosse coeva alla campana.
La tradizione vuole che mentre un bifolco arava la terra, i buoi, che tiravano l'aratro, caddero in ginocchio nel punto dove oggi sorge la chiesa. Dapprima il contadino spinse gli animali con il punteruolo ma, quando vide ripetere il fatto, riscontrando in ciò qualcosa di misterioso, di soprannaturale, scavò con la zappa. Con
sua grande meraviglia, a un palmo circa di profondità, trovò un quadro raffigurante Maria SS. delle Grazie. Si gridò al miracolo, e, sul posto dove fu rinvenuto il quadro, venne eretta una chiesetta per contribuzione popolare.
Spesse volte la frana ha danneggiato la detta chiesa, e, nel 1918, essendo stata lesionata la volta e il presbitero, fu giocoforza ricostruirla quasi ex novo.
Nell'altare vi era un Paliotto di mediocre pittura raffigurante la scena dei buoi che si inginocchiano.
Non c'era nella chiesa una statua di Maria SS. delle Grazie ma un quadro in pittura, che si dice miracoloso, il quale durante l'anno viene tenuto e venerato in città presso una famiglia devota.
Nel mese mariano il quadro viene portato in processione e posto sull'altare della chiesetta, ove rimane per tutto il mese, durante il quale è un continuo giubileo di fedeli. Alla fine del mese di Maggio il quadro rientra in città e viene consegnato ad altra famiglia che lo trattiene in venerazione fino al Maggio del nuovo anno.

La Chiesa dell'Ecce Homo
La chiesetta dell' Ecce Homo, sorgeva accanto al campo sportivo, tra la via Trieste e la via Principe Galletti, e dopo essere stata chiusa al culto, fu abbattuta perché lesionata e cadente per vetustà e per mancanza di manutenzione, e sia perché incompatibile, per la sua struttura, con la moderna fisionomia assunta dal rione omonimo.
Accanto alla detta chiesa ne sorgeva un'altra più piccola di proprietà privata, non aperta al culto (fatta costruire dalla famiglia Pace Mario), già andata in rovina da parecchi anni, nella quale venne custodita per qualche tempo la statua di Maria SS. Annunziata. Ogni anno, nell'ultima Domenica di Luglio, quando si presumono ultimati, o quasi, i lavori di raccolta dei prodotti erbacei della terra (fave e grano), nella chiesetta dell'Ecce Homo, che allora rimaneva completamente fuori le porte della città, si festeggiava l'Ecce Homo con
una sagra campestre.
La sera, la via Cannolello, oggi via Trieste, veniva illuminata sfarzosamente e ivi il popolo si recava a sentire la musica a palco e a consumare angurie al ghiaccio, gelato e calia.
Nelle campagne circostanti si accendevano falò di ristoppie e fratte. Chiudeva la festa l'accensione dei fuochi pirotecnici.

Chiesa di San Giuseppe
Non più esistente. La chiesetta, esistente già nel Settecento, fu restaurata dall'Arciprete Arcangelo Salomone, e sorgeva in contrada Vassallaggi, ed era intitolata a San Giuseppe.


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