Luci"o" in sala

Raccolta di critiche cinematografiche

 

Tre mogli
(2001 - regia di Marco Risi)

Trama: Tre mogli completamente diverse per carattere, formazione, ambiente sociale e censo, aspettano inutilmente i mariti la notte dell’ultimo dell’anno. Una cosa le accumunerà poco prima dello scoccare della mezzanotte: la convocazione al commissariato di polizia.

Lì apprenderanno che i mariti, rispettivamente direttore, cassiere e guardia giurata, hanno svaligiato la banca dove lavoravano e si sono eclissati con nove miliardi. Da qui la ricerca dei mariti, che le porterà alla fine del mondo, dove troveranno…

 

Commento di Angela: Sagace commedia italiana, con tanti spunti interessanti di riflessione e sorriso, per una comicità decisamente intelligente: tutte qualità, queste, difficilissime da trovare nei nostri film.

Tre mogli, che sono mogli prima di essere donne, che hanno vissuto in funzione dei propri mariti, si ritrovano sole ad affrontare l’inganno ed il fallimento del loro matrimonio. Reagiranno diversamente, ma tutte saranno concordi nel precipitarsi sul primo volo per l’Argentina, dopo un avvistamento dei mariti in quel paese, a distanza di un anno.

Il film non narra solo delle peripezie della ricerca, da un capo all’altro del Sud America, fino ad arrivare alla “Fine del Mondo”, l’ultima città prima della punta estrema del continente.

Trovare i mariti corrisponde, per le tre mogli, ad uscire dal guscio dove erano rimaste fino a quel momento, a confrontarsi con loro stesse e col mondo esterno.

Conoscendosi, si vedono con gli occhi delle altre e scoprono di sé caratteristiche che ignoravano. Un lungo viaggio interiore, alla ricerca di un senso da dare a quella vita che sembrava finita il giorno della rapina, del tradimento, dell’abbandono. Si rendono conto di aver vissuto con estranei che, a loro volta, non le conoscevano: ipocrisia, abitudine e convenienza il collante per unioni che si rivelano essere state vuote.

Caratteristica la figura della moglie del cassiere, casalinga Doc, asmatica, iperasiosa e psicofarmaco dipendente, vittima di un marito padrone: vediamo la sua lenta trasformazione in persona autonoma, che diviene forte e padrona della propria vita, guarendo man mano dalle sue malattie psicosomatiche.

Non è possibile parlare oltre della trama, senza togliere la sorpresa dei continui colpi di scena, delle peripezie rocambolesche ed audaci che si susseguono sullo schermo, dando un ritmo brioso al film.
Si vede piacevolmente e si apprezza per la bravura degli attori e la sceneggiatura di ferro, che creano il solido scheletro di un film decisamente buono
.

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