Luci"o" in sala

Raccolta di critiche cinematografiche

 

Amnèsia
(Amnèsia, 2002 - regia di Gabriele Salvatores)

Commento di Antonio: Con Amnèsia Salvatores torna ai fasti di Mediterraneo, riconfermandosi come uno dei migliori registi italiani in circolazione. La regia è fresca, solare, divertente, zeppa di trovate, flash e immagini che la rendono picevolissima e continua.

La storia di Amnèsia è divertente, morale, riflessiva: pur nella sua semplicità Salvatores mescola le carte e ci fa vivere le storie concatenate di diversi abitanti di un’isola, la cui vita viene “sconvolta” da un evento improvviso e inatteso, ossia il ritrovamento di quattro chili di cocaina da parte di un come sempre ineccepibile Sergio Rubini. Il tentativo di Rubini di vendere la droga e cambiare la sua vita finirà col creare un effetto domino esilarante e drammatico che coinvolgerà i suoi amici, conoscenti e nemici.

Diego Abatantuono si conferma perfetto per i ruoli che il regista italiano gli disegna addosso: anche stavolta alcune sue battute sono esilaranti e la recitazione dinamica e incisiva. Martina Stella, nel ruolo della figlia di Abatantuono, è forse l’anello debole della catena, pur mantenendo il livello generale piuttosto alto (e la sua bellezza non è certo in discussione).

Fa piacere scoprire che il cinema italiano è ancora capace di sfornare idee originali, trame convincenti, regie azzeccate e interpreti all’altezza, realizzando pellicole esportabili senza vergogna e che possano anzi aspirare ad un giusto riconoscimento della critica internazionale.

Ben vengano i Salvatores (e i Muccino, anche se a mio parere non regge il paragone con gli altri). Bisogna solo augurarsi che l’industria cinematografica italiana sappia far emergere talenti del suo calibro e dia meno risalto ad altri personaggi di dubbio gusto dei quali è perfino superfluo sottolineare i nomi.

Il peggio lo conosciamo bene, purtroppo.

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