Luci"o" in sala

Raccolta di critiche cinematografiche

 

Buongiorno, notte
(2003 - regia di Marco Bellocchio)


Commento di Stefano Farinetti: A distanza di venticinque anni dal rapimento di Aldo Moro, Marco Bellocchio dedica a questo “frammento” di storia il suo nuovo film, la cui sceneggiatura è tratta dal libro scritto dalla brigatista.

Il regista fa rivivere il rapimento attraverso gli occhi della donna, delineandone una figura fragile e contrastata, che occupa un ruolo corale rispetto all’attivismo dei colleghi uomini. Lo spettatore si trova a vivere un momento tragico senza percepire alcun tipo di emozione, ricevendo la sensazione che Bellocchio abbia volutamente, con delle pennellate sbiadite, dipinto un caso che smosse l’opinione pubblica.

Un film documentario che alla fine non ha nemmeno il pretesto di esserlo, che tralascia qua e là punti insoluti, tanto da destare interrogativi nello spettatore ignaro di questo periodo storico (vedi l’intervento del papato, del partito di Moro...).

La recitazione degli attori, che si muovono attorno ad una scenografia composta dai toni del marrone, del bianco e del nero (tipi dell’epoca), rende imbarazzante alcuni momenti del film a causa dell’eccessiva mimia facciale.

Improbabile il sogno della liberazione di Moro che dopo due passi, improvvisamente, si trova nel quartiere Eur di Roma, mentre il rifugio delle Brigate Rosse si trovava sulla via Cassia.

Spesso è dissacrante attaccare o demolire temi come questo, ma è anche molto facile apprezzarli solo perché inattaccabili o perché fa “intellettuale”.

Credo che il Festival di Venezia 2003, a cui il film ha partecipato, gli abbia involontariamente fatto pubblicità, con la mancata ma attesa premiazione ad un film che può essere tranquillamente inserito nella categoria della fiction televisiva trasmessa dalla RAI (senza voler denigrare il genere).

 

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