Luci"o"
in sala 
Raccolta di critiche
cinematografiche
Gallo cedrone
(1998 - regia di Carlo Verdone)
Commento di Emiliano: Armando Feroci (Carlo Verdone), un italiano partito volontario con la Croce Rossa in un paese arabo, viene fatto prigioniero e condannato a morte da un gruppo di ribelli islamici per motivi ancora sconosciuti.
La notizia arriva in Italia e giornali e televisioni cominciano ad indagare per conoscere di più sulla sua vita. Attraverso le testimonianze della ex-moglie, degli amici e di altri che lhanno conosciuto vengono ricostruiti gli eventi capitati a Feroci in un arco di 17 anni.
Armando rimorchia, in macchina, le donne per strada con coloriti complimenti; si è sposato e poi separato con una donna conosciuta nel periodo in cui faceva lagente immobiliare; ha una figlia che, bambina, coinvolge in una riunione di ammiratori di Elvis Presley. Ma soprattutto un giorno, tornato a far visita al fratello dentista, ne ha conosciuto la giovane moglie Martina, una non-vedente, per la quale prova attrazione e decide di portarla via. Insieme cominciano un viaggio in macchina, che dallEtna li porta fino in Veneto, dove Armando fa partecipare Martina ad una gara di streap-tease per casalinghe.
Ma i soldi finiscono, e Armando vuole esaudire lultimo desiderio di Martina: guidare la macchina. Viene però investito da lei, è ricoverato in coma in ospedale, e qui è seguito da Egle, fervente religiosa, che lo aiuta a guarire. Ripresosi, accetta di seguire la Croce Rossa e parte. Si torna allinizio, quando il console italiano nel paese arabo informa che Feroci è stato liberato.
Perché era stato fatto prigioniero? Aveva tentato di rimorchiare una donna araba nel deserto, invitandola a salire sulla macchina.
Tempo dopo Feroci tiene un comizio: si candida per le imminenti elezioni a sindaco di Roma.
La sceneggiatura è semplice e il film scivola via divertente. Nulla da dire sul Verdone attore, strepitoso nel ritratto del vitellone vanitoso, ma questa volta il regista fa un passo allindietro rispetto alle sue prime prove dietro la macchina da presa.