Luci"o"
in sala 
Raccolta di critiche
cinematografiche
Luomo che non
cera
(The Man Who Wasnt There, 2001 - regia di Joel ed Ethan
Coen)
Trama: Un barbiere lascia scorrere la sua vita senza scossoni e senza crearsi problemi. Quando invece arriva il momento in cui sente di dover prendere liniziativa ed affrontare una decisione importante, la sua vita cambierà irrimediabilmente insieme a quella di chi gli è vicino.
Commento di Lucio: I geniali fratelli Joel ed Ethan Coen ci hanno abituati al loro stile unico nellambiente cinematografico americano: il loro è un cinema dentro il cinema ma fuori dalle sue regole, le loro storie costruiscono distruggendo ed i loro personaggi sono strani proprio perché normali. E questo film mantiene quello che i due fratelli promettono.
Prima di tutto il film è girato in un perfetto bianco e nero, di una bellezza stilistica che basterebbe a reggere da sola lintera storia. I personaggi sembrano uscire da delle vecchie cartoline depoca e vivere in un mondo senza colori, proprio come senza colore è la vita del protagonista.
Questultimo è interpretato dal grande Billy Bob Thornton, bravissimo ed eclettico attore (è anche scrittore, regista e cantante!) come ormai se ne vedono pochi. Il suo volto magro traspare quella che potrebbe essere tanto una silenziosa sofferenza quanto una languida indifferenza: è allo spettatore il gusto di scegliere fra i due sentimenti.
Il barbiere protagonista della storia vive nella penombra di una cittadina sperduta, nella penombra di un matrimonio senza passione, nella penombra di una vita senza colore.
In questo ricorda molto limmobilismo ed il nichilismo del personaggio de Lo straniero di Albert Camus, col suo modo di vivere da spettatore nella più totale indifferenza (o almeno così sembra).
Ma arriva sempre un momento nella vita in cui si deve prendere una decisione, che lo si voglia o meno, che si sappia cosa scegliere o meno, e questo momento per il protagonista sarà linizio della fine.
La lunga sequenza di avvenimenti che scaturiranno dalla scelta che dovrà fare colpirà tanto lui quanto la sua famiglia (ma anche chi gli si trova solo vicino) come una palla di cannone in un negozio di porcellane!
La sua vita non ha abbastanza equilibrio per affrontare i problemi, né tanta forza per opporvisi.
Il barbiere sembra non maledire mai la scelta fatta, così come sembra affrontare tutto il suo calvario senza dolore o rimorsi. In fondo non ha niente da rimpiangere, perché niente aveva e niente ha, e lindifferenza con cui affronta la vita non lo lascerà mai fino alla fine.
Il dolore e lapprensione che il personaggio non prova viene riversato sugli spettatori, che soffrono al suo posto e si infuriano contro la vita al posto suo.
Un film da gustare scena per scena, inquadratura per inquadratura.
Commento di Antonio: Ecco unaltra pellicola meravigliosa dei fratelli Coen, pazzi furiosi geni del cinema americano. Pochi come loro riescono a creare e dirigere storie così interessanti e originali e a caratterizzare i loro personaggi con un tale vigore e profondità.
In questo caso, Luomo che non cera è un epocale Billy Bob Thorton, la cui interpretazione di un uomo senza vita, senza sbocchi, senza futuro, senza felicità è drasticamente reale e impietosa: un barbiere di provincia che vive con una donna che conosce poco, esercita un lavoro che non lo soddisfa minimamente e si trascina avanti indolente, fumando una sigaretta dopo laltra.
Lo stile è il classico dei noir anni Quaranta. Girato in un bianco e nero sfolgorante, con la voce fuori campo del protagonista a raccontarci la storia che si dipana lentamente verso un intrigante e significativo finale.
Come può un uomo che non cera cambiare il proprio destino e quello delle persone che lo circondano? Quando è chiamato a prendere una decisione finalmente importante, forse decisiva, come si comporterà? E che conseguenze genererà questa decisione?
E soprattutto, luomo che non cera si pentirà degli errori commessi e del male recato anche se in maniera involontaria agli altri? Assolutamente no... perché, appunto, non esiste. Non è mai esistito. Ciò che gli accade pare quasi uno scherzo del destino, qualcosa che lui non può controllare, esterno alla sua volontà. Subisce ogni umiliazione, ogni bruttura della vita, ogni sofferenza con totale distacco, come se non lo riguardasse.
Un film meraviglioso e poetico, con momenti memorabili e picchi di eccezionale realismo. La voce fuori campo spesso è così suggestiva da far venire i brividi. Un applauso va al doppiatore di Thorton: un vero professionista!
Luomo che non cera subisce la vita senza possibilità di aggiustare le cose. Senza possibilità di reagire. Senza alcuna possibilità. Come afferma lui stesso: « la vita in fondo è come un labirinto. Mentre sei dentro, svolti e decidi la strada passo dopo passo, senza pensare. Ma se guardi tutto da lontano, distaccato, allora capisci che cè una visione dinsieme, qualcosa di diverso. Ogni svolta rappresenta una decisione. È il tuo labirinto... ».
Un film da non perdere. Unaltra perla dei fratelli matti del cinema americano.
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