Luci"o" in sala

Raccolta di critiche cinematografiche

 

Matrix Reloaded
(The Matrix Reloaded, 2003 - regia di Andy e Larry Wachowski)

Commento: È sempre delicato affrontare un film culto nonché un grande fenomeno di costume: se se ne parla bene si rischia di essere scontati, al contrario ci si attira le ire degli appassionati. E di Matrix ce ne sono veramente tanti di appassionati.

Non essendo io fra il grande numero di estimatori del “fenomeno” Matrix non mi addentrerò nei meandri della trama o del contenuto filosofico dei due film: non ne sarei all’altezza e comunque non mi interessa. Per cui affronterò Matrix Reloaded solo nel suo aspetto filmico.

Fare il sequel di un grandissimo successo è sempre rischioso e quasi sempre un buco nell’acqua. Questo film invece riesce a distaccarsi quanto basta dal primo per non esserne una brutta copia e comunque a rimanere legato agli elementi di successo del proprio predecessore.

I tre elementi principale del primo Matrix erano: 1) vestiti di pelle con occhiali scuri; 2) effetti speciali e 3) arti marziali. Ed in effetti di tutto questo nel secondo film ce n’è fino alla nausea: non riesce infatti questo film a mantenere il giusto equilibrio fra questi fattori.

1) Perché tutti i “ribelli” del film vestono in pelle, per lo più nera? Un film che inneggia a non fermarsi all’apparenza delle cose ha invece un’ossessione particolare per l’esteticità: occhiali neri all’ultima moda, acconciature complicate...

2) Purtroppo negli ultimi anni i film hanno subìto un pesante inabbissamento di qualità dovuto ad un uso eccessivo e sconsiderato della Grafica 3D: da Spider-man a Daredevil, da Hulk a questo Matrix Reloaded, i film sono divenuti dei grandissimi videogiochi, perndendo ogni contatto con l’“arte”cinematografica: paradossalmente sono migliorati invece i film di serie B, quelli che non hanno la possibilità di usare il computer e devono arrangiarsi con effetti speciali più artigianali e, quindi, molto più verosimili.

Sono lontani i tempi del grande Stan Winston che concepiva (e costruiva davvero) la Regina Aliena di Aliens: scontro finale, o di Rob Bottin, con il suo genio visionario, che si divertiva a costruire i mostri per La Cosa. Ora si fa tutto al computer, così niente è più umano. Paradossalmente un film come Matrix Reloaded che si schiera contro i computer, non potrebbe esistere senza di questi!

3) Da grande appassionato di film di arti marziali posso apprezzare il netto miglioramento di queste da un film all’altro. In Matrix la grande capacità di Yuen Woo Ping veniva smorzata dalla completa incapacità degli attori. In questo sequel, se non altro, Keanu Reeves è più sciolto nei combattimenti, ma per il resto è meglio tacere.

Ruggero (vedi in fondo un suo commento sul film) mi ha giustamente suggerito che il combattimento di Morpheus sul camion assomiglia ad un livello di Tekken, sia visivamente che a livello marziale. Ed in effetti tutto il film è un grande, immenso, costosissimo videogioco!

Una nota dolente va riservata per Daniel Bernhardt, l’agente che combatterà contro Morpheus. Perché prendere un bravissimo artista marziale per fare un così ben misera parte e, soprattutto, per non fargli fare niente a livello marziale? Bernhardt è un divo dei film di arti marziali di serie B, ma soprattuto non ha bisogno di cavi e computer per combattere, come invece tutti gli altri attori del film: perché non sfruttarlo di più?

Un’ultima nota va dedicata agli attori: tutti molto bravi... ma non in questo film! È pur vero che in più di 2 ore di film ci saranno sì e no 20 minuti di recitativo, ma tutti gli attori del film hanno fatto molto meglio in altre opere, a partire dal povero Larry Fishburne, ingrassato ed imbolzito! E pensare che è stato il primo ed unico attore di colore ad interpretare l’Othello di Shakespeare al cinema!

La recitazione è rigida e di maniera: in difesa c’è da dire che la sceneggiatura è veramente ridicola (la sceneggiatura, non la storia!). Tutti sembrano fuori parte, quasi costretti ad indossare di nuovo gli scomodi panni di pelle dei personaggi del primo film, e costretti a recitare delle battute che sembrano provenire da un film di guerra con John Wayne!

Per tirare le somme si può dire che sicuramente il film è bello, ma un po’ troppo dedicato ai fan di Matrix: difficilmente poteva esistere come film isolato, perché tolta la “Filosofia Matrix” e gli effetti speciali, il re è più nudo che mai...

 

Commento di Antonio: La prima domanda che sorge spontanea è la seguente: perché non ci siamo fermati al primo Matrix? È stato un film innovativo, ricco di idee, che partiva da un presupposto assolutamente intrigante. Un film che ha rivoluzionato il modo di concepire gli effetti speciali, che univa la filosofia orientale e le arti marziali con la fantascienza.

Un film perfetto. Una piccola perla che ha reso famosi i registi, fatto la fortuna dei produttori e di molti altri. Perché non fermarsi lì? La storia sembrava perfetta per un singolo episodio. Guardando Matrix difficilmente si poteva pensare ad un seguito, o addirittura ad una trilogia. E invece...

Matrix Reloaded: pochissime idee, quasi zero trama, quasi zero storia, un’infinità di effetti speciali spesso gratuiti e pesanti, una serie irritante di combattimenti lunghi e identici, fini a se stessi.

La prima mezz’ora scorre nella noia più assoluta. Se si riesce nell’ardua impresa di rimanere svegli, Neo, Morpheus e Trinity ci fanno il piacere di tornare in Matrix e lì la pellicola comincia a scorrere più veloce, senza per questo abbandonare quel senso di “scontato”, “povero”, “già visto” che purtroppo la contraddistingue.

Ci sono scene palesemente troppo lunghe, superflue ai fini della storia, peraltro povera davvero. Ad esempio il combattimento con i replicanti di Smith, che pare non debba finire mai, ma soprattutto l’inseguimento in autostrada... Mamma mia, quasi venti minuti (venti!) di incidenti, salti, combattimenti, sparatorie, scoppi, spari, e cataclismi vari...

I dialoghi dovrebbero essere assai importanti, soprattutto in alcune parti del film, per spiegare l’evolversi di Matrix inteso come programma. L’idea di base, che si scopre alla fine del film, non è neanche male, ma è sviscerata in modo non completamente chiaro, che necessita senza dubbio di una seconda visione per essere compresa pienamente. Un punto a sfavore.

Alcuni personaggi rasentano spesso il ridicolo, diventando in maniera involontaria parodia di se stessi: uno su tutti Morpheus. Se nel primo capitolo era caratterizzato alla perfezione, saggio e coraggioso, enigmatico quanto preciso e sicuro, in Reloaded appare spesso come una specie di Rambo vecchio e lento, scontato, che appare talvolta messo lì quasi per caso, fuori contesto.

Il film è lungo, a volte lento, spesso scontato (di nuovo la scena dell’amore che salva una persona dalla morte... perché? perché di nuovo?).

I veri fan del primo capitolo dovrebbero rimanere delusi da Reloaded, che sembra un miscuglio caotico di idee e combattimenti al fine commerciale di bissare un successo straordinario. Davvero non riesco a immaginare cosa si saranno inventati per Revolution, il terzo e conclusivo capitolo della saga.
Ma, ad essere sinceri, non ho affatto voglia di scoprirlo. Mi tengo volentieri la mia copia di Matrix su DVD, facendo finta che non esistano seguiti a quel magnifico e sorprendente film che stupì le platee di mezzo mondo.

Di Matrix c’è n’è uno solo. Di Reloaded e Revolution ne abbiamo visti fin troppi.

Rispondete ad Antonio

 

Commento di Ruggero: Considero il primo Matrix un capolavoro di tecnica con una trama buona. Considero Matrix Reloaded un capolavoro di trama con una buona tecnica...

Rispondete a Ruggero

 

Commento di Emiliano: Uno spettacolo affidato quasi esclusivamente alle meraviglie della fotografia e degli effetti speciali.

Matrix Reloaded è la seconda parte di una trilogia che prevede come terzo film Matrix Revolutions. Seconda e terza parte sono state girate insieme per cui riguardo al mio giudizio, ne riparleremo all’uscita del terzo capitolo!

Fin d’ora posso però confessare che ho gradito di più il primo Matrix forse perché vi ho visto una certa metafora sulla vita di tutti i giorni che qui è stata solo lasciata in eredità dalla storia precedente; o forse perché il primo era una novità assoluta e quando si respira per la prima volta una ventata di freschezza nel solito cinema di fantascienza entusiasma molto di più delle volte successive.

La critica di
Cinéfile

(leggi la recensione di Simone d’Antonio)

 

La recensione su CinemAvvenire

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