Luci"o"
in sala 
Raccolta di critiche
cinematografiche
Harry Potter
e la pietra filosofale
(Harry Potter and the Sorcerers Stone, 2001 - regia di Chris Columbus)
Commento di Lucio: Inutile buffonata. È proprio vero: lintelligenza umana è una costante, ma la popolazione è in continuo aumento.
Commento di Antonio: Il primo capitolo delle fortunate avventure del giovane mago Harry Potter, nato dalla penna di J.K. Rowling (che non ha scritto altro! N.d.R.), scrittrice che fino a poco tempo fa era sconosciuta e squattrinata, è un film molto intelligente, concepito e confezionato per essere una vera e propria macchina da soldi. Non a caso stiamo per assistere alluscita del terzo film della saga, appena ultimato in America.
Perché è un film molto intelligente? Innanzitutto per la scelta del cast: una parata di attori famosi e bravissimi che prestano il proprio talento a favore di una pellicola per bambini, tanto che fa quasi rabbia vederli in costume mentre recitano una parte se vogliamo sacrificata.
È un film intelligente per la musica. Chi se non limmenso John Williams poteva rendere la giusta atmosfera magica che avvolge lintera pellicola? La colonna sonora è magnifica e suggestiva.
È un film intelligente per gli effetti speciali e la regia, impeccabili sotto ogni punto di vista.
È un film intelligente perché presenta tutti gli stereotipi dellinfanzia, delle scoperte, della fantasia, in grado di catturare lattenzione di milioni di giovani spettatori nel mondo. Per questi motivi Harry Potter e la pietra filosofale è una perfetta macchina da soldi.
Ma forse proprio qui sta la sua pecca, il suo limite: è un film di nicchia, un film per un pubblico giovane, se non giovanissimo, che può offrire nessuno o pochissimi spunti interessanti ad un pubblico adulto. Non cè nulla che attragga lo spettatore sopra i dieci anni, che lo coinvolga, che lasci un qualsivoglia tipo di segno, unimmagine... neppure fugace. Il film scorre via senza lasciar traccia di sé, carino ma superficiale, ben congeniato ma superficiale, ben recitato ma superficiale.
Sceneggiatura, storia, trama, personaggi: tutto già visto. Semplicemente, è stato riambientato in un posto nuovo, magico, in unatmosfera suggestiva, ma se lo spogliamo di tutto questo rimane ben poca cosa.
Se avessi avuto otto anni e fossi andato al cinema a vedere questo film probabilmente sarei stato completamente rapito dal fascino del mondo di Harry Potter. Il guaio è che superata quelletà si aprono gli occhi e ciò che si vede è ben diverso. Una cosa chiamata realtà...
Il sottotitolo per questo film dovrebbe essere: Harry Potter, vietato ai maggiori di dieci anni.
Rispondete ad Antonio
Commento di Emiliano: Penso seriamente che sia inutile, e alquanto noioso, introdurre i vari aspetti commerciali che hanno anticipato il film di Harry Potter, per due ordini di motivi: il primo è che tutti sanno che questo film è tratto dal primo dei quattro libri della serie della Rowling sul piccolo mago e secondo perché sarebbe sterile una critica a priori su un film che prima di essere unopera cinematografica è business. Quindi evitando di cadere nella trappola di giudicare unopera solo per la quantità massiccia e quasi insopportabile di pubblicità che ha avuto, vorrei cercare di giudicare il film per quello che veramente è.
Chi ha seguito le gesta di Harry Potter su carta come può non precipitarsi immediatamente a vedere le sue gesta farsi immagine nella sala buia di un cinema? Chris Columbus (regista di Mamma ho perso laereo) ci racconta la storia del ragazzo mago e dei suoi amici Ron ed Hermione per tutto il primo anno di lezioni della scuola di Magia di Hogwarts tra lezioni di incantesimi e pozioni, avventure a non finire ed un giallo che si dipana in maniera abile e sotterranea. Il libro cede al film una storia così forte da non aver bisogno del richiamo di attori famosi o di una regia particolarmente originale per divertire o attirare il grande pubblico. Bambini, adolescenti e quegli adulti che letà non ha reso Babbani trattengono il fiato e si lasciano stupire da questo mondo magico.
Harry Potter si presenta come la più classica delle favole, come qualcosa che sa incantare i bambini e far tornare ai più grandi i ricordi dellinfanzia, ed è indubbio che ha tutte le carte in regola per farlo. La trama è semplice ma abbastanza interessante, e il breve flashback iniziale, con il piccolo Harry abbandonato davanti casa dello zio, stimola la curiosità dello spettatore. Ancor di più si entra nellatmosfera magica, quando il nostro piccolo mago, viene iniziato alle arti magiche, e pian piano si svelano i segreti del suo passato. Ed è questo sicuramente il punto migliore di tutta lopera. Peccato che quando la scena si sposta nella scuola di Hogwarts, ha inizio un lento processo di declino del tutto. Molte delle piccole sottotrame iniziate resteranno senza conclusione, e molti interessanti personaggi sono solo abbozzati. A poco valgono le trovate dellaffrettato finale, che non ha niente della suspense che il libro donava.
Sarebbe semplice e riduttivo dire che il film non regge il confronto con la carta stampata, anche perché è così nel novanta per cento dei casi; ma si può affermare, senza timore di smentite, che questa produzione non raggiunge la sufficienza, perché non riesce a creare una magica alchimia tra tutti i vari fattori che mette in campo. Con bene tre ore di film, si poteva trovare meglio il modo di sviluppare la storia, e di renderla più omogenea e fruibile anche per un pubblico con unetà superiore ai cinque anni. Non ho dubbi che i piccoli siano rimasti entusiasti, ma non capisco perché noi grandi non dobbiamo fruire di un prodotto per lo meno accettabile da uno sguardo appena più maturo e critico di quello posseduto da un bambino.
Allora, impressione globale: mediocre, un solo elemento è straordinariamente fantastico: le scenografie.
Si diceva che il film seguiva fedelmente il libro, secondo me del libro ne manca una buona parte, la maggior parte dei dettagli che rendono bello il libro sul film sono spariti o resi inefficaci. Tutta la bellezza del necessaire per maghi, il ruolo di bambino sfigato di Harry Potter allinizio del film, la contrapposizione del mondo comune dei babbani a quello meraviglioso dei maghi, il continuo trasgredire le regole di Harry e dei suoi compagni, i rapporti con i professori è tutto dimenticato, o meglio, cè ma costruito maldestramente. Il senso del fantastico è ridotto ai minimi termini.
Ci sono però alcuni elementi venuti veramente bene. Il primo è quello che ho già citato, le scenografie. Meravigliose, assolutamente perfette, i quadri non potevano essere fatti meglio. Il secondo elemento è l atmosfera inglese" di cui il film è intriso.
Quello che maggiormente delude, quindi, è la fragilità della sceneggiatura. Ho la netta sensazione che Columbus pensasse che a vedere questo film ci sarebbero andati solo bambini e che potesse fare della storia quello che voleva perché questi non ci avrebbero fatto caso.
Peccato caro Columbus hai perso una grande occasione!
Una curiosità. Steven Spielberg fu il primo a manifestare linteresse di girare un film basato sui libri della Rowling. Aveva anche già deciso chi sarebbe stato linterprete ideale di Harry Potter: Haley Joel Osment de Il sesto senso e di A.I. La Rowling si oppose alle scelte di Spielberg negandogli i diritti. Voleva che Harry fosse interpretato da un bambino inglese. Fu scelto quindi Chris Columbus (unico americano di tutto il cast) per la regia e Daniel Radcliffe come Harry.
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