Luci"o" in sala

Raccolta di critiche cinematografiche

 

S1m0ne
(S1m0ne, 2002 - regia di Andrew Niccol)

Trama: Viktor Taransky è un regista della vecchia guardia, di quelli che pensano di più alla qualità di un film che agli introiti che questo farà guadagnare: ovviamente è l’unico a pensarla così ad Hollywood!

Gli attori famosi costano molto e sono capricciosi, e la soluzione arriva quasi per caso: un attore virtuale, completamente nelle mani del regista.
Nasce così Simone (da “Simulation One”), diva del nuovo secolo, che altro non è che la versione virtuale (e femminile) del regista Taransky.

Ma quanto potrà andare avanti questa mascherata?

 

Commento di Lucio: Quanta verità c’è nel fingere una finzione?

S1m0ne è un film molto gradevole e per la prima metà è anche divertente, ma la verità che vorrebbe mostrare è più artificiale della finzione che vorrebbe smascherare.

Ovviamente il gusto è quello hollywoodiano, e quindi è avvertibile una sorta di snobismo nei confronti dei fantomatici “registi d’autore”, persone che vivono in un proprio mondo e che non comprendono le leggi del mercato, troppo distratti dall’arte. Purtroppo questa non è solo una concezione hollywoodiana!

Come già detto la prima metà del film è molto spassosa, in quanto porta avanti il discorso da “commedia degli equivoci”, in cui tutta la stampa specializzata cerca di avere notizie su questa fantomatica Simone. Ma poi la commedia finisce e subentra la noiosa “moralità” hollywoodiana, ed il film scade nel qualunquismo.

Al Pacino, sebbene bravissimo come sempre, comincia a dimostrare l’età che ha (64 anni), e continua ad interpretare sempre se stesso: ma non esiste la pensione per i vecchi attori? Eppure Pacino ne ha di soldi da parte!

Un paio di curiosità.

Per promuovere l’uscita del film, gli autori annunciarono alla stampa che la Simone protagonista del film era veramente un’attrice virtuale, completamente costruita con il computer. Solo all’ultimo momento rivelarono l’identità dell’attrice in carne ed ossa, Rachel Roberts.

Il software di Simone è creato usando un computer supertecnologico, ed inoltre tutto il film è pervaso da un’aria di tecnologia futuristica. Solo che poi Taransky infila nel suo computer un floppy da 5 pollici... che è scomparso da qualsiasi mercato da più di dieci anni! Forse sarà stato recuperato in qualche museo della tecnologia.

 

Commento di Antonio: S1m0ne è una pellicola molto gradevole che presenta un interessante quesito: qual è il futuro del cinema hollywoodiano, sempre più orientato verso il business ad ogni costo, a discapito di attori, sceneggiatori, storie, registi e soprattutto a discapito del pubblico? La tecnologia potrà davvero sostituire un attore in carne e ossa e i computer/effetti speciali domineranno gran parte del mercato di celluloide?

A quanto pare, per fortuna, nonostante tutte le pecche e le critiche che si possono giustamente muovere a Hollywood e al suo sistema, per ora non è immaginabile uno scenario così negativo e pessimista, tuttavia S1m0ne ci presenta qualcosa che potrebbe, chissà, un giorno, divenire realtà quotidiana.

Al Pacino, nonostante la carta d’identità ormai ingiallita, è un marchio di qualità che garantisce da solo la sufficienza a qualsiasi pellicola. Anche in S1m0ne, e soprattutto nella prima parte, si diverte e ci diverte con una buona interpretazione.

La storia parte da presupposti interessanti e, nonostante cali vistosamente in un finale di maniera, vale la pena di essere vista e considerata per quel che è: un messaggio sul “potrebbe essere” che invece non è, soprattutto a Hollywood, dove il mercato ha risucchiato il cinema d’autore relegandolo negli scantinati europei.

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