Luci"o"
in sala 
Raccolta di critiche
cinematografiche
Terzo tempo
(Tretij tajm, 1962 - regia di Yevgeni Karelov)
Trama: Nel 1942 le armate naziste di Hitler hanno invaso il suolo sovietico. Da un campo di concentramento vengono scelti dei prigionieri russi che, prima della guerra, erano stati dei calciatori. I tedeschi, infatti, in occasione dellanniversario dellinizio delle ostilità, hanno deciso di disputare una partita di calcio con i russi, per dimostrare la benevolenza degli invasori.
Gli undici russi scelti per tale compito, ovviamente, appena sentiranno addosso quella libertà che era stata loro negata nei lager, tenteranno di fuggire. Ma le varie prove rimarranno senza successo.
La partita si disputerà, ma non sarà una normale competizione agonistica. In ballo, infatti, cè lonore del popolo russo sottomesso da una parte, e quello dei tedeschi invasori dallaltra.
Commento di Lucio: Quegli eventi del 1942 hanno influenzato molti artisti, così che nello stesso anno (1962) si hanno due film praticamente identici: Tretij tajm (russo), appunto, e Két félidö a pokolban (ungherese). Dallunione degli elementi di questi due film nel 1981 ne è nato un terzo, Fuga per la vittoria di John Houston, che sebbene vorrebbe rifarsi agli eventi storici, in pratica è un fedele remake (il goal di rovesciata di Pelè in questultimo film è straordinariamente identico ad una scena di Terzo tempo).
Comunque la sceneggiatura di Terzo tempo è di Aleksandr Borshchagovsky, tratta da un romanzo scritto da lui stesso, Trevozhnye oblaka, e si basa, come dice una scritta allinizio del film, su fatti realmente accaduti.
Malgrado largomento e le ideologie in ballo, il film riesce a non scadere mai nelleccessivo patriottismo, riuscendo a mantenere un ottimo ritmo ed un gusto delicato. La storia si svolge in modo scorrevole e senza rallentamenti, con un gusto molto occidentale rispetto alla cinematografia russa, più attenta alla riflessione che allaction.
Il film può essere tranquillamente diviso in due parti. Nella prima cè la presentazione dei personaggi, dei loro caratteri e tutti gli eventi prima della partita, mentre la seconda parte verte esclusivamente sulla partita stessa.
La prima parte segue i canoni del film di guerra, mostrando la città invasa piegata dalla rovina, sia fisica che morale. Ci sono i traditori ed i traditi, le vittime ed i carnefici, ma soprattutto i tentativi dei protagonisti di fuggire. Attenzione però, non fuggire per salvarsi la vita, bensì per poter tornare in prima linea a combattere! Ovviamente una certa epicità in un film di guerra cè da aspettarsela.
La macchina
da presa è piuttosto statica, regalando comunque degli intensi primi
piani dei volti dei prigionieri, volti scavati e provati dalla vita nei campi
di concentramento.
La seconda parte invece cambia completamente stile registico. Lazione della partita, sebbene frastagliata da un montaggio serrato, dovuto alluso di calciatori non professionisti, è intensa ed appassionanante. Man mano poi che il gioco procede, si assiste al risveglio artistico del regista, che alterna con insospettata audacia i primi piani dei giocatori, con espressioni accentuate al massimo, ad azioni in varie soggettive.
Infatti la macchina da presa perde tutta la staticità finora usata, riprendendo lazione calcistica alternativamente dal punto di vista dei giocatori, del pubblico, dellarbitro ed addirittura del pallone!
Più
ci si avvicina alla fine del film e più le invenzioni stilistiche prendono
il sopravvento, come se il regista usasse il proprio film per manifestare
la vita e la voglia di ribellarsi al giogo degli invasori, di qualsiasi nazionalità
e credo essi siano.
Una vera chicca da collezione per i cinefili più esigenti.