Luci"o" in sala

Raccolta di critiche cinematografiche

 

Ingrid Thulin
(1926-2004)

 

Ingrid Thulin: formidabile interprete della sofferenza
di Lucio Teini

Negli ultimi giorni fra i giornali di cinema è rimbalzata la notizia della morte di una illustre attrice di Cinema, Ingrid Thulin, ma probabilmente ben pochi di quelli che leggono i suddetti giornali hanno idea di chi possa essere questa donna.

I cento anni che rendono il cinema l’arte più “giovane”, non ne fanno certo l’arte più “matura”. Se da un lato il cinema è profondamente maschile e spesso maschilista, e quindi ruoli di spessore per interpreti femminili sono sempre meno, dall’altro lato c’è un’incredibile folla di ragazze giovani e formose, senz’arte né parte, che inonda gli studi cinematografici in cerca di successo e di notorietà. Il cinema del 2000 è in mano alle “stelline”, piccole dive che non crescono mai, che si accontentano si interpretare ruoli privi di spessore per il semplice fatto che non saprebbero fare di meglio.

Ingrid Thulin non era né una stella hollywoodiana né una “stellina”: era un’attrice... un’attrice seria!

Nata nel 1926 a Sollefteå in Svezia, approda al cinema nel 1948 dopo vari anni di teatro... e si vede! Gli attori di cinema con esperienza teatrale sono sempre un passo avanti agli altri (vedi Harvey Keitel o William Hurt): paradossalmente hanno più espressività nei piccoli gesti, anche se in teatro i piccoli gesti non sono così visibili come al cinema.

Dopo 17 film arriva il primo grande successo: Il posto delle fragole (1959). Da allora comincia il suo sodalizio con il grande maestro di Cinema Ingmar Bergman, che scriverà per lei dei personaggi indimenticabili.

Dei 63 film totali interpretati dalla Thulin, solo 10 sono di Bergman, eppure sono quei 10 ad averle regalato l’immortalità!

Le sue interpretazioni sono sempre intense, i suoi personaggi sempre permeati di una sofferenza nascosta ma forte. Ne Il volto interpreta la moglie di un attore profondamente depresso: è lei a dargli la forza, ma al prezzo di essere “contagiata” dall’infelicità del marito. In Luci d’inverno interpreta una maestra che si innamora di un prete, rappresentando per lui l’unico appiglio in un momento difficile. In Sussurri e grida è una gelida donna che assiste in modo freddo alla sorella morente. Ne Il silenzio è l’unico personaggio a parlare, in un modo che non ascolta.

Ogni sua interpretazione arriva dritta al cuore, ed è impossibile rimanerne indifferente. Quando si vede un film di Bergman non è per farsi qualche risata: lo si vede per sapere che c’è qualcun altro che ha sofferto come noi, lo si vede per sapere che non si è soli. E Ingrid Thulin è stata magica nel rappresentare la sofferenza, nel dare voce a tutti quelli che non hanno saputo tramutare il dolore in arte.

Nel 1988 gira La casa del sorriso di Marco Ferreri (collaborazione osannata dai giornalisti in un impeto di patriottismo) e poi, malata, si ritira dalle scene. Nei successivi 14 anni nessuno si occupa di lei, in quanto i giornali di cinema sono troppo occupati a seguire la breve carriera di qualche inutile attricetta. Il 7 gennaio 2004 Ingrid Thulin muore di cancro.

L’unica consolazione di un cinefilo è che fra 100 anni Ingrid Thulin sarà ancora una star, Jennifer Lopez no!

 

Galleria fotografica

In questi giorni sono spuntate foto di Ingrid Thulin dappertutto, nel disperato tentativo da parte dei giornalisti di capire e di far capire chi diavolo fosse quest’attrice. Il risultato è stato pietoso: a parte le foto sbagliate (Il Messaggero mette una foto di Luci d’inverno dove si vede Elsa Ebbesen e non la Thulin!), la maggior parte delle foto scelte sono orribili! Così Luci“o” in sala ha deciso di rendere omaggio a questa grande attrice, ed a Bergman che l’ha immortalata, operando una scelta più oculata.


Il posto delle fragole
(Smultronstället, 1957)


Il volto (Ansiktet, 1958)


Il silenzio
(Tystnaden, 1963)


Luci d’inverno
(Nattvardsgästerna, 1963)


Il rito
(Riten, 1969)


Sussurri e grida
(Viskningar och rop, 1972)

 

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