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Raccolta di critiche cinematografiche

 

Wonder Boys
(Wonder Boys, 2000 - regia di Curtis Hanson)

Commento di Antonio: Che cos’è un ragazzo prodigio? Si può essere ragazzi prodigio a 50 anni? In che cosa consiste essere ragazzi prodigio?
Questo è il tema di Wonder Boys, splendida pellicola di Curtis Hanson, che già mi aveva stupito positivamente con L.A. Confidential.

Il film presenta numerosi attori di prestigio, quali Michael Douglas (nella sua migliore perfomance, a mio avviso superiore addirittura a Wall Street), il solito bravo ed emergente Tobey Maguire (peccato per Spider-Man... ma i soldi sono soldi, vero Tobey?), una fresca e seducente Katie Holmes e, ultimo ma non meno meritevole, Robert Downey jr., che se non fosse per i noti problemi di droga sarebbe nell’olimpo degli attori da tempo.

La musica di Bob Dylan (che è valsa l’Oscar alla pellicola) è splendida, soprattutto se si considera il fatto che sia stata scritta in poche ore.

La caratterizzazione del personaggio di Douglas, un professore di college divenuto famoso per un romanzo scritto sette anni prima al quale non riesce a dare un seguito, è perfetta. Fuma erba, ha improvvise quanto inspiegabili crisi in cui sviene senza motivo, tre matrimoni falliti alle spalle, un’amante, diversi problemi interiori irrisolti e un certo non so che di infantile che continua ad emergere ad ogni sua azione.

Maguire è un suo studente. Un promettente scrittore “dark” la cui vita è vissuta assurdamente, sul filo del rasoio. Dorme in una stazione ferroviaria perché sostiene di essere orfano e sembra disinteressarsi di tutto e tutti, salvo che della scrittura.

Quando i due si incontrano cominceranno i guai. Il professore cercherà di aiutarlo, accorgendosi ben presto che lui per primo ha bisogno di aiuto... e certo il suo secondo romanzo, giunto ormai a pagine 2.262 e apparentemente senza fine, non lo aiuta... così come il suo agente letterario, Downey Jr., altro strano personaggio che crea disastri e confusione nelle loro vite.

Wonder Boys è una favola sulla crescita personale, sullo scopo della vita, sul talento e sulle ambizioni di ogni singolo uomo. È una metafora del destino, delle scelte dolorose che portano a dolorose conseguenze, ma è anche una dimostrazione lampante di come le cose possano cambiare di punto in bianco, di come di possa ritinteggiare una parete nera di bianco e mutare tutto con la sola forza della volontà.

Perché quando sei un ragazzo prodigio hai sì numerose responsabilità, ma hai anche dalla tua la forza e i mezzi per cambiare le cose.

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