Altri
pensieri d'amore - I - ![]()
Il racconto del
castello ![]()
C'era una volta un giovane e
volitivo cavaliere abituato a governare i suoi possedimenti con
fermezza e distacco. Il segreto del suo potere stava nella
parsimonia con cui usava mostrarsi a parlare ai suoi sudditi.
Così poco si sapeva di lui che fiorivano leggende e dicerie
sulle sue qualità nascoste. Il popolo lo serviva con timore
perché la sua sfuggente presenza rimandava a un potere oscuro di
cui si paventavano i possibili effetti.
Un giorno il cavaliere incontrò una fanciulla sconosciuta che
riuscì a incantarlo con le sue parole e a distrarlo per un
attimo dalla sua costante opera di autocontrollo cui doveva il
suo prestigio.
Iniziò allora per lui un periodo nuovo. Il cavaliere era così
compiaciuto di ciò che di sé scopriva attraverso il rapporto
con la bella fanciulla ma, al tempo stesso, così preoccupato di
incrinare il suo potere che adottò uno stratagemma. Imprigionò
la fanciulla in un piccolo castello agli estremi del suo regno,
sicuro che le sue fuggevoli ma nobili attenzioni non le avrebbero
fatto rimpiangere la sua libertà.
Col passare del tempo, però, il delicato equilibrio diventò
difficile da mantenere. Il cavaliere, troppo preso dai suoi
doveri, si dimenticò a poco a poco di ciò che di sé aveva
scoperto e diradò le sue visite. La fanciulla si ammalò di
nostalgia e sentì che le sue parole svanivano, i suoi pensieri
non prendevano più forma e i suoi occhi non cercavano più la
luce del giorno. Un mattino chiese finalmente udienza al
cavaliere che, dopo averci pensato un po', decise di concedersi.
Il lungo e forzato silenzio a cui la fanciulla era stata per
molto tempo costretta divenne all'improvviso un ruscello di
parole che travolse il cavaliere, ormai incapace di capire. La
fanciulla, approfittando del momentaneo stupore di lui, varcò a
passi leggeri il portale del castello e si dileguò nel bosco.
Una canzone d'amore
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CIRANO: F.Guccini (D'amore, di morte e di altre sciocchezze)
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I
pensieri di Fata Morgana

Il cielo talvolta arrossisce per noi per le cose che non riusciamo a dire, talvolta piange gocce di pioggia per le lacrime che teniamo nascoste, talvolta si riempie di nubi impenetrabili per ricordarci la spessa coltre di cui rivestiamo i nostri pensieri perché non vogliamo ascoltarli, talvolta ospita la luce del sole per indicarci la direzione dei nostri sogni.
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Olaf il Vichingo ![]()
Olaf abitava sulle rive di
un fiordo. Pescava ogni giorno col suo
battello. Il vecchio motore tossiva un po' ma non l'aveva mai
tradito. L'acqua era limpida, gelida come sempre, color degli
abeti accanto alla riva, celeste profondo verso il largo. A
luglio il sole
scaldava i prati. L'erba giallastra spuntava sotto le lingue di
neve che il tepore dell'aria assottigliava all'infinito, come in
nessun altro mese dell'anno.
Con il berretto di lana blu calato sulla fronte Olaf srotolava le
reti nell'incavo della scia che
disegnava un lungo triangolo scuro in direzione dell'approdo.
'Quest'anno i gamberi hanno un buon prezzo. Vanno tutti
all'estero.'
Pensava Olaf fra sé. 'E qui sono di prima scelta. Posso ben dire
di alzarmi ogni mattina per
qualcosa.'
Riflettendo sulla tranquillità del suo mondo e sulla regolarità
delle
cose che lo circondavano, il suo viso si distendeva in un sorriso
e i suoi occhi azzurri
riflettevano la luce trasparente che illuminava la baia.
Lontano, sulla sponda opposta, ordinate file di tronchi si
lasciavano
dolcemente trascinare dalla corrente, in lenta corsa verso la
segheria.
Dialogo fra due lucciole (1998)
Che giorno è
domani?
E’
il giorno in cui nascono i bambini senza cuore. Per loro portano
via le stelle, le ultime ancora in cielo dopo la notte di
S.Lorenzo, e non potranno mai più
vederle.
Ma perché lo fanno?
Lo fanno per loro. Sai, in
fondo sono bambini fortunati. Imparano ad essere forti, a
sentirsi sempre a posto, a non perdersi in chiacchiere
piagnucolose, a non avvertire sentimenti scomodi, a rispettare le
regole e ad incasellare i comportamenti in un ordine prevedibile.
Qualcosa forse li turberà quando, col naso in su, scruteranno il
cielo in una notte d’estate. Sentiranno la nostalgia di
qualcosa che non conoscono ma di cui, per un attimo,
sentiranno la mancanza. A volte la loro stella
s’intenerisce e lascia cadere qualche grammo di polvere
magica. I granelli luminosi li rendono inquieti, i loro occhi
cominciano a brillare e una corrente sottile risveglia sensazioni
che non conoscono.
E, poi, cosa accade?
Non so. Sono storie
misteriose. A noi lucciole non le raccontano.
Night
with her Train of Stars, Robert Edward Hughes ![]()