Una recensione da "Arte" gennaio 2001 di Beba Marsano
"Tra fiaba e ricordo. Nel mondo di Di Fazio"
Ogni scena un racconto. Una narrazione in punta di pennello, in bilico tra la
fiaba ed il ricordo, sul come eravamo.Quando la vita era semplice e i rapporti umani schietti e
generosi come un bicchiere di rosso bevuto all'osteria. Una vita lenta, scandita dal
passaggio naturale delle stagioni, imbevuta di valori antichi e forse irrimediabilmente
perduti. Questo il mondo ideale di Marino Di Fazio (Genova , 1949), trasferito in pittura con un
linguaggio tutto naif. "I miei quadri non sono che sogni",dice,"brani di vita che immagino
e che vorrei poter vivere".I suoi piccoli personaggi, colti quasi sempre di schiena,
li ritroviamo intenti ad antichi mestieri , alle prese con con umili faccende quotidiane e domestiche,dediti
all'osservanza delle feste liturgiche che,un tempo,costituivano le sole occasioni
di vita sociale:la messa domenicale, le feste patronali,le processioni,i pellegrinaggi.
Di Fazio,autodidatta,era in cerca di un linguaggio che rispondesse al suo bisogno di
autenticita' e di poesia.Il naif e'una scoperta casuale,avvenuta sfogliando un vecchio
libro dedicato ai pittori jugoslavi.Lui non li imita,ma prende in prestito quelle
atmosfere per trasferirvi la sua realta' di valligiano ligure legato alla Valpolcevera,
una terra che si stende alle immediate spalle di Genova.Con gli strumenti della
della pittura naif ricrea con candore e tenerezza struggenti un mondo di silenzio,
semplicita' e buoni sentimenti.Sul quale ci affacciamo senza fare rumore, come
la luna che fa capolino tra le nubi dei suoi splendidi notturni innevati.
Una recensione di Rosa Spinillo - Tuttarteonline
L’artista ligure Marino di Fazio è uno degli esponenti più significativi della pittura naif.
Il termine naif indica i pittori che,
privi di preparazione artistica e di movente estetico, si esprimono con figurazioni estranee alle matrici
della cultura figurativa, rispondendo invece a necessità interiori sull’impulso di sollecitazioni emotive.
Di Fazio, come tutti i naif, realizza una pittura spontanea, la cui nota caratteristica è il piacere di raccontare per
immagini valendosi di uno squillante cromatismo, e che tuttavia non va confusa con le espressioni dell’arte popolare
e dell’arte infantile. L’artista con le sue opere racconta di una sua poesia, quasi un mondo fatato che non esiste
nella realtà. Soavi e piene di luce le tele sui mestieri di una volta, ariosi i paesaggi e incantevoli
le nevicate. Trattandosi di un atteggiamento espressivo- esistenziale più che di una precisa corrente o scuola,
l’arte naif ha trovato larghissimo seguito un pò ovunque, accosto la pittura di Marino di Fazio a quella del
Doganiere Rousseau, considerato il capostipite, oltre a Camille Bombois, in Francia.
In Italia , Metelli, Ligabue e Carmelina di Capri. Notevoli le manifestazioni naives sorte negli States e nell’America
Latina, soprattutto in Colombia, con Leon e in Brasile con De Silva, De Souza, e ad Haiti con Pierre e Duffaut.