Enrico Janin - Antoniotto Adorno doge 7 per un giorno, Nicola Guarco doge 8 e loro monete
da "A Compagna" Art. N°. 16


Antoniotto Adorno doge settimo per un giorno, Nicola Guarco doge ottavo e loro monete



Nella puntata precedente di queste mie chiacchierate storico-numismatiche genovesi ho accennato al fatto che dopo il ritiro di Domenico di Campofregoso doge sesto, gli successe un Adorno. Fu precisamente Antoniotto Adorno di Adornino, nato circa nel 1340. Notare che la data di nascita precisa di questi personaggi di regola non è conosciuta.

Anche se come i suoi predecessori nel dogato egli era fondamentalmente un commerciante, fu uomo di grande ingegno, noto per la sua profonda conoscenza delle lettere, della giurisprudenza e dell'eloquenza. Prese parte all'impresa di Cipro (la conquista di Famagosta già citata) ed iniziò poi la sua scalata al potere, avvalendosi anche delle solite diffuse armi della calunnia e della diffamazione nei riguardi del doge in carica, cioè Domenico di Campofregoso. Costui il 17 giugno 1378 venne assalito nel suo palazzo dai seguaci di Antoniotto e costretto a dimettersi in favore di Antoniotto stesso. Ma a costui, per dissapori con coloro che erano stati fino ad allora suoi seguaci, fu "consigliato" (!) di dimettersi. Cosa che avvenne la sera dello stesso giorno.

Foto 1

Esistono monete e precisamente il genovino d'oro e il grosso d'argento (solito tipo) le quali riportano incontestabilmente la parola "SEPTIM" nella legenda del diritto. Rarissima la moneta d'oro, meno rara ma parecchio difficile da reperirsi, il grosso d'argento. (Foto n.1)

Poiché però è praticamente impossibile che nelle poche ore in cui Antoniotto fu "doge settimo" egli sia riuscito a dare ordine di battere moneta e a far eseguire l'ordine stesso, si deve arguire che tali monete sono state battute su suo ordine in occasione dei suoi dogati successivi a partire dal 1384, per ricordare imperiosamente il suo primo potere.

Infatti Antoniotto Adorno che con tutti i suoi difetti fu comunque lottatore abile e indomito, riuscì ad essere doge per ben quattro volte (e pare che nei suoi dogati secondo, terzo e quarto non abbia coniato monete con indicazione di numeri diversi) e concluse la sua carriera politica come governatore di Genova per conto di Carlo VI Re di Francia nel 1396. Per finire su Antoniotto, parliamo brevemente anche di questo. Dalla sua attività di governatore per il Re di Francia ci rimane come testimonianza numismatica un rarissimo grosso d'argento che porta al diritto la legenda "Gubernator Ianuensium" ed anche il denaro "minuto" caratterizzato dalla presenza al rovescio (in uno dei quarti del campo delimitato dalla Croce) del giglio di Francia. Moneta piccola e umile, battuta quasi sempre con poca precisione, del peso di poco più di mezzo grammo e d'argento molto basso (125 ‰).

Erede comunque, dopo circa 25 anni, dell'antico denaro primitivo genovese. Per non perdere il filo, dopo aver brevemente accennato ai suoi successivi dogati, torniamo a ciò che successe dopo l'immediata deposizione di Antoniotto Adorno dalla carica di doge settimo, avvenuta, ricordiamolo, il 17 giugno 1378.

Gli successe, due giorni dopo, Nicola Guarco doge ottavo, che interruppe per breve tempo l'alternanza fra Adorno e Campofregoso. Subito dopo la sua elezione, egli si preoccupò di far confinare Antoniotto Adorno a Savona. Ma questi come detto, non stette affatto con le mani in mano. Nicola Guarco, di famiglia originaria della Valpolcevera, nacque intorno al 1325, figlio di Montanaro. Vaghe sono le notizie relative al suo stato, ma fu comunque persona "... di floride finanze".

Ambasciatore presso diverse corti, membro del consiglio del doge e magistrato addetto alla conservazione e miglioramento del porto e dei suoi moli.

Senza dilungarci troppo, ricordiamo la sua partecipazione attiva alle continue contese di Genova con i Veneziani. Da ricordare anche la sua azione per definire la questione di Cipro (possesso di Famagosta da parte dei genovesi) e la liberazione, dopo lunghi anni passati a Genova come ostaggi, di alcuni membri della famiglia reale di Cipro, i Lusignano. In cambio, naturalmente del mantenimento di vari privilegi ai genovesi nelle isole e del pagamento di una somma allora enorme, corrispondente a 852000 monete d'oro del tipo del genovino, dette nell'area mediterranea ducati o fiorini.

Dopo una nutrita serie di intricatissime vicende, dominate dai ripetuti tentativi di riprendere il potere da parte dell'inquieto Antoniotto Adorno, che riuscì addirittura a far imprigionare il Guarco nel castello di Lerici, questi cedette la carica dogale il 12 giugno 1384 ( a favore, naturalmente di Antoniotto Adorno) e morì nei primi mesi (la data precisa non è nota) del 1385. Come potete ben capire da queste brevi note, la lotta per il potere a Genova (ma non solo a Genova) era veramente qualcosa di feroce, con episodi che, se non fossero documentati, si potrebbero definire incredibili.

 


Ultimo aggiornamento Nov.2000

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