Non basta dire Iper - Marco Guastavigna (pubblicato in CSI Notizie 32/1994)

Il Centro per l'Educazione di Torino e il CSI-Piemonte hanno condotto tra febbraio e maggio del l994 un seminario sull'uso degli strumenti ipertestuali e ipermediali nella didattica rivolto a insegnanti di ogni ordine di scuola. Punto di partenza dell'iniziativa è stata la consapevolezza che per ragionare di ipertesti non è sufficiente discutere delle caratteristiche dei diversi software di sviluppo, ma è piuttosto necessario partire dall'idea che ipertestualità e ipermedialità sono ormai connotazioni della logica operativa e comunicativa generale del personal computer; punto di arrivo alcuni spunti di riflessione, volti a andar oltre all'attuale disorganico sperimentalismo.

Abbiamo infatti operato in un primo momento una "ricognizione sullo stato dell'arte", che ci ha consentito di definire una mappa grezza "orizzontale" delle caratteristiche fondamentali delle applicazioni ipertestuali e ipermediali utilizzate e prodotte nelle scuole della zona torinese.

 Ne è scaturita questa categorizzazione, che consegniamo al lettore:

a) realizzazione/acquisizione di sofisticati strumenti per gli allievi, centrati su nuove modalità (multi e ipermedialità, aspetti interdisciplinari) di trasmissione e proposizione di contenuti. Abbiamo metaforicamente chiamato questi oggetti didattici "IperLibri" e "IperMonografie";

b) realizzazione con gli allievi di esplorazioni di campi di conoscenza, centrate sui soggetti e sui processi di apprendimento (reperimento, selezione, classificazione, categorizzazione, messa in relazione, integrazione ecc. delle informazioni). Abbiamo chiamato questi oggetti didattici "IperRicerche", "IperRelazioni" e "lpecartelloni";

o) realizzazione con gli allievi di esperienze creative (storie a albero, libri-game, giochi e racconti ipertestuali), concepite in genere a scopo propedeutico rispetto all'uso di strutture di collegamento e rappresentazione complesse come quelle a rete. Abbiamo ovviamente chiamato questi oggetti didattici "IperLibriGame", "IperRacconti" "lperAvventure" e così via;

i) utilizzazione da parte degli allievi di ambienti di lavoro più o meno aperti, dagli "lperTest" di apprendimento, agli strumenti per la scrittura assistita e la lettura facilitata; si tratta per lo più di prototipi sperimentali che sfruttano gli aspetti di semplificazione della programmazione presenti negli ambienti di sviluppo ipertestuale e soprattutto la possibilità di creare relazioni operative tra spazi logici differenti e flessibili secondo schemi diversi.

Nella seconda fase del lavoro la riflessione si è centrata sugli aspetti "verticali' della questione, per cominciare a ragionare sul ruolo che le tecnologie ipertestuali e ipermediali possono assumere sul percorso formativo, assumendo che tale ruolo possa e debba differenziarsi a seconda dell'ordine di scuola.

Abbiamo individuato così due aspetti del problema:

- il ruolo dei soggetti che apprendono, e di riflesso quello degli insegnanti;

- la finalità delle applicazioni ipertestuali e ipermediali in relazione agli oggetti di conoscenza.

Gli ambienti di sviluppo di sviluppo ipertestuale e ipermediale, infatti, pur appartenendo a una generazione di software che facilita molti aspetti operativi, non sono di uso semplicissimo; per lo meno nelle prime fasce della scuola di base l'insegnante dovrà perciò assumere un ruolo di mediazione assai significativo, spesso determinante. All'estremo opposto sarà ben lecito presupporre che uno studente universitario abbia i prerequisiti per essere del tutto autonomo. Le applicazioni ipertestuali e ipermediali, inoltre, possono essere pensate come oggetti didattici destinati a produrre nuova conoscenza, trasmettere conoscenza strutturata, implementare e integrare percorsi di conoscenza.

Combinando queste variabili abbiamo ipotizzato il seguente percorso di uso e produzione di applicazioni ipertestuali e ipermediali, che non ha certo la pretesa di esaurire la questione, ma piuttosto lo scopo di cominciare a definire una prima "tornata" di punti di riferimento:

a) gli scolari/studenti e gli insegnanti della scuola di base (comprendendo in essa anche il biennio della media superiore) saranno Co/Autori di esplorazioni di campi di conoscenza, non si porranno l'obiettivo dell'esaustività e dell'originalità dei contenuti, ma quello dell'acquisizione di abilità cognitive; opereranno in un primo momento prevalentemente in termini di concettualizzazione di esperienze dirette (per esempio, IperCartelloni sul proprio quartiere, sulla propria scuola e così via), successivamente anche in termini di cultura rappresentata e mediatizzata (per esempio, IperRicerche su argomenti di carattere storico-sociale o IperRelazioni su concetti e esperimenti scientifici):

b) gli studenti del triennio della scuola superiore, sposteranno via via l'attenzione dalle abilità cognitive ai contenuti dei saperi, proponendosi come Autori di IperRelazioni e IperRicerche, ma anche come Lettori-Manipolatori di Basi di Conoscenza - si pensi come esempio alla consultazione di CD-ROM di astronomia o di storia dell'arte, con la possibilità, mediante l'integrazione delle risorse operative di base del PC, di acquisire dati -filmati, immagini e testi- per riorganizzarli e utilizzarli in funzione di percorsi informativi finalizzati; e ancora come "Studiosi" di saperi specialistici, come tali fortemente strutturati e quindi credibilmente "delimitabili" e trasferibili su supporto elettronico (dalla traduzione multimediale di un'opera letteraria e della critica su di essa alle monografie su temi storici, scientifici, artistici);

c) gli studenti dell'università avranno a disposizione le risorse e i ruoli precedentemente delineati, per esempio corsi disciplinari a impianto ipertestuale e che prevedano l'uso delle risorse operative del computer per consentire una maggior interazione tra studente e materiale didattico. A questo punto del percorso sarà inoltre legittimo, come già accennato precedentemente, chiedere loro di divenire Autore di percorsi di ricerca esaustiva e originale, fino all'elaborazione di IperTesi.

Concluse queste fasi di riflessione e di definizione di un profilo di insieme, i partecipanti al seminario si propongono ora di realizzare nelle loro scuole o facoltà esperienze raccordate tra loro e che sperimentino questi presupposti. I risultati e le problematiche connesse verranno pubblicati in un fascicolo a cura del Centro per l'Educazione di Torino e del CSI-Piemonte.