LA CHIAROVEGGENZA

 

Definizione di Chiaroveggenza

(a seconda dei contesti e momenti storici detta anche detta anche:

- lucidità

- telestesia

- metagnomia

- criptestesia

- paragnosia)

 

   Si tratta di un fenomeno di ESP, spesso assai difficile da isolare per considerarlo in sé e per sé (vedasi sotto punto c), per cui si ipotizza che l'uomo possa acquisire una conoscenza diretta, sempre indipendente dal canale dei sensi, di individui, eventi e oggetti lontani nello spazio oppure a lui celati da corpi opachi. Devono altresì poter essere escluse:

a) la mediazione (inferenza) logica e razionale;

b) la possibilità della coincidenza fortuita;

c) teoricamente molto importante: la possibilità, non sempre facile da stabilire (o da ottenere nelle modalità sperimentali), che possa invece trattarsi di un altro genuino fenomeno parapsicologico, ossia di telepatia, ovvero una informazione (sempre paranormale) ricevuta da un vivente (1).

   Le forme, estremamente varie, sono state osservate nell'ipnosi, nella trance, nel sonnambulismo, nel sogno, nelle minime variazioni dello stato di coscienza della veglia o restringimenti della coscienza, etc.

   Uno dei casi tipici, "ideali", che possono meglio illustrare la facoltà chiaroveggente è quello del soggetto sensitivo (molto noto, in tal senso, l'olandese Gerard Croiset) reputato capace di reperire, di localizzare con molta precisione una persona dichiarata scomparsa, talvolta solamente toccando à modalità denominata chiaroveggenza tattile à un oggetto loro appartenuto e in un posto che nessun altro fino a quel momento conosce (ossia che nessuno ha già correttamente localizzato) [tale possibilità, si premette subito, differisce dalla à psicometria, nella quale si utilizza ugualmente e con similarità un oggetto, come si può vedere alla relativa voce] ;

   Premessa teorica necessaria di tale modalità, ossia della chiaroveggenza tattile:

à la persona ricercata deve essere deceduta, altrimenti, almeno in linea teorica, è sempre possibile presupporre un à contatto telepatico tra la persona scomparsa e il sensitivo.

   Molto probanti sono però anche reputati quei casi in cui l'individuo comune sente o ha visione di grandi catastrofi lontane; esempi celebri:

- Il mistico Emanuel Swedenborg - riferisce il perplesso Immanuel Kant (in: Sogni di un visionario) al cospetto di un fenomeno che mal si conciliava con la sua filosofia - trovandosi a Göteborg all'improvviso "vide" e descrisse ai presenti con estrema precisione un incendio che avveniva a Stoccolma, a circa 500 Km di distanza;

- Il fedele segretario e discepolo Johann Peter Eckermann riferisce (in: Colloqui con Goethe) che Wolfgang Goethe, una notte, spinse improvvisamente il proprio letto di ferro su rotelle fino alla finestra, contemplò assorto il cielo e quindi chiamò il proprio cameriere dicendogli che, in quel momento, stava certamente avvenendo da qualche parte un terribile terremoto, evento che in realtà stava purtroppo ed effettivamente interessando - in quel momento e in modo devastante - la lontana città italiana di Messina.

 

   Altre caratterizzazioni fenomeniche della chiaroveggenza:

- Soggetti sensitivi, come l'inglese Gladys Osborne Leonard, oppure il polacco Stefan Ossowiecki, reputati capaci di

à leggere in libri chiusi scelti a caso e in plichi suggellati;

à rabdomanzia come possibile forma di chiaroveggenza, con la classica bacchetta in funzione di semplice "appoggio", ovvero, ritenuta priva di efficacia in sé, tramite la concentrazione su di essa (ottenere uno stato "modificato di coscienza") favorisce l'estrinsecarsi della facoltà paranormale;

à la cosiddetta remote viewing (visione remota): il soggetto sensitivo viene invitato dallo sperimentatore a "recarsi" mentalmente in un preciso punto lontano, anche di un altro continente, e di descrivere quel che reputa di "vedere";

à la cosiddetta diagnosi chiaroveggente, che, per alcuni soggetti sensitivi, può avvenire anche a distanza considerevole; in pratica:

à l'eteroscopia, o visione paranormale degli organi interni del corpo altrui, può combinarsi, o meno, con la percezione paranormale di una malattia.

   Oltremodo controversa e fortemente dibattuta per le sue ovvie e delicate implicazioni in campo medico, è pertanto l'ipotetica e anomala possibilità di "cogliere" un evento patologico in atto presso terze persone.

 

   Due principali ipotesi generali avanzate per spiegare il fenomeno della chiaroveggenza:

1) il soggetto in qualche modo "capterebbe" flussi di energia sconosciuta, radiazioni, le quali, partendo dall'oggetto o dall'avvenimento vicino o lontano, ne "disegnano" la forma e le particolarità.

2) il soggetto, per sua iniziativa, riesce a emanare e "dirigere" una propria e non meglio chiarita "facoltà" conoscitiva, che si esercità senza la mediazione dei sensi, verso l'oggetto o l'avvenimento.

 

   Per altri studiosi, invece:

3) il soggetto proietta momentaneamente ed effettivamente, fuori del corpo fisico, una propria componente ("doppio", "corpo eterico",...) in grado anche di viaggiare a velocità enormi nello spazio e venire a conoscenza di avvenimenti lontani.

4) per la modalità della chiaroveggenza tattile, il soggetto sensitivo accede a una quarta dimensione spazio-temporale (continuum spazio-tempo): seguiterebbe in tal caso la cosiddetta "linea mondiale" dell'oggetto induttore per arrivare al punto nel passato in cui è stato in contatto con la persona ricercata, per seguire poi la "linea mondiale" di quella persona fino al presente ed, eventualmente, nel futuro.

 

(1) Molti autori, particolarmente quelli che appartengono alla cosiddetta "scuola quantitativa", preferiscono a tal proposito parlare, con tutte le implicazioni teoriche e pratiche che ne derivano, di GESP (General Extra Sensory Perception), percezione extrasensoriale generale, senza porre distinzioni tra telepatia e chiaroveggenza.

 

 

Contributi specifici di Giulio Caratelli sulla tematica della chiaroveggenza

Caratelli G. (1984), "Prime esperienze ipnotiche in Italia", Luce e Ombra, Vol. 84, N. 1, pp. 71-78 (anche in: G. Caratelli, Psicologia Psicoanalisi Parapsicologia, Roma, Sovera Multimedia, 1996, cap. secondo, pp. 45-54).

Caratelli G. (1996), "Nuove luci sul caso Pigeaire", Luce e Ombra, Vol. 96, N. 2, pp. 191-198.

Caratelli G. (1999), "Il caso Pigeaire", Il Giornale dei Misteri, N. 336, pp. 9-10.

 

 

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