I miei disegni
 

Le illustrazioni tolkieniane...e non
 
…dipingendo, io attraverso cupe foreste di abeti dove tra i tronchi grigi passi e voci si perdono attutiti dal pavimento di rossi aghi, mi affaccio su specchi d’acqua oscuri di stagni nascosti tra alte canne, su cui si aprono radure erbose, seguo le pieghe di un vestito rosso come il sangue, e le onde di capelli intrecciati, il gesto di un braccio che ricade, la curva delle labbra e degli occhi di un volto triste di colei che dipingerò nella prossima illustrazione, ma intanto cerco il colore bianco rosato di una ninfea da rendere come lo smalto su un gioiello d’oro, intarsiato su bronzo, e farne la cornice; la musica che ascolto richiama le nebbie che svelano paesaggi misteriosi, interni di castelli tra archi romanici sorretti da colonne d’alabastro, dove si snodano le vicende di racconti dimenticati. Ah, come vorrei avere il tempo per disegnare tutto!
In questo modo esco dalla realtà, ma è un angolo di mondo dove guarisce il mio cuore
 
“…Ma io sono della Casa di Eorl, e non una serva. So cavalcare e maneggiare le armi, e non temo né il dolore né la morte.”
“Cosa temi dunque, signora?”, egli domandò.
“Una gabbia”, ella rispose.”Rimanere chiusa dietro le sbarre finché il tempo e l’età ne avranno fatto un’abitudine, e ogni possibilità di compiere grandi azioni sarà per sempre scomparsa”.
da "Le due Torri" di J.R.R. Tolkien
Su una sedia all’altra estremità della stanza sedeva una donna. La lunga chioma bionda le scendeva sulle spalle; la sua veste era verde, del verde dei giovani germogli, tempestata di argentee perle di rugiada; e la cintura d’oro pareva una catena di candidi gigli incastonata di non-ti-scordar-di-me. Ai suoi piedi, migliaia di candidi gigli galleggiavano in vasi di ceramica verde e marrone, pari a un piccolo lago intorno a un trono.
da "La Compagnia dell'Anello" di J.R.R. Tolkien
Il mondo era immobile e freddo, come se l’alba fosse ormai vicina. Lungi ad ovest la luna piena si coricava, tonda e bianca. Una pallida foschia scintillava nell’ampia vallata, grande golfo di argentei fumi sotto ai quali scorrevano le fresche acque notturne dell’Anduin. Al di là giganteggiava una nera oscurità ove, remoti, aguzzi, freddi, bianchi come denti di spettri, scintillavano qua e là i picchi dell’Ered Nimrais, i Monti Bianchi del Reame di Gondor, incappucciati di nevi eterne.
da "Le due Torri" di J.R.R. Tolkien
Beren e Luthien
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Questo è il segno zodiacale della Vergine
Fra tutti gli schiavi dell’Oscuro Signore, i Nazgul erano gli unici che potevano avvisarlo del pericolo che avanzava, piccolo ma indomabile, verso il cuore del suo inespugnabile reame. Ma i Nazgul e le loro ali nere volavano lontani verso un’altra destinazione: venivano radunati per seguire la marcia dei Capitani dell’Ovest, verso la quale era rivolto il pensiero della Torre Oscura.
da "Il ritorno del Re" di J.R.R. Tolkien
La Bora... il vento della mia città è femmina
Gandalf e Saruman con il palantir di Orthanc, Sotto si vedono le sette torri dove si trovavano le sette pietre.
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La Regina delle Nevi