Fotografare l'acqua è tutt'altro che banale, infatti l'acqua
è movimento e bisogna, nei limiti del possibile rendere questo
movimento anche se la fotografia per eccellenza è un supporto
statico.
Queste immagini ci mostrano una cascata ripresa in una località
montana con un 210mm. Per la prima è stata fatta un'esposizione
di 1/250 f/4 per ottenere una rapidità di scatto necessaria a
"congelare" il movimento dell'acqua. L'effetto del movimento ci viene
dalla sfumatura che è data dall'infrangersi dell'acqua sulla
roccia sottostante. Per la seconda immagine è stata fatta
un'esposizione di 1/45 f/22 per accentuare l'effetto di movimento
che da' l'acqua. Notare inoltre che i rami degli alberi che
incorniciano l'immagine, risultano a fuoco a causa
dell'ìaumentata profondità di campo. Per questo tipo di
immagini è utile un treppiede che ci aiuti a non ottenere una
fotografia vibrata o mossa. La pellicola è una kodak gold 100.
ha contribuito a "scaldare" la tonalità dei colori in una
giornata dai toni molto freddi.
Anche queste due immagini sono un'esempio di come cambia l'aspetto
dell'acqua con due diversi tempi d'esposizione. in questo caso è
stato utilizzato un 20mm prima a f/3,5 e poi a f/16. La differenza non
è grandissima in quanto non è possibile avere un grande
dettaglio sull'immagine a causa della focale utilizzata. Pellicola:
Kodak gold 100.
Ecco come si presenta lo stesso soggetto con un 35mm prima a f/4 e poi
a f/16. Da notare anche le onde sull'acqua che sembrano più
calme nel secondo caso. Pellicola: Kodak gold 100.