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Una
rivolta delle donne Inter bellorum magnorum aut vixdum finitorum aut imminentium curas intercessit res parva dictu sed
quae in magnum certamen excesserit (1). M. Fundanius et L.
Valerius tribuni plebis ad plebem tulerunt (2) de Oppia lege abroganda. Tulerat eam C. Oppius tribunus plebis in medio ardore Punici belli, ne
qua mulier plus semiunciam
auri haberet neu vestimento versicolori uteretur neu iuncto vehiculo (3) in urbe, nisi sacrorum publicorum causa, veheretur. M.
et P. Iunii Bruti (4)
tribuni
plebis legem Oppiam tuebantur nec eam
abrogari se passuros
aiebant; Capitolium (5) turba hominum faventium adversantiumque legi complebatur. Matronae nulla nec auctoritate nec verecundia nec imperio virorum contineri poterant, omnes vias urbis aditusque in forum obsidebant, viros descendentes ad forum orantes ut, florente re publica, crescente in dies privata omnium fortuna, matronis quoque pristinum ornatum reddi paterentur. Livio, Ab urbe condita (XXXIV, 1)
[1] Congiuntivo caratterizzante (o consecutivo). [2]Il verbo fero (qui, come subito dopo) ha il significato tecnico di “proporre una legge”. [3] Il vehiculum iunctum è un segno di lusso, come gli altri due appena elencati. [4] Sono due tribuni della plebe (imparentati tra di loro, visto che si chiamano tutti e due “Giunio Bruto”, uno Marco e l’altro Publio) che evidentemente, da quel che si dice qui, non sono d’accordo con gli altri due tribuni della plebe citati sopra. 5) Qui evidentemente si teneva l’assemblea nella quale si discuteva della questione.
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Traduzione
Fra le preoccupazioni di grandi guerre o appena terminate o imminenti venne ad
inserirsi una questione di poco conto (lett.:
piccola a dirsi;
dictu è un supino passivo), ma che sfociò in un
grande contrasto. I tribuni della plebe Marco
Fundanio e Lucio Valerio proposero al popolo l’abrogazione della legge Oppia (lett.: proposero una legge
riguardo all’abrogare la legge Oppia). L’aveva promulgata il
tribuno della plebe Caio Oppio, in mezzo all’ardore (al divampare) della
guerra punica, affinché nessuna donna (lett.:
affinché alcuna donna non…; qua è un
aggettivo indefinito, equivale ad aliqua) possedesse più di mezza oncia d’oro, indossasse
vesti variopinte, girasse in città (lett.: fosse
trasportata) su un cocchio (lett.: carro aggiogato),
se non per pubbliche cerimonie religiose. I tribuni della plebe Marco e Publio Giunio Bruto difendevano la
legge Oppia e dicevano che non avrebbero permesso che fosse abrogata; il
Campidoglio era affollato da una massa di cittadini favorevoli e contrari (lett.: favorenti e avversanti) alla legge. Le
matrone non potevano essere trattenute da nessuna
autorità, né dal pudore né dal comando dei mariti, assediavano tutte le vie
della città e gli accessi al foro, pregando gli uomini che vi (al foro) si
dirigevano di consentire che anche alle matrone fosse restituito l’antico
decoro, visto che lo Stato era fiorente e che la fortuna privata (il
patrimonio) di tutti cresceva di giorno in giorno (sono due ablativi assoluti,
che si rendono bene con valore causale). |