Di quanta importanza sia
tenere conto della religione, e come la Italia, per esserne mancata mediante la
Chiesa romana, è rovinata
(dalle Considerazioni sui Discorsi del Machiavelli,
di F. Guicciardini)
Non si può dire
tanto male della corte romana che non meriti se ne dica
piú, perché è una infamia, uno esemplo
di tutti e' vitupèri ed obbrobri del mondo. Ed anche credo sia vero che la
grandezza della Chiesa, cioè la autoritá
che gli ha data la religione, sia stata causa che Italia non sia caduta in una monarchia; perché da uno canto ha avuto
tanto credito che ha potuto farsi capo, e convocare quando è bisognato príncipi esterni contro a chi era per opprimere Italia, da
altro essendo spogliata di arme proprie, non ha avuto tante forze che abbia
potuto stabilire dominio temporale, altro che quello che volontariamente gli è
stato dato da altri. Ma non so giá se el non venire in una monarchia
sia stata felicitá o infelicitá di questa provincia, perché se sotto una republica questo
poteva essere glorioso al nome di Italia e felicitá a
quella cittá che dominassi, era all'altre tutte
calamitá, perché oppresse dalla ombra di quella, non avevano facultá di pervenire a grandezza alcuna, essendo el costume delle republiche non participare e'
frutti della sua libertá ed imperio a altri che a' suoi cittadini propri. E se bene la Italia
divisa in molti domíni abbia in vari tempi patito
molte calamitá che forse in uno dominio solo non [ar]ebbe
patito, benché le inundazione de'
barbari furono piú a tempo dello imperio romano che
altrimenti, nondimeno in tutti questi tempi ha avuto al riscontro tante cittá floride che non arebbe
avuto sotto una republica
che io reputo che una monarchia gli
sarebbe stata piú infelice che felice. Questa ragione
non milita in uno regno
el quale è piú commune a tutti e' sudditi; e però veggiamo
la Francia e molte altre provincie viversi felici
sotto uno re; pure, o sia per qualche fato di Italia, o per la complessione
degli uomini temperata in modo che hanno ingegno e forze, non è mai questa
provincia stata facile a ridursi sotto uno imperio, eziandio
quando non ci era la Chiesa; anzi, sempre naturalmente ha appetito la libertá, né credo ci sia memoria di altro imperio che
l'abbia posseduta tutta, che de' romani, e' quali la
soggiogarono con grande virtú e grande violenzia; e come si spense la republica e mancò la virtú degli imperadori, perderono facilmente lo imperio di Italia. Però se la
Chiesa romana si è opposta alle monarchie,
io non concorro facilmente essere stata infelicitá di
questa provincia, poi che l'ha conservata in quello
modo di vivere che è piú secondo la antiquissima consuetudine ed inclinazione sua.