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ARGOMENTI DEL SITO H O M E P A G E La copertina del sito
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R A C C O N T I
IL COLORE DEI SOGNI Chiara era intenta a dare una piega ai capelli biondi , mossi solo dai riccioli artificialmente creati a colpi di spazzola che si ribellavano al suo desiderio di ordinarli al fine di darsi una espressione compita, quando il telefono cancellò ogni pensiero che potesse muoversi tra quei capelli. Non poteva che essere Lui. Chiara non aveva mai capito il perché ma era l’unico a cui rispondeva sempre in modo che il cellulare non squillasse mai più di 3 volte. Accadeva sempre così: prima ancora che leggesse il nome del chiamante sul display, lei sapeva quando era Lui a chiamarla,e non altri. Accadde così anche quella mattina,quando lasciò la spazzola e corse sui suoi tacchi a spillo, che lei aveva sempre detto essere il più grande strumento di tortura mai inventato dal sadismo dell’uomo. -“Pronto” , disse , mentre si accorse di aver evitato persino il terzo squillo stavolta . “Sto migliorando” , pensò , sorridendo senza accorgersene al pensiero di aver conquistato un miglioramento che il suo Padrone avrebbe certamente notato. In effetti ogni suo piccolo mutamento di comportamento ,ogni infinitesimale progresso diveniva per lei una conquista stupefacente , al pensiero che sarebbe stato un piccolo ulteriore dono da poter aggiungere a quanto ella poteva darGli. E tutto ciò diveniva improvvisamente nulla dal tutto, quando egli rispondeva: -“ciao tesoro!” Dal momento in cui Lui la chiamava così i minuti successivi erano sovente affini ad una forma di incoscienza vigile, in cui i gesti del corpo non rispondevano alla stessa logica ferrea che di solito “comandava” le azioni di Chiara. Tale incoscienza le rendeva ineffabile il motivo per cui dovesse adagiarsi sul letto , le cui lenzuola nere stonavano con il resto della camera in cui la predominanza del colore rosa affermava inequivocabilmente il lato più candido della sua personalità. Il letto era stato comprato dopo. Dopo aver incontrato Lui. Il letto però era stato desiderato da sempre . Da prima di conoscere l’esistenza delle lenzuola di pizzo nero. Non lo aveva mai visto un letto tutto nero,dal colore delle lenzuola alle corde che intrecciavano la spalliera di un metallo che doveva essere il più nero di tutti i metalli conosciuti dall’uomo. . Eppure nel suo sogno lo aveva sempre desiderato. Esattamente così. Così come esattamente così era la voce aveva sognato sentire chiamarla “tesoro”…. Ed ora era lì. Come quel letto, esattamente la realizzazione del sogno ,e nulla di più. La realizzazione del sogno non era altro che la prova tangibile che i sogni si potessero avverare. Potessero esistere nella realtà. -“Tesoro vieni da me” fu l’ordine , la richiesta, e il desiderio del suo Padrone affidata a quel telefono all’ultima moda che lei stringeva tra le mani amandolo come tramite dei suoi desideri con quelli del suo proprietario. Si sentì il sordo rumore del telefono che interruppe la comunicazione e lei iniziò a vestirsi con la velocità di chi vuole uccidere il tempo che la separa il desiderio dalla realtà, ma anche con la cura di chi sa che il tempo può essere il miglior alleato di chi desidera rendersi perfetta . Indossò la gonna di pelle bianca che lui amava. Era cortissima Non avrebbe mai pensato di indossare una gonna così corta. Ma soprattutto non avrebbe mai immaginato di sentirsi capace di desiderare di indossarla. Indossata da chiunque altro, o per chiunque altro, sarebbe stata solo una vana e vacua provocazione. Indossata per lui, era il più naturale dei doni. Indossò la camicetta , e non si stupì di scoprirsi a tirarla più giù affinché anche il suo seno fosse un dono . Era pronta. Ormai qualsiasi suo gesto era manifestazione della sua appartenenza. Ogni suo movimento animato dal pensiero di lui. Ogni sua parola sarebbe da ora voluta risuonare in concordanza con quella del suo Padrone. Niente più dissonanze. Con il suo Padrone niente più dissonanze. Per il suo Padrone il rosa delle pareti e degli oggetti della sua stanza,e il nero delle lenzuola del suo letto non erano che lo stesso colore. Il colore dei sogni . E lei ora sapeva che i sogni erano realizzabili. Master Aton
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