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NELLE SUE MANI Ecco li arrivare, tutti e due, a passi decisi. Davanti alla torre, due piccole fiaccole ai piedi delle scale che portavano all’ingresso mostravano i due, li fermi, mentre si guardavano e si sorridevano. Prima di essere bendato Mac ricevette da Beth un sorriso da interrompergli il respiro, poi le labbra si incontrarono e lei lo accarezzò sul viso, marco sospirò, mancava una cosa, un’unica cosa, forse. Gli diede il silenzio, prima di farlo completamente, gli sussurrò di essere sereno, che Lui era li. Beth fece un respiro profondo e bussò alla porta, dall’altra parte la voce del Maestro, li invitò ad entrare. Lei strinse forte, con una mano, il bouquet di fiori gialli e rossi e bianchi e viola che si coloravano, della luna e dei focherelli, e con l’altra la mano di Mac e lui strinse quella di lei; indescrivibile per entrambe dire ciò che provarono, riuscivano a pensare a nulla: la mente vuota J. La stanza è in penombra illuminata dalla luce delle candele e del camino acceso, le fiamme corrono sulle pareti, Beth non riuscii a vedere ne sentire altro, se non i pochi passi che li separava da Lui. Lo sguardo di lei è basso ma sobbalza quando la Sua voce disse: eccovi schiavetti,rimanete fermi! O Dio mio, pensò, non aveva dato nessun ordine da eseguire appena sarebbero arrivati, fare solo ciò che sentivano. lei guidò Mac avvicinandolo a Lui. Lentamente tutti e due si inginocchiarono ai suoi piedi e lui, guidato dalla mano di Beth, con la fronte appoggiata al pavimento e le mani dietro la schiena. Lei guardò profondamente negli occhi il Maestro..Eccoci Signore e chiese se potesse offrirGli un omaggio, Lui con un cenno, delicatissimo, della mano acconsentii, e lei dalla tasca dell’impermeabile nero,prima di porgerGli i fiori ,con la mano schiarita dalle fiammelle, tirò fuori un anello e una sfera gag e Glieli porse col capo chino e gli occhi, che lasciavano trasparire eccitazione, fissi sulla Sua mano che li afferrò. La mano di At accarezzò il suo viso e l’aria, li intorno si riempii di Lui. Le sorrise, la Sua mano sul suo collo, attimi che Beth avrebbe prolungato all’infinito, la strinse e avvicinò il viso. Ora le labbra si incontravano cariche delle loro essenze: lei era persa. Un morso alla lingua la fece sobbalzare ,improvvisamente, facendole aprire gli occhi. Sentii il segno di Lui, pulsare, insieme ai battiti del cuore. At la fissò fermo. Il Suo sguardo la raggiungeva fino agli angoli più bui della sua anima e lei seppe, cosa doveva fare: togliere la benda a Mac. J Le ordinò di alzarsi. Le mani di Beth l’accompagnarono, sentivano il tepore del pavimento. Sentii i suoi capelli e lo alzò dalla posizione che aveva mantenuto, rimanendo quel tempo, perduto, nelle sue sensazioni: ascoltava il suo corpo, in ginocchio e continuava a non vedere, ma sentiva le parole di Lui e le visualizzava, mentalmente ed istintivamente, come le fiamme che dal camino si proiettano sui muri al buio, schiarendo per breve tempo piccoli spazi, per poi spostarsi su altre parti. Beth flesse il collo di lui spingendolo all’indietro, alzò il suo viso e lo tirò a se, sentii la sua lingua. Avrebbe voluto lasciarlo fare. Per un attimo, si abbandonò, ma non poteva. Doveva eseguire ciò che il Maestro Voleva. La mano di Beth, stretta ai suo capelli lo allontanò bruscamente. Lei sentii, più forte, il Suo segno pulsare sulla lingua. La benda cadde velocemente. I suoi occhi ripresero, tra qualche lacrima, a mettere a fuoco la luce che entrava e la sua mente la traduceva in immagini. Videro, vivaci e profondi, gli occhi di Beth, il suo sguardo, le sue labbra. Lentamente , sorridendosi, lei appoggiò il collare sul collo e strinse dolcemente, ma non troppo. J Allora, ancora più di prima, furono Suoi e fu un tuffo per il Cuore di tutti e tre. Le ordinò di inginocchiarsi di schiena vicino a Lui. L’aria trasportò, il desiderio, della Sua schiava . Le Sue mani, dall’alto, accarezzavano i seni, con le Sue dita, soffermandosi sui capezzoli che si evidenziavano dalla maglietta sotto l’impermeabile, tenuto aperto dalle braccia che si incrociavano dietro la sua schiena. Le apri la bocca con le dita e lei Lo cercò timidamente con la lingua. Con l’altra mano At le mise in bocca la sfera che evidenziò la sua conformazione, ordinando le di tenerla in bocca, e con le mani libere le strinse i seni tanto da darle piacere che, le sue gambe tremarono. Un brivido di eccitazione elettrica faceva su e giu lungo la schiena di lei. Lui si fermò, con le labbra, a pochi millimetri dalla bocca e le permise di respirare il Suo alito ed il Suo odore: le permise di gustarlo; lei senti infuocarsi e senti il suo sesso contrarsi. At la liberò, spingendola in direzione di lui. Lei capi e liberò l’udito di lui che senti ricompensarsi i rumori. Gli legò una lunga corda, all’anello del collare come Lui le aveva detto di fare e gli fece indossare la sfera nera passandogliela con la bocca, e lui poté assaporare la sua eccitazione. Lui si sentì chiedere, dalla voce di At di rimanere li fermo immobile e tirò fuori un sospiro che trovò spazio tra gli angoli della bocca, facendogli gonfiare le guance. Il resto della corda gli fu appoggiato intorno a metà del collo e lasciato scendere lungo le spalle. Con la mano sinistra si teneva il polso della destra, dietro la schiena, e sentiva il suo cuore battergli dentro le orecchie. At e Beth si incontrarono, in piedi l’uno di fronte all’altro, ad alcuni metri da Macco. Le tolse il soprabito, la maglietta e la lasciò li tremante di eccitazione, dopo averle dato a lungo, piacere con le mani, toccandola in ogni sua parte. Mac li guardava, eccitato perso nei Loro corpi, nei Loro gesti e nelle Loro espressioni. Lui era dietro di lei e la faceva gemere. Beth, guardò Mac e spostando lentamente lo sguardo, dagli occhi al pavimento, lo accompagnò fino ad inginocchiarsi. Gli fu ordinato a bassa voce di liberarsi della maglia. Non capì subito, il suo udito era confuso dal sangue che correva e dal respiro della sua mente che si perdeva nelle Loro essenze. Gli fu ripetuto e questa volta si scopri, posando la corda a terra davanti a lui. At , tornò con un cane, il Suo sguardo era acuto e li faceva sentire, amichevolmente, a loro agio e questo, fece sorridere, dalla sfera, Mac Parlò a Beth e l’accompagnò di fronte a Mac, che senti tirarsi per il collare e si mosse accompagnandola, camminando in ginocchio, mostrandoGli la schiena, fino ad un anello, al lato del camino, dove venne legata l’altra estremità della corda. Con un colpo di Lui, improvviso sulle natiche, lei gemette di piacere e di dolore pungente e tirò Mac, dal collo fino a che la corda non si tese. Lui era legato e la corda tesa con dei nodi , ben evidenti che si alternavano regolarmente per tutta la sua lunghezza. At, ordinò a Beth di rompere le calze che indossava e lei lo fece. Chiese a lui di afferrare la corda con le mani, all’altezza del collare, e di sdraiarsi per terra. Così facendo, la corda prese a scendere, mostrandosi dal muro al pavimento. Beth diede una candela a lui, e gli disse di tenerla tra le mani, perpendicolarmente al suo corpo steso al pavimento. L’accese. Tornò da At, e Gli bacio il sesso inginocchiata, Lui le accarezzava col cane, come fosse un’estensione dellle Sue mani, il sedere ed i fianchi che si mostravano dal basso della sua posizione. L’alzò per il collare e la piegò in avanti tenendola, da sotto il ventre, con il braccio sinistro e le carezzò con forza, il sesso che Gli si mostrava. La fece godere, e intanto, la cera scendeva sulle mani di Mac piacevolmente calda e morbida. Si trovavano con la corda all’altezza delle loro caviglie, quindi molto vicini a Mac. At ordinò a Beth di mettersi in piedi, a cavallo di Mac e di scendere sulla sua bocca che poté sentire la loro eccitazione. Lentamente lei si spostò fino al centro della corda. At ordinò lui di alzare le braccia e la corda si sistemò sotto di lei e lui senti , immediatamente dopo, la tensione della corda, la candela piovere gocce di cera. Sentiva nelle sue mani il peso del suo corpo. At la girò in maniera che la corda, dalle mani di lui, le passò anteriormente alla gamba sinistra e posteriormente alla destra per poi raggiungere l’anello sul muro. Appoggiò il nodo all’interno del suo fiore e iniziò ad accarezzarle la schiena e con il cane le natiche. La corda vibrava, fino alle mani di Mac, che trasmettevano il moto, facendolo proseguire fino al resto del corpo e dell’anima. La candela, si sarebbe spenta e la mente correva verso le Loro.
Furono in quelle ore cullati dall’onda creata dai loro moti. Quell’ onda li portava, e sempre li avrebbe ricondotti a Lui. Sarebbero stati, gia lo erano, e sono J nelle Sue mani. Non era una promessa, è la “realtà".
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