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Borriello lancia l'Under 21, inglesi k.o.
Gli azzurrini crescono alla distanza e un gol del bomber decide l'amichevole di Massa. Poi i ragazzi di Gentile legittimano il successo.
MASSA, 11 febbraio 2003 - Un gran bel gol di Marco Borriello
piega l'Inghilterra e restituisce il sorriso a Claudio Gentile dopo la
figuraccia di novembre contro i turchi. Ma ci sono voluti 45' per vedere gli
azzurrini fare sul serio ed allontanare l'ingombrante ombra di Antonio
Cassano, della cui genialità si è sentita la mancanza almeno fino
all'ingresso di D'Agostino.
Hai voglia infatti a parlare di gara importante e occasione di riscatto se non ci metti la grinta. Soprattutto ora che buona parte degli azzurrini sono diventati titolari nei rispettivi club (potere del mercato di riparazione), il pensiero, e la gamba, all'inizio paiono già al prossimo turno di campionato. Ecco che venire a capo della tosta Inghilterra di Platt giocando a ritmi ferragostani diventa davvero difficile. Incapaci di cambiare passo per trovare spazi e sorprendere la difesa avversaria, gli azzurrini ci provano con inutili lanci lunghi, regolarmente preda dei lungagnoni britannici. Preferendo la quantità di Pinzi e Dalla Bona ai guizzi di Gasbarroni e D'Agostino, Gentile trova sì una collocazione a tutti i suoi mediani, ma priva la squadra di fantasia e del gioco sulle fasce. Paradossalmente è l'Inghilterra a proporre geometrie migliori, malgrado in attacco svetti la torre Ameobi, il vice di Shearer nel Newcastle. Wright-Phillips e Barry sono esterni di ruolo e si vede. Saltano spesso Moretti e Zaccardo, ma per nostra fortuna crossano come l'ultimo Conceiçao. Dopo venti minuti di anticalcio, qualcosa si muove da una parte e dall'altra, ma prima a Wright-Phillips non riesce di un soffio il gol della domenica (destro di controbalzo in corsa fuori di poco), poi Dalla Bona se ne mangia uno fatto dopo un bel tiro (l'unico in porta nel primo tempo) di Sculli. Non che la colpa sia di Zaccardo e Dalla Bona, fatto sta che nella ripresa l'Italia cresce a dismisura con gli innesti di Ferri e D'Agostino sia perché il triestino sulla destra spinge come un matto sia perché il barese parte sì da sinistra, ma si accentra spesso a smistare ottimi palloni. Più logica tatticamente, la squadra ci mette finalmente gli attributi e gli inglesi ballano paurosamente. Purtroppo per Gentile, le occasioni migliori capitano sul piede di Pinzi che prima esalta Grant e poi lo grazia con un sinistraccio. Gli inglesi credono di farla franca, ma non fanno i conti con l'acuto di Borriello, innescato da Sculli, uno che vedrà poco la porta ma ha una rapidità d'esecuzione non indifferente. Le due punte e D'Agostino allontanano insomma l'ingombrante ombra di Cassano in vista della sfida da tre punti con la Finlandia.
La pagella della Gazzetta dello SportBrighi 6- Ci mette grinta e movimento dal primo minuto, ma a centrocampo c'è troppa confusione e lui raramente riesce a fare ordine. Cresce nella ripresa.
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