Due parole (più o meno) sulla vita e sulla carriera di Matteo. Mi
raccomando, scrivetemi se ho fatto
degli errori, se mi sono
dimenticata qualcosa o se avete altri dettagli da aggiungere!

C'era una volta... Dite che è un po' troppo fiabesco
come inizio?? Ok, allora puntiamo sulla semplicità...
La nostra storia comincia circa 21 anni fa, più
precisamente il 14 Febbraio 1981, quando Matteo nasce in quel di Rimini.
Matteo è il secondo di quattro fratelli, tutti calciatori: Alessandro, il più
grande, gioca in una squadra locale; Marco, 19 anni, milita in C2 nelle fila del
Rimini; Andrea, il più piccolo, si sta ancora facendo le ossa nella squadra
dell'oratorio Grotta Rossa di Rimini, a quanto pare fucina di campioni! Basta
guardare le opere di Matteo con la casacca del Bologna... Ma pare che anche
Marco non sia da meno. Chissà che un giorno non scenderà in campo in Nazionale
una coppia
Brighi&Brighi...
E a proposito di oratorio, è proprio lì che Matteo
muove i primi passi, rigorosamente palla al piede. "Mega-ammucchiate sul
pallone - ricorda Matteo in un'intervista alla Gazzetta dello Sport - chi lo
prendeva provava a tirare dritto fino in porta. Però così si impara
tanto". Come dargli torto? Si impara eccome! E infatti Matteo, a 14 anni,
approda al Rimini, in serie C2. 
Nessuna presenza nella prima stagione, la 97-98. Le soddisfazioni cominciano ad
arrivare nella stagione seguente, la 98-99, nella quale Matteo colleziona 10
presenze e 2 reti in campionato.
E' all'estate 1999
che risale il "gran rifiuto" (passatemi questo bel termine dantesco,
per piacere!): la Juventus, che vede lontano, vorrebbe prelevare dal Rimini il
giovane centrocampista e portarselo a Torino, per farlo crescere nella Primavera
bianconera. Ma Matteo dice no: la Vecchia Signora può aspettare. "Sono
troppo giovane per una grande squadra. E poi voglio prima prendere il
diploma". Non c'è bisogno di commentare.
Segue
allora la terza stagione a Rimini, quella di maggior successo. Matteo scende in
campo per 34 gare, e totalizza 6 reti, un bottino non indifferente, considerato
il suo ruolo, che non è esattamente quello del bomber.
Siamo
pronti? Pare di sì. Nell'estate 2000, la Juventus riesce a portarsi a casa il
campioncino riminese. Nella stagione 00-01, Matteo scende in campo
"solo" 11 volte, e rimane a secco di reti. Bravo, certo, ma bisogna
competere con centrocampisti di caratura mondiale!
Ma
il futuro di Matteo non è la panchina. Per crescere bisogna giocare, e la Juve
lo sa. Per questo, nell'estate 2001, cede Matteo in prestito al Bologna, dove
conquista subito una maglia da titolare, pienamente meritata.
Il
resto è storia recente. Nella squadra di Guidolin, Matteo sta
disputando una
stagione eccellente (memorabile la partita giocata contro l'Inter: migliore in
campo con tanto di 7.5 dalla Gazzetta!!!), sta dimostrando grinta e
personalità, oltre a doti tecniche da campione. In poche parole, il nostro
numero 25 sta crescendo, e si sta preparando a tornare da mamma Juve, dove lo
aspetta con ogni probabilità una stagione da protagonista (anche perché non si
può tenere in panca un gioiello così!).
C'è chi spera anche in un'apparizione di Matteo al mondiale giapponese,
"ma nei miei pensieri per ora ci sono il Bologna e l'Under 21". La
parola al Trap!

Torna su